Carissimi,
eccoci qui con qualche aggiornamento. Siamo ancora a Bocas del Toro da dove, purtroppo, non abbiamo ancora un'idea precisa di quando potremo ripartire. Si, perche' abbiamo scoperto di avere una minuscola falla nello scafo di destra e sono due settimane che cerchiamo una soluzione per ripararla. Gia' a Providencia in realta', avevamo notato che la linea di galleggiamento del galleggiante dx era leggermente piu' bassa del solito. Cosi' controllammo ogni centimetro dello scafo, ma non trovammo nulla di strano. Ricordiamo per certo una "botta" misteriosa di fronte all'Honduras durante una nottata di vento forte e onde piuttosto alte, ma poi durante le nostre "gite" di ricognizione sott'acqua non riuscivamo a vedere nessun danno. Probabilmente c'era un piccolo crack che si e' trasformato in falla nell'ultimo tratto di navigazione, forse anche per via dell'urto con qualche tronco (di cui pero' non abbiamo prove). Mah. Sfortunatamente qui a Bocas e dintorni non ci sono gru, nemmeno piccine, per poter alzare almeno la punta dello scafo e "tappare il buco", cosi' stiamo valutando tutta una serie di opzioni alternative che pero', fin'ora, non ci convincono molto. Inoltre, avremmo bisogno di almeno tre o quattro giorni di sole per fare in modo che i materiali che useremo per riparare lo scafo si asciughino correttamente e questo sembra il problema maggiore... a Bocas piove ogni giorno per ore e ore. Comincio sempre più spesso a sentire la mancanza del clima secco sempre soleggiato della Baja California Sur... Vedremo che accadra', per il momento l'ipotesi piu' interessante sembra quella di spostarsi nel vicino porto di Almirante ed ormeggiarsi di fianco ad un grosso barcone mezzo affondato usandolo come punto d'appoggio per tirar fuori dall'acqua lo scafo danneggiato. Vedremo.
Intanto stiamo, come sempre, a fare altre piccole migliorie. Tirando su completamente la deriva di Damiana abbiamo notato che un pezzo di legno e fibra di vetro si stava per sbriciolare cosi' ne abbiamo approfittato per grattar via la parte "marcia" e ricostruirla con la resina epossidica. Ora non rimane che aspettare una bella giornata per cartavetrarla e dipingerla con l'antivegetativa.
Inoltre, i pacchi che aspettavamo sono arrivati due giorni fa, cosi' ora abbiamo un sacco di materiale per rendere definitivamente funzionante il bagno (necessario per passare il canale) e migliorare le pompe di sentina, lavori che fortunatamente si possono fare anche sotto il diluvio! Poco male comunque, visto che con tutta quest'acqua piovana il nostro serbatoio da 300 L. e' stracolmo, cosi' come le taniche dell'acqua da bere; abbiamo raccolto talmente tanta acqua che possiamo farci ogni giorno la doccia con l'acqua dolce e addirittura il bucato anche tutte le settimane!
L'ancoraggio e' piuttosto affollato, nessuno ha voglia di muoversi con questo tempaccio. Certo la grande maggioranza di questi barcaioli vive qui quasi tutto l'anno, sembra infatti che Panama abbia un gran numero di expat (espatriati) soprattutto dagli Stati Uniti, ma anche la comunita' germanica e' piuttosto nutrita. E poi questo e' il primo posto in cui la presenza statunitense non e' preponderante: ci sono barche da tutto il mondo, molti Europei, ma anche Sudamericani e Australiani e soprattutto molti barcaioli giovani. Si, perche' di solito l'eta' media si aggira intorno ai 60, mentre qui e' notevolmente piu' bassa. I nostri vicini qui all'ancoraggio sono Belgi, avranno si e no 35 anni e una bambina di 2; poco distante un'altra coppia con un neonato a bordo; dall'altro lato due giovanissimi Australiani. Certo noi non facciamo molta vita sociale, anche perche' il costo della vita qui e' piuttosto alto rispetto a quello a cui siamo abituati e poi 'sto fatto che la valuta panamense e' il dollaro americano influisce sul prezzo dei prodotti. La frutta pero' e' spettacolare, cosi' ci deliziamo ogni giorno con meloni, cocomeri e manghi buonissimi anche se non a buon mercato. Sicuramente, se questo luogo fosse meno votato al turismo, i prezzi sarebbero piu' ragionevoli. Capita ogni tanto poi che qualche pescatore si avvicini con il cayuco pieno di aragoste e granchi che vengono venduti per pochi dollari se si riesce a contrattare in spagnolo con un po' di pazienza.

E cosi' anche oggi mentre vi scrivo fuori il cielo e' di un bianco abbagliante con grosse nuvole scure all'orizzonte. Meno male che alla marina qui di fronte c'e' un'ampia scelta di libri in interscambio, cosi'anche le giornate piu' bagnate assumono tutta un'altra prospettiva!
In attesa del sole che mi faccia tornare il sorriso e di una soluzione per "tappare" la falla vi abbraccio, a presto