A pochi chilometri dal confine sud-est del Guatemala si trova la graziosa cittadina di Copan, in Honduras, che sorge proprio accanto alle rovine maya. Da Rio Dulce abbiamo preso un autobus diretto fino al punto di confine chiamato El Florido (6-7 ore circa) e poi da qui si prosegue con un piccolo van dopo aver sbrigato le formalita' di ingresso alla Migration hondurena.
Le rovine archeologiche di Copan sono considerate alcune tra le piu' interessanti del Centro America vista la presenza di moltissime iscrizioni e vista anche la portata dei ritrovamenti. Il parco archeologico non e' molto vasto, certo meno spettacolare di Tikal, ma in un certo senso forse piu' affascinante. Si tratta di poche strutture in parte ricostruite che rappresentavano il centro politico, culturale e religioso della comunita'. Cosi' qui troviamo un minuscolo campo per il gioco della pelota, il palazzo del re, uno stadio con gradinate per le adunate militari e civili e la spettacolare scalinata geroglifica che portava al tempio sede della classe sacerdotale. Ecco qui sotto il campo per il gioco della pelota e la scalinata con le iscrizioni coperta da un ampio telone per proteggerla dalla pioggia:
Le rovine archeologiche di Copan sono considerate alcune tra le piu' interessanti del Centro America vista la presenza di moltissime iscrizioni e vista anche la portata dei ritrovamenti. Il parco archeologico non e' molto vasto, certo meno spettacolare di Tikal, ma in un certo senso forse piu' affascinante. Si tratta di poche strutture in parte ricostruite che rappresentavano il centro politico, culturale e religioso della comunita'. Cosi' qui troviamo un minuscolo campo per il gioco della pelota, il palazzo del re, uno stadio con gradinate per le adunate militari e civili e la spettacolare scalinata geroglifica che portava al tempio sede della classe sacerdotale. Ecco qui sotto il campo per il gioco della pelota e la scalinata con le iscrizioni coperta da un ampio telone per proteggerla dalla pioggia:
Il parco e' ben tenuto e passeggiare in mezzo alle rovine e' assolutamente rilassante cosi' come scalare le piramidi e godersi la vista dall'alto, proprio come avranno fatto a loro tempo i re della comunita'. Questa infatti fu una delle aree maya piu' attive fino al 1200 circa, secolo in cui la zona venne a poco a poco abbandonata a causa dell'eccessivo sfruttamento agricolo e delle continue inondazioni dovute all'erosione della valle. Nel 1576 Diego Garcia de Palacios al servizio della corona di Spagna riporto' di aver viaggiato attraverso la regione e di aver visto le rovine, ma queste rimasero sepolte nella giungla fino al 1839 anno in cui una spedizione di archeologi americani inizio' ad interessarsene.
Uno dei "pezzi forti" e' sicuramente l'altare Q, o altare dei 16 sovrani di Copan: si tratta di un blocco rettangolare di pietra sui cui lati sono scolpite 16 figure, quattro per ogni lato. Una delle prime ipotesi nell'interpretazione porto' a credere che le figure rappresentassero una riunione dei 16 migliori astronomi maya venuti a Copan da molto lontano per osservare un qualche fenomeno celeste. Piu' recentemente invece gli archeologi hanno pensato che le 16 figure in realta' stiano a rapppresentare i 16 sovrani di Copan, ipotesi confermata poi anche da altre fonti figurative. Qui sotto un particolare dell'altare:
Uno dei "pezzi forti" e' sicuramente l'altare Q, o altare dei 16 sovrani di Copan: si tratta di un blocco rettangolare di pietra sui cui lati sono scolpite 16 figure, quattro per ogni lato. Una delle prime ipotesi nell'interpretazione porto' a credere che le figure rappresentassero una riunione dei 16 migliori astronomi maya venuti a Copan da molto lontano per osservare un qualche fenomeno celeste. Piu' recentemente invece gli archeologi hanno pensato che le 16 figure in realta' stiano a rapppresentare i 16 sovrani di Copan, ipotesi confermata poi anche da altre fonti figurative. Qui sotto un particolare dell'altare:
Come a Tikal anche qui e' difficile contenere l'esplosiva natura della foresta pluviale e cosi' splendidi alberi crescono proprio sopra alle rovine creando scorci spettacolari.
Accanto al parco archeologico si trova anche un museo dove vengono conservate sculture, bassorilievi e alcune spettacolari strutture sepolcrali e abitative. A pochi chilometri da queste rovine sono state ritrovate infatti decine di tombe anche monumentali ricostruite per intero all'interno del museo.
Dopo aver passato l'intera mattinata alle rovine (anche se per una come me non sarebbe stata sufficiente una settimana...) abbiamo deciso di visitare un piccolo allevamento di farfalle. All'interno di una grande serra con le pareti di garza e zanzariera abbiamo potuto osservare da vicino decine di differenti tipi di farfalle, un'esperienza davvero pazzesca!
Dopo aver passato l'intera mattinata alle rovine (anche se per una come me non sarebbe stata sufficiente una settimana...) abbiamo deciso di visitare un piccolo allevamento di farfalle. All'interno di una grande serra con le pareti di garza e zanzariera abbiamo potuto osservare da vicino decine di differenti tipi di farfalle, un'esperienza davvero pazzesca!
A qualche chilometro di distanza dall'allevamento di farfalle si trova un centro specializzato per la cura e l'aiuto degli uccelli tropicali, cosi' dopo una breve corsa su uno dei buffi taxi locali chiamati tuk tuk, niente meno che delle piccole ape car rosse, ci troviamo di nuovo immersi nella foresta tra una miriade di pappagalli e tucani. Peccato pero' che alcuni siano costretti nelle voliere.
Alla fine del giro e' possibile prendere confidenza con i volatili... eccone un esempio pratico! Aggiungo che tutti noi ci siamo sottoposti a tale "esposizione" e che uno dei tre pennuti e' riuscito persino a farmi un buco nella giacca con il suo becco aguzzo... chissa' probabilmente cercava del cibo!
Ed ecco per ultimo il nostro preferito, e' cosi' buffo con quel becco sproporzionato! Pero' anche molto tranquillo, tanto che si e' lasciato avvicinare senza paura per farsi fare un vero servizio fotografico! Bello il tucano, eh?
3 commenti:
Che dire.....
...ogni tanto vi leggo.
Sapere di avere una barchetta ferma in marina che ho pochissimo tempo per utilizzare, e sapervi a godervi piacevolemnte lo stile di vita che vi siete scelti ...... mi fa male !!!
Vi ammiro...con un pizzico di sana invidia
Ti risponde Francesco:
Anch'io ero come te, il primo trimarano Captain Kaos e' stato fermo a Marina del Rey per 10 anni e se riuscivo ad usarlo una dozzina di volte all'anno andava bene. Poi rileggendo Moitessier ho voluto provare anch'io quello che lo rendeva felice... ed aveva ragione. Non rimpiango le 12 ore che passavo quotidianamente in ufficio.
... pensa che ho appena finito di leggere "la lunga rotta".
In effetti ti pone delle domande che ti obbligano a riflettere sulla "vita normale casa/ufficio/lavoro"
... intanto vi leggo...ed è un pà come viaggiare con voi !!!
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