martedì 7 dicembre 2010

Diario di bordo ott-nov 2010: da La Cruz de Huanacaxtle a La Paz

Carissimi,

eccoci, siamo arrivati a La Paz da un mesetto ormai e la Baja California mi sembra ancora meglio di quando l'avevamo lasciata 3 anni or sono. Vi posto subito la mappetta delle 500 m/n percorse fino qui e il diario di bordo. Non vedevo l'ora di ritornare qui, che gioia!



25 ottobre 2010

Partenza da La Cruz.
Partiamo con calma verso le 10.00 del mattino, aiutati a far manovra da alcuni lavoranti che con delle lunghe cime ci fanno ruotare ed uscire dai moli. Che bella sensazione essere fuori dal porto! C'e' poco vento, 4-5 nodi da S/E, tiriamo su le vele, ma teniamo il motore acceso per avere un po' di velocita' ed uscire da Bahia Banderas. Dopo poco il motore comincia a sussultare e si spegne, non c'e' verso di farlo ripartire. Francesco scende nella cabina di poppa per vedere di che si tratta ed io rimango a regolare le vele, visto che intanto e' arrivata una bella brezzolina (10-12 nodi) da nord-ovest. Il problema del motore sembra essere del carburante avariato dall'alcool usato per pulire il serbatoio, cosi' lo svuotiamo (per fortuna e' quasi vuoto) e rimpiazziamo il vecchio diesel con una tanica fresca. Tutta questa operazione ci porta via meta' della giornata, pero' almeno riusciamo a farlo ripartire! Peccato che adesso ci sia diesel dappertutto, in pozzetto si scivola che e' un piacere!


Nel frattempo il vento aumenta e per stabilizzare Damiana diamo una mano di terzaroli; andiamo 8-9 nodi di bolina a 35 gradi ed iniziamo a fare un bordo al largo, che pensiamo di tenere per tutta la notte. Il pomeriggio passa veloce e verso le 17 decidiamo di cenare con una bella porzione di tonno-fagioli-cipolla. In serata il vento aumenta ancora superando i 25 nodi, terzaroliamo ulteriormente, ma si e' formata un'onda fastidiosa che proprio non riusciamo ad evitare e Damiana beccheggia alzando spruzzi che arrivano fino in pozzetto. Optiamo per la cappa: qualche ora di sonno in attesa che si calmi un po' il vento. Anche se ormai siamo ben distanti dalla costa (circa 50 m/n) ogni 40 minuti a turno ci alziamo a controllare che tutto vada bene.


26 ottobre 2010

Navigazione verso nord.
Ci svegliamo alle 6 ben riposati e pronti a ripartire con vento piu' moderato sui 10-15 nodi sempre da nord-ovest, quindi sempre di bolina. L'onda nel frattempo si e' calmata e con il mare piatto andiamo che e' una bellezza con punte sui 10-12 nodi di velocita'. Cambiamo bordo un paio di volte per restare piu' in rotta possibile, anche se la meta e' ancora ben distante! Nel pomeriggio il vento aumenta sui 20-25 nodi, diamo una mano di terzaroli, pronti a calarne una seconda se l'onda dovesse aumentare.
Per cena Francesco prepara delle ottime svizzere di manzo con patate e carote al vapore. Nella notte poco vento e soliti turni, percorriamo solo 15 m/n in 12 ore.


27 ottobre 2010

Navigazione verso nord. Alle 6 quando finisco il mio turno il vento gira ed ora siamo di lasco, speriamo che duri almeno per qualche ora! Vediamo una miriade di tartarughe che dormono e prendono il sole. Oggi e' veramente caldo, si sta bene e la mattinata passa tranquilla tra le solite faccende e stando attenti al timone. I pannelli solari nuovi sono una meraviglia, dopo due giorni siamo ancora oltre l'80% di energia, non era mai successo prima! Il vento ci aiuta ed ora siamo quasi in rotta perfetta, anche se andiamo pochino, una media di 3 nodi orari. Al tramonto riceviamo due ospiti: il primo e' una sula che a tutti i costi prova ad appollaiarsi sulla cima dell'albero, preferendo poi la seconda crocetta:


Il secondo e' un minuscolo uccelletto stremato di fatica che si sistema su una delle reti al riparo dal vento e si addormenta con l'ala sopra la testina.


Per cena una bella carbonara. Nella notte soliti turni e poco vento, di questo passo ci metteremo un mese per arrivare a La Paz.


28 ottobre 2010

Navigazione verso nord. In mattinata vento tranquillo 10-12 da sud-est, andiamo bene e mancano solo 120 m/n al primo ancoraggio dove vorremmo fermarci... forse ci potremmo arrivare gia' domattina se il vento continuasse cosi'. Facciamo un giretto in coperta per controllare come sta il nostro piccolo ospite, ma ci aspetta una triste scoperta: il piccoletto e' morto, ci rimaniamo molto male, anche perche' fino a qualche ora fa lo sentivamo cinguettare ogni tanto. Passiamo il resto della giornata in silenzio assorti nei pensieri, 'sta cosa dell'uccelletto ci ha proprio sconvolto la giornata. Nel tardo pomeriggio iniziamo a leggere "Le balene lo sanno" di Pino Cacucci, dove racconta del suo ultimo viaggio in Baja California: io leggo ad alta voce all'ombra in pozzetto e Fra ascolta tenendo d'occhio il timone. Ci piace molto "leggerci" i libri, un po' perche' cosi' abbiamo modo di condividere subito opinioni e commenti, un po' perche' io lo trovo molto rilassante.


Per cena Francesco prepara una frittatona con fagiolini e formaggio. La prima meta' della notte passa tranquilla, poi si alza un ventaccio teso da nord-ovest sui 25-30 nodi. Damiana non ne vuole sapere di rallentare nemmeno con 3 mani di terzaroli alla randa e un fazzoletto di genoa. Cosi' verso l'1 del mattino ci mettiamo alla cappa per riposare un po'.


29 ottobre 2010

Navigazione verso nord. All'alba il vento scompare e ci ritroviamo alla deriva a 70 m/n dalla meta. Passiamo la mattinata leggendo e aspettando un po' di brezza. Nel pomeriggio il vento arriva e dopo poco siamo anche costretti a terzarolare e ridurre la vela di prua perche' e' gia' oltre i 25 nodi. Damiana va molto bene, l'unico problema e' che a questa velocita' arriveremo all'ancoraggio alle 2 del mattino...
Per cena un bel piatto di bavette con zenzero e acciughe.


Ci prepariamo ad affrontare un possibile approdo durante la notte, ma purtroppo o per fortuna, durante il mio turno il vento crolla quando mancano 25 m/n a destinazione.


30 ottobre 2010

Arrivo a Cabo Los Frailes.
All'alba ancora non riusciamo a distinguere la costa della Baja California, poi dopo qualche ora vediamo la cima di un monte spuntare tra la foschia. L'emozione di vedere terra e' sempre strana, un misto tra gioia e incredulita', sollievo e paura allo stesso tempo. Il vento comunque non ci aiuta e passiamo tutta la giornata cercando di raggiungere l'ancoraggio a vela, tanto che accendiamo pure il motore per un'oretta.


Il mare ha un colore blu intenso, ci sdraiamo su uno scafo laterale per ammirarlo e scopriamo che abbiamo un branco di pesci che ci segue. Sembrano sardine e si nascondono sotto di noi!
Verso le 16 arriva un po' di vento sui 10-15 nodi e in meno di due ore siamo ancorati a Los Frailes, ancoraggio al quale siamo parecchio affezionati, perche' nel 2007 con Captain Kaos qui trovammo rifugio da una forte tempesta di vento tipica del mare di Cortes e che i locali chiamano Norte.
Appena arrivati Francesco prepara delle verdure per la cena ed io mi faccio un bel bagno con l'acqua di mare e metto a posto il ponte.
Ci beviamo un drink in pozzetto per festeggiare il nostro ritorno in Baja osservando un'altra barca a vela che si ormeggia poco distante. Abbiamo percorso 370 m/n e La Paz ormai e' dietro l'angolo!
Per cena tacos di arrachera con verdure e frijoles refritos.


31 ottobre 2010

Cabo Los Frailes.
Ci svegliamo alle 8 e dopo colazione remiamo fino a terra per liberare un piccolo geco che abbiamo trovato a bordo. Facciamo una lunga passeggiata tra le dune di sabbia; il paesaggio e' desertico, ma ci sono parecchi arbusti verdi, in fondo la stagione umida e' appena terminata, anche se in Baja non piove quasi mai, a parte quando passano gli uragani.





Torniamo alla barca e ci dedichiamo a lavori di bordo vari. I pannelli solari insieme al generatore eolico fanno piu' di 1o A/h, siamo stracarichi di energia! Nel pomeriggio arriva una bella sventilata da nord-ovest, meno male che le dune e un grosso picco ci riparano, se domani soffia cosi' ci fermeremo qui un altro giorno. Purtroppo non siamo riusciti ad avere il bollettino meteo perche' alla radio non si sentiva nulla.
Francesco prepara il pane e poi ci riposiamo un po' in pozzetto: chissa' perche' siamo tanto stanchi, sara' il caldo? Per cena cavolo capuccio stufato con carote, polipo bollito e friggione (per chi non lo conoscesse si tratta di un tradizionale contorno emiliano romagnolo a base di cipolle e pomodoro).


1 novembre 2010

Cabo Los Frailes. Sveglia alle 7 e fuori soffia ancora ben oltre i 20 nodi. Decidiamo di fermarci un altro giorno qui. In mattinata ci dedichiamo a lavori di bordo vari e proviamo ad ascoltare le net per avere il bollettino meteo, ma la ricezione e' confusa. Nel pomeriggio Francesco approfitta dell'acqua limpidissima e ancora calda per essere autunno (28 gradi) e da' una bella ripulita al fondo di Damiana.
Ceniamo al tramonto con un piatto di pasta al pomodoro con capperi e olive. Alle 19.30 siamo gia' a letto.


2 novembre 2010

Da Los Frailes a Punta Arena. Anche oggi vento forte, ma ci siamo un po' scocciati di stare qui, quindi tiriamo su le vele e usciamo dalla baia al traverso ad una velocita' di 13 nodi. Forse abbiamo un po' esagerato con la velatura, cosi' mentre io do una mano di terzaroli, Francesco stringe un po' la rotta e riduce il genoa. La giornata e' splendida, ma ventosa, tipico del Mare di Cortes. Passiamo il Tropico del Cancro e pensiamo sia meglio fermarci in un ancoraggio vicino visto che l'onda e' gia' bella formata e la crociera non e' piu' molto piacevole, anche perche' non avendo fretta di arrivare a La Paz possiamo vedere quei luoghi che nel 2007 non avevamo avuto modo di conoscere.
A meta' pomeriggio ci ancoriamo dietro a Punta Arena, che proprio come dice il nome, e' una striscia di sabbia compatta che si protrae nel mare per diverse centinaia di metri.




Ci siamo solo noi, i pellicani e una flotta di pescherecci al riparo dal vento. Ci dedichiamo ad aggiustare varie cose tra cui il tavolo della cabina centrale. Il resto del pomeriggio lo passiamo in pozzetto leggendo. Per cena zuppa di spinaci (in scatola) e un'insalata di patate e chayote. Il vento sembra piu' calmo ora, speriamo bene per domani!


3 novembre 2010
Punta Arena a Ensenada de los Muertos. Partiamo presto verso le 6.30 perche' il prossimo ancoraggio dista 35 m/n e vorremmo essere sicuri di arrivare prima del buio. Non ci piace navigare di notte nel Mare di Cortes, troppe rocce solitarie anche lontane dalla costa e non sempre segnalate nelle mappe. Oggi giornata tranquilla, calma piatta, anzi, verso le 11 siamo nella bonaccia piu' totale. Poi all'improvviso si alza un bel venticello da nord-ovest, che presto ci costringera' a dare due mani di terzaroli, ma che ci fara' arrivare a Los Muertos in meno di quattro ore. Infatti alle 15 siamo gia' ancorati nella baia, ben protetti dalle dune di sabbia e da un montarozzo su cui delle ruspe stanno costruendo una strada. Appena arrivati ci mettiamo subito a cucinare del pollo e delle verdure per i tacos. I pescatori ci sfrecciano vicino con le loro pangas e ci salutano sorridendo.


4 novembre 2010

Ensenada de Los Muertos. Dovevamo essere proprio stanchi, abbiamo dormito 12 ore! Facciamo colazione con calma e poi prendiamo il barchino e scendiamo a terra.



Passiamo di fronte ad un grazioso ristorantino e chiacchierando con i camerieri scopriamo di avere la regolazione dell'orologio sbagliata: non sono le 9, ma le 7 del mattino! Ci sediamo ad un tavolo e gustiamo le specialita' della casa: huevos rancheros (uova al tegamino con salsa piccante) e enchiladas de pollo (sorta di involtini di tortillas ripieni di pollo e verdure).
Torniamo su Damiana e vediamo arrivare un'altra barca a vela. Nel pomeriggio si alza un bel vento da est che rinfresca la giornata. Francesco finisce di pulire il fondo della barca, io mi dedico agli inventari del cibo.
Per cena ci facciamo un bella zuppettina di verdure e poi alle 20 siamo nel mondo dei sogni.


5 novembre 2010

Da Ensenada de Los Muertos a Isla Cerralvo.
Sveglia alle 6, tiriamo su le vele e riprendiamo il viaggio verso nord. Il vento langue e fino alle 13 facciamo solo qualche miglio aiutati piu' che altro dalla corrente di marea. Nel pomeriggio arriva una gran sventilata da nord-ovest, ma ormai e' troppo tardi per cercare di raggiungere il canale che porta alla baia di La Paz e cosi' ci ancoriamo all'Isla Cerralvo di fronte ad una spiaggia deserta.



Oltretutto il girafiocco del gennaker si e' nuovamente rotto, forse per via del forte vento improvviso, comunque, e' una ragione in piu' per sostare qui stanotte e vedere se riusciamo a ripararlo.
Appena ancorati Francesco prepara il pane e io uno stufato di cavolo rosso. Per cena patate al forno, cavolo e filetto di manzo. Alle 19.30 siamo gia' a letto.


6 novembre 2010

Da Isla Cerralvo a Bahia Balandra. Sveglia alle 6 e pochissimo vento, come ogni mattina. Certo pero' oggi speriamo che arrivi un po' di brezza perche' per arrivare al prossimo papabile ancoraggio ci sono 30 m/n. Vediamo altre barche a vela che vanno a motore e ci salutano. Aspettiamo alla deriva per qualche ora, poi anche noi accendiamo il motore, ma solo per un'oretta perche' fortunatamente arriva un po' di vento da nord-ovest e dopo circa 6 ore riusciamo ad arrivare a vela a Baia Balandra, uno dei posti piu' suggestivi nei dintorni di La Paz.





Questo ancoraggio e' molto bello, ben protetto e famoso per la presenza della cosiddetta "roccia fungo", opera d'arte creata dall'erosione del mare (anche se pare che quella ad oggi presente nella baia sia una copia dell'originale, che si era rotta non si sa bene se per cause naturali o ad opera di qualche teppistello). Senza fretta prepariamo un buon sughino di pomodoro con capperi e olive per la cena e prima delle 20 siamo a letto.


7 novembre 2010

Baia Balandra. Giornata di pausa "tecnica" dedicata alla riparazione del girafiocco del gennaker. Di buon mattino bisogna issare Francesco sull'albero in modo che possa recuperare il pezzo di metallo che e' rimasto attaccato alla drizza lassu'.


Lavoriamo l'intera mattinata alla vela ed ora speriamo di non avere piu' problemi, visto che abbiamo sostituito l'intero meccanismo. Nel pomeriggio finiamo di pulire il fondo e ci rilassiamo in pozzetto. Barche a vela arrivano e se ne vanno in continuazione, che frenesia!
Per cena frittatone con spinaci, formaggio, patate e cipolle. Nella notte arriva un Coromuel molto forte (vento notturno da sud-ovest tipico di quest'area) e l'allarme dell'ancora suona in continuazione, cosi' ci dobbiamo alzare e riancorare piu' volte.


8 novembre 2010

Da Baia Balandra a La Paz.
Vento da sud-ovest sui 15 nodi. Siamo di bolina stretta, ma in fondo non ci importa visto che tra 8 m/n saremo arrivati nel porto di La Paz. Il vento poi cala gradualmente regalandoci una meravigliosa mattinata di navigazione.
Verso mezzogiorno entriamo nel canale di ingresso del porto ben segnalato dalle boe verdi e rosse. La baia di La Paz infatti e' un dedalo di secche e senza il canale che viene dragato, per molte imbarcazioni sarebbe difficile raggiungere la citta'. Tornare qui dopo 3 anni ci rende particolarmente felici, anche al pensiero della scorpacciata di arrachera che ci faremo stasera nel nostro ristorante preferito Rancho Viejo! La Paz e' sempre una cittadina deliziosa, dove non mi dispiacerebbe fermarmi un po' piu' a lungo del solito. Non mi ero ben resa conto in questi anni di quanto mi fosse mancato questo posto che riesce a farmi star bene con la sua luce e la sua energia. Sarebbe davvero magnifico potersi fermare qui a lungo.





novembre-dicembre 2010

La Paz. Visto che aspettiamo ospiti dall'Italia per la Navidad, abbiamo deciso di passare qualche mese qui a La Paz e vedere se la prospettiva di tornare semi-terrestri non ci sta troppo stretta. Dopo aver passato qualche settimana all'ancora nel porto, abbiamo trovato un posto barca nel marina piu' economico e piu' distante dal centro, ma poco importa visto che siamo riusciti a recuperare anche Lando, il nostro mitico Land Rover militare che nel 2007 avevamo lasciato da amici a Santa Rosalia, a circa 500 Km a nord di La Paz.


E cosi', muniti di automezzo, impariamo a conoscere la citta' e i suoi abitanti, abbiamo ritrovato amici europei e messicani che avevamo incontrato nei nostri vagabondaggi e ci dedichiamo alla buona cucina, aiutati anche dal clima non piu' torrido! Eh si', anche qui in Baja e' arrivato l'inverno e di notte la temperatura scende intorno ai 13-15 gradi, cosi' ci divertiamo a cucinare tutte quelle golose ricette invernali che ai tropici risultavano spesso proibitive! Per il mio compleanno Francesco mi regala una teglia di lasagne... buonissime! Adoro La Paz, fosse per me rimarrei qui per sempre!



Progetti futuri: sappiamo che staremo a La Paz fino alla meta' di gennaio. Con il 2011 arrivera' anche il momento di fare carena e qui in citta' ci sono un paio di strutture che potrebbero alare Damiana. Pensiamo quindi che una volta pittato il fondo potremmo essere pronti a risalire il Mare di Cortes e portarci in una zona meno rischiosa in vista della prossima stagione degli uragani, forse a Santa Rosalia o piu' a nord a San Felipe, vedremo. In attesa di aggiornarvi sui nostri spostamenti, vi abbraccio


venerdì 4 giugno 2010

Diario maggio 2010: da Manzanillo a La Cruz de Huanacaxtle

Carissimi,

ecci qui con l'ultimo diario di bordo e la mappetta delle 150 m/n percorse.



3 maggio 2010

Navigazione da Manzanillo a Bahia de Navidad.
Partiamo presto al mattino, non sono nemmeno le 7.30 quando tiriamo su le vele. Purtroppo di vento ce n'e' pochino, cosi' usciamo a motore dalla baia di Manzanillo e ci dirigiamo a nord. Oggi il vento e' benevolo, una decina di nodi da sud-ovest e siamo al lasco su un mare piatto come una tavola. Dopo qualche ora abbiamo percorso 25 m/n e siamo ancorati nella splendida bahia de Navidad di fronte al paesino di Melaque.


La baia e' tranquilla anche se non mancano le pangas dei pescatori che sfrecciano veloci intorno a noi. Dai molti ristorantini affollati sulla spiaggia ci arriva l'inconfondibile profumo dei mariscos alla piastra... cosi' per cena ci prepariamo una bella pastasciutta con pomodoro e zucchine e ce la gustiamo in pozzetto con il tramonto.



4 maggio 2010

Bahia de Navidad. Ci svegliamo verso le 7 e decidiamo che e' giunta l'ora di fare un'operazione di manutenzione che abbiamo sempre rimandato: si tratta di controllare i compartimenti stagni degli scafi laterali (3 per ogni lato) e svuotarli con una pompa di sentina portatile, se dovessero contenere dell'acqua. Il lavoro e' difficile e faticoso, un po' perche' i boccaporti per il controllo sono minuscoli e ci passa a malapena il mio braccio, un po' perche' stare appesi sotto le reti con il dinghy non e' esattamente comodo con queste ondone, comunque in un paio d'ore ce la caviamo e Damiana guadagna 1 cm sulla linea d'acqua!
Decidiamo di scendere a terra per controllare le previsioni del tempo in un internet cafe' e magari pranzare in uno dei ristorantini sulla spiaggia. Compriamo anche dell'artigianato locale da un simpatico Huichol che ci invita nel suo laboratorio.


Gli Huichol vivono sulla Sierra Madre e sono una delle molte etnie autoctone sopravvissute all'arrivo dei conquistadores. Restii al contatto con il mondo esterno, vivono in piccole comunita' sulle montagne tra gli Stati di Nayarit, Zacatecas e Jalisco; dediti al culto e all'uso del cactus peyote, i loro prodotti artigianali, che chiamerei piu' artistici, sono il frutto di una profonda tradizione sciamanistica e riflettono con i classici colori psichedelici le tematiche rituali e quotidiane del mondo Huichol.



Pranziamo con un enchilada de camarones (involtino di gamberi) e jaiba (granchio) e con la pancia piena ce ne torniamo in barca per trascorrere il resto del pomeriggio al fresco sotto la tenda del pozzetto.


5 maggio 2010

Navigazione verso Bahia Tenacatita.
Sveglia all'alba, partiamo senza vento e ci ritroviamo ben presto alla deriva in attesa di un po' di brezza. Un paio di barche a vela ci superano a motore, cosi' dopo aver aspettato per qualche ora senza risultati anche noi nella bonaccia piu' totale cediamo alla confortevole tentazione del motore. Visto che il vento proprio non vuole saperne di alzarsi decidiamo di non bruciare carburante inutilmente e di fermarci in un ancoraggio nella vicina bahia Tenacatita. Quando arriviamo ci sono gia' molte altre barche a vela al riparo di un grosso picco che impedisce all'onda di entrare nella caletta.



Non c'e' che dire, l'ancoraggio e' davvero molto bello e ce lo godiamo passando il pomeriggio in pozzetto a leggere. Per cena mangiamo un grosso pezzo di filetto di manzo con pure' di patate e piselli.


6 maggio 2010

Navigazione da Bahia Tenacatita a Bahia Chamela.
Oggi finalmente un po' di vento da sud-ovest sui 10-12 nodi. Al mattino siamo di lasco per finire poi di bolina stretta nel tardo pomeriggio. Giornata di navigazione tranquilla, se non fosse che quando mancano 2 m/n all'ancoraggio si alza un ventaccio improvviso con raffiche oltre i 25 nodi, cosi' entriamo nella bahia di Chamela come razzi e facciamo appena in tempo a tirar giu' le vele prima di finire in spiaggia con Damiana! Per cena una bella frittatona.





7 maggio 2010

Navigazione verso Bahia Banderas.
Anche oggi poco vento, passiamo la mattinata pressoche' alla deriva, poi nel pomeriggio abbiamo una decina di nodi da sud-ovest e siamo di bolina a 40 gradi a far dei bordi lungo la costa. Per cena mangiamo un bel piattone di gobi con il ragu'. La notte trascorre tranquilla con i soliti turni e vento variabile.


8 maggio 2010

Navigazione verso Bahia Banderas. Al mattino quando finisco il mio turno siamo in vista del "famigerato" Cabo Corrientes, il cui effetto si fa presto sentire, visto che con la corrente contraria e zero vento stiamo praticamente retrocedendo!

In mattinata il vento aumenta e nel primo pomeriggio passiamo il Capo con una ventina di nodi al lasco diretti in una caletta poco distante. Purtroppo pero' non ci e' possibile ancorare perche' il fondo e' troppo profondo (oltre 40 metri) e dove e' piu' basso sarebbe stato troppo vicino alla riva e alle rocce. Cosi' apriamo di nuovo il genoa e senza randa ci dirigiamo poco distante di fronte ad una spiaggia deserta, dove buttiamo l'ancora in 8 metri. Il vento nel frattempo e' aumentato e le raffiche superano i 30 nodi, meno male che siamo riusciti ad entrare nella Bahia de Banderas prima che rinforzasse, se no passare Cabo Corrientes non sarebbe stato cosi' piacevole. Anche se la spiaggia non e' protetta dal vento, il fondo sabbioso ci aiuta e l'ancora non si sposta, siamo praticamente inchiodati qui. Per cena tacos con pollo, verdure e frijoles refritos. Al tramonto il vento crolla e ci godiamo un bicchiere di vino in pozzetto.



8 maggio 2010

Arrivo a La Cruz de Huanacaxtle.
Percorriamo le 26 m/n che ci separano da La Cruz in poche ore grazie ad una brezzolina piacevole che ci fa correre a 7-8 nodi dritti dritti verso la nostra destinazione. Conosciamo gia' molto bene questa zona e la cittadina di La Cruz perche' nel 2008 eravamo arrivati fin qui con Captain Kaos e ci eravamo pure presi qualche settimana per esplorare l'interno.


Appena giungiamo in vista della massicciata del porto tiriamo giu' le vele e per il tramonto siamo ancorati davanti all'ingresso del nuovo marina appena terminato e ancora mezzo vuoto.
Qui ritroviamo anche degli amici barcaioli americani che non vedevamo da due anni e con loro passeremo molte belle giornate aiutandoci a vicenda nei lavori di manutenzione e scambiandoci esperienze di navigazione e informazioni preziose.





Progetti futuri: vista la nostra assenza prolungata dal territorio italico e visto anche l'incombere della stagione degli uragani abbiamo deciso di lasciare Damiana a La Cruz per il periodo estivo, rimandando il ritorno al Mare di Cortes ai mesi autunnali. Cosi' ci prepariamo a rientrare in Europa per alcune settimane, mentre aspettiamo che gli uragani sfumino e le piogge si calmino un pochino. Pensiamo di riprendere la navigazione verso la meta' di ottobre, meteo permettendo. Un saluto carissimo e a presto!

venerdì 23 aprile 2010

Diario di bordo Marzo-Aprile 2010: da Huatulco a Manzanillo



Carissimi,

mi scuso per la prolungata assenza, ma siamo stati colpiti da varie "catastrofi informatiche" che mi hanno impedito di aggiornare prontamente il blog.
Vi posto subito il diario di questi ultimi due mesi e una mappetta delle 807 m/n percorse.



27 febbraio 2010

Partenza da Huatulco e arrivo a Puerto Angel. Dopo un mese trascorso al marina di Huatulco la sensazione di uscire nuovamente in mare e' emozionante. Partiamo prestino, verso le 8, l'obiettivo sarebbe raggiungere il vicino porticciolo di Puerto Angel, distante solo 26 m/n, ma appena giriamo l'angolo iniziamo ad avere dei problemi con la deriva che si incastra nella scassa e non ne vuole sapere di muoversi. Proviamo come al solito a disincastrarla tirandola su con una drizza, ma il problema stavolta e' un altro: una delle due cime che la sostengono si e' spezzata e bisogna andare "sotto" per sostituirla. Cosi' mentre Francesco si butta in acqua, io con il motore al minimo cerco di aiutarlo calandogli la nuova cima... meno male che non abbiamo le vele su! In quella,arriva una motovedetta della Marina Militare Messicana che mi urla di rientrare immediatamente in porto per un allarme tsunami, ma dico io, oggi non ne va una giusta pero'! In una mezz'ora risolviamo il problema della deriva e il Capitano decide di non rientrare, ma semmai, allontanarsi il piu' possibile dalla costa dove il fondale sia sufficientemente alto da attutire l'onda che dal Chile si sta propagando fino quassu'.
Tiriamo su le vele e per miracolo siamo di lasco a 120 gradi, poi nel pomeriggio di gran lasco a 140-150 gradi con 12-14 nodi di vento da sud-est. Come si va bene oggi: 6-7 di velocita' con delle ondone di qualche metro e una corrente contro che ci rallenta di un paio di nodi. Chissa' se queste onde cosi' alte sono lo tsunami che stanno aspettando sulla costa? Verso le 17 siamo in vista di Puerto Angel e il vento crolla all'improvviso, peccato, facciamo l'ultimo miglio a motore. Ci ancoriamo in una baia tranquilla di fianco ad un monoscafo. Mentre stiamo preparando una meritata carbonara, il nostro vicino Neozelandese ci viene a trovare e subito mi dice che si ricorda di me due anni or sono quando a La Paz cucivo le vele a mano nel piazzale della marina, pazzesco, che memoria!



28 febbraio - 1 marzo 2010


Puerto Angel. Vista la bellezza del luogo decidiamo di fermarci un paio di giorni per far manutenzione in relax e magari anche un bel bagno nell'acqua trasparente.



2 marzo 2010

Navigazione verso Acapulco (206 m/n). Partiamo alle 8.30 con un bel venticello da sud-est dopo aver disincagliato dalla catena dell'ancora un agglomerato di ferro e corda raccattato sul fondo del mare. Anche oggi siamo di gran lasco a 140 gradi e con 15 nodi andiamo a 8. Purtroppo nel pomeriggio il vento inizia a girare e per l'ora di cena siamo di bolina larga a 60 gradi. Ci mangiamo una bella porzione di spaghetti con zenzero e acciughe, mentre navighiamo su un mare scomposto che sembra un budino con queste ondette che sbattono sugli scafi di qua e di la'. Nella notte soliti turni (Fra 18.00-00.00, io 00.00- 06-00), poco vento di bolina e una miriade di cargo e navi da crociera da evitare.



3 marzo 2010

Navigazione verso Acapulco. Al mattino il vento scarseggia, sempre di bolina iniziamo a fare dei bordi, ma oggi si va pochino. Nel pomeriggio abbiamo 15 nodi da ovest e una forte corrente contro. Risultato? Siamo di bolina a 40 gradi, fuori rotta, ormai lontani dalla costa. Al tramonto il Capitano decide che ci mettiamo alla cappa per cenare con calma con una bella frittatona. Nella notte facciamo un bordo verso il mare aperto e al mattino siamo a 30 m/n dalla costa e mancano ancora 112 m/n ad Acapulco.


4 marzo 2010

Navigazione verso Acapulco. Al mattino pochissimo vento, che verso le 12 crolla del tutto e ci ritroviamo in un'atmosfera surreale con questo mare d'olio e decine di tartarughe galleggianti intorno a noi.


La bonaccia e' totale. Aspettiamo qualche ora cosi' alla deriva, la costa non si vede piu' gia' da ieri e guardiamo con un po' di invidia un grosso cargo che passa veloce qualche miglio piu' in la'. Accendiamo il motore per un paio d'ore, giusto per mantenere un po' la rotta. Alle 14.00 da stamattina alle 06.00 abbiamo percorso solo 17 m/n, di cui una decina a motore... no comment. Al tramonto arriva un alito da sud-ovest, quei 4 nodi necessari a Damiana per tenere su la vela di prua, cosi' iniziamo a muoverci di bolina a 45 gradi. Al tramonto vediamo passare una grossa nave della Marina Militare Messicana, pero' non ci contattano per radio, ne' si avvicinano. Per cena mangiamo filetto di manzo e patate al vapore. Nella notte soliti turni, poco vento e dopotutto non molto da fare.


5 marzo 2010

Navigazione verso Acapulco. Al mattino vento da nord-ovest a 8 nodi, siamo di bolina a 40 gradi cercando di non andar troppo fuori rotta con i bordi. Alle 15.00 mancano 52 m/n per Acapulco e improvvisamente dietro di noi, lontano, spunta una vela: e' la prima volta in tanti anni che incontriamo qualcuno in navigazione.


Il Capitano si mette d'impegno per regolare le vele al meglio, non vuole farsi battere da un monoscafo, ma dopo qualche ora lo vediamo superarci a gran velocita'... certo stavano usando anche il motore, se no con questa brezzolina non sarebbero riusciti nemmeno a muoversi! Beh, beati loro che con tutta probabilita' per l'alba saranno ancorati ad Acapulco, mentre noi ancora in alto mare come si suol dire! Per cena Francesco prepara una montagna di polpette e un grosso chayote al vapore. Nella notte soliti turni, poco vento e una corrente contraria talmente forte che il gps segnala continuamente che stiamo tornando indietro...


6 marzo 2010

Arrivo a Puerto Marquez. Al mattino per la prima volta da quando siamo partiti siamo in rotta perfetta, con vento a 8-10 nodi da sud-ovest al lasco e per le 13.00 siamo ancorati nella grande baia di Puerto Marquez di fianco ad Acapulco.


Qui e' un continuo via vai di moto d'acqua, motoscafi, pangas che ci sfrecciano vicino facendoci "ballare", non si puo' proprio parlare di ancoraggio tranquillo! La baia e' assediata da centinaia di turisti che alloggiano nei molti albergoni con vista sul mare... insomma, un sacco di gente e di cemento dappertutto.


Ci facciamo una bella doccia con l'acqua dolce (che lusso, eh!) in coperta appendendo la doccina solare all'albero con una drizza: che meraviglia, basta cosi' poco per sentirsi bene! Sulla spiaggia di fronte a noi sembra che stiano allestendo per celebrare un matrimonio, cosi' sara' infatti, e la discoteca della festa nuziale ci accompagnera' fino alle 05.00 del mattino! Per cena cous cous con zucchine e gamberetti. Da quando siamo partiti da Huatulco abbiamo percorso 286 m/n.


7 marzo 2010

Isla Roqueta - Acapulco. Al mattino presto, non sono nemmeno le 7, decidiamo di spostarci ad Acapulco, piu' precisamente all'Isla Roqueta, un'isoletta minuscola di fronte alla citta', dove altri barcaioli ci hanno consigliato di ancorare, piuttosto che nell'affollatissima baia. Distante solo 4 m/n da Puerto Marquez, ci andiamo a motore, cosi' da dare anche una bella caricata alle batterie, che ogni tanto ci vuole! L'isola e' collegata a terra da un servizio di mini-traghetti sgarruppatissimi, pero' funzionanti.


Facciamo subito amicizia con uno dei guidatori che ci da' un sacco di informazioni utili e ci fa molte domande sui calciatori italiani, a cui purtroppo non sappiamo rispondere... La baia di Acapulco e' decisamente bellissima, peccato pero' per tutti quei palazzoni che la rovinano.


Senza chiedere saliamo sul primo autobus che passa e dopo pochi minuti siamo in centro nel traffico e nella confusione di bancarelle e imbonitori. Sinceramente non vediamo l'ora di andarcene, cosi' tornati alla barca mi metto subito a fare un piano di navigazione per i prossimi giorni e a preparare i documenti per la Capitania. Per cena ci mangiamo delle tagliatelle con la panna e i gamberetti.


8 marzo 2010

Isla Roqueta - Acapulco. Passiamo la mattinata in centro sbrigando la burocrazia in Capitania e facendo provviste per i prossimi giorni. Nel pomeriggio, tornati all'Isla Roqueta, facciamo una bella scorpacciata di mariscos nell'unico ristorante, tra la confusione di turisti messicani, moto d'acqua e banane trainate da motoscafi.


La spiaggia e' affollatissima, non c'e' un buco libero. Poi, alle 18.00 quando finisce il servizio di traghetto, all'improvviso ci ritroviamo nel silenzio, cosi' ci godiamo la quiete interrotta solamente da un asinello e due cani che rovesciano sitsematicamente tutti i bidoni della spazzatura!



9 marzo 2010

Navigazione verso nord. Partiamo alle 9 a motore, non c'e' nemmeno una bava di vento. ci allontaniamo un paio di miglia dalla costa e tiriamo su le vele, si va pochino, pero' ci si muove. Improvvisamente sentiamo un "clang!" e il gennaker vola in acqua... si dev'essere spaccato qualcosa lassu' in cima d'albero. Francesco corre a recuperare la vela, io mi occupo del timone perche' ovviamente senza vela di prua Damiana se ne e' andata all'orza senza pensarci due volte. Leghiamo la vela lungo lo scafo centrale, assicurandola bene e apriamo il genoa, anche se con questa brezzolina quasi fa fatica a stare aperto. Al prossimo ancoraggio vedremo di capire cosa e' successo, sara' ovviamente necessario salire sull'albero per portare giu' la drizza che vediamo ondeggiare senza possibilita' di farla scendere.
Nel pomeriggio il vento aumenta notevolmente, abbiamo 15-18 nodi apparenti che di bolina a 40 gradi si sentono tutti a 7 nodi di velocita'. Io sono costretta a passare gran parte del tempo sottocoperta perche' negli ultimi mesi, anche con poco vento, le mie emicranie peggiorano e non mi consentono di godermi la navigazione come vorrei. Per cena Francesco prepara delle uova al tegamino e della bieta stufata. Nella notte il vento aumenta ancora oltrepassando i 25 nodi. Ci mettiamo alla cappa e non ci pensiamo piu'!


10 marzo 2010

Navigazione verso nord. In mattinata abbiamo vento buono da sud, poi nel pomeriggio come ieri il vento cambia all'improvviso e siamo di bolina con 25 nodi apparenti. Diamo due mani di terzaroli, ma si e' formata un'ondetta fastidiosa che ci fa procedere a salti e diamo delle botte tremende in velocita' con spruzzi d'acqua dappertutto. Il Capitano decide che non vale la pena di darsi tanto da fare se non riusciamo ad arrivare a nessun ancoraggio, cosi' ci mettiamo alla cappa e aspettiamo un miglioramento. Il vento forte continuera' per tutta la notte.


11 marzo 2010

Navigazione verso nord. Quando al mattino stiamo per riprendere la navigazione Francesco si accorge che la deriva ha qualcosa che non va: il bozzello che serviva una delle due cime sott'acqua si e' rotto per vecchiaia (sfido io dopo 27 anni!) e ora e' particamente impossibile riuscire a far stare giu' la deriva... e senza deriva Damiana non puo' navigare, specialmente di bolina. E' davvero un bel guaio, meno male che siamo alla cappa e che abbiamo tempo per pensarci, tanto qui soffiano i soliti 25-27 nodi e l'ancoraggio piu' vicino non e' nemmeno in vista.
Dopo diverse ore Francesco riesce come sempre a trovare una soluzione al problema e utilizzando un sistema di bozzelli con un grosso legno riusciamo a far scendere la deriva e a farcela restare in sicurezza.


Certo questa e' una soluzione d'emergenza, per riparare il danno l'unico modo sarebbe tirar fuori dall'acqua Damiana, ma sara' davvero difficile riuscire a trovare una struttura larga a sufficienza per l'alaggio. Riprendiamo a navigare tutti terzarolati e con un fazzoletto a prua. La notte passa tranquilla poco vento e decine di stelle cadenti.



12 marzo 2010

Arrivo a Morro di Papanoa, ancoraggio sud. Finalmente riusciamo a raggiungere un ancoraggio, seppur precario per via delle enormi onde che frangono in spiaggia per la gioia dei surfisti.


Abbiamo bisogno di riposare un po', la questione della deriva ci ha stancato molto, senza pralare del vento e delle emicranie, insomma, non sono stati proprio tre giorni tra i migliori! Poco male, ci consoliamo con una bella frittatona con i fagiolini e alle 19.00 siamo gia' a letto.


13 marzo 2010

Morro di Papanoa, ancoraggio nord. Presto al mattino ci trasferiamo dall'altro lato del morro (che sarebbe poi un montagnozzo) visto che l'ancoraggio a nord, all'interno del porto dovrebbe essere molto piu' tranquillo e adatto a fare un po' di manutenzione.

Passo la mattinata a svuotare le sentine, mentre il Capitano si occupa di altri lavori di manutenzione. Nel pomeriggio arriva anche un'altra barca a vela e un grosso yacht colmo di giovani messicani che si tuffano in continuazione! Per cena ci facciamo dei tacos con verdura e chorizo, poi alle 20.00 subito a nanna.


14 marzo 2010

Morro di Papanoa, ancoraggio nord. Presto al mattino, prima che il caldo sia insopportabile, tiro il Capitano in cima all'albero, ci metto solo un quarto d'ora (se penso che la prima volta impiegai 40 minuti con quel poveraccio appeso a mezz'aria!). Francesco libera la drizza incastrata e la fa scendere insieme al pezzo di girafiocco che si e' staccato dalla vela.


Passiamo il resto della mattinata aggiustando la vela che miracolosamente non si e' stracciata. Poi prendiamo il barchino e andiamo a fare due passi al paesino, per altro molto piccolo, dove pero' troviamo uova fresche e limoni e pure una miriade di zucchine tonde deliziose. Gli abitanti del villaggio, tutti pescatori, ci salutano gioiosi, non devono vederne molti di turisti da queste parti. Il resto del pomeriggio lo passiamo in relax giocando a dama in pozzetto, dopotutto e' domenica! Per cena insalata di polipo con pomodori e patate.


15 marzo 2010

Morro di Papanoa, ancoraggio nord. Decidiamo di stare qui un giorno in piu', e' cosi' tranquillo. Giornata di manutenzioni varie e progetti alternativi per la riparazione della deriva. Cena con strangozzi tonno, capperi e olive.





16 marzo 2010

Navigazione verso nord con ancoraggio di fronte alla spiaggia. Partiamo presto senza vento, ma speranzosi. Un po' a vela, un po' a motore percorriamo circa 17 m/n in tutto il giorno. Il cielo e' coperto, il mare come olio. Francesco decide che possiamo ancorarci per la notte di fronte alla spiaggia ininterrotta che vediamo da quando abbiamo lasciato Acapulco... chilometri e chilometri di spiaggia deserta con le palme e le dune.


Per cena stufato di cavolo rosso con le carote e frittatone con fagiolini. Quando stiamo per mangiare ci accorgiamo che fuori la luce e' cambiata: non ci aspettavamo un tramonto cosi', erano davvero parecchi mesi che non ne vedevamo uno bello davvero:




17 marzo 2010

Navigazione verso nord e stop nella bahia di Petatlan. Alle 6.30 siamo in piedi e partiamo ottimisti con 5-6 nodi da sud-est al traverso. Vediamo una balena poco distante da noi e decine di mante che nuotano in superficie, sembra che volino nell'acqua! Quando verso le 12 siamo di fronte alla baia di Petatlan, il vento crolla lasciandoci alla deriva a nemmeno un miglio dalle rocce... che sfortuna, vabbe', accendiamo il motore e raggiungiamo l'ancoraggio.


Il posto e' bellissimo, molto tranquillo, un'immensa baia dalle spiagge deserte, si intravedono solo alcuni hotels in lontananza e qualche pescatore con le reti. Passiamo il resto del pomeriggio in pozzetto leggendo e raccontandoci aneddoti. A volte mi sembra incredibile che dopo 2 anni di vita a strettissimo contatto, ancora abbiamo cosi' tante cose da dirci, beh, meglio cosi'! Per cena preparo una teglia di zucchine tonde ripiene e un bel panone appena uscito dal forno.


18 marzo 2010

Navigazione verso nord e arrivo a Zihuatanejo. Distante solo 10 m/n (che facciamo di bolina con vento leggero a 5-8 nodi) ci aspetta la splendida bahia di Zihuatanejo, una delle destinazioni preferite dai barcaioli in questa zona. Infatti vediamo gia' molte altre barche a vela ancorate in lontananza e, purtroppo, anche una grossa nave da crociera...


Ancoriamo in 3 metri, poco distante dalla spiaggia. Vicino a noi decine di boe con altrettante pangas e un via vai di turisti sui battelli della crociera... speriamo che la situazione si tranquillizzi un po'! Pensiamo di fermarci qui qualche settimana: Francesco ha avuto un'idea per riparare la deriva e dobbiamo costruirci quello che ci serve, senza contare che ormai e' ora di pulire nuovamente il fondo... mamma mia quanti denti di cane stiamo ospitando! Passiamo il pomeriggio rimettendo a posto la barca con calma. Per cena filetto di manzo e zucchine ripiene avanzate da ieri. Al tramonto la nave da crociera se ne va e con lei cessano schiamazzi e fastidiosi rumori di motori... si sta proprio bene!



19 marzo - 6 aprile 2010

Zihuatanejo. Passiamo queste settimane lavorando alla riparazione della deriva ed ora Damiana piu' che una barca sembra una segheria, da tanta segatura e trucioli abbiamo in coperta. Francesco passa le giornate misurando e segando, io dipingendo e impermeabilizzando i pezzi necessari. Zihuatanejo e' un paesino delizioso, forse un po' turistico, ma basta spostarsi nella zona del mercato per ritrovare tutta la sua messicanita'.

Inoltre, qui c'e' un cinema, un piccolo tri-sala stile parrocchiale, con l'audio che funziona a scatti e le poltrone mezze sfasciate, ma chisseneimporta! Lo schermo e' gigante e noi abbiamo una gran voglia di vedere dei films... inutile dire che passeremo gran parte dei nostri pomeriggi nelle sale deserte gustandoci le prime visioni di Hollywood e del nuovo cinema messicano, tanto il biglietto costa solo 40 pesos e il mercoledi' si fa 2x1 (1 euro = 16 pesos circa).
Zihua e' una nota meta turistica soprattutto per gli stessi Messicani che affollano le spiagge e i molti ristoranti della citta'. Anche perche' qui siamo nello Stato di Guerrero famoso per il suo pozole del giovedi': si tratta di una zuppa di mais e pollo a cui vengono aggiunti a piacere avocado, rapanelli, cipolle, coriandolo e chicharrones (ciccioli). Puo' essere blanco (naturale), rojo (con salsa rossa piccantissima) o verde (con salsa verde, piccante si', ma delicata). Eccone un bel piattone che abbiamo condiviso nel nostro ristorantino preferito, la Cenaduria Antelia:


In realta', a parte le spiagge e le molte attivita' acquatiche, Zihua non ha molte altre attrattive a parte forse quello che viene chiamato il Partenone.


Si tratta di un'imponente struttura ispirata al piu' celebre tempio greco, fatta costruire da un ex-capo della polizia di Mexico City come sua residenza privata. Certo con i suoi 400 dollari mensili di stipendio, non si riusciva bene a capire come potesse permettersi una tale magione, visto anche l'impiego di costosi marmi provenienti dall'Italia e quante altre meraviglie l'universo possa contenere. Fatto sta che questa bizzarra costruzione e' rimasta qui come uno dei "monumenti alla corruzione" messicana; ora e' vuota, requisita dallo Stato, peccato, perche' la sua posizione privilegiata in cima alla collina la renderebbe perfetta come spazio all'aperto per concerti, mostre o qualsiasi altro evento culturale, speriamo che qualcuno ci pensi prima o poi!


7 aprile 2010

Partenza da Zihua e navigazione verso nord. Lasciamo Zihua alle 7 del mattino con poco vento contrario, tutto in faccia. Vediamo decine di tartarughe che si scaldano il carapace al sole galleggiando sul mare piatto. Nel pomeriggio vento piu' sostenuto sui 16-17 reali, che di bolina a 40 gradi si fanno sentire: diamo una mano di terzaroli per stabilizzare Damiana che con le onde tende a dare delle botte beccheggiando. Quando siamo di fronte al porto commerciale di Lazaro Cardenas un cargo cambia rotta per lasciarci passare, che gentilezza, di solito non capita mai.

Ceniamo con filetto di manzo e zucchine alla piastra, ci voleva proprio con questo ventaccio! Nella notte soliti turni, poco vento variabile e molte stelle cadenti.


8 aprile 2010

Navigazione verso nord con stop per la notte a Caleta de Campos. Giornata di navigazione uguale a ieri, stesso vento, stessa intensita'. Nel tardo pomeriggio ancoriamo a Caleta de Campos, pero' dobbiamo tenerci ben distanti dalla spiaggia perche' qui arrivano delle onde altissime, stile Hawaii, per la gioia dei molti surfisti che se ne stanno a mollo fino a sera. Ceniamo con pollo stile tandoori e fagiolini.




9 aprile 2010

Navigazione verso nord e stop per la notte a Pichilinquillo. Partiamo presto al mattino con vento da ovest su 15 nodi. Passiamo tutto il giorno a far dei bordi per raggiungere un ancoraggio per la notte. Al tramonto arriviamo a Pichilinquillo, ancoriamo al largo, prima che le ondone ci travolgano. Per cena un bel piatto di carbonara.



10 aprile 2010

Navigazione verso nord e stop per la notte a Maruata. Il vento scarseggia tutto il giorno, pensiamo sia meglio fermarsi, anche se abbiamo percorso solo una ventina di miglia.


Arriviamo a Maruata nel primo pomeriggio, cosi' abbiamo tempo di darci una rinfrescata in mare e di cucinare un ottimo sformato di carne per la cena. Passiamo il pomeriggio osservando le prodezze dei surfisti che si divertono con queste ondone pazzesche.


11 aprile 2010

Navigazione verso nord. Giornata di navigazione estremamente noiosa con vento contrario sui 25 apparenti e continui bordi per cercare di rimanere in rotta per Manzanillo. Nella notte quando ormai mancano solo 40 m/n il vento crolla, lasciandoci alla deriva. Perche' succede sempre cosi'???


12 aprile 2010

Navigazione verso nord con stop per la notte di fronte alla spiaggia. Anche oggi vento contrario sui 25 apparenti, Francesco stranamente si sente un po' stanco, cosi' preferirebbe fermarsi di fronte alla lunghissima spiaggia e riposare un po'. Non posso che essere d'accordo, anche perche' andar sempre di bolina mi rintrona non poco, cosi' buttiamo l'ancora a una ventina di miglia da Manzanillo. Ormai il mare e' formato e anche qui si balla un bel po'. Io decido di andare a letto presto con un leggero attacco di mal di mare, Francesco si cucina un pentolone di spezzatino con le patate e aspetta paziente che il vento si calmi un po'.


13 aprile 2010

Arrivo a Manzanillo. Come sempre vento forte e contrario, meno male che oggi arriveremo di sicuro!! Andiamo come razzi, 10 nodi di velocita' di bolina, pare di stare su un motoscafo, cosi' quando entriamo nella baia ci divertiamo a schivare le navi cargo che stanno ancorate un po' ovunque. Ci ancoriamo nel pomeriggio dietro una collinetta su cui sorge il piu' famoso resort della zona: las Hadas, ovvero "le fate", dove nel 1979 girarono il film "10" con Bo Dereck e Dudley Moore. Costruito negli anni '70 e' una delle architetture meglio riuscite che abbiamo visto fin'ora sulla costa del Pacifico, ispirato allo stile Greco-Mediterraneo, tutto bianco, con tante casette su livelli differenti, e' sicuramente un luogo turistico piacevole da vedere. Poi, per la modica somma di 18 euro settimanali, e' possibile lasciare il dinghy al molo della marina del resort e utilizzare la piscina, le docce e tutte le altre amenita' riservate agli ospiti. Insomma, come si direbbe a Bologna, una bazza!



Molte altre barche sono gia' ancorate qui, dopotutto e' l'unico ancoraggio tranquillo in cui il vento da nord-ovest viene per lo piu' "bloccato" dal montarozzo su cui sorge l'hotel. Abbiamo proprio voglia di scoprire un po' di questa citta'.


14 aprile - 26 aprile

Manzanillo. Passiamo questi giorni all'ancora facendo piccole manutenzioni, rimpinguando la cambusa, ma soprattutto dedicandoci alla buona cuicina... Francesco ogni giorno se ne esce con una ricetta diversa, lasagne, mozzarelle in carrozza, bistecca arrotolata... insomma, ci siamo messi all'ingrasso! Manzanillo poi offre tutta una varieta' di delizie messicane alle quali non possiamo resistere, cosi' ogni giorno prendiamo l'autobus e andiamo in citta' per farci un goloso spuntino di mezzodi'. La citta' e' tranquilla e decisamente messicana, nonostante i molti resorts e alberghi lungo la costa. Ieri, 25 aprile, c'e' stato il torneo di pesca per bambini piu' grande del mondo, sono entrati nel Guinness dei Primati con 796 piccoletti che pescavano dal molo delle navi da crociera tutti insieme, pazzesco eh?




Progetti futuri: pensiamo di fermerci qui a Manzanillo ancora qualche giorno e poi riprendere la navigazione verso nord fermandoci negli ancoraggi sulla costa prima di arrivare in zona Puerto Vallarta dove ci aspettano degli amici velisti che abbiamo lasciato nel Mare di Cortez nel 2007. Da Vallarta poi l'idea e' di farci la traversata fino a La Paz, dove ritroveremo altri compagni d'avventura, e poi entro la fine di giugno portare Damiana a nord nel Mare di Cortez, dove passeremo la stagione degli uragani. Per il momento e' tutto, vi abbraccio forte, a presto
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...