sabato 7 aprile 2012

Riparazioni... alla deriva #2 (prima parte)

Carissimi,

eccoci qui con qualche aggiornamento sulle nostre riparazioni. Come già accennato nel post precedente, in queste ultime settimane ci siamo dedicati quasi esclusivamente alla deriva. Purtroppo ci siamo subito resi conto che non sarebbe stato facile cercare di rimettere in sesto quella che ci eravamo fatti costruire a San Felipe: il legno, dopo esser stato esposto al sole ed essersi ben asciugato, si è irrimediabilmente imbarcato e deformato, cosa che ahinoi temevamo già dal principio. Questo è accaduto essenzialmente perchè la stagionatura del legno (e forse anche il tipo) non era sufficiente per poter essere usato in ambiente marino, però avevamo sperato che avrebbe potuto funzionare lo stesso...



Quindi ci siamo ritrovati punto e a capo, con la deriva rotta completamente da rifare. E allora abbiamo deciso di cambiare tecnica. Visto che le derive moderne (tra cui anche quella che avevamo sul trimarano precedente Captain Kaos) sono costruite di schiuma poliuretanica (polimeri espansi) e fibra di vetro, abbiamo deciso di fare un tentativo. Abbiamo deciso di usare una delle tecniche che i surfisti usano per costruire le loro tavole, con lastre di polistirolo ad alta densità al posto della schiuma per imbarcazioni (molto costosa e difficile da reperire).



Così dopo averle opportunamente misurate e tagliate abbiamo iniziato il processo di "incollaggio": l'idea era di fare un triplo sandwich di polistirolo e fibra di vetro per rinforzarne la struttura. Ecco qui sotto Francesco che spalma la resina epossidica ad essicazione lenta (15 ore) mescolata con materiale adesivo:



E poi ci mettiamo uno strato di fibra di vetro:



Una volta ottenuto il triplo sandwich abbiamo iniziato a tagliarlo e modellarlo con le specifiche della deriva, che deve essere estremamente precisa in modo da entrare perfettamente nella sua scassa. Inoltre abbiamo "ripassato" alcuni punti critici con una dose extra di resina, giusto per star sicuri che fosse perfettamente incollata:


  

Poi siamo passati al profilo alare della pinna. Dopo averlo stampato alla giusta grandezza ci siamo costruiti un modello del profilo con uno scarto di polistirolo, in modo da poter scolpire la deriva seguendo le specifiche originali:





Ed ecco qui Francesco che finisce di lisciare il modello prima di riportare il disegno del profilo sulla deriva stessa prima di  iniziare a scolpirla:




Insomma, è un lavoro lento e di estrema precisione anche se scolpire il polistirolo si è rivelato meno complicato del previsto ed è un materiale che sicuramente può dare soddisfazione. Certo allo stesso tempo basta un minimo di distrazione e si rischia di dover rifare tutto daccapo, il rischio di fare errori nel modellare e` piuttosto alto. 




Per questo abbiamo preferito prenderla con calma, dedicando il giusto tempo ad ogni fase, pur sapendo che la nostra sosta a Santa Rosalia si sarebbe prolungata oltre le tre settimane previste. D'altronde va così, ci sono anni in cui si naviga a tempo pieno ed altri in cui capita di stare per lunghi periodi fermi in porto, inutile prendersela a male. 

Ultimata la modellazione della pinna, ci siamo dedicati ai dettagli, ovvero alla preparazione dei fori per le cime, che abbiamo dovuto foderare di fibra di vetro e rinforzare con cilindri di plexiglass a loro volta ricoperti di resina e fibra:





E poi finalmente eccoci alla prima delle fasi finali: ricoprire l'intera deriva con un lenzuolo di fibra di vetro per darle rigidità e resistenza strutturale:



Ed infine un ultimo strato di resina mischiata ad un riempitore (microballons) che darà ulteriore rigidità al tutto e renderà la deriva nuovamente modellabile con pialle e carta vetrata per la "lisciatura" finale:



Ormai ci mancano pochi dettagli, quindi la settimana prossima contiamo di impermeabilizzarla con un sigillante per scafi e dipingerla con l'antivegetativa. Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto fin'ora, anzi diciamo proprio che non ci aspettavamo sarebbe venuta così bene. Certo dovremo sperimentarla in navigazione e vedere come si comporterà, soprattutto in caso di vento forte e onde alte, il rischio è che possa vibrare/andare in risonanza, oppure, alla peggio, rompersi di nuovo. Vedremo.

Certo nella sfortuna di dover passare tanto tempo attraccati a un molo, almeno siamo in un luogo che conosciamo bene e dove, dopotutto, non ci pesa più che tanto vivere per un periodo. Vi lascio con un tramonto di qualche sera fa e colgo l'occasione anche per augurarvi buona Pasqua! A presto!





giovedì 24 novembre 2011

Diario di bordo ottobre-novembre 2011: da San Felipe a Santa Rosalia

Carissimi,

eccoci arrivati nuovamente a Santa Rosalia. I problemi con la deriva purtroppo non sono finiti, ma ne parlero' in dettaglio nel corso del post. Ecco qui la mappetta delle 331 m/n percorse nelle ultime settimane:




25 ottobre 2011

Partenza da San Felipe, 18m/n. Usciti dal porto ieri sera al tramonto e ancorati di fronte alla spiaggia, partiamo verso le 7 del mattino con poco vento (4-6 nodi) da NE. Dopo qualche ora l'allarme del barometro inizia a suonare con l'avviso di vento forte in arrivo: in effetti la pressione ha avuto un calo improvviso nelle ultime ore, ma per il momento sembra ancora tutto tranquillo. Poco prima del tramonto pero' intravediamo con il binocolo delle creste bianche all'orizzonte e nel giro di poco siamo investiti da una sventilata da SO con picchi oltre i 30 nodi. Si sta facendo buio e le condizioni meteo non sembrano migliorare, cosi' ci ancoriamo di fronte ad una spiaggia per cenare con calma e dormire un po'. Il mare e' verdastro e limaccioso, ci ricorda quello della Florida, pero' almeno il fondale e' sabbia/argilla cosi' nonostante le raffiche e le onde l'àncora tiene senza problemi.



Casomai il problema sono le correnti, che malgrado il vento sostenuto, quasi non ci fanno stare al vento. Per cena una bella porzione di filetto di manzo con patate al vapore e piselli. La notte trascorre "movimentata" tra ondone e ventaccio.


26 ottobre 2011

Arrivo a Puertocitos, 35 m/n. Partiamo alle 7.30 con vento sui 12-15 nodi da ovest. Andiamo un po' a rilento per via della corrente contraria particolarmente forte in questa zona (sui 2 nodi). Nel pomeriggio il vento diminuisce un po', pero' gira da nord, cosi' che al lasco andiamo benone con velocita' costante sui 5 nodi. Avvistiamo in lontananza un peschereccio; da settembre a marzo e' la stagione dei camarones (gamberi) e quindi non e' raro incontrarne durante il giorno e soprattutto durante la notte. Verso le 17.30 arriviamo nella localita' di Puertocitos e ci ancoriamo ben distanti dalla spiaggia, perche' il portolano assicura che con la bassa marea la baia si asciuga completamente. Oggi poi e' il giorno di massima escursione della marea (luna nuova) e dovrebbe arrivare a meno 6.5 metri. La baia e' costellata di casette tutte ammassate sulla piccola scogliera. Per cena una bella porzione di tagliatelle al ragu'.



27 ottobre 2011

Puertocitos. Giornatata di vento forte (25-30 nodi) e ondoni. Rimaniamo fermi in porto sperando che la maretta diminuisca. Non riusciamo a sentire la NET per le previsioni meteo, cosi' non ci resta che aspettare. Per cena pasta al forno.


28 ottobre 2011

Puertocitos - Isla San Luis, 26 m/n. All'alba sempre ventosetto (sui 20-25 nodi), ma decidiamo di spostarci visto che e' girato da nord e siamo al lasco. Mettiamo due mani di terzaroli e uno straccetto di genoa per avere un'andatura tranquilla con il mare gia' formato: velocita' di crociera 7 nodi.  La nostra destinazione e' un'isoletta poco distante che secondo le guide nautiche dovrebbe avere un bel ridosso riparato dal vento. Ed infatti dopo nemmeno quattro ore eccola apparire con il suo vulcano mezzo collassato e gli alti picchi di ossidiana.


Non appena riusciamo ad arrivare dietro l'alto montarozzo di pietra lavica il vento cessa completamente e cosi' ci ancoriamo di fianco ad un peschereccio che, come noi, cerca riparo. Vediamo galleggiare nell'acqua migliaia di micro sassolini di pomice che si staccano dalle alture dell'isola e che vengono trasportati a gran velocita' dalla corrente. Visto che e' ancora presto decidiamo di scendere a terra per fare due passi, un bagno in mare ed esplorare quest'isola che e' riserva naturale per decine di specie di uccelli marini. Passiamo il pomeriggio rapiti dal fascino del paesaggio lunare tra centinaia di gabbiani in allarme per via della nostra presenza, a quanto pare indesiderata.




Le mappe dell'isola che abbiamo con noi non sono per nulla precise, cosi' scopriamo che all'interno c'e' una laguna salmastra, che con la bassa marea si chiude completamente. Su una della sue spiagge incontriamo le ossa di una balena spiaggiatasi qui parecchi anni fa, almeno a giudicare dal loro stato di conservazione.




Nella parte a nord-ovest invece troviamo i nidi (forse abbandonati?) di una cospicua comunita' di pellicani.

 

Ritornati alla spiaggia desiderosi di un bel bagno in mare (malgrado l'acqua cominci ad essere freschina, sui 23 gradi) veniamo letteralmente assaliti da centinaia di no-see-ums (o sand fly, tipo di pappataci) che ci vogliono divorare. Cosi' saltiamo sul battellino e ce ne torniamo alla barca remando di buona lena. Optiamo per abluzioni con doccetta solare sul ponte. Al tramonto ci sistemiamo in pozzetto con una ciotolona di guacamole e l'avanzo della pasta al forno di ieri, mentre osserviamo il peschereccio che salpa l'àncora e inizia la sua nottata lavorativa. Poco piu' in la' soffia ancora bello sostenuto, ma qui al riparo del montarozzo si sta benissimo, senza onda e senza vento, quasi un mondo a parte.

 


29 ottobre 2011

Isla San Luis - Bahia San Luis Gonzaga, 9 m/n. Partiamo alle 7.30 con vento da ovest sui 5 nodi, siamo al lasco e andiamo tranquilli con mare piatto e decine di pellicani che pescano intorno a noi. Veniamo affiancati da un motoscafo della Marina Militar Mexicana carico di marines che ci salutano e ci fotografano con il telefonino. Prima di mezzogiorno il vento crolla completamente lasciandoci alla deriva nella bonaccia piu' totale su un mare che sembra olio. Aspettiamo un'oretta prima di accendere il motore ed infilarci dentro Bahia San Luis Gonzaga distante solo poche miglia. L'ancoraggio e' molto bello e tranquillo, sulla spiaggia molte casette di villeggiatura, probabilmente di pensionati americani.




Aprofittando della presenza delle case sulla spiaggia, proviamo a vedere se c'e' qualche collegamento internet non protetto per controllare le previsioni meteo e infatti ne troviamo un paio, grazie soprattutto alla nuova antenna esterna acquistata appositamente a questo scopo. Cosi' potremo stare tranquillamente all'àncora anche per periodi lunghi e non essere costretti ad entrare in marina o a comprare chiavette et similia. Nel pomeriggio Francesco fa il pane ed io aggiusto la bandiera di ospitalita' messicana, che con il vento dei giorni scorsi ha perso completamente la parte rossa. Per cena frittata con cipolle e spinaci.


30 ottobre 2011

Bahia San Luis Gonzaga - Bahia Calamajue', 15 m/n. Partiamo verso le 8, zero vento, quindi procediamo lentamente a motore per uscire dalla baia. Mentre stiamo tirando su la randa una coppia di leoni marini ci viene a fare un saluto: sono una mamma con la sua piccolina, bellissime! E staranno con noi per un paio d'ore nuotando tra gli scafi.





Si alza una leggerissima brezza da nord-ovest, siamo di poppa con nemmeno 4 nodi di vento. Passiamo ore a regolare le vele e non riusciamo ad avanzare per via della corrente contraria che addirittura ci fa andare indietro. Nel pomeriggio si alza una leggera brezza da nord, cosi' riusciamo ad arrivare prima del tramonto a Bahia Calamajue', uno dei porti utilizzati dai missionari gesuiti nel 1700 come scalo per l'approvvigionamento dei siti missionali del nord della Baja California. Il portolano dice pure che a terra si trovano delle rovine di adobe risalenti a quell'epoca, per ora quello che riusciamo a vedere con il binocolo e' solo un campo di pescatori deserto. Ceniamo con gamberetti al vapore a cavolo capuccio stufato.


31 ottobre 2011

Bahia Calamajue' - navigazione verso Isla Angel de la Guarda. Alle 6 del mattino ci svegliamo... per il freddo! In cabina abbiamo solo 18 gradi, e' ormai arrivato l'autunno pure qui. Scendiamo a terra in cerca delle rovine missionali, ma nonostante un giro di perlustrazione approfondito non troviamo nulla, nemmeno lo straccio di una fondazione, peccato. Proviamo pure a chiedere ad un gruppetto di pescatori che nel frattempo e' rientrato dopo la notte in mare, ma non ne sanno nulla neppure loro. La baia comunque e' molto bella e passiamo qualche ora in relax raccogliendo conchiglie e passeggiando nell'interno.


Torniamo alla barca e salpiamo verso le 10 con poco vento (4-5 nodi) da ovest che poi girera' da nord nel pomeriggio. Dopo qualche ora il vento crolla del tutto e ci divertiamo a fotografare un leone marino che dorme a pancia all'aria crogiolandosi in un mare che pare olio.


Verso le 16 la bonaccia e' completa e per noi ormai e' tardi per raggiungere un qualsiasi luogo dove potersi ancorare, cosi' ci prepariamo alla notte di navigazione. Per cena spaghetti alla carbonara. La nottata trascorre senza particolari problemi tra bonaccia, pescherecci e soffioni di vento sui 20 nodi con cambi di direzione improvvisa.


1 novembre 2011

Arrivo a Puerto Refugio, Isla Angel de la Guarda, 38 m/n. Con la brezza da ovest del mattino riusciamo ad arrivare all'Isla Angel de la Guarda, la seconda isola piu' grande del golfo di California, lunga piu' di 40 m/n. L'ancoraggio e' un sogno, una piccola baia protetta da tutte le direzioni grazie a isolotti di roccia dal colore rosato. Il posto piu' bello purtroppo e' gia' occupato da un'altra barca a vela, cosi' per non scocciarla, ci andiamo ad ancorare piu' distanti, riparati da un grosso picco ricoperto di cactus.


Passiamo la mattinata facendo manutenzione al motore: puliamo il filtro della pompa dell'acqua, sostituiamo alcuni tubi ormai obsoleti e cerchiamo di risolvere un problema del motorino di avviamento che alle volte fa contatto senza lasciarci accendere il motore. Intorno a noi foche, tartarughe ed uccelli marini pescano in completa armonia. Riceviamo poi la visita di un uccelletto impertinente, cosi' apostrofato per via del suo piglio spavaldo, per niente impaurito dalla nostra presenza, anzi! Vedendo che non ha nessuna intenzione di andarsene gli offriamo un po' di pane ed acqua dolce e quello subito ci si butta a capofitto!


Poi dopo aver mangiato e bevuto a volonta' ha cercato un posticino riparato dove fare una pennichella:


Ed infine e' entrato pure in cabina a fare un giretto, eccolo qui mentre esplora il lavello della cucina!


Francesco decide di fare il bagno in mare malgrado l'acqua freschina (24 gradi) e quasi la forte corrente se lo porta via! Io preferisco abluzioni dallo scafo con secchi e sapone per acqua salata. Francesco poi prepara il pane e ce ne godiamo una fettona in pozzetto osservando altre due barche a vela che entrano nella baia e si sistemano poco distante da noi.


Per cena filetto di manzo, broccoli e cavolo rosso stufato. Alle 19.30 siamo gia' a letto, dopotutto ieri abbiamo dormito solo 6 ore a testa.


2 novembre 2011

Puerto Refugio, Isla Angel de la Guarda. Il posto e' talmente bello che decidiamo senza esitazione di fermarci qui un'altra giornata. Inoltre oggi c'e' vento sostenuto sui 25-30 nodi da nord-ovest e fuori in mare aperto si e' gia' formata una maretta poco invitante, mentre qui nella baia e' tutto tranquillo, anche se ogni tanto qualche raffica di riflesso dal monte ci investe con forza. Passiamo la mattinata in letture, poi scendiamo a terra a fare due passi  con la bassa marea.


Il paesaggio e' splendido ed il contrasto tra il blu del mare e il colore rosa delle rocce ci lascia a bocca aperta mentre esploriamo i canion stipati di cactus.




Torniamo alla barca e passiamo le ultime ore di luce riordinando la cambusa e facendo un po' di pulizia. Per cena penne con pomodoro e broccoli.


3 novembre 2011

Puerto Refugio - Caleta La Gringa, 30 m/n. Sveglia alle 7, ma gia' dalle 6 sentiamo l'uccelletto gironzolare in coperta... Partiamo nonostante il vento non si sia calmato e il mare sia gia' formato, cosi' per andar pianino (si fa per dire) diamo 2 mani di terzaroli e un fazzoletto di genoa. In quattro ore siamo in un altro ancoraggio ben protetto da nord-ovest, pero' abbiamo un problema con la deriva nuova: non riusciamo piu' ne' a tirarla su, ne' a buttrala giu'. L'ipotesi piu' probabile e' che il legno si sia imbarcato in qualche modo. Decidiamo di pensarci domani con calma, visto che tutti i nostri tentativi di smuoverla dal suo alloggio per ora non sono andati a buon fine. Per cena zuppa di asparagi e padellata di carote, patate e cipolle. Nella notte arriva una tempesta di vento da ovest con raffiche a 30-35 nodi, meno male che siamo in parte protetti dall'onda e che l'àncora tiene molto bene.


4 novembre 2011

Caleta la Gringa. Vento sui 30-35 nodi da ovest, c'e' una tempesta in Pacifico e il vento si incanala nei canion della Sierra arrivando con forza al di la' della penisola. Stiamo tutto il giorno chiusi sottocoperta, fuori ci sono 15 gradi e non abbiamo nessuna voglia di metterci a navigare con questo freddo. Per cena brodino e frittata. Alle 18.30 siamo gia' a letto e fuori soffia ancora senza sosta.


5- 13 novembre 2011

Baia de Los Angeles. Poco distante dalla Gringa, a circa 5 m/n si trova il piccolo villaggio di Baia de Los Angeles, cosi' decidiamo di spostarci la', dove forse saremo piu' riparati dal ventaccio che ancora soffia e dove potremo avere le condizioni giuste per provare ad aggiustare la deriva. Ci muoviamo a motore con la sola trinchetta e grazie alle raffiche a 30 nodi arriviamo al nuovo ancoraggio in meno di un'ora.



Il villaggio e' minuscolo, ci vivranno circa 300-500 persone, ma riusciamo a comprare un po' di verdura fresca grazie ad camioncino itinerante che ne e' stracolmo.
Riusciamo con due drizze a disincastrare la deriva e iniziamo il paziente lavoro di rimuovere la fibra di vetro e vedere cosa e' accaduto al legno sottostante.


Purtroppo il legno si e' scollato in piu' punti, cosi' che la deriva si e' letteralmente aperta, per questo non riuscivamo piu' a tirarla su. Il falegname che l'ha costruita d'altronde si occupa di mobili, mica di barche ed, evidentemente, i materiali collanti da lui utilizzati non erano adatti. In ogni caso era per noi l'unica opzione possibile per cercare di ricostruire la deriva, ed ora ci ritrovaimo a dover risolvere questo guaio.
L'unica cosa da fare ora e' cercare di riempire i vuoti che si sono formati al suo interno e lisciarla fino a che non sara' di nuovo sufficientemente "magra" per entrare nella scassa.  Nell'unica ferramenta del paese ci procuriamo una specie di pialla, ma da subito ci accorgiamo che sara' un lavoro lungo e che forse nemmeno riusciremo a completarlo.

Trascorriamo qui una settimana cercando di assottigliare la deriva, purtroppo senza alcun risultato decisivo. Per fortuna che almeno l'ancoraggio e' tranquillo e che ci ha ben protetti da due Norther sui 25-30 nodi e da un'altra tempesta da ovest. Il vento del Pacifico ha portato con se' anche nuvole e qualche pioggia (evento rarissimo in Baja) e le temperature si stanno decisamente abbassando: 15-18 gradi (e acqua a 19-20).
Qui festeggiamo anche il mio compleanno che quest'anno sembrava dovesse avere chissa' quali straordinarie manifestazioni vista la data (11-11-11), ed in effetti l'alba che mi ha regalato e' una delle piu' belle degli ultimi anni...


... con la luna che tramonta dietro le montagne in contemporanea al sole che sorge...


Malgrado i nostri sforzi non siamo riusciti a rendere di nuovo operativa la deriva, cosi' ci apprestiamo a percorrere le 130 m/n che ci separano da Santa Rosalia senza la nostra preziosa "pinna".




14 novembre 2011

Bahia de Los Angeles - Bahia Puertocito de l'Enmedio, 24 m/n. Partiamo verso le 8.30 a motore, senza vento e senza deriva. Nel pomeriggio ci arriva un po' di sole e anche del vento da nord-ovest cosi' di lasco possiamo navigare bene anche senza deriva e ci fermiamo poco prima del tramonto in una caletta segnalata dal portolano. Per cena cavolfiore gratinato al forno e tonno-fagioli-cipolla.


15 novembre 2011

Puertocito de l'Enmedio - Bahia San Francisquito, 32 m/n. Partiamo prima dell'alba che e' ancora buio. Poco vento contrario, quindi procediamo a motore per qualche ora. Poi si alza una leggera brezza, ma siamo di bolina e tra la corrente contraria e lo scarroccio dovuto alla mancanza della deriva non riusciamo quasi a muoverci. Vediamo delfini e balene pescare poco lontano. Il sole sta tramontando quando l'ancoraggio che avevamo previsto per oggi e' ancora distante 10 m/n. Bonaccia completa. Decidiamo di accendere il motore e raggiungere la baia San Fracisquito perche' per domani e' previsto l'arrivo di un Norther sui 25-30 nodi. Solitamente non entriamo negli ancoraggi di notte, troppo rischio per nulla, ma questa volta facciamo un'eccezione visto che la baia dovrebbe avere un faro e che non sono seganalati azzardi (tipo rocce o barriere coralline). Alla fine il faro che doveva guidarci all'interno della baia e' spento, ma riusciamo lo stesso ad entrare fidandoci del gps e pregando che il punto dell'ancoraggio sia preciso perche' non si vede una cippa, qui quando non c'e' la luna e' davvero buio pesto. Quando ormai siamo quasi pronti per buttare l'ancora il motore si mette a fare uno strano rumore, come di sassolini sballottati dentro ad una latta. Immediatamente riduciamo i giri e con una torcia elettrica cerchiamo di capire qual e' il problema, ma non vediamo nulla di sostanziale. Riusciamo a raggiungere la profondita' di 5 metri e buttare l'àncora, senza vedere nulla di cio' che sta di fronte a noi. Sentiamo solo la risacca delle onde sulla spiaggia che dovrebbe essere poco distante. Siamo molto preoccupati per il motore, d'altronde non lo usiamo mai e l'unica volta che lo teniamo acceso per 5-6 ore qualcosa si rompe! Alle 22 sorge la luna e cosi' riusciamo ad intuire il profilo della baia e constatiamo che ci siamo ancorati nel posto giusto. Stanchi e un po' angosciati per il problema al motore ci facciamo un drink in pozzetto prima di andare a letto.


16 novembre 2011

Bahia San Francisquito. Sveglia alle 7. Usciamo subito a vedere dove siamo e la bellezza del luogo ci abbaglia. Alla NET ci assicurano vento sui 25-30 da nord-ovest, ma per il momento ancora non sembra essere in arrivo. Ci mettiamo subito al lavoro sul motore e scopriamo che... si e' semplicemente rotta la cinghia dell'alternatore! Poco male! In meno di mezz'ora la cambiamo e il motore funziona che e' una bellezza. Risolto il problema buttiamo il barchino in acqua e scendiamo a terra a fare un lungo giro.


Visto che le sfortune di solito non vengono mai sole, anche il motore fuoribordo smette di funzionare, se non altro ci abbandona quando ormai siamo molto vicini alla spiaggia, cosi' non rimane poi molto da remare. Restiamo affascinati dalla trasparenza dell'acqua e da strane conformazioni rocciose erose dalle maree.


La spiaggia e' bianchissima e perdiamo delle ore raccogliendo minuscole conchiglie colorate.



Poco distante un enorme saguaro domina l'intera baia con la sua serena eleganza, deve avere centinaia di anni per essere cresciuto tanto. 



Quando ritorniamo alla barca e' ormai pomeriggio inoltrato. Prima che venga buio decidiamo di lavare la coperta con secchiate d'acqua per liberarla dalle migliaia di trucioli di legno provenienti dai nostri tentativi di assottigliare la deriva e che ora si stanno incastrando nei passa cime, nei bozzelli... insomma, piu' che una barca ormai sembra una segheria. Per cena tacos messicani con gamberetti, verdure e frijoles refritos.


17 novembre 2011

Bahia San Francisquito - Santa Ana, 52 m/n. Vento da nord-ovest sui 20-25. Partiamo con due mani di terzaroli e tutto il genoa e corriamo veloci  a 7-8 nodi al lasco sugli ondoni gia' formati da ieri. Nel tardo pomeriggio il vento diminuisce fino a sparire, cosi' raggiungiamo un ancoraggio vicino a motore poco prima che faccia buio. Siamo molto contenti perche' oggi abbiamo fatto un bel po' di strada e ormai Santa Rosalia dista solo 35 m/n. Per cena tagliatelle al ragu'.


18 novembre 2011

Santa Ana - Spiaggia di fronte a la Tres Virgenes, 25 m/n. Partiamo all'alba, poco vento da ovest, cosi' decidiamo di "sfarfallare" come dice il Capitano, mettendo il gennaker da un lato e la randa dall'altro visto che siamo di poppa.



Poi il vento gira da est e ci ritroviamo di bolina a 35 gradi con 10-12 nodi di vento. Purtroppo la mancanza della deriva si fa sentire eccome, non riusciamo a fare dei bordi buoni, scarrocciamo e siamo continuamente costretti a virare per allontanarci dalla costa. La barca e' armata per andare a 35-40 gradi, ma in realta' e' come se ne facessimo 60 e per questo l'andatura diventa presto snervante e faticosa. Stanchi di continuare a virare senza riuscire ad avanzare ci ancoriamo di fronte ad una spiaggia alle pendici del vulcano delle Tres Virgenes, tanto ormai e' buio e mancano ancora 10 m/n per Santa Rosalia, ma con vento contrario non vale la pena di usare il motore, sprechermmo solo carburante. Per cena frittata con patate e formaggio e stufato di cavolo capuccio. Nella notte vento 25-30 nodi da ovest.


19 novembre 2011

Arrivo a Santa Rosalia. All'alba ancora vento sostenuto con raffiche oltre i 30 nodi. Diamo tre mani di terzaroli alla randa, ma poi alla fine pensiamo sia meglio navigare solo con la trinchetta, tanto andiamo a 4 nodi velocita' e Santa Rosalia e' ormai in vista. Improvvisamente il vento crolla e cambia direzione, poi di nuovo 30 nodi da ovest: e' l'effetto dei vulcani che comprimono il vento del Pacifico facendolo precipitare velocemente. Infatti, passate le montagne, il vento si stabilizza sui 15-18 e cosi' tiriamo su anche la randa e in meno di un'ora siamo a destinazione, malgrado lo scarroccio dovuto alla mancanza della deriva. Ci ancoriamo nella darsena e andiamo a vedere se alla marina economica hanno posto. Per la prima volta riusciamo a trovare uno spazio nella piccola vecchia marina gestita da un anziano barcaiolo americano che fa prezzi politici visto che i suoi moli cadono letteralmente a pezzi, ma poco importa, tanto ormai la stagione degli uragani e' quasi finita. Cosi' ci trasferiamo in marina tutti contenti di poter fare una doccia calda che con questo freschino e' ormai quasi necessaria.






Progetti futuri: visto il decorso penoso della nuova deriva, saremo costretti per il momento a rimandare (di nuovo) il progetto di fare carena, che pensavamo di portare a termine entro l'anno. Inoltre, come spesso accade, aspettiamo ospiti per Natale e per i primi mesi del 2012, cosi' abbiamo deciso di lasciare Damiana qui a Santa Rosalia fino alla fine di febbraio, quando, speriamo, potremo andare a Guaymas (o a La Paz) a far carena.
Nelle prossime tre settimane cercheremo di portarci avanti con il ripristino della deriva, prima di trasferirci via terra a La Paz dove staremo per un mesetto a far vita "terrestre" una volta tanto, non vedo l'ora!!!! Per i mesi di gennaio e febbraio invece abbiamo in programma un lungo viaggio in auto all'interno della Baja, alla scoperta di luoghi isolati e che non abbiamo avuto modo di conoscere fino ad ora. Vi terro' aggiornati sui nostri spostamenti, per ora e' davvero tutto, a presto.


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