Partenza da Monkey Bay Marina, Rio Dulce, Guatemala. La giornata comincia presto al mattino quando, verso le 7, veniamo aiutati da tutti i barcaioli a spostare Damiana e ad uscire dalla marina. Ci aspettano circa 4 ore a motore per uscire dal fiume e raggiungere Livingston, il porto di uscita, dove dobbiamo ritirare il nostro ZARPE (check-out) per Bocas de Toro, Panama.
Arriviamo a Livingston verso mezzogiorno, facciamo i documenti necessari e poi ci dilunghiamo nelle ultime compere per spendere tutti i Quetzal che ci sono rimasti nel borsellino. Alle 15 siamo pronti a ripartire, cosi' Francesco salpa l'ancora mentre io sto al timone. Vogliamo raggiungere un ancoraggio vicino e passare li' la notte per poi partire presto domattina. Al tramonto buttiamo l'ancora a Cabo Tres Puntas nella baia di fronte a Livingston. E' gia' buio quando seduti in pozzetto ci godiamo un meritato mohito dopo questa giornata piena di cose da fare.
4 gennaio 2009Partenza da Cabo Tres Puntas, Guatemala diretti a Panama. Ci svegliamo verso le 5.30, cosi' dopo aver smontato il battellino e sistemato le ultime cose alle 7.00 siamo pronti a partire. Il vento e' leggero (10 nodi) e visto che siamo di lasco proviamo per la prima volta ad armare il gennaker. Durante la mattinata il vento inizia a ruotare lentamente. Nel pomeriggio ci ritroviamo di bolina con il genoa costretti a fare dei bordi per risalire al largo lungo la costa del Belize e trovarci poi pronti a virare verso la punta del Nicaragua evitando le molte isole dell'Honduras.
Damiana va veloce (7-8 nodi) anche perche' nel frattempo il vento e' aumentato e verso sera abbiamo 20-25 nodi costanti e una fastidiosa onda lunga che ci fa beccheggiare non poco. Per stare tranquilli durante la notte, decidiamo di dare un paio di mani di terzaroli e arrotolare un po' il genoa, cosi' da ridurre la velocita' ed evitare di cadere dalle onde troppo bruscamente. Per cena Francesco cucina un'ottima pasta con panna, zucchine e salmone affumicato, peccato che io non la possa assaggiare: da tre giorni infatti mi porto dietro un fastidioso virus gastro-intestinale che non mi consente di mangiare nulla, uff! Cosi' mentre Francesco e Nussi si godono la cena in pozzetto io vado a letto pronta a iniziare il mio turno come sempre verso la mezzanotte. Quando inizio il turno il vento e' ormai piuttosto teso (25-30) e la bolina non e' cosi' piacevole come prima, anche perche' abbiamo dovuto stringere di piu' il vento e ora siamo a 35 gradi. Damiana corre tra le onde ed io mi sento tranquilla malgrado il turbinio, mentre cerco di combattere i dolori di stomaco a cui ovviamnente si e' aggiunto anche il mal di mare! Verso le 4 del mattino sono pero' costretta a svegliare Francesco perche' una nave cargo mi sembra troppo vicina e infatti siamo quasi in rotta di collisione. Poco male, viriamo e un minuto dopo siamo di nuovo in rotta perfetta. Ed ecco che accade l'imprevisto. Improvvisamente il motore si accende da solo e non ne vuole sapere di spegnersi. Allora Francesco chiude la valvola del serbatoio del diesel e dopo una decina di minuti il motore si spegne. Che cosa bizzarra! Fra torna a letto ed io finisco il mio turno alle 6.30. Al motore penseremo domani.
5 gennaio 2009
Con le prime luci ci rendiamo conto di cosa e' successo al motore: corto circuito del motorino di accensione causato dall'acqua di mare entrata nel vano motore e che e' andata a bagnare proprio l'interruttore. Fra prova a vedere se e' possibile aggiustarlo, ma l'interruttore si e' completamente bruciato e infatti nella cabina di poppa c'e' un botto di fumo. In ogni caso il motore ora non si accende piu', bisogna cambiare il pezzo che si e' rovinato per via del corto circuito. Cosi' Francesco decide che il posto piu' vicino dove possiamo trovare pezzi di ricambio, o farli arrivare dagli Usa, e' Cancun, Messico. Che peccato, eravamo ormai pronti per virare verso sud in direzione del Nicaragua, ma Francesco ha ragione e poi ci serve il motore in perfette condizioni per passare il canale di Panama. Cosi' continuiamo in direzione nord lungo la costa del Belize, al largo, sempre di bolina a 35 gradi con 20-25 nodi e le solite ondone panciute. La nostra destinazione ora e' Isla Mujeres, proprio di fronte alla citta' di Cancun. La giornata passa veloce con il vento in faccia e 7-8 nodi di velocita'.
Per cena Nussi prepara delle patate bollite, che riesco finalmente a tenere nello stomaco. Nella notte soliti turni e una miriade di stelle cadenti e navi cargo da schivare.
6 gennaio 2009
Alle 6 quando finisco il turno la giornata si preannuncia buona con vento piu' moderato (10-12 nodi) e una bolina piu' larga (60 gradi). Cosi' mi godo un panino al formaggio per colazione con uno slendido sole.
Ora pero' abbiamo un altro problema: stiamo andando troppo veloci, se continuiamo cosi' saremo all'Isla Mujeres nel bel mezzo della notte! Cosi' io e Fra proviamo di tutto, terzaroliamo il piu' possibile, riduciamo la vela di prua, ma niente. Damiana non scende sotto i 6-7 nodi. Durante la notte il vento aumenta fino a 25-27 nodi cosi' siamo costretti a metterci alla cappa per qualche ora se no rischiamo di andare a sbattere contro l'isola! Passo tutto il mio turno alla cappa, aspettando le prime luci per rimettere Damiana in rotta.
7 gennaio 2009
Arriviamo in vista dell'isla Mujeres verso le 9 del mattino. Il vento e' leggero e siamo al lasco, ma senza motore! Cosi' dopo aver chiamato via radio per un tot di volte la Capitania De Puerto, finalmente vediamo arrivare un motoscafozzo addetto al recupero in mare che ci traina fino dentro al porto dove buttiamo l'ancora.
L'ufficiale della Capitania consente ad un solo membro dell'equipaggio di scendere a terra per fare i documenti e Francesco mi spedisce immediatamente sul motoscafo non volendo avere niente a che fare con le questioni burocratiche dicendo "tu parli meglio lo spagnolo, quindi vai tu!" Cosi' mi ritrovo a terra, nell'ufficio della Capitania con ancora addosso i guanti da barca e con tutti i vestiti macchiati di sale... come mi sento fuori posto di fronte a questi ufficiali eleganti ed immacolati. Loro pero' sembrano capire il mio imbarazzo e si divertono a parlare con me spiegandomi la procedura ed aiutandomi a compilare i moduli. La prima tappa e' all'uffico di sanita' internazionale dove, per evitare un'ispezione della barca, mi faccio visitare da questo giovane dottorino adducendo alcuni postumi di quel virus intestinale. In un quarto d'ora ho il mio modulo firmato e non saremo costretti a buttare tutta la frutta e verdura comprata in Guatemala, meno male! Purtroppo l'addetta all'Immigrazione non c'e' e cosi' mi dicono di aspettare qualche ora. Alle 4 del pomeriggio ancora non si vede nessuno, cosi' decido che tornero' domani, anche perche' nel frattempo sta diluviando e le strade di questa minuscola isola sono diventate dei fiumi in piena regola. Chiamo Fra con il mio VHF portatile e una decina di minuti piu' tardi lo vedo arrivare con il battellino. Ho comprato peperoncini habanero e birrette gelate per tutti, cosi' festeggiamo l'arrivo e la documentazione a meta' seduti in pozzetto di fronte ad uno splendido tramonto.
8 gennaio 2009
Alle 9 Francesco mi accompagna a terra con il battellino, cosi' che possa terminare le pratiche di ingresso. Per fortuna stamattina la Migration e' aperta e cosi' dopo aver firmato una quantita' assurda di moduli e pagato i visti alla banca, posso finalmente tornare alla Capitania per il permesso di navigazione. Ora posso chiamare Francesco e Nussi via radio per farli scendere a terra! Passiamo il resto della mattinata in giro per l'isola che e' piena di turisti e negozietti di souvenir. Facciamo la spesa e nel pomeriggio ci trasferiamo alla Marina Paraiso dove staremo per il prossimo mese, fino a che Nussi tornera' in Italia e noi saremo (spero) pronti a ripartire con il motore funzionante.
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