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giovedì 24 novembre 2011

Diario di bordo ottobre-novembre 2011: da San Felipe a Santa Rosalia

Carissimi,

eccoci arrivati nuovamente a Santa Rosalia. I problemi con la deriva purtroppo non sono finiti, ma ne parlero' in dettaglio nel corso del post. Ecco qui la mappetta delle 331 m/n percorse nelle ultime settimane:




25 ottobre 2011

Partenza da San Felipe, 18m/n. Usciti dal porto ieri sera al tramonto e ancorati di fronte alla spiaggia, partiamo verso le 7 del mattino con poco vento (4-6 nodi) da NE. Dopo qualche ora l'allarme del barometro inizia a suonare con l'avviso di vento forte in arrivo: in effetti la pressione ha avuto un calo improvviso nelle ultime ore, ma per il momento sembra ancora tutto tranquillo. Poco prima del tramonto pero' intravediamo con il binocolo delle creste bianche all'orizzonte e nel giro di poco siamo investiti da una sventilata da SO con picchi oltre i 30 nodi. Si sta facendo buio e le condizioni meteo non sembrano migliorare, cosi' ci ancoriamo di fronte ad una spiaggia per cenare con calma e dormire un po'. Il mare e' verdastro e limaccioso, ci ricorda quello della Florida, pero' almeno il fondale e' sabbia/argilla cosi' nonostante le raffiche e le onde l'àncora tiene senza problemi.



Casomai il problema sono le correnti, che malgrado il vento sostenuto, quasi non ci fanno stare al vento. Per cena una bella porzione di filetto di manzo con patate al vapore e piselli. La notte trascorre "movimentata" tra ondone e ventaccio.


26 ottobre 2011

Arrivo a Puertocitos, 35 m/n. Partiamo alle 7.30 con vento sui 12-15 nodi da ovest. Andiamo un po' a rilento per via della corrente contraria particolarmente forte in questa zona (sui 2 nodi). Nel pomeriggio il vento diminuisce un po', pero' gira da nord, cosi' che al lasco andiamo benone con velocita' costante sui 5 nodi. Avvistiamo in lontananza un peschereccio; da settembre a marzo e' la stagione dei camarones (gamberi) e quindi non e' raro incontrarne durante il giorno e soprattutto durante la notte. Verso le 17.30 arriviamo nella localita' di Puertocitos e ci ancoriamo ben distanti dalla spiaggia, perche' il portolano assicura che con la bassa marea la baia si asciuga completamente. Oggi poi e' il giorno di massima escursione della marea (luna nuova) e dovrebbe arrivare a meno 6.5 metri. La baia e' costellata di casette tutte ammassate sulla piccola scogliera. Per cena una bella porzione di tagliatelle al ragu'.



27 ottobre 2011

Puertocitos. Giornatata di vento forte (25-30 nodi) e ondoni. Rimaniamo fermi in porto sperando che la maretta diminuisca. Non riusciamo a sentire la NET per le previsioni meteo, cosi' non ci resta che aspettare. Per cena pasta al forno.


28 ottobre 2011

Puertocitos - Isla San Luis, 26 m/n. All'alba sempre ventosetto (sui 20-25 nodi), ma decidiamo di spostarci visto che e' girato da nord e siamo al lasco. Mettiamo due mani di terzaroli e uno straccetto di genoa per avere un'andatura tranquilla con il mare gia' formato: velocita' di crociera 7 nodi.  La nostra destinazione e' un'isoletta poco distante che secondo le guide nautiche dovrebbe avere un bel ridosso riparato dal vento. Ed infatti dopo nemmeno quattro ore eccola apparire con il suo vulcano mezzo collassato e gli alti picchi di ossidiana.


Non appena riusciamo ad arrivare dietro l'alto montarozzo di pietra lavica il vento cessa completamente e cosi' ci ancoriamo di fianco ad un peschereccio che, come noi, cerca riparo. Vediamo galleggiare nell'acqua migliaia di micro sassolini di pomice che si staccano dalle alture dell'isola e che vengono trasportati a gran velocita' dalla corrente. Visto che e' ancora presto decidiamo di scendere a terra per fare due passi, un bagno in mare ed esplorare quest'isola che e' riserva naturale per decine di specie di uccelli marini. Passiamo il pomeriggio rapiti dal fascino del paesaggio lunare tra centinaia di gabbiani in allarme per via della nostra presenza, a quanto pare indesiderata.




Le mappe dell'isola che abbiamo con noi non sono per nulla precise, cosi' scopriamo che all'interno c'e' una laguna salmastra, che con la bassa marea si chiude completamente. Su una della sue spiagge incontriamo le ossa di una balena spiaggiatasi qui parecchi anni fa, almeno a giudicare dal loro stato di conservazione.




Nella parte a nord-ovest invece troviamo i nidi (forse abbandonati?) di una cospicua comunita' di pellicani.

 

Ritornati alla spiaggia desiderosi di un bel bagno in mare (malgrado l'acqua cominci ad essere freschina, sui 23 gradi) veniamo letteralmente assaliti da centinaia di no-see-ums (o sand fly, tipo di pappataci) che ci vogliono divorare. Cosi' saltiamo sul battellino e ce ne torniamo alla barca remando di buona lena. Optiamo per abluzioni con doccetta solare sul ponte. Al tramonto ci sistemiamo in pozzetto con una ciotolona di guacamole e l'avanzo della pasta al forno di ieri, mentre osserviamo il peschereccio che salpa l'àncora e inizia la sua nottata lavorativa. Poco piu' in la' soffia ancora bello sostenuto, ma qui al riparo del montarozzo si sta benissimo, senza onda e senza vento, quasi un mondo a parte.

 


29 ottobre 2011

Isla San Luis - Bahia San Luis Gonzaga, 9 m/n. Partiamo alle 7.30 con vento da ovest sui 5 nodi, siamo al lasco e andiamo tranquilli con mare piatto e decine di pellicani che pescano intorno a noi. Veniamo affiancati da un motoscafo della Marina Militar Mexicana carico di marines che ci salutano e ci fotografano con il telefonino. Prima di mezzogiorno il vento crolla completamente lasciandoci alla deriva nella bonaccia piu' totale su un mare che sembra olio. Aspettiamo un'oretta prima di accendere il motore ed infilarci dentro Bahia San Luis Gonzaga distante solo poche miglia. L'ancoraggio e' molto bello e tranquillo, sulla spiaggia molte casette di villeggiatura, probabilmente di pensionati americani.




Aprofittando della presenza delle case sulla spiaggia, proviamo a vedere se c'e' qualche collegamento internet non protetto per controllare le previsioni meteo e infatti ne troviamo un paio, grazie soprattutto alla nuova antenna esterna acquistata appositamente a questo scopo. Cosi' potremo stare tranquillamente all'àncora anche per periodi lunghi e non essere costretti ad entrare in marina o a comprare chiavette et similia. Nel pomeriggio Francesco fa il pane ed io aggiusto la bandiera di ospitalita' messicana, che con il vento dei giorni scorsi ha perso completamente la parte rossa. Per cena frittata con cipolle e spinaci.


30 ottobre 2011

Bahia San Luis Gonzaga - Bahia Calamajue', 15 m/n. Partiamo verso le 8, zero vento, quindi procediamo lentamente a motore per uscire dalla baia. Mentre stiamo tirando su la randa una coppia di leoni marini ci viene a fare un saluto: sono una mamma con la sua piccolina, bellissime! E staranno con noi per un paio d'ore nuotando tra gli scafi.





Si alza una leggerissima brezza da nord-ovest, siamo di poppa con nemmeno 4 nodi di vento. Passiamo ore a regolare le vele e non riusciamo ad avanzare per via della corrente contraria che addirittura ci fa andare indietro. Nel pomeriggio si alza una leggera brezza da nord, cosi' riusciamo ad arrivare prima del tramonto a Bahia Calamajue', uno dei porti utilizzati dai missionari gesuiti nel 1700 come scalo per l'approvvigionamento dei siti missionali del nord della Baja California. Il portolano dice pure che a terra si trovano delle rovine di adobe risalenti a quell'epoca, per ora quello che riusciamo a vedere con il binocolo e' solo un campo di pescatori deserto. Ceniamo con gamberetti al vapore a cavolo capuccio stufato.


31 ottobre 2011

Bahia Calamajue' - navigazione verso Isla Angel de la Guarda. Alle 6 del mattino ci svegliamo... per il freddo! In cabina abbiamo solo 18 gradi, e' ormai arrivato l'autunno pure qui. Scendiamo a terra in cerca delle rovine missionali, ma nonostante un giro di perlustrazione approfondito non troviamo nulla, nemmeno lo straccio di una fondazione, peccato. Proviamo pure a chiedere ad un gruppetto di pescatori che nel frattempo e' rientrato dopo la notte in mare, ma non ne sanno nulla neppure loro. La baia comunque e' molto bella e passiamo qualche ora in relax raccogliendo conchiglie e passeggiando nell'interno.


Torniamo alla barca e salpiamo verso le 10 con poco vento (4-5 nodi) da ovest che poi girera' da nord nel pomeriggio. Dopo qualche ora il vento crolla del tutto e ci divertiamo a fotografare un leone marino che dorme a pancia all'aria crogiolandosi in un mare che pare olio.


Verso le 16 la bonaccia e' completa e per noi ormai e' tardi per raggiungere un qualsiasi luogo dove potersi ancorare, cosi' ci prepariamo alla notte di navigazione. Per cena spaghetti alla carbonara. La nottata trascorre senza particolari problemi tra bonaccia, pescherecci e soffioni di vento sui 20 nodi con cambi di direzione improvvisa.


1 novembre 2011

Arrivo a Puerto Refugio, Isla Angel de la Guarda, 38 m/n. Con la brezza da ovest del mattino riusciamo ad arrivare all'Isla Angel de la Guarda, la seconda isola piu' grande del golfo di California, lunga piu' di 40 m/n. L'ancoraggio e' un sogno, una piccola baia protetta da tutte le direzioni grazie a isolotti di roccia dal colore rosato. Il posto piu' bello purtroppo e' gia' occupato da un'altra barca a vela, cosi' per non scocciarla, ci andiamo ad ancorare piu' distanti, riparati da un grosso picco ricoperto di cactus.


Passiamo la mattinata facendo manutenzione al motore: puliamo il filtro della pompa dell'acqua, sostituiamo alcuni tubi ormai obsoleti e cerchiamo di risolvere un problema del motorino di avviamento che alle volte fa contatto senza lasciarci accendere il motore. Intorno a noi foche, tartarughe ed uccelli marini pescano in completa armonia. Riceviamo poi la visita di un uccelletto impertinente, cosi' apostrofato per via del suo piglio spavaldo, per niente impaurito dalla nostra presenza, anzi! Vedendo che non ha nessuna intenzione di andarsene gli offriamo un po' di pane ed acqua dolce e quello subito ci si butta a capofitto!


Poi dopo aver mangiato e bevuto a volonta' ha cercato un posticino riparato dove fare una pennichella:


Ed infine e' entrato pure in cabina a fare un giretto, eccolo qui mentre esplora il lavello della cucina!


Francesco decide di fare il bagno in mare malgrado l'acqua freschina (24 gradi) e quasi la forte corrente se lo porta via! Io preferisco abluzioni dallo scafo con secchi e sapone per acqua salata. Francesco poi prepara il pane e ce ne godiamo una fettona in pozzetto osservando altre due barche a vela che entrano nella baia e si sistemano poco distante da noi.


Per cena filetto di manzo, broccoli e cavolo rosso stufato. Alle 19.30 siamo gia' a letto, dopotutto ieri abbiamo dormito solo 6 ore a testa.


2 novembre 2011

Puerto Refugio, Isla Angel de la Guarda. Il posto e' talmente bello che decidiamo senza esitazione di fermarci qui un'altra giornata. Inoltre oggi c'e' vento sostenuto sui 25-30 nodi da nord-ovest e fuori in mare aperto si e' gia' formata una maretta poco invitante, mentre qui nella baia e' tutto tranquillo, anche se ogni tanto qualche raffica di riflesso dal monte ci investe con forza. Passiamo la mattinata in letture, poi scendiamo a terra a fare due passi  con la bassa marea.


Il paesaggio e' splendido ed il contrasto tra il blu del mare e il colore rosa delle rocce ci lascia a bocca aperta mentre esploriamo i canion stipati di cactus.




Torniamo alla barca e passiamo le ultime ore di luce riordinando la cambusa e facendo un po' di pulizia. Per cena penne con pomodoro e broccoli.


3 novembre 2011

Puerto Refugio - Caleta La Gringa, 30 m/n. Sveglia alle 7, ma gia' dalle 6 sentiamo l'uccelletto gironzolare in coperta... Partiamo nonostante il vento non si sia calmato e il mare sia gia' formato, cosi' per andar pianino (si fa per dire) diamo 2 mani di terzaroli e un fazzoletto di genoa. In quattro ore siamo in un altro ancoraggio ben protetto da nord-ovest, pero' abbiamo un problema con la deriva nuova: non riusciamo piu' ne' a tirarla su, ne' a buttrala giu'. L'ipotesi piu' probabile e' che il legno si sia imbarcato in qualche modo. Decidiamo di pensarci domani con calma, visto che tutti i nostri tentativi di smuoverla dal suo alloggio per ora non sono andati a buon fine. Per cena zuppa di asparagi e padellata di carote, patate e cipolle. Nella notte arriva una tempesta di vento da ovest con raffiche a 30-35 nodi, meno male che siamo in parte protetti dall'onda e che l'àncora tiene molto bene.


4 novembre 2011

Caleta la Gringa. Vento sui 30-35 nodi da ovest, c'e' una tempesta in Pacifico e il vento si incanala nei canion della Sierra arrivando con forza al di la' della penisola. Stiamo tutto il giorno chiusi sottocoperta, fuori ci sono 15 gradi e non abbiamo nessuna voglia di metterci a navigare con questo freddo. Per cena brodino e frittata. Alle 18.30 siamo gia' a letto e fuori soffia ancora senza sosta.


5- 13 novembre 2011

Baia de Los Angeles. Poco distante dalla Gringa, a circa 5 m/n si trova il piccolo villaggio di Baia de Los Angeles, cosi' decidiamo di spostarci la', dove forse saremo piu' riparati dal ventaccio che ancora soffia e dove potremo avere le condizioni giuste per provare ad aggiustare la deriva. Ci muoviamo a motore con la sola trinchetta e grazie alle raffiche a 30 nodi arriviamo al nuovo ancoraggio in meno di un'ora.



Il villaggio e' minuscolo, ci vivranno circa 300-500 persone, ma riusciamo a comprare un po' di verdura fresca grazie ad camioncino itinerante che ne e' stracolmo.
Riusciamo con due drizze a disincastrare la deriva e iniziamo il paziente lavoro di rimuovere la fibra di vetro e vedere cosa e' accaduto al legno sottostante.


Purtroppo il legno si e' scollato in piu' punti, cosi' che la deriva si e' letteralmente aperta, per questo non riuscivamo piu' a tirarla su. Il falegname che l'ha costruita d'altronde si occupa di mobili, mica di barche ed, evidentemente, i materiali collanti da lui utilizzati non erano adatti. In ogni caso era per noi l'unica opzione possibile per cercare di ricostruire la deriva, ed ora ci ritrovaimo a dover risolvere questo guaio.
L'unica cosa da fare ora e' cercare di riempire i vuoti che si sono formati al suo interno e lisciarla fino a che non sara' di nuovo sufficientemente "magra" per entrare nella scassa.  Nell'unica ferramenta del paese ci procuriamo una specie di pialla, ma da subito ci accorgiamo che sara' un lavoro lungo e che forse nemmeno riusciremo a completarlo.

Trascorriamo qui una settimana cercando di assottigliare la deriva, purtroppo senza alcun risultato decisivo. Per fortuna che almeno l'ancoraggio e' tranquillo e che ci ha ben protetti da due Norther sui 25-30 nodi e da un'altra tempesta da ovest. Il vento del Pacifico ha portato con se' anche nuvole e qualche pioggia (evento rarissimo in Baja) e le temperature si stanno decisamente abbassando: 15-18 gradi (e acqua a 19-20).
Qui festeggiamo anche il mio compleanno che quest'anno sembrava dovesse avere chissa' quali straordinarie manifestazioni vista la data (11-11-11), ed in effetti l'alba che mi ha regalato e' una delle piu' belle degli ultimi anni...


... con la luna che tramonta dietro le montagne in contemporanea al sole che sorge...


Malgrado i nostri sforzi non siamo riusciti a rendere di nuovo operativa la deriva, cosi' ci apprestiamo a percorrere le 130 m/n che ci separano da Santa Rosalia senza la nostra preziosa "pinna".




14 novembre 2011

Bahia de Los Angeles - Bahia Puertocito de l'Enmedio, 24 m/n. Partiamo verso le 8.30 a motore, senza vento e senza deriva. Nel pomeriggio ci arriva un po' di sole e anche del vento da nord-ovest cosi' di lasco possiamo navigare bene anche senza deriva e ci fermiamo poco prima del tramonto in una caletta segnalata dal portolano. Per cena cavolfiore gratinato al forno e tonno-fagioli-cipolla.


15 novembre 2011

Puertocito de l'Enmedio - Bahia San Francisquito, 32 m/n. Partiamo prima dell'alba che e' ancora buio. Poco vento contrario, quindi procediamo a motore per qualche ora. Poi si alza una leggera brezza, ma siamo di bolina e tra la corrente contraria e lo scarroccio dovuto alla mancanza della deriva non riusciamo quasi a muoverci. Vediamo delfini e balene pescare poco lontano. Il sole sta tramontando quando l'ancoraggio che avevamo previsto per oggi e' ancora distante 10 m/n. Bonaccia completa. Decidiamo di accendere il motore e raggiungere la baia San Fracisquito perche' per domani e' previsto l'arrivo di un Norther sui 25-30 nodi. Solitamente non entriamo negli ancoraggi di notte, troppo rischio per nulla, ma questa volta facciamo un'eccezione visto che la baia dovrebbe avere un faro e che non sono seganalati azzardi (tipo rocce o barriere coralline). Alla fine il faro che doveva guidarci all'interno della baia e' spento, ma riusciamo lo stesso ad entrare fidandoci del gps e pregando che il punto dell'ancoraggio sia preciso perche' non si vede una cippa, qui quando non c'e' la luna e' davvero buio pesto. Quando ormai siamo quasi pronti per buttare l'ancora il motore si mette a fare uno strano rumore, come di sassolini sballottati dentro ad una latta. Immediatamente riduciamo i giri e con una torcia elettrica cerchiamo di capire qual e' il problema, ma non vediamo nulla di sostanziale. Riusciamo a raggiungere la profondita' di 5 metri e buttare l'àncora, senza vedere nulla di cio' che sta di fronte a noi. Sentiamo solo la risacca delle onde sulla spiaggia che dovrebbe essere poco distante. Siamo molto preoccupati per il motore, d'altronde non lo usiamo mai e l'unica volta che lo teniamo acceso per 5-6 ore qualcosa si rompe! Alle 22 sorge la luna e cosi' riusciamo ad intuire il profilo della baia e constatiamo che ci siamo ancorati nel posto giusto. Stanchi e un po' angosciati per il problema al motore ci facciamo un drink in pozzetto prima di andare a letto.


16 novembre 2011

Bahia San Francisquito. Sveglia alle 7. Usciamo subito a vedere dove siamo e la bellezza del luogo ci abbaglia. Alla NET ci assicurano vento sui 25-30 da nord-ovest, ma per il momento ancora non sembra essere in arrivo. Ci mettiamo subito al lavoro sul motore e scopriamo che... si e' semplicemente rotta la cinghia dell'alternatore! Poco male! In meno di mezz'ora la cambiamo e il motore funziona che e' una bellezza. Risolto il problema buttiamo il barchino in acqua e scendiamo a terra a fare un lungo giro.


Visto che le sfortune di solito non vengono mai sole, anche il motore fuoribordo smette di funzionare, se non altro ci abbandona quando ormai siamo molto vicini alla spiaggia, cosi' non rimane poi molto da remare. Restiamo affascinati dalla trasparenza dell'acqua e da strane conformazioni rocciose erose dalle maree.


La spiaggia e' bianchissima e perdiamo delle ore raccogliendo minuscole conchiglie colorate.



Poco distante un enorme saguaro domina l'intera baia con la sua serena eleganza, deve avere centinaia di anni per essere cresciuto tanto. 



Quando ritorniamo alla barca e' ormai pomeriggio inoltrato. Prima che venga buio decidiamo di lavare la coperta con secchiate d'acqua per liberarla dalle migliaia di trucioli di legno provenienti dai nostri tentativi di assottigliare la deriva e che ora si stanno incastrando nei passa cime, nei bozzelli... insomma, piu' che una barca ormai sembra una segheria. Per cena tacos messicani con gamberetti, verdure e frijoles refritos.


17 novembre 2011

Bahia San Francisquito - Santa Ana, 52 m/n. Vento da nord-ovest sui 20-25. Partiamo con due mani di terzaroli e tutto il genoa e corriamo veloci  a 7-8 nodi al lasco sugli ondoni gia' formati da ieri. Nel tardo pomeriggio il vento diminuisce fino a sparire, cosi' raggiungiamo un ancoraggio vicino a motore poco prima che faccia buio. Siamo molto contenti perche' oggi abbiamo fatto un bel po' di strada e ormai Santa Rosalia dista solo 35 m/n. Per cena tagliatelle al ragu'.


18 novembre 2011

Santa Ana - Spiaggia di fronte a la Tres Virgenes, 25 m/n. Partiamo all'alba, poco vento da ovest, cosi' decidiamo di "sfarfallare" come dice il Capitano, mettendo il gennaker da un lato e la randa dall'altro visto che siamo di poppa.



Poi il vento gira da est e ci ritroviamo di bolina a 35 gradi con 10-12 nodi di vento. Purtroppo la mancanza della deriva si fa sentire eccome, non riusciamo a fare dei bordi buoni, scarrocciamo e siamo continuamente costretti a virare per allontanarci dalla costa. La barca e' armata per andare a 35-40 gradi, ma in realta' e' come se ne facessimo 60 e per questo l'andatura diventa presto snervante e faticosa. Stanchi di continuare a virare senza riuscire ad avanzare ci ancoriamo di fronte ad una spiaggia alle pendici del vulcano delle Tres Virgenes, tanto ormai e' buio e mancano ancora 10 m/n per Santa Rosalia, ma con vento contrario non vale la pena di usare il motore, sprechermmo solo carburante. Per cena frittata con patate e formaggio e stufato di cavolo capuccio. Nella notte vento 25-30 nodi da ovest.


19 novembre 2011

Arrivo a Santa Rosalia. All'alba ancora vento sostenuto con raffiche oltre i 30 nodi. Diamo tre mani di terzaroli alla randa, ma poi alla fine pensiamo sia meglio navigare solo con la trinchetta, tanto andiamo a 4 nodi velocita' e Santa Rosalia e' ormai in vista. Improvvisamente il vento crolla e cambia direzione, poi di nuovo 30 nodi da ovest: e' l'effetto dei vulcani che comprimono il vento del Pacifico facendolo precipitare velocemente. Infatti, passate le montagne, il vento si stabilizza sui 15-18 e cosi' tiriamo su anche la randa e in meno di un'ora siamo a destinazione, malgrado lo scarroccio dovuto alla mancanza della deriva. Ci ancoriamo nella darsena e andiamo a vedere se alla marina economica hanno posto. Per la prima volta riusciamo a trovare uno spazio nella piccola vecchia marina gestita da un anziano barcaiolo americano che fa prezzi politici visto che i suoi moli cadono letteralmente a pezzi, ma poco importa, tanto ormai la stagione degli uragani e' quasi finita. Cosi' ci trasferiamo in marina tutti contenti di poter fare una doccia calda che con questo freschino e' ormai quasi necessaria.






Progetti futuri: visto il decorso penoso della nuova deriva, saremo costretti per il momento a rimandare (di nuovo) il progetto di fare carena, che pensavamo di portare a termine entro l'anno. Inoltre, come spesso accade, aspettiamo ospiti per Natale e per i primi mesi del 2012, cosi' abbiamo deciso di lasciare Damiana qui a Santa Rosalia fino alla fine di febbraio, quando, speriamo, potremo andare a Guaymas (o a La Paz) a far carena.
Nelle prossime tre settimane cercheremo di portarci avanti con il ripristino della deriva, prima di trasferirci via terra a La Paz dove staremo per un mesetto a far vita "terrestre" una volta tanto, non vedo l'ora!!!! Per i mesi di gennaio e febbraio invece abbiamo in programma un lungo viaggio in auto all'interno della Baja, alla scoperta di luoghi isolati e che non abbiamo avuto modo di conoscere fino ad ora. Vi terro' aggiornati sui nostri spostamenti, per ora e' davvero tutto, a presto.


lunedì 8 agosto 2011

Diario di bordo luglio 2011: da La Paz a Santa Rosalia

Carissimi,

da qualche giorno siamo arrivati a Santa Rosalia, prima vera tappa del viaggio verso nord e tutto procede secondo i piani. Vi posto subito la mappa delle 236 m/n percorse e il diario di bordo con qualche fotina.





18 luglio 2011

Da La Paz a Playa Pichilinque. A mezzogiorno lasciamo la Marina Fonatur di La Paz aiutati da una squadra di lavoranti che ci tirano con lunghe cime e ci aiutano a girare Damiana con il potente motore fuoribordo della panga di servizio. Imbocchiamo il canale di uscita dal porto stando bene attenti alle secche e al traffico di barchini e yacht turistici. Il tempo per ora sembra buono, anche se il cielo e' in parte coperto e la mancanza assoluta di vento ci aiuta in questo lungo tratto da percorrere a motore. Sappiamo dalle previsioni che c'e' un uragano in formazione di fronte al Nicaragua e potrebbe sfiorare la Baja California tra 4-5 giorni, per questo cercheremo di spostarci a nord senza prendercela troppo con comodo. Mi sento già triste al solo pensiero di laciare La Paz, però Damiana va spostata e in fretta anche  se non vogliamo farci investire dai cicloni....
Appena usciti dal porto ci infiliamo in una graziosa caletta proprio a ridosso del porto commerciale dove attraccano i traghetti e le navi cargo e siamo piuttosto curiosi di provare la nostra nuova àncora, una Spade di alluminio proprio come quella che avevamo su Captain Kaos e che a nostro parere era perfetta, al contario della Delta che qualche problema di scarto e scarsa tenuta ce l'aveva dato. Come volevasi dimostrare, appena gettata in mare la nuova àncora fa subito presa e monitorandola con il gps ne studiamo i comportamenti con i cambi di vento. Sono le 16, e' tempo di rassettare un po' in coperta e soprattutto sottocoperta, prima di mettersi ai fornelli. Per festeggiare la partenza ci concediamo un bel drink in pozzetto salutando i pescatori che sfrecciano veloci intorno a noi. Per cena svizzere di manzo e fagiolini al vapore. Nella notte si alza il Coromuel (vento notturno tipico dell'area di La Paz, con direzione S-SW) che ci rinfresca un po' e ci culla dolcemente.



19 luglio 2011

Da Playa Pichilinque a Isla Partida, Ensenada Grande. Sveglia alle 6.30, colazione e  possibili rotte per la giornata di oggi. Non riusciamo a sentire nessuna delle NET per le previsioni del tempo, cosi' decidiamo di chiamare mio cognato Giovanni con il satellitare per avere degli aggiornamenti sull'uragano Dora che nel frattempo si e' formato e sta pian pianino risalendo lungo la costa del Messico. Per ora non dovrebbero esserci problemi e anche per i prossimi giorni dovrebbe essere tutto tranquillo, a quanto pare Dora ci schivera' dissolvendosi al largo nel Pacifico tra circa una settimana, pero' potrebbero esserci dei venti periferici abbastanza forti per le giornate di venerdi' e sabato.
Siamo piu' tranquilli, cosi' tiriamo su le vele e con vento leggero da SW ci dirigiamo verso l'Isla Partida a circa 17 m/n da qui. Nel pomeriggio il vento cambia direzione, ora viene da NE e con 15 nodi andiamo a 7 con una bolina nemmeno troppo fastidiosa. Alle 16 siamo ancorati dentro la splendida Ensenada Grande e vicino a noi ci sono altre imbarcazioni. Noi che pensavamo che l'estate in Baja fosse bassa stagione per via degli uragani, siamo stati costretti a ricrederci: l'estate e' anche, e soprattutto, il momento in cui i Messicani fanno le loro vacanze e cosi' dal Messico continentale chi se lo puo' permettere viene qui e noleggia uno yacht o una barca a vela. Risultato? Gli ancoraggi se possibile sono ancora piu' affollati che durante la stagione invernale, ma questo cambiera' man mano che risaliremo verso nord, dove speriamo di incontrare solo qualche raro crocierista in cerca di riparo dai cicloni tropicali.
L'acqua della bahia ha un colore turchese molto invitante e cosi' il Capitano si tuffa per un bagno e un giretto di controllo all'àncora e all'elica del motore che ci sembrava facesse una strana vibrazione.




Ceniamo presto verso le 18 con una bella porzione di zucchine trifolate e fagiolini al vapore. Nella notte si alza un forte Coromuel, ma la nostra nuova àncora tiene perfettamente e non scartiamo nemmeno un po', che bello poter dormire tranquilli!




20 luglio 2011

Da Isla Partida a San Evaristo. Alle 7.30 siamo gia' in navigazione con il Coromuel che di lasco ci spinge a tutta velocita' verso la nostra destinazione di oggi. Andiamo a 9 nodi con una manno di terzaroli alla randa e cosi' in poco piu' di tre ore percorriamo le 30 m/n che ci separano da San Evaristo, una bahia molto graziosa conosciuta per le sue saline e dove si trova un piccolo villaggio di pescatori. In realta' avremmo potuto proseguire nella navigazione e raggiungere qualche ancoraggio piu' a nord, ma abbiamo voglia di riposare un pochino e organizzarci meglio per i prossimi giorni.


Cosi' passiamo il pomeriggio studiando la rotta cercando approdi e ridossi protetti da SE visto che l'uragano Dora ci portera' una bella sventilata nei prossimi giorni e vogliamo sapere in anticipo dove potremo ripararci in caso il vento fosse troppo forte.
Per cena un bel piattone di pasta con panna e zucchine. Nella notte vento sostenuto da ovest con temporali in lontananza, l'umidita' spinta da Dora inizia a farsi sentire.


21 luglio 2011

Da San Evaristo a Puerto Agua Verde. Partenza alle 7.30, nemmeno una bava di vento. Ci ritroviamo alla deriva nel canale tra la Baja e l'Isla San Jose' in attesa di riuscire a muoverci. Veniamo superati da una barca a vela charter carica di Inglesi in vacanza che allegramente ci salutano e se ne vanno via motorando.


Con pazienza aspettiamo per un'oretta cercando di resistere al gran caldo e poi si alza una leggera brezza da SE. Perfetto! Siamo di lasco a 120 gradi e andiamo a 7 nodi di velocita'. Nel frattempo visto che oggi le NET per le previsioni non si sentono, chiamiamo Giovanni per aggiornamenti: tutto tranquillo, Dora passera' al largo, ma venti periferici da SE sono ormai sicuri per i prossimi giorni. Decidiamo quindi di spostarci piu' a nord possibile visto che il vento poi e' favorevole una volta tanto. Talmente favorevole che dopo qualche ora riprendiamo la barca a vela che ci aveva superato a motore e a nostra volta la superiamo alla velocita' di 10 nodi, sembriamo un motoscafo! Peccato pero' che dopo aver percorso 40 m/n il vento ci abbandoni quando ormai siamo in vista del nostro ancoraggio per la notte. Siamo circondati da temporali che si susseguono al largo e in lontananza sulle alte cime della Sierra. Entriamo dentro Agua Verde a motore e con solo la vela di prua e ci ancoriamo di fronte alla spiaggia. Qui assistiamo poi ad un fenomeno che ancora non avevamo mai visto: ovvero un arcobaleno senza pioggia. La nostra ipotesi e' che la pioggia sospesa in aria evapori prima di toccare terra permettendoci allo stesso tempo di vedere l'arcobaleno.




Per cena una bella fettona di filetto di manzo con bietola stufata. Il vento ha ripreso a soffiare forte da SE, altre barche sono ancorate poco distante da noi e i pescatori sulla spiaggia si danno da fare con le reti scacciando i pellicani affamati. Alle 20 siamo gia' a letto.


22 luglio 2011

Da Agua Verde a Ensenada Blanca (o Bahia Candelero). Cerchiamo di ascoltare le NET per le previsioni, ma il segnale e' disturbato e si sente poco o nulla. Partiamo lo stesso anche se per oggi era previsto vento forte (sopra i 30 nodi) provocato dallo spostamento d'aria dell'uragano e invece... zero vento. C'e'  una leggera brezza da SE sui 5-8 nodi e andiamo di lasco per qualche ora fino a che non raggiungiamo un ancoraggio ben protetto nel caso in cui il vento previsto arrivi. Altre due barche a vela sono gia' ancorate qui ad Ensenada Blanca, una bahia molto grande con chilometri di spiaggia bianchissima,, molto bella se non fosse che ci hanno costruito un enorme albergo multipiano, che davvero deturpa il paesaggio, ma tant'e'.


Durante l'ispezione giornaliera di frutta e verdura ci accorgiamo che alcuni pomodori stanno per lasciarci, cosi' malgrado il caldo torrido cucino un sughetto che poi congeleremo, visto che per stasera Francesco aveva gia' scongelato un'enorme porzione di ragu'. Nel pomeriggio inizia a farsi sentire qualche raffica piu' forte, ma per fortuna ben al di sotto dell'intensita' prevista. Il Capitano aprofitta del caldo per farsi un bel bagno e andare a controllare come e' settata l'ancora, mentre io mi preoccupo della rotta dei prossimi giorni e di trovare ancoraggi alternativi a quelli consigliati dai portolani, o quantomeno diversi da quelli gia' visitati nella primavera del 2007. Per cena tagliatelle al ragu'.



23 luglio 2011

Da Ensenada Blanca a Isla Carmen, bahia Marquer. Partiamo alle 7.30 con poco vento da SE. Dopo aver percorso un paio di miglia vengo colta da un improvviso attacco di mal di stomaco, tanto che chiedo al Capitano se mi posso andare a sdraiare sotto coperta. Prima che Francesco possa acconsentire, il vento aumenta all'improvviso tanto che dobbiamo arrotolare in fretta il gennaker (vela che non usiamo con venti sopra i 13-14 nodi) e aprire il genoa che essendo piu' pesante e resistente puo' sopportare la pressione di questa sventilata. Viste le condizioni del meteo e della ciurma, il Capitano decide che sara' meglio ancorarsi al piu' presto, cosi' in meno di un'ora siamo a bahia Marquer, una deliziosa caletta dell'Isla Carmen, ben protetta da SE e dove gia' altre due barche a vela ci aspettano al riparo. L'acqua ha un colore spettacolare ed e' trasparentissima, tanto che quando butto l'ancora in 5 metri la vedo distintamente toccare il fondo.





Inoltre ci sono una miriade di pesci che ci nuotano intorno, infatti vediamo passare anche diversi barchini da pesca.
Visto che oggi fa leggermente meno caldo grazie al ventaccio, Francesco prepara il pane, mentre io mi riposo e cerco di combattere questo misterioso mal di stomaco con acqua calda e zucchero. Nel pomeriggio grazie al vento e al sole abbiamo energia in eccesso, cosa che non succedeva da tempo, cosi' siamo tutti contenti visto che stasera potremo guardarci magari anche un paio di film. Decidiamo poi di sciacquare la coperta di Damiana che ancora si porta dietro la polvere del deserto di La Paz, cosi' dopo una decina di secchiate, e' di nuovo bianca e splendente (anche se salata). Per cena insalata di polipo con pomodori e patate.




24 luglio 2011

Da Isla Carmen a Caleta San Juanico. Partiamo alle 7. Durante la notte il vento da SE si e' definitivamente calmato ed ora abbiamo una leggera brezza da NE. La NET ci assicura che l'uragano Dora ormai e' lontano al largo nel Pacifico e qui dovrebbero tornare le condizioni meteo normali dell'estate: ovvero venti variabili e leggeri, gran caldo e temporali al tramonto. Visto che il vento langue pensiamo di fermarci all'Isla Coronado di fronte a Loreto, ma proprio quando stiamo per virare e ammainare la randa arriva un bel venticello sui 10-12 nodi che ci consente di proseguire e percorrere le 30 m/n che ci separano dalla Caleta San Juanico, ancoraggio molto pittoresco con le sue spiaggette intervallate da grossi roccioni.




Anche qui troviamo altre due barche a vela che rollano un bel po' con l'onda che entra. Noi ci piazziamo proprio in fondo, vicino alla spiaggia e grazie ai nostri tre scafi di rollare non se ne parla, ogni tanto beccheggiamo leggermente, ma dopo poche ore il vento si calma lasciandoci godere la bellezza dell'ancoraggio. Francesco si butta subito in acqua, mentre io faccio le mie abluzioni con secchi e sapone in coperta. Per cena un bel frittatone con fagiolini e formaggio e alle 20 siamo gia' nel mondo dei sogni.


25 luglio 2011

Da Caleta San Juanico a Bahia San Lino. Sveglia alle 7. Decidiamo di prenderla con calma oggi e partire dopo aver ascoltato la NET alle 8.15. Il vento viene da ovest e ci fa uscire dalla bahia a tutta velocita' salvo poi crollare lasciandoci alla deriva a poche miglia dalla costa. Vediamo in lontananza un branco di balenottere, saranno almeno 6  o 7, non riusciamo ad avvicinarci per via della bonaccia, cosi' ci accontentiamo di osservarle da lontano con il binocolo e con il teleobiettivo della macchina fotografica.



Dopo un'oretta si alza un po' di vento da nord (8-12 nodi) cosi' andiamo a 6-7 di velocita' di bolina a 40-45 gradi. Un gruppo di sule dai piedi azzurri si incaponisce con la cima dell'albero e per tutta la mattinata prova ad abbordarci senza risultati. Si sono proprio ossessionate, fanno a gara a chi riesce per prima ad appollaiarsi sulla cima dell'albero con Francesco che urla per distoglierle dall'intento. Proviamo ad allontanarle con la trombetta d'emergenza, ma niente, sono proprio degli uccellacci cocciuti. Poi, visto che la nostra velocita' continua ad aumentare, si stancano e per un po' ci lasciano in pace. E' gia' pomeriggio quando mancano 15 m/n all'ingresso di Bahia Conception, ma purtroppo il vento crolla e malgrado la nostra tenacia nell'attenderlo, la bonaccia ormai ha preso piede. In questo tratto di costa non ci sono ancoraggi suggeriti dai portolani, ma osservando le mappe e soprattutto osservando quello che vediamo di fronte a noi, pensiamo che la baia di San Lino potrebbe fare al caso nostro, visto che non dovrebebro esserci cambiamenti nel meteo. Ci ancoriamo cosi' verso le 16 in questa piccola baia di fronte ad una spiaggetta dove si trova una capanna di pescatori. Incredibilmente e' la prima volta che ci troviamo da soli da quando siamo partiti, ci godiamo la tranquillita' e ce ne stiamo all'ombra in pozzetto sopportando la calura. Per cena tacos messicani con carne arrachera, verdure e frijoles refritos.




26 luglio 2011

Da Bahia San Lino a Bahia Conception, Playa Santo Domingo. Partiamo alle 7.30. Poco vento da ovest per tutta la mattinata, ci muoviamo a stento e Punta Conception ci appare la' sempre alla stessa distanza. Poi verso le 13 si alza una brezzolina da NE che quando stiamo per doppiare la punta si trasforma in una sventilata oltre i 20 nodi, forse anche un po' per l'effetto della punta stessa. Ammainiamo la randa e continuiamo solo con la vela di prua, giusto per rallentare un po' e non entrare nell'ancoraggio a 10 nodi di velocita'. Il vento soffia ancora forte, ci ancoriamo di fronte alla spiaggia, ma non troppo vicino, perche' il fondale sembra troppo basso e non vogliamo rischiare. 



Francesco si butta subito in acqua e dopo aver controllato come si e' settata l'àncora se ne va a nuotare un po'. Io rassetto la coperta e il pozzetto e preparo due bei toasts per quando il Capitano tornera' dal suo giretto. Vediamo un temporale in lontananza, sopra la Sierra... chissa' come piove laggiu'!


Nel tardo pomeriggio arrivano altre due barche a vela che si ancorano poco distante da noi, il vento soffia ancora forte e il barometro ci ha dato un avviso di tempesta dovuto ad un repentino abbassamento della pressione. Per cena pasta con sugo di tonno e pomodoro piccante. Prima di andare a letto usciamo a goderci il tramonto, uno tra i piu' drammatici fin'ora.








27 luglio 2011

Da Bahia Conception a Punta Chivato. Partiamo verso le 8, dopo la NET che ci assicura bel tempo e venti leggeri per i prossimi giorni. Infatti il vento langue, ma riusciamo a fare 4-5 nodi di bolina fino a Punta Chivato, un ancoraggio molto grazioso, dove non avevamo ancora avuto occasione di fermarci. Mettiamo il barchino in acqua e  andiamo a fare un giretto a terra, e' da quando siamo partiti che non scendiamo mai dalla barca, due passi ci vogliono eccome! Qui, proprio a picco sul mare, si trova l'hotel Posada de Las Flores, uno dei piu' bei resort di tutta la Baja, il cui proprietario e' italiano, ma purtroppo e' partito ieri, cosi' non riusciamo a salutarlo, peccato. Facciamo una lunga passeggiata lungo la scogliera, alcuni pescatori ci offrono di comprare delle almejas (telline o arselle) appena pescate e incontriamo pure il relitto di una barca a vela finita sulle rocce.




Torniamo alla barca e passiamo il resto del pomeriggio all'ombra in pozzetto cercando di capire se domani riusciremo ad arrivare a Santa Rosalia. Per cena tacos messicani con pollo e verdure. La notte passa tranquilla senza un'ombra di vento.


28 luglio 2011

Da Punta Chivato a Santa Rosalia. Partiamo presto verso le 7.30, visto che le miglia da coprire sono una trentina. Il vento e' da nord, siamo di bolina stretta e diretti proprio contro l'Isla San Marcos di fronte a noi. Proprio mentre ci stiamo preparando a virare ed iniziare a far dei bordi per schivare l'isola, il vento gira consentendoci di tenere questo bordo e lascare fino a 90 gradi. Andiamo sui 7-8 di velocita', molti pescatori ci salutano dalle loro pangas e in poche ore arriviamo di fronte all'entrata del porto di Santa Rosalia. Ci ancoriamo nella darsena tra i pescherecci, le pangas e le motovedette della Marina Militare. I due piccoli marina sono stipati, sembra che tutti i crocieristi si siano dati appuntamento qui. Scendiamo a terra a salutare gli amici messicani conosciuti nel 2007  (quando lasciammo qui  Captain Kaos per la stagione degli uragani) e facciamo un giretto in paese per comprare se possibile un po' di verdura.



Tornati alla barca, mentre stiamo preparando la cena, succede un bel guaio: la pompa a pedale che prende l'acqua dolce dal serbatoio si rompe, cosi' rimaniamo praticamente senz'acqua visto che non possiamo usare l'acqua salata del porto. Francesco la smonta e scopre che un pezzo si e' semplicemente rotto per la vecchiaia e non e' tra i pezzi di ricambio che vengono forniti nel kit di riparazione. Uff! Allora proviamo ad incollarlo con del mastice resistente all'acqua e domani vedremo se funzionera'. Ci mettiamo l'anima in pace e ci godiamo un pezzettone di filetto di manzo con stufato di cavolo rosso e carote. Alla pompa dell'acqua penseremo domani.



Programmi futuri: da qualche giorno siamo attraccati al molo della Marina Fonatur di Santa Rosalia, cosi' siamo tornati a La Paz con l'autobus notturno per riprendere il Land Rover che avevamo lasciato nella capitale. Staremo qui ancora forse un paio di settimane, visto che abbiamo necessita' di fare dei giri nell'interno per alcuni progetti lavorativi e come al solito ci sono anche dei lavori di bordo da fare. L'idea rimane sempre la stessa, ossia risalire il Mare di Cortes fino alla sua estremita' nord e passare la', magari nel porto di San Felipe, gli ultimi mesi della stagione degli uragani, fino a novembre. Vedremo passo passo come muoverci, il meteo sicuramente giochera' un ruolo fondamentale, nel senso che i nostri spostamenti saranno condizionati dal passaggio (o meno) dei cicloni tropicali. Vi terro' aggiornati sui nostri piani. Per il momento e' tutto, vi abbraccio e a presto.
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