venerdì 27 febbraio 2009

Riparazioni


Bene, eccoci qui. In molti ci hanno chiesto che cosa stiamo facendo in questo periodo, quando pensiamo di ripartire e se tutto sta procedendo bene.

Dunque, da una decina di giorni abbiamo lasciato la marina dove "alloggiavamo" e ci siamo trasferiti poco distante all'ancora nella spaziosa baia dell'isola Mujeres.


Come avevo scritto precedentemente siamo stati costretti a questa sosta obbligata per via di un corto circuito nel motorino di avviamento del motore e per fortuna a Cancun si trova una delle agenzie della Yanmar che vende i pezzi di ricambio. Cosi' dopo due settimane di attesa, il pezzo e' finalmente arrivato dagli Stati Uniti, ha passato la dogana e ora e' tornato al suo posto grazie alle sapienti mani del nostro meccanico David, che lavora qui all'isola aggiustando i motori dei gringos barcaioli e facendo ovviamente un sacco di soldi alla faccia loro!

David e' un ometto tranquillo con degli
splendidi occhi verde smeraldo eredita' dei conquistadores secondo lui. Non ha un vero e proprio taller mecanico: il suo laboratorio e' un piccolo garage di cemento dove si trova un po' di tutto, una miriade di cianfrusaglie che David conserva perche' "non si sa mai che possano tornare utili". Poi proprio di fronte c'e' un grande albero con appeso questo cartello che io trovo adorabile:



Passiamo molte ore con lui a chiacchierare, anche dopo che il problema con il motore e' stato risolto: David mi racconta della sua famiglia che vive a Merida e mi fa vedere le foto della sua bimba piu' piccola sul telefonino. Mi dice che prima di lavorare qui guidava i pulmini che portano i turisti a vedere le rovine maya, ma il lavoro era troppo stressante per lui e cosi' dopo sette anni ha smesso. In fondo la meccanica e' sempre stata la sua passione e quindi un giorno e' arrivato all'isola per un lavoretto ad un motore e non se n'e' piu' andato. Aggiunge poi ridendo sotto i baffi "Sai qui alla isla ci sono solo due meccanici, di lavoro ce n'e' sempre tanto e i gringos pagano bene... e poi io sono il piu' bravo!"

Visto che ci rimanevano ancora una decina di giorni da passare attraccati al molo abbiamo deciso di sostituire le reti tra lo scafo centrale di Damiana e quelli laterali... stavano letteralmente cadendo a pezzi, sbriciolandosi sotto il nostro peso affaticate dagli ultravioletti.


Abbiamo provato a chiedere un preventivo ad una ditta statunitense per confezionarci delle nuove reti. Risultato? Sei settimane di tempo e oltre 2000 dollari di spesa... decisamente troppo per il nostro modesto bilancio famigliare! Cosi' abbiamo pensato di farcele da noi le reti: abbiamo
comprato decine e decine di metri di rete da pesca, l'abbiamo misurata (sbagliando anche e dovendo rifare tutto daccapo), l'abbiamo tagliata, abbiamo fatto l'orilla (ossia il contorno alle reti con un filo resistentissimo) e poi le abbiamo montate du Damiana.


Ora abbiamo delle reti nuove di zecca,
molto piu' belle e comode delle precedenti e soprattutto vuoi mettere la soddisfazione personale di fare bene qualcosa che non avevi mai fatto prima senza spendere pressoche' quasi niente? Certo e' stato un lavoro lungo e a tratti faticoso, ci sono volute quasi due settimane lavorandoci in due tutti giorni, ma ora possiamo camminarci sopra e appoggiarci le vele senza paura che ci finiscano in mare.



Un altro problema che avevamo sempre rimandato riguarda poi il bagno di Damiana: diciamo cosi'che il water non ha praticamente mai funzionato, o ha funzionato a singhiozzo giusto il primo mese che stavamo a bordo. Ora Fra sta cercando di aggiustarlo, lo avremo smontato almeno 5 o sei volte, abbiamo cambiato tutte le guarnizioni e ora sembra andare un pochino meglio... in ogni caso la nostra prossima spesa per Damiana sara' comprare un water nuovo, chissa' magari ci riusciremo gia' a Panama...


Un'altra piccola seccatura e'stata una riparazioncina sullo scafo sx di Damiana: quando entrammo alla marina senza motore agganciati ad una lancia di servizio andammo a sbattere con lo scafo contro il molo. In realta'Damiana non si e' fatta nulla, pero' lo scafo andava riparato; cosi' dopo aver tappato il "buco" con materiale epossidico lo abbiamo cartavetrato un pochino per dargli la forma originale e poi ricoperto di vernice (gel coat) per non lasciarlo esposto agli ultravioletti. E' un po' come se Damiana si fosse sbucciata il ditone del piede sinistro...
In tutto cio' ci si e' messa pure una brutta infezione all'orecchio che ha costretto il povero Fra a delle dosi da cavallo di antibiotico;
le infezioni di questo tipo sono molto frequenti nei climi tropicali, quindi nulla di cui preoccuparsi, pero' non abbiamo potuto pensare di ripartire prima che il ciclo di medicine fosse terminato.

Cosi'ora ce ne stiamo all'ancora tranquilli a fare decine di altri lavoretti che avevamo lasciato indietro, dopotutto queste quasi sette settimane di sosta ci hanno consentito di mettere a posto Damiana come mai avevamo avuto modo (e tempo) prima.



Certo i lavori da fare sarebbero ancora molti, chi ha una barca
lo sa che la manutenzione e' infinita e quando ti sembra che tutto sia a posto altre mille piccole cose vengono fuori e chiedono attenzione. Giusto ieri abbiamo scoperto di avere una perdita d'acqua dall'albero motore, ma grazie al cielo Fra e' riuscito ad aggiustarlo con l'aiuto del nostro broker Dennis che via e-mail ci ha spiegato come fare! Meno male!!

Oggi siamo stati alla Capitania de Puerto a fare i documenti di uscita, quindi pensiamo di partire domatina diretti (finalmente) a Panama. Probabilmnete non faremo soste, ci piace troppo passare del tempo in mare, cmq proprio sulla rotta ci sono alcune isolette che offriranno protezione e riposo nel caso in cui ne avessimo bisogno! Contiamo di coprire la distanza da qui a Bocas de Toro (Panama) in una settimana, ma anche meno se il vento sara' favorevole.
Ci sentiamo alla prossima, vi abbraccio

mercoledì 25 febbraio 2009

Molti ci dicono "Beati voi!"

Spesso ci capita che vari conoscenti, quando si parla della nostra scelta di vita, ci dicano "Beati voi!" cio' sottende in altre parole alla domanda, che mai ci rivolgono direttamente, ma invece porgono ai nostri parenti o amici piu' stretti "Ma come fanno senza lavorare?" ovvero "Sono ricchi?".
Vorrei dare di seguito in questo mio primissimo post risposta a questi interrogativi.
Anticipo che il costo di una barca come Damiana e' la meta' o meno di un monolocale a Bologna, giusto per mettere in prospettiva le considerazioni che seguono.
Quando ero, cosi' si dice, produttivo ricevevo uno stipendio o mi guadagnavo da vivere professionalmente come tanti.
Anno dopo anno, facendomi i conti in tasca, sia come impiegato che come lavoratore autonomo, ho verificato che il guadagno lordo di ognuno di noi viene decurtato come segue:

Tasse 30-40%
Affitto o Mutuo 20-30%
Servizi 10-20%

Per i piu' fortunati che gia' posseggono casa la seconda voce e' da omettere e vedranno dal 40% al 60% dei loro guadagni andarsene.
Per chi e' in affitto o sta acquistando casa il drenaggio va dal 60% fino al 90%.
Tradotto in tempo lavoriamo da 4,8 mesi fino a 10,8 mesi all'anno per devolverli in vari modi.
Ci troviamo a dedicare da meta' alla quasi interezza del tempo lavorativo per avere il privilegio di stare nell'ambiente produttivo.
Ho quindi pensato di provare a rinunciare a questo privilegio e valutare le alternative.

Con i risparmi ho comprato Damiana, la nostra casa "viaggiante".
Guadagnando praticamente nulla, pago in proporzione pochissime tasse.
Niente piu' affitti o mutui.
Quanto ai servizi, non abbiamo bisogno di riscaldamento, il vento ed il sole ci forniscono eletticita', abbiamo qualche spesa per telefonare ai genitori per fargli sapere che stiamo bene, consumiamo qualche litro di gasolio all'anno per far manovra nei porti, capita ogni tanto qualche spesa straordinaria per la manutenzione.
Per destrezza e magia il vento ci spinge gratuitamente per migliaia di chilometri.

Per mangiare si pesca ed il costo degli alimentari nella maggioranza dei Paesi che visitiamo e' estremamente limitato, circa 150-200 Euro al mese per due persone inclusi alcolici e carne che sono le voci piu' costose.

L'immagine da spot pubblicitario della vita da nababbi a bordo di uno yacht di lusso e' assai lontana dalla nostra, fatta di frugalita' e duro lavoro da marinai di un tempo.
E' nostra profonda convinzione che la maggior parte dei nostri amici, parenti, e conoscenti non resisterebbero molto a queste condizioni di vita poiche' rinunciare all'ovatta delle societa' industrializzate e' cosa assai difficile, simile alla difficolta' per molti di smettere di fumare o di disintossicarsi dall'eroina o psicofarmaci.
Ed e' vero anche che e' una questione di gusti, e che la vita in barca a vela deve veramente piacerti, motivo per cui mi ritengo fortunato (ed a maggior ragione ad avere una sposa con gli stessi gusti).
Questa scelta di vita mi ha premiato in due modi particolari: innanzitutto, ora ho tanto tempo da dedicare a mia moglie e a pensare a cio' che voglio invece che a cio' che mi porta o puo' portare guadagno; poi il contatto con la natura e tanta gente che non avrei altrimenti mai incontrato e' inestimabile.

Francesco
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