lunedì 8 agosto 2011

Diario di bordo luglio 2011: da La Paz a Santa Rosalia

Carissimi,

da qualche giorno siamo arrivati a Santa Rosalia, prima vera tappa del viaggio verso nord e tutto procede secondo i piani. Vi posto subito la mappa delle 236 m/n percorse e il diario di bordo con qualche fotina.





18 luglio 2011

Da La Paz a Playa Pichilinque. A mezzogiorno lasciamo la Marina Fonatur di La Paz aiutati da una squadra di lavoranti che ci tirano con lunghe cime e ci aiutano a girare Damiana con il potente motore fuoribordo della panga di servizio. Imbocchiamo il canale di uscita dal porto stando bene attenti alle secche e al traffico di barchini e yacht turistici. Il tempo per ora sembra buono, anche se il cielo e' in parte coperto e la mancanza assoluta di vento ci aiuta in questo lungo tratto da percorrere a motore. Sappiamo dalle previsioni che c'e' un uragano in formazione di fronte al Nicaragua e potrebbe sfiorare la Baja California tra 4-5 giorni, per questo cercheremo di spostarci a nord senza prendercela troppo con comodo. Mi sento già triste al solo pensiero di laciare La Paz, però Damiana va spostata e in fretta anche  se non vogliamo farci investire dai cicloni....
Appena usciti dal porto ci infiliamo in una graziosa caletta proprio a ridosso del porto commerciale dove attraccano i traghetti e le navi cargo e siamo piuttosto curiosi di provare la nostra nuova àncora, una Spade di alluminio proprio come quella che avevamo su Captain Kaos e che a nostro parere era perfetta, al contario della Delta che qualche problema di scarto e scarsa tenuta ce l'aveva dato. Come volevasi dimostrare, appena gettata in mare la nuova àncora fa subito presa e monitorandola con il gps ne studiamo i comportamenti con i cambi di vento. Sono le 16, e' tempo di rassettare un po' in coperta e soprattutto sottocoperta, prima di mettersi ai fornelli. Per festeggiare la partenza ci concediamo un bel drink in pozzetto salutando i pescatori che sfrecciano veloci intorno a noi. Per cena svizzere di manzo e fagiolini al vapore. Nella notte si alza il Coromuel (vento notturno tipico dell'area di La Paz, con direzione S-SW) che ci rinfresca un po' e ci culla dolcemente.



19 luglio 2011

Da Playa Pichilinque a Isla Partida, Ensenada Grande. Sveglia alle 6.30, colazione e  possibili rotte per la giornata di oggi. Non riusciamo a sentire nessuna delle NET per le previsioni del tempo, cosi' decidiamo di chiamare mio cognato Giovanni con il satellitare per avere degli aggiornamenti sull'uragano Dora che nel frattempo si e' formato e sta pian pianino risalendo lungo la costa del Messico. Per ora non dovrebbero esserci problemi e anche per i prossimi giorni dovrebbe essere tutto tranquillo, a quanto pare Dora ci schivera' dissolvendosi al largo nel Pacifico tra circa una settimana, pero' potrebbero esserci dei venti periferici abbastanza forti per le giornate di venerdi' e sabato.
Siamo piu' tranquilli, cosi' tiriamo su le vele e con vento leggero da SW ci dirigiamo verso l'Isla Partida a circa 17 m/n da qui. Nel pomeriggio il vento cambia direzione, ora viene da NE e con 15 nodi andiamo a 7 con una bolina nemmeno troppo fastidiosa. Alle 16 siamo ancorati dentro la splendida Ensenada Grande e vicino a noi ci sono altre imbarcazioni. Noi che pensavamo che l'estate in Baja fosse bassa stagione per via degli uragani, siamo stati costretti a ricrederci: l'estate e' anche, e soprattutto, il momento in cui i Messicani fanno le loro vacanze e cosi' dal Messico continentale chi se lo puo' permettere viene qui e noleggia uno yacht o una barca a vela. Risultato? Gli ancoraggi se possibile sono ancora piu' affollati che durante la stagione invernale, ma questo cambiera' man mano che risaliremo verso nord, dove speriamo di incontrare solo qualche raro crocierista in cerca di riparo dai cicloni tropicali.
L'acqua della bahia ha un colore turchese molto invitante e cosi' il Capitano si tuffa per un bagno e un giretto di controllo all'àncora e all'elica del motore che ci sembrava facesse una strana vibrazione.




Ceniamo presto verso le 18 con una bella porzione di zucchine trifolate e fagiolini al vapore. Nella notte si alza un forte Coromuel, ma la nostra nuova àncora tiene perfettamente e non scartiamo nemmeno un po', che bello poter dormire tranquilli!




20 luglio 2011

Da Isla Partida a San Evaristo. Alle 7.30 siamo gia' in navigazione con il Coromuel che di lasco ci spinge a tutta velocita' verso la nostra destinazione di oggi. Andiamo a 9 nodi con una manno di terzaroli alla randa e cosi' in poco piu' di tre ore percorriamo le 30 m/n che ci separano da San Evaristo, una bahia molto graziosa conosciuta per le sue saline e dove si trova un piccolo villaggio di pescatori. In realta' avremmo potuto proseguire nella navigazione e raggiungere qualche ancoraggio piu' a nord, ma abbiamo voglia di riposare un pochino e organizzarci meglio per i prossimi giorni.


Cosi' passiamo il pomeriggio studiando la rotta cercando approdi e ridossi protetti da SE visto che l'uragano Dora ci portera' una bella sventilata nei prossimi giorni e vogliamo sapere in anticipo dove potremo ripararci in caso il vento fosse troppo forte.
Per cena un bel piattone di pasta con panna e zucchine. Nella notte vento sostenuto da ovest con temporali in lontananza, l'umidita' spinta da Dora inizia a farsi sentire.


21 luglio 2011

Da San Evaristo a Puerto Agua Verde. Partenza alle 7.30, nemmeno una bava di vento. Ci ritroviamo alla deriva nel canale tra la Baja e l'Isla San Jose' in attesa di riuscire a muoverci. Veniamo superati da una barca a vela charter carica di Inglesi in vacanza che allegramente ci salutano e se ne vanno via motorando.


Con pazienza aspettiamo per un'oretta cercando di resistere al gran caldo e poi si alza una leggera brezza da SE. Perfetto! Siamo di lasco a 120 gradi e andiamo a 7 nodi di velocita'. Nel frattempo visto che oggi le NET per le previsioni non si sentono, chiamiamo Giovanni per aggiornamenti: tutto tranquillo, Dora passera' al largo, ma venti periferici da SE sono ormai sicuri per i prossimi giorni. Decidiamo quindi di spostarci piu' a nord possibile visto che il vento poi e' favorevole una volta tanto. Talmente favorevole che dopo qualche ora riprendiamo la barca a vela che ci aveva superato a motore e a nostra volta la superiamo alla velocita' di 10 nodi, sembriamo un motoscafo! Peccato pero' che dopo aver percorso 40 m/n il vento ci abbandoni quando ormai siamo in vista del nostro ancoraggio per la notte. Siamo circondati da temporali che si susseguono al largo e in lontananza sulle alte cime della Sierra. Entriamo dentro Agua Verde a motore e con solo la vela di prua e ci ancoriamo di fronte alla spiaggia. Qui assistiamo poi ad un fenomeno che ancora non avevamo mai visto: ovvero un arcobaleno senza pioggia. La nostra ipotesi e' che la pioggia sospesa in aria evapori prima di toccare terra permettendoci allo stesso tempo di vedere l'arcobaleno.




Per cena una bella fettona di filetto di manzo con bietola stufata. Il vento ha ripreso a soffiare forte da SE, altre barche sono ancorate poco distante da noi e i pescatori sulla spiaggia si danno da fare con le reti scacciando i pellicani affamati. Alle 20 siamo gia' a letto.


22 luglio 2011

Da Agua Verde a Ensenada Blanca (o Bahia Candelero). Cerchiamo di ascoltare le NET per le previsioni, ma il segnale e' disturbato e si sente poco o nulla. Partiamo lo stesso anche se per oggi era previsto vento forte (sopra i 30 nodi) provocato dallo spostamento d'aria dell'uragano e invece... zero vento. C'e'  una leggera brezza da SE sui 5-8 nodi e andiamo di lasco per qualche ora fino a che non raggiungiamo un ancoraggio ben protetto nel caso in cui il vento previsto arrivi. Altre due barche a vela sono gia' ancorate qui ad Ensenada Blanca, una bahia molto grande con chilometri di spiaggia bianchissima,, molto bella se non fosse che ci hanno costruito un enorme albergo multipiano, che davvero deturpa il paesaggio, ma tant'e'.


Durante l'ispezione giornaliera di frutta e verdura ci accorgiamo che alcuni pomodori stanno per lasciarci, cosi' malgrado il caldo torrido cucino un sughetto che poi congeleremo, visto che per stasera Francesco aveva gia' scongelato un'enorme porzione di ragu'. Nel pomeriggio inizia a farsi sentire qualche raffica piu' forte, ma per fortuna ben al di sotto dell'intensita' prevista. Il Capitano aprofitta del caldo per farsi un bel bagno e andare a controllare come e' settata l'ancora, mentre io mi preoccupo della rotta dei prossimi giorni e di trovare ancoraggi alternativi a quelli consigliati dai portolani, o quantomeno diversi da quelli gia' visitati nella primavera del 2007. Per cena tagliatelle al ragu'.



23 luglio 2011

Da Ensenada Blanca a Isla Carmen, bahia Marquer. Partiamo alle 7.30 con poco vento da SE. Dopo aver percorso un paio di miglia vengo colta da un improvviso attacco di mal di stomaco, tanto che chiedo al Capitano se mi posso andare a sdraiare sotto coperta. Prima che Francesco possa acconsentire, il vento aumenta all'improvviso tanto che dobbiamo arrotolare in fretta il gennaker (vela che non usiamo con venti sopra i 13-14 nodi) e aprire il genoa che essendo piu' pesante e resistente puo' sopportare la pressione di questa sventilata. Viste le condizioni del meteo e della ciurma, il Capitano decide che sara' meglio ancorarsi al piu' presto, cosi' in meno di un'ora siamo a bahia Marquer, una deliziosa caletta dell'Isla Carmen, ben protetta da SE e dove gia' altre due barche a vela ci aspettano al riparo. L'acqua ha un colore spettacolare ed e' trasparentissima, tanto che quando butto l'ancora in 5 metri la vedo distintamente toccare il fondo.





Inoltre ci sono una miriade di pesci che ci nuotano intorno, infatti vediamo passare anche diversi barchini da pesca.
Visto che oggi fa leggermente meno caldo grazie al ventaccio, Francesco prepara il pane, mentre io mi riposo e cerco di combattere questo misterioso mal di stomaco con acqua calda e zucchero. Nel pomeriggio grazie al vento e al sole abbiamo energia in eccesso, cosa che non succedeva da tempo, cosi' siamo tutti contenti visto che stasera potremo guardarci magari anche un paio di film. Decidiamo poi di sciacquare la coperta di Damiana che ancora si porta dietro la polvere del deserto di La Paz, cosi' dopo una decina di secchiate, e' di nuovo bianca e splendente (anche se salata). Per cena insalata di polipo con pomodori e patate.




24 luglio 2011

Da Isla Carmen a Caleta San Juanico. Partiamo alle 7. Durante la notte il vento da SE si e' definitivamente calmato ed ora abbiamo una leggera brezza da NE. La NET ci assicura che l'uragano Dora ormai e' lontano al largo nel Pacifico e qui dovrebbero tornare le condizioni meteo normali dell'estate: ovvero venti variabili e leggeri, gran caldo e temporali al tramonto. Visto che il vento langue pensiamo di fermarci all'Isla Coronado di fronte a Loreto, ma proprio quando stiamo per virare e ammainare la randa arriva un bel venticello sui 10-12 nodi che ci consente di proseguire e percorrere le 30 m/n che ci separano dalla Caleta San Juanico, ancoraggio molto pittoresco con le sue spiaggette intervallate da grossi roccioni.




Anche qui troviamo altre due barche a vela che rollano un bel po' con l'onda che entra. Noi ci piazziamo proprio in fondo, vicino alla spiaggia e grazie ai nostri tre scafi di rollare non se ne parla, ogni tanto beccheggiamo leggermente, ma dopo poche ore il vento si calma lasciandoci godere la bellezza dell'ancoraggio. Francesco si butta subito in acqua, mentre io faccio le mie abluzioni con secchi e sapone in coperta. Per cena un bel frittatone con fagiolini e formaggio e alle 20 siamo gia' nel mondo dei sogni.


25 luglio 2011

Da Caleta San Juanico a Bahia San Lino. Sveglia alle 7. Decidiamo di prenderla con calma oggi e partire dopo aver ascoltato la NET alle 8.15. Il vento viene da ovest e ci fa uscire dalla bahia a tutta velocita' salvo poi crollare lasciandoci alla deriva a poche miglia dalla costa. Vediamo in lontananza un branco di balenottere, saranno almeno 6  o 7, non riusciamo ad avvicinarci per via della bonaccia, cosi' ci accontentiamo di osservarle da lontano con il binocolo e con il teleobiettivo della macchina fotografica.



Dopo un'oretta si alza un po' di vento da nord (8-12 nodi) cosi' andiamo a 6-7 di velocita' di bolina a 40-45 gradi. Un gruppo di sule dai piedi azzurri si incaponisce con la cima dell'albero e per tutta la mattinata prova ad abbordarci senza risultati. Si sono proprio ossessionate, fanno a gara a chi riesce per prima ad appollaiarsi sulla cima dell'albero con Francesco che urla per distoglierle dall'intento. Proviamo ad allontanarle con la trombetta d'emergenza, ma niente, sono proprio degli uccellacci cocciuti. Poi, visto che la nostra velocita' continua ad aumentare, si stancano e per un po' ci lasciano in pace. E' gia' pomeriggio quando mancano 15 m/n all'ingresso di Bahia Conception, ma purtroppo il vento crolla e malgrado la nostra tenacia nell'attenderlo, la bonaccia ormai ha preso piede. In questo tratto di costa non ci sono ancoraggi suggeriti dai portolani, ma osservando le mappe e soprattutto osservando quello che vediamo di fronte a noi, pensiamo che la baia di San Lino potrebbe fare al caso nostro, visto che non dovrebebro esserci cambiamenti nel meteo. Ci ancoriamo cosi' verso le 16 in questa piccola baia di fronte ad una spiaggetta dove si trova una capanna di pescatori. Incredibilmente e' la prima volta che ci troviamo da soli da quando siamo partiti, ci godiamo la tranquillita' e ce ne stiamo all'ombra in pozzetto sopportando la calura. Per cena tacos messicani con carne arrachera, verdure e frijoles refritos.




26 luglio 2011

Da Bahia San Lino a Bahia Conception, Playa Santo Domingo. Partiamo alle 7.30. Poco vento da ovest per tutta la mattinata, ci muoviamo a stento e Punta Conception ci appare la' sempre alla stessa distanza. Poi verso le 13 si alza una brezzolina da NE che quando stiamo per doppiare la punta si trasforma in una sventilata oltre i 20 nodi, forse anche un po' per l'effetto della punta stessa. Ammainiamo la randa e continuiamo solo con la vela di prua, giusto per rallentare un po' e non entrare nell'ancoraggio a 10 nodi di velocita'. Il vento soffia ancora forte, ci ancoriamo di fronte alla spiaggia, ma non troppo vicino, perche' il fondale sembra troppo basso e non vogliamo rischiare. 



Francesco si butta subito in acqua e dopo aver controllato come si e' settata l'àncora se ne va a nuotare un po'. Io rassetto la coperta e il pozzetto e preparo due bei toasts per quando il Capitano tornera' dal suo giretto. Vediamo un temporale in lontananza, sopra la Sierra... chissa' come piove laggiu'!


Nel tardo pomeriggio arrivano altre due barche a vela che si ancorano poco distante da noi, il vento soffia ancora forte e il barometro ci ha dato un avviso di tempesta dovuto ad un repentino abbassamento della pressione. Per cena pasta con sugo di tonno e pomodoro piccante. Prima di andare a letto usciamo a goderci il tramonto, uno tra i piu' drammatici fin'ora.








27 luglio 2011

Da Bahia Conception a Punta Chivato. Partiamo verso le 8, dopo la NET che ci assicura bel tempo e venti leggeri per i prossimi giorni. Infatti il vento langue, ma riusciamo a fare 4-5 nodi di bolina fino a Punta Chivato, un ancoraggio molto grazioso, dove non avevamo ancora avuto occasione di fermarci. Mettiamo il barchino in acqua e  andiamo a fare un giretto a terra, e' da quando siamo partiti che non scendiamo mai dalla barca, due passi ci vogliono eccome! Qui, proprio a picco sul mare, si trova l'hotel Posada de Las Flores, uno dei piu' bei resort di tutta la Baja, il cui proprietario e' italiano, ma purtroppo e' partito ieri, cosi' non riusciamo a salutarlo, peccato. Facciamo una lunga passeggiata lungo la scogliera, alcuni pescatori ci offrono di comprare delle almejas (telline o arselle) appena pescate e incontriamo pure il relitto di una barca a vela finita sulle rocce.




Torniamo alla barca e passiamo il resto del pomeriggio all'ombra in pozzetto cercando di capire se domani riusciremo ad arrivare a Santa Rosalia. Per cena tacos messicani con pollo e verdure. La notte passa tranquilla senza un'ombra di vento.


28 luglio 2011

Da Punta Chivato a Santa Rosalia. Partiamo presto verso le 7.30, visto che le miglia da coprire sono una trentina. Il vento e' da nord, siamo di bolina stretta e diretti proprio contro l'Isla San Marcos di fronte a noi. Proprio mentre ci stiamo preparando a virare ed iniziare a far dei bordi per schivare l'isola, il vento gira consentendoci di tenere questo bordo e lascare fino a 90 gradi. Andiamo sui 7-8 di velocita', molti pescatori ci salutano dalle loro pangas e in poche ore arriviamo di fronte all'entrata del porto di Santa Rosalia. Ci ancoriamo nella darsena tra i pescherecci, le pangas e le motovedette della Marina Militare. I due piccoli marina sono stipati, sembra che tutti i crocieristi si siano dati appuntamento qui. Scendiamo a terra a salutare gli amici messicani conosciuti nel 2007  (quando lasciammo qui  Captain Kaos per la stagione degli uragani) e facciamo un giretto in paese per comprare se possibile un po' di verdura.



Tornati alla barca, mentre stiamo preparando la cena, succede un bel guaio: la pompa a pedale che prende l'acqua dolce dal serbatoio si rompe, cosi' rimaniamo praticamente senz'acqua visto che non possiamo usare l'acqua salata del porto. Francesco la smonta e scopre che un pezzo si e' semplicemente rotto per la vecchiaia e non e' tra i pezzi di ricambio che vengono forniti nel kit di riparazione. Uff! Allora proviamo ad incollarlo con del mastice resistente all'acqua e domani vedremo se funzionera'. Ci mettiamo l'anima in pace e ci godiamo un pezzettone di filetto di manzo con stufato di cavolo rosso e carote. Alla pompa dell'acqua penseremo domani.



Programmi futuri: da qualche giorno siamo attraccati al molo della Marina Fonatur di Santa Rosalia, cosi' siamo tornati a La Paz con l'autobus notturno per riprendere il Land Rover che avevamo lasciato nella capitale. Staremo qui ancora forse un paio di settimane, visto che abbiamo necessita' di fare dei giri nell'interno per alcuni progetti lavorativi e come al solito ci sono anche dei lavori di bordo da fare. L'idea rimane sempre la stessa, ossia risalire il Mare di Cortes fino alla sua estremita' nord e passare la', magari nel porto di San Felipe, gli ultimi mesi della stagione degli uragani, fino a novembre. Vedremo passo passo come muoverci, il meteo sicuramente giochera' un ruolo fondamentale, nel senso che i nostri spostamenti saranno condizionati dal passaggio (o meno) dei cicloni tropicali. Vi terro' aggiornati sui nostri piani. Per il momento e' tutto, vi abbraccio e a presto.

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