lunedì 19 settembre 2011

San Felipe

Carissimi,

siamo arrivati da un paio di giorni a San Felipe, all'estremita' nord del mare di Cortes. Purtroppo per questa volta non ho un vero e proprio diario di bordo, abbiamo avuto 5 giorni di navigazione impegnativa con venti sostenuti (20-30 nodi) e per parte del viaggio pure contrari, cosi' che non abbiamo avuto occasione di fare molte foto e goderci la bellezza del luogo. Ecco la mappetta delle 317 m/n percorse:


La parte nord del mare di Cortes e' per lo piu' affetta dai venti dell'Oceano Pacifico che scavalcano la penisola e si incanalano tra i contrafforti delle Sierre generando dei "soffioni" improvvisi che ci hanno fatto lavorare non poco in questi ultimi giorni. In pratica si passa dalla bonaccia piu' assoluta a 30 nodi di vento nel giro di mezz'ora e questo puo' non essere sempre comodo, anche per via delle onde corte che si generano in fretta in un mare chiuso come questo. Comunque, sfortune meteo a parte, abbiamo anche avuto qualche bell'incontro...




E anche un clandestino che per diverse ore ha preso un passaggio sulla seconda crocetta!


Ora siamo tranquillamente attraccati al molo della Marina San Felipe, dove pensiamo di fermarci per un paio di settimane. Abbiamo svariate riparazioni da fare, tra cui un genoa scucito, la deriva incastrata che non riusciamo piu' a recuperare e il meccanismo di sicurezza del timone che con la vecchiaia e con la pressione delle onde si e' danneggiato durante la  navigazione. Poco male, a tutto c'e' rimedio. Vi terro' aggiornati in merito.

San Felipe per il momento ci e' piaciuta molto. Il porto dista circa 4.5 Km dal paesino, e' ampio e ben protetto da alte massicciate (anche perche' qui la marea sale e scende di 6 metri 2 volte al giorno) e la flotta di pescherecci e' impegnata nella pesca dei camarones (gamberetti), la cui stagione inizia proprio domani! 


Ieri siamo andati a piedi in paese e ci siamo persi nella confusione dei turisti chiassosi e nella miriade di negozi di souvenir. La prossima volta proveremo sicuramente la comida locale, c'erano certi profumi di pesce alla griglia e aragoste... Comunque San Felipe rimane un sonnolento paesino di pescatori che durante i weekends si riempie di americani e messicani che scendono in massa dal vicino confine statunitense (3 ore in auto).




A noi piace l'idea di essere per lo piu' distanti dalla confusione e preferiamo il contatto con i pescatori del porto che al tramonto si incontrano sulla massicciata per aggiustare le nasse e le reti. Penso che ci troveremo bene qui e potremo lavorare con calma per rimettere in sesto la nostra Damiana.

Per il momento e' tutto, vi abbraccio e a presto

lunedì 8 agosto 2011

Diario di bordo luglio 2011: da La Paz a Santa Rosalia

Carissimi,

da qualche giorno siamo arrivati a Santa Rosalia, prima vera tappa del viaggio verso nord e tutto procede secondo i piani. Vi posto subito la mappa delle 236 m/n percorse e il diario di bordo con qualche fotina.





18 luglio 2011

Da La Paz a Playa Pichilinque. A mezzogiorno lasciamo la Marina Fonatur di La Paz aiutati da una squadra di lavoranti che ci tirano con lunghe cime e ci aiutano a girare Damiana con il potente motore fuoribordo della panga di servizio. Imbocchiamo il canale di uscita dal porto stando bene attenti alle secche e al traffico di barchini e yacht turistici. Il tempo per ora sembra buono, anche se il cielo e' in parte coperto e la mancanza assoluta di vento ci aiuta in questo lungo tratto da percorrere a motore. Sappiamo dalle previsioni che c'e' un uragano in formazione di fronte al Nicaragua e potrebbe sfiorare la Baja California tra 4-5 giorni, per questo cercheremo di spostarci a nord senza prendercela troppo con comodo. Mi sento già triste al solo pensiero di laciare La Paz, però Damiana va spostata e in fretta anche  se non vogliamo farci investire dai cicloni....
Appena usciti dal porto ci infiliamo in una graziosa caletta proprio a ridosso del porto commerciale dove attraccano i traghetti e le navi cargo e siamo piuttosto curiosi di provare la nostra nuova àncora, una Spade di alluminio proprio come quella che avevamo su Captain Kaos e che a nostro parere era perfetta, al contario della Delta che qualche problema di scarto e scarsa tenuta ce l'aveva dato. Come volevasi dimostrare, appena gettata in mare la nuova àncora fa subito presa e monitorandola con il gps ne studiamo i comportamenti con i cambi di vento. Sono le 16, e' tempo di rassettare un po' in coperta e soprattutto sottocoperta, prima di mettersi ai fornelli. Per festeggiare la partenza ci concediamo un bel drink in pozzetto salutando i pescatori che sfrecciano veloci intorno a noi. Per cena svizzere di manzo e fagiolini al vapore. Nella notte si alza il Coromuel (vento notturno tipico dell'area di La Paz, con direzione S-SW) che ci rinfresca un po' e ci culla dolcemente.



19 luglio 2011

Da Playa Pichilinque a Isla Partida, Ensenada Grande. Sveglia alle 6.30, colazione e  possibili rotte per la giornata di oggi. Non riusciamo a sentire nessuna delle NET per le previsioni del tempo, cosi' decidiamo di chiamare mio cognato Giovanni con il satellitare per avere degli aggiornamenti sull'uragano Dora che nel frattempo si e' formato e sta pian pianino risalendo lungo la costa del Messico. Per ora non dovrebbero esserci problemi e anche per i prossimi giorni dovrebbe essere tutto tranquillo, a quanto pare Dora ci schivera' dissolvendosi al largo nel Pacifico tra circa una settimana, pero' potrebbero esserci dei venti periferici abbastanza forti per le giornate di venerdi' e sabato.
Siamo piu' tranquilli, cosi' tiriamo su le vele e con vento leggero da SW ci dirigiamo verso l'Isla Partida a circa 17 m/n da qui. Nel pomeriggio il vento cambia direzione, ora viene da NE e con 15 nodi andiamo a 7 con una bolina nemmeno troppo fastidiosa. Alle 16 siamo ancorati dentro la splendida Ensenada Grande e vicino a noi ci sono altre imbarcazioni. Noi che pensavamo che l'estate in Baja fosse bassa stagione per via degli uragani, siamo stati costretti a ricrederci: l'estate e' anche, e soprattutto, il momento in cui i Messicani fanno le loro vacanze e cosi' dal Messico continentale chi se lo puo' permettere viene qui e noleggia uno yacht o una barca a vela. Risultato? Gli ancoraggi se possibile sono ancora piu' affollati che durante la stagione invernale, ma questo cambiera' man mano che risaliremo verso nord, dove speriamo di incontrare solo qualche raro crocierista in cerca di riparo dai cicloni tropicali.
L'acqua della bahia ha un colore turchese molto invitante e cosi' il Capitano si tuffa per un bagno e un giretto di controllo all'àncora e all'elica del motore che ci sembrava facesse una strana vibrazione.




Ceniamo presto verso le 18 con una bella porzione di zucchine trifolate e fagiolini al vapore. Nella notte si alza un forte Coromuel, ma la nostra nuova àncora tiene perfettamente e non scartiamo nemmeno un po', che bello poter dormire tranquilli!




20 luglio 2011

Da Isla Partida a San Evaristo. Alle 7.30 siamo gia' in navigazione con il Coromuel che di lasco ci spinge a tutta velocita' verso la nostra destinazione di oggi. Andiamo a 9 nodi con una manno di terzaroli alla randa e cosi' in poco piu' di tre ore percorriamo le 30 m/n che ci separano da San Evaristo, una bahia molto graziosa conosciuta per le sue saline e dove si trova un piccolo villaggio di pescatori. In realta' avremmo potuto proseguire nella navigazione e raggiungere qualche ancoraggio piu' a nord, ma abbiamo voglia di riposare un pochino e organizzarci meglio per i prossimi giorni.


Cosi' passiamo il pomeriggio studiando la rotta cercando approdi e ridossi protetti da SE visto che l'uragano Dora ci portera' una bella sventilata nei prossimi giorni e vogliamo sapere in anticipo dove potremo ripararci in caso il vento fosse troppo forte.
Per cena un bel piattone di pasta con panna e zucchine. Nella notte vento sostenuto da ovest con temporali in lontananza, l'umidita' spinta da Dora inizia a farsi sentire.


21 luglio 2011

Da San Evaristo a Puerto Agua Verde. Partenza alle 7.30, nemmeno una bava di vento. Ci ritroviamo alla deriva nel canale tra la Baja e l'Isla San Jose' in attesa di riuscire a muoverci. Veniamo superati da una barca a vela charter carica di Inglesi in vacanza che allegramente ci salutano e se ne vanno via motorando.


Con pazienza aspettiamo per un'oretta cercando di resistere al gran caldo e poi si alza una leggera brezza da SE. Perfetto! Siamo di lasco a 120 gradi e andiamo a 7 nodi di velocita'. Nel frattempo visto che oggi le NET per le previsioni non si sentono, chiamiamo Giovanni per aggiornamenti: tutto tranquillo, Dora passera' al largo, ma venti periferici da SE sono ormai sicuri per i prossimi giorni. Decidiamo quindi di spostarci piu' a nord possibile visto che il vento poi e' favorevole una volta tanto. Talmente favorevole che dopo qualche ora riprendiamo la barca a vela che ci aveva superato a motore e a nostra volta la superiamo alla velocita' di 10 nodi, sembriamo un motoscafo! Peccato pero' che dopo aver percorso 40 m/n il vento ci abbandoni quando ormai siamo in vista del nostro ancoraggio per la notte. Siamo circondati da temporali che si susseguono al largo e in lontananza sulle alte cime della Sierra. Entriamo dentro Agua Verde a motore e con solo la vela di prua e ci ancoriamo di fronte alla spiaggia. Qui assistiamo poi ad un fenomeno che ancora non avevamo mai visto: ovvero un arcobaleno senza pioggia. La nostra ipotesi e' che la pioggia sospesa in aria evapori prima di toccare terra permettendoci allo stesso tempo di vedere l'arcobaleno.




Per cena una bella fettona di filetto di manzo con bietola stufata. Il vento ha ripreso a soffiare forte da SE, altre barche sono ancorate poco distante da noi e i pescatori sulla spiaggia si danno da fare con le reti scacciando i pellicani affamati. Alle 20 siamo gia' a letto.


22 luglio 2011

Da Agua Verde a Ensenada Blanca (o Bahia Candelero). Cerchiamo di ascoltare le NET per le previsioni, ma il segnale e' disturbato e si sente poco o nulla. Partiamo lo stesso anche se per oggi era previsto vento forte (sopra i 30 nodi) provocato dallo spostamento d'aria dell'uragano e invece... zero vento. C'e'  una leggera brezza da SE sui 5-8 nodi e andiamo di lasco per qualche ora fino a che non raggiungiamo un ancoraggio ben protetto nel caso in cui il vento previsto arrivi. Altre due barche a vela sono gia' ancorate qui ad Ensenada Blanca, una bahia molto grande con chilometri di spiaggia bianchissima,, molto bella se non fosse che ci hanno costruito un enorme albergo multipiano, che davvero deturpa il paesaggio, ma tant'e'.


Durante l'ispezione giornaliera di frutta e verdura ci accorgiamo che alcuni pomodori stanno per lasciarci, cosi' malgrado il caldo torrido cucino un sughetto che poi congeleremo, visto che per stasera Francesco aveva gia' scongelato un'enorme porzione di ragu'. Nel pomeriggio inizia a farsi sentire qualche raffica piu' forte, ma per fortuna ben al di sotto dell'intensita' prevista. Il Capitano aprofitta del caldo per farsi un bel bagno e andare a controllare come e' settata l'ancora, mentre io mi preoccupo della rotta dei prossimi giorni e di trovare ancoraggi alternativi a quelli consigliati dai portolani, o quantomeno diversi da quelli gia' visitati nella primavera del 2007. Per cena tagliatelle al ragu'.



23 luglio 2011

Da Ensenada Blanca a Isla Carmen, bahia Marquer. Partiamo alle 7.30 con poco vento da SE. Dopo aver percorso un paio di miglia vengo colta da un improvviso attacco di mal di stomaco, tanto che chiedo al Capitano se mi posso andare a sdraiare sotto coperta. Prima che Francesco possa acconsentire, il vento aumenta all'improvviso tanto che dobbiamo arrotolare in fretta il gennaker (vela che non usiamo con venti sopra i 13-14 nodi) e aprire il genoa che essendo piu' pesante e resistente puo' sopportare la pressione di questa sventilata. Viste le condizioni del meteo e della ciurma, il Capitano decide che sara' meglio ancorarsi al piu' presto, cosi' in meno di un'ora siamo a bahia Marquer, una deliziosa caletta dell'Isla Carmen, ben protetta da SE e dove gia' altre due barche a vela ci aspettano al riparo. L'acqua ha un colore spettacolare ed e' trasparentissima, tanto che quando butto l'ancora in 5 metri la vedo distintamente toccare il fondo.





Inoltre ci sono una miriade di pesci che ci nuotano intorno, infatti vediamo passare anche diversi barchini da pesca.
Visto che oggi fa leggermente meno caldo grazie al ventaccio, Francesco prepara il pane, mentre io mi riposo e cerco di combattere questo misterioso mal di stomaco con acqua calda e zucchero. Nel pomeriggio grazie al vento e al sole abbiamo energia in eccesso, cosa che non succedeva da tempo, cosi' siamo tutti contenti visto che stasera potremo guardarci magari anche un paio di film. Decidiamo poi di sciacquare la coperta di Damiana che ancora si porta dietro la polvere del deserto di La Paz, cosi' dopo una decina di secchiate, e' di nuovo bianca e splendente (anche se salata). Per cena insalata di polipo con pomodori e patate.




24 luglio 2011

Da Isla Carmen a Caleta San Juanico. Partiamo alle 7. Durante la notte il vento da SE si e' definitivamente calmato ed ora abbiamo una leggera brezza da NE. La NET ci assicura che l'uragano Dora ormai e' lontano al largo nel Pacifico e qui dovrebbero tornare le condizioni meteo normali dell'estate: ovvero venti variabili e leggeri, gran caldo e temporali al tramonto. Visto che il vento langue pensiamo di fermarci all'Isla Coronado di fronte a Loreto, ma proprio quando stiamo per virare e ammainare la randa arriva un bel venticello sui 10-12 nodi che ci consente di proseguire e percorrere le 30 m/n che ci separano dalla Caleta San Juanico, ancoraggio molto pittoresco con le sue spiaggette intervallate da grossi roccioni.




Anche qui troviamo altre due barche a vela che rollano un bel po' con l'onda che entra. Noi ci piazziamo proprio in fondo, vicino alla spiaggia e grazie ai nostri tre scafi di rollare non se ne parla, ogni tanto beccheggiamo leggermente, ma dopo poche ore il vento si calma lasciandoci godere la bellezza dell'ancoraggio. Francesco si butta subito in acqua, mentre io faccio le mie abluzioni con secchi e sapone in coperta. Per cena un bel frittatone con fagiolini e formaggio e alle 20 siamo gia' nel mondo dei sogni.


25 luglio 2011

Da Caleta San Juanico a Bahia San Lino. Sveglia alle 7. Decidiamo di prenderla con calma oggi e partire dopo aver ascoltato la NET alle 8.15. Il vento viene da ovest e ci fa uscire dalla bahia a tutta velocita' salvo poi crollare lasciandoci alla deriva a poche miglia dalla costa. Vediamo in lontananza un branco di balenottere, saranno almeno 6  o 7, non riusciamo ad avvicinarci per via della bonaccia, cosi' ci accontentiamo di osservarle da lontano con il binocolo e con il teleobiettivo della macchina fotografica.



Dopo un'oretta si alza un po' di vento da nord (8-12 nodi) cosi' andiamo a 6-7 di velocita' di bolina a 40-45 gradi. Un gruppo di sule dai piedi azzurri si incaponisce con la cima dell'albero e per tutta la mattinata prova ad abbordarci senza risultati. Si sono proprio ossessionate, fanno a gara a chi riesce per prima ad appollaiarsi sulla cima dell'albero con Francesco che urla per distoglierle dall'intento. Proviamo ad allontanarle con la trombetta d'emergenza, ma niente, sono proprio degli uccellacci cocciuti. Poi, visto che la nostra velocita' continua ad aumentare, si stancano e per un po' ci lasciano in pace. E' gia' pomeriggio quando mancano 15 m/n all'ingresso di Bahia Conception, ma purtroppo il vento crolla e malgrado la nostra tenacia nell'attenderlo, la bonaccia ormai ha preso piede. In questo tratto di costa non ci sono ancoraggi suggeriti dai portolani, ma osservando le mappe e soprattutto osservando quello che vediamo di fronte a noi, pensiamo che la baia di San Lino potrebbe fare al caso nostro, visto che non dovrebebro esserci cambiamenti nel meteo. Ci ancoriamo cosi' verso le 16 in questa piccola baia di fronte ad una spiaggetta dove si trova una capanna di pescatori. Incredibilmente e' la prima volta che ci troviamo da soli da quando siamo partiti, ci godiamo la tranquillita' e ce ne stiamo all'ombra in pozzetto sopportando la calura. Per cena tacos messicani con carne arrachera, verdure e frijoles refritos.




26 luglio 2011

Da Bahia San Lino a Bahia Conception, Playa Santo Domingo. Partiamo alle 7.30. Poco vento da ovest per tutta la mattinata, ci muoviamo a stento e Punta Conception ci appare la' sempre alla stessa distanza. Poi verso le 13 si alza una brezzolina da NE che quando stiamo per doppiare la punta si trasforma in una sventilata oltre i 20 nodi, forse anche un po' per l'effetto della punta stessa. Ammainiamo la randa e continuiamo solo con la vela di prua, giusto per rallentare un po' e non entrare nell'ancoraggio a 10 nodi di velocita'. Il vento soffia ancora forte, ci ancoriamo di fronte alla spiaggia, ma non troppo vicino, perche' il fondale sembra troppo basso e non vogliamo rischiare. 



Francesco si butta subito in acqua e dopo aver controllato come si e' settata l'àncora se ne va a nuotare un po'. Io rassetto la coperta e il pozzetto e preparo due bei toasts per quando il Capitano tornera' dal suo giretto. Vediamo un temporale in lontananza, sopra la Sierra... chissa' come piove laggiu'!


Nel tardo pomeriggio arrivano altre due barche a vela che si ancorano poco distante da noi, il vento soffia ancora forte e il barometro ci ha dato un avviso di tempesta dovuto ad un repentino abbassamento della pressione. Per cena pasta con sugo di tonno e pomodoro piccante. Prima di andare a letto usciamo a goderci il tramonto, uno tra i piu' drammatici fin'ora.








27 luglio 2011

Da Bahia Conception a Punta Chivato. Partiamo verso le 8, dopo la NET che ci assicura bel tempo e venti leggeri per i prossimi giorni. Infatti il vento langue, ma riusciamo a fare 4-5 nodi di bolina fino a Punta Chivato, un ancoraggio molto grazioso, dove non avevamo ancora avuto occasione di fermarci. Mettiamo il barchino in acqua e  andiamo a fare un giretto a terra, e' da quando siamo partiti che non scendiamo mai dalla barca, due passi ci vogliono eccome! Qui, proprio a picco sul mare, si trova l'hotel Posada de Las Flores, uno dei piu' bei resort di tutta la Baja, il cui proprietario e' italiano, ma purtroppo e' partito ieri, cosi' non riusciamo a salutarlo, peccato. Facciamo una lunga passeggiata lungo la scogliera, alcuni pescatori ci offrono di comprare delle almejas (telline o arselle) appena pescate e incontriamo pure il relitto di una barca a vela finita sulle rocce.




Torniamo alla barca e passiamo il resto del pomeriggio all'ombra in pozzetto cercando di capire se domani riusciremo ad arrivare a Santa Rosalia. Per cena tacos messicani con pollo e verdure. La notte passa tranquilla senza un'ombra di vento.


28 luglio 2011

Da Punta Chivato a Santa Rosalia. Partiamo presto verso le 7.30, visto che le miglia da coprire sono una trentina. Il vento e' da nord, siamo di bolina stretta e diretti proprio contro l'Isla San Marcos di fronte a noi. Proprio mentre ci stiamo preparando a virare ed iniziare a far dei bordi per schivare l'isola, il vento gira consentendoci di tenere questo bordo e lascare fino a 90 gradi. Andiamo sui 7-8 di velocita', molti pescatori ci salutano dalle loro pangas e in poche ore arriviamo di fronte all'entrata del porto di Santa Rosalia. Ci ancoriamo nella darsena tra i pescherecci, le pangas e le motovedette della Marina Militare. I due piccoli marina sono stipati, sembra che tutti i crocieristi si siano dati appuntamento qui. Scendiamo a terra a salutare gli amici messicani conosciuti nel 2007  (quando lasciammo qui  Captain Kaos per la stagione degli uragani) e facciamo un giretto in paese per comprare se possibile un po' di verdura.



Tornati alla barca, mentre stiamo preparando la cena, succede un bel guaio: la pompa a pedale che prende l'acqua dolce dal serbatoio si rompe, cosi' rimaniamo praticamente senz'acqua visto che non possiamo usare l'acqua salata del porto. Francesco la smonta e scopre che un pezzo si e' semplicemente rotto per la vecchiaia e non e' tra i pezzi di ricambio che vengono forniti nel kit di riparazione. Uff! Allora proviamo ad incollarlo con del mastice resistente all'acqua e domani vedremo se funzionera'. Ci mettiamo l'anima in pace e ci godiamo un pezzettone di filetto di manzo con stufato di cavolo rosso e carote. Alla pompa dell'acqua penseremo domani.



Programmi futuri: da qualche giorno siamo attraccati al molo della Marina Fonatur di Santa Rosalia, cosi' siamo tornati a La Paz con l'autobus notturno per riprendere il Land Rover che avevamo lasciato nella capitale. Staremo qui ancora forse un paio di settimane, visto che abbiamo necessita' di fare dei giri nell'interno per alcuni progetti lavorativi e come al solito ci sono anche dei lavori di bordo da fare. L'idea rimane sempre la stessa, ossia risalire il Mare di Cortes fino alla sua estremita' nord e passare la', magari nel porto di San Felipe, gli ultimi mesi della stagione degli uragani, fino a novembre. Vedremo passo passo come muoverci, il meteo sicuramente giochera' un ruolo fondamentale, nel senso che i nostri spostamenti saranno condizionati dal passaggio (o meno) dei cicloni tropicali. Vi terro' aggiornati sui nostri piani. Per il momento e' tutto, vi abbraccio e a presto.

martedì 7 dicembre 2010

Diario di bordo ott-nov 2010: da La Cruz de Huanacaxtle a La Paz

Carissimi,

eccoci, siamo arrivati a La Paz da un mesetto ormai e la Baja California mi sembra ancora meglio di quando l'avevamo lasciata 3 anni or sono. Vi posto subito la mappetta delle 500 m/n percorse fino qui e il diario di bordo. Non vedevo l'ora di ritornare qui, che gioia!



25 ottobre 2010

Partenza da La Cruz.
Partiamo con calma verso le 10.00 del mattino, aiutati a far manovra da alcuni lavoranti che con delle lunghe cime ci fanno ruotare ed uscire dai moli. Che bella sensazione essere fuori dal porto! C'e' poco vento, 4-5 nodi da S/E, tiriamo su le vele, ma teniamo il motore acceso per avere un po' di velocita' ed uscire da Bahia Banderas. Dopo poco il motore comincia a sussultare e si spegne, non c'e' verso di farlo ripartire. Francesco scende nella cabina di poppa per vedere di che si tratta ed io rimango a regolare le vele, visto che intanto e' arrivata una bella brezzolina (10-12 nodi) da nord-ovest. Il problema del motore sembra essere del carburante avariato dall'alcool usato per pulire il serbatoio, cosi' lo svuotiamo (per fortuna e' quasi vuoto) e rimpiazziamo il vecchio diesel con una tanica fresca. Tutta questa operazione ci porta via meta' della giornata, pero' almeno riusciamo a farlo ripartire! Peccato che adesso ci sia diesel dappertutto, in pozzetto si scivola che e' un piacere!


Nel frattempo il vento aumenta e per stabilizzare Damiana diamo una mano di terzaroli; andiamo 8-9 nodi di bolina a 35 gradi ed iniziamo a fare un bordo al largo, che pensiamo di tenere per tutta la notte. Il pomeriggio passa veloce e verso le 17 decidiamo di cenare con una bella porzione di tonno-fagioli-cipolla. In serata il vento aumenta ancora superando i 25 nodi, terzaroliamo ulteriormente, ma si e' formata un'onda fastidiosa che proprio non riusciamo ad evitare e Damiana beccheggia alzando spruzzi che arrivano fino in pozzetto. Optiamo per la cappa: qualche ora di sonno in attesa che si calmi un po' il vento. Anche se ormai siamo ben distanti dalla costa (circa 50 m/n) ogni 40 minuti a turno ci alziamo a controllare che tutto vada bene.


26 ottobre 2010

Navigazione verso nord.
Ci svegliamo alle 6 ben riposati e pronti a ripartire con vento piu' moderato sui 10-15 nodi sempre da nord-ovest, quindi sempre di bolina. L'onda nel frattempo si e' calmata e con il mare piatto andiamo che e' una bellezza con punte sui 10-12 nodi di velocita'. Cambiamo bordo un paio di volte per restare piu' in rotta possibile, anche se la meta e' ancora ben distante! Nel pomeriggio il vento aumenta sui 20-25 nodi, diamo una mano di terzaroli, pronti a calarne una seconda se l'onda dovesse aumentare.
Per cena Francesco prepara delle ottime svizzere di manzo con patate e carote al vapore. Nella notte poco vento e soliti turni, percorriamo solo 15 m/n in 12 ore.


27 ottobre 2010

Navigazione verso nord. Alle 6 quando finisco il mio turno il vento gira ed ora siamo di lasco, speriamo che duri almeno per qualche ora! Vediamo una miriade di tartarughe che dormono e prendono il sole. Oggi e' veramente caldo, si sta bene e la mattinata passa tranquilla tra le solite faccende e stando attenti al timone. I pannelli solari nuovi sono una meraviglia, dopo due giorni siamo ancora oltre l'80% di energia, non era mai successo prima! Il vento ci aiuta ed ora siamo quasi in rotta perfetta, anche se andiamo pochino, una media di 3 nodi orari. Al tramonto riceviamo due ospiti: il primo e' una sula che a tutti i costi prova ad appollaiarsi sulla cima dell'albero, preferendo poi la seconda crocetta:


Il secondo e' un minuscolo uccelletto stremato di fatica che si sistema su una delle reti al riparo dal vento e si addormenta con l'ala sopra la testina.


Per cena una bella carbonara. Nella notte soliti turni e poco vento, di questo passo ci metteremo un mese per arrivare a La Paz.


28 ottobre 2010

Navigazione verso nord. In mattinata vento tranquillo 10-12 da sud-est, andiamo bene e mancano solo 120 m/n al primo ancoraggio dove vorremmo fermarci... forse ci potremmo arrivare gia' domattina se il vento continuasse cosi'. Facciamo un giretto in coperta per controllare come sta il nostro piccolo ospite, ma ci aspetta una triste scoperta: il piccoletto e' morto, ci rimaniamo molto male, anche perche' fino a qualche ora fa lo sentivamo cinguettare ogni tanto. Passiamo il resto della giornata in silenzio assorti nei pensieri, 'sta cosa dell'uccelletto ci ha proprio sconvolto la giornata. Nel tardo pomeriggio iniziamo a leggere "Le balene lo sanno" di Pino Cacucci, dove racconta del suo ultimo viaggio in Baja California: io leggo ad alta voce all'ombra in pozzetto e Fra ascolta tenendo d'occhio il timone. Ci piace molto "leggerci" i libri, un po' perche' cosi' abbiamo modo di condividere subito opinioni e commenti, un po' perche' io lo trovo molto rilassante.


Per cena Francesco prepara una frittatona con fagiolini e formaggio. La prima meta' della notte passa tranquilla, poi si alza un ventaccio teso da nord-ovest sui 25-30 nodi. Damiana non ne vuole sapere di rallentare nemmeno con 3 mani di terzaroli alla randa e un fazzoletto di genoa. Cosi' verso l'1 del mattino ci mettiamo alla cappa per riposare un po'.


29 ottobre 2010

Navigazione verso nord. All'alba il vento scompare e ci ritroviamo alla deriva a 70 m/n dalla meta. Passiamo la mattinata leggendo e aspettando un po' di brezza. Nel pomeriggio il vento arriva e dopo poco siamo anche costretti a terzarolare e ridurre la vela di prua perche' e' gia' oltre i 25 nodi. Damiana va molto bene, l'unico problema e' che a questa velocita' arriveremo all'ancoraggio alle 2 del mattino...
Per cena un bel piatto di bavette con zenzero e acciughe.


Ci prepariamo ad affrontare un possibile approdo durante la notte, ma purtroppo o per fortuna, durante il mio turno il vento crolla quando mancano 25 m/n a destinazione.


30 ottobre 2010

Arrivo a Cabo Los Frailes.
All'alba ancora non riusciamo a distinguere la costa della Baja California, poi dopo qualche ora vediamo la cima di un monte spuntare tra la foschia. L'emozione di vedere terra e' sempre strana, un misto tra gioia e incredulita', sollievo e paura allo stesso tempo. Il vento comunque non ci aiuta e passiamo tutta la giornata cercando di raggiungere l'ancoraggio a vela, tanto che accendiamo pure il motore per un'oretta.


Il mare ha un colore blu intenso, ci sdraiamo su uno scafo laterale per ammirarlo e scopriamo che abbiamo un branco di pesci che ci segue. Sembrano sardine e si nascondono sotto di noi!
Verso le 16 arriva un po' di vento sui 10-15 nodi e in meno di due ore siamo ancorati a Los Frailes, ancoraggio al quale siamo parecchio affezionati, perche' nel 2007 con Captain Kaos qui trovammo rifugio da una forte tempesta di vento tipica del mare di Cortes e che i locali chiamano Norte.
Appena arrivati Francesco prepara delle verdure per la cena ed io mi faccio un bel bagno con l'acqua di mare e metto a posto il ponte.
Ci beviamo un drink in pozzetto per festeggiare il nostro ritorno in Baja osservando un'altra barca a vela che si ormeggia poco distante. Abbiamo percorso 370 m/n e La Paz ormai e' dietro l'angolo!
Per cena tacos di arrachera con verdure e frijoles refritos.


31 ottobre 2010

Cabo Los Frailes.
Ci svegliamo alle 8 e dopo colazione remiamo fino a terra per liberare un piccolo geco che abbiamo trovato a bordo. Facciamo una lunga passeggiata tra le dune di sabbia; il paesaggio e' desertico, ma ci sono parecchi arbusti verdi, in fondo la stagione umida e' appena terminata, anche se in Baja non piove quasi mai, a parte quando passano gli uragani.





Torniamo alla barca e ci dedichiamo a lavori di bordo vari. I pannelli solari insieme al generatore eolico fanno piu' di 1o A/h, siamo stracarichi di energia! Nel pomeriggio arriva una bella sventilata da nord-ovest, meno male che le dune e un grosso picco ci riparano, se domani soffia cosi' ci fermeremo qui un altro giorno. Purtroppo non siamo riusciti ad avere il bollettino meteo perche' alla radio non si sentiva nulla.
Francesco prepara il pane e poi ci riposiamo un po' in pozzetto: chissa' perche' siamo tanto stanchi, sara' il caldo? Per cena cavolo capuccio stufato con carote, polipo bollito e friggione (per chi non lo conoscesse si tratta di un tradizionale contorno emiliano romagnolo a base di cipolle e pomodoro).


1 novembre 2010

Cabo Los Frailes. Sveglia alle 7 e fuori soffia ancora ben oltre i 20 nodi. Decidiamo di fermarci un altro giorno qui. In mattinata ci dedichiamo a lavori di bordo vari e proviamo ad ascoltare le net per avere il bollettino meteo, ma la ricezione e' confusa. Nel pomeriggio Francesco approfitta dell'acqua limpidissima e ancora calda per essere autunno (28 gradi) e da' una bella ripulita al fondo di Damiana.
Ceniamo al tramonto con un piatto di pasta al pomodoro con capperi e olive. Alle 19.30 siamo gia' a letto.


2 novembre 2010

Da Los Frailes a Punta Arena. Anche oggi vento forte, ma ci siamo un po' scocciati di stare qui, quindi tiriamo su le vele e usciamo dalla baia al traverso ad una velocita' di 13 nodi. Forse abbiamo un po' esagerato con la velatura, cosi' mentre io do una mano di terzaroli, Francesco stringe un po' la rotta e riduce il genoa. La giornata e' splendida, ma ventosa, tipico del Mare di Cortes. Passiamo il Tropico del Cancro e pensiamo sia meglio fermarci in un ancoraggio vicino visto che l'onda e' gia' bella formata e la crociera non e' piu' molto piacevole, anche perche' non avendo fretta di arrivare a La Paz possiamo vedere quei luoghi che nel 2007 non avevamo avuto modo di conoscere.
A meta' pomeriggio ci ancoriamo dietro a Punta Arena, che proprio come dice il nome, e' una striscia di sabbia compatta che si protrae nel mare per diverse centinaia di metri.




Ci siamo solo noi, i pellicani e una flotta di pescherecci al riparo dal vento. Ci dedichiamo ad aggiustare varie cose tra cui il tavolo della cabina centrale. Il resto del pomeriggio lo passiamo in pozzetto leggendo. Per cena zuppa di spinaci (in scatola) e un'insalata di patate e chayote. Il vento sembra piu' calmo ora, speriamo bene per domani!


3 novembre 2010
Punta Arena a Ensenada de los Muertos. Partiamo presto verso le 6.30 perche' il prossimo ancoraggio dista 35 m/n e vorremmo essere sicuri di arrivare prima del buio. Non ci piace navigare di notte nel Mare di Cortes, troppe rocce solitarie anche lontane dalla costa e non sempre segnalate nelle mappe. Oggi giornata tranquilla, calma piatta, anzi, verso le 11 siamo nella bonaccia piu' totale. Poi all'improvviso si alza un bel venticello da nord-ovest, che presto ci costringera' a dare due mani di terzaroli, ma che ci fara' arrivare a Los Muertos in meno di quattro ore. Infatti alle 15 siamo gia' ancorati nella baia, ben protetti dalle dune di sabbia e da un montarozzo su cui delle ruspe stanno costruendo una strada. Appena arrivati ci mettiamo subito a cucinare del pollo e delle verdure per i tacos. I pescatori ci sfrecciano vicino con le loro pangas e ci salutano sorridendo.


4 novembre 2010

Ensenada de Los Muertos. Dovevamo essere proprio stanchi, abbiamo dormito 12 ore! Facciamo colazione con calma e poi prendiamo il barchino e scendiamo a terra.



Passiamo di fronte ad un grazioso ristorantino e chiacchierando con i camerieri scopriamo di avere la regolazione dell'orologio sbagliata: non sono le 9, ma le 7 del mattino! Ci sediamo ad un tavolo e gustiamo le specialita' della casa: huevos rancheros (uova al tegamino con salsa piccante) e enchiladas de pollo (sorta di involtini di tortillas ripieni di pollo e verdure).
Torniamo su Damiana e vediamo arrivare un'altra barca a vela. Nel pomeriggio si alza un bel vento da est che rinfresca la giornata. Francesco finisce di pulire il fondo della barca, io mi dedico agli inventari del cibo.
Per cena ci facciamo un bella zuppettina di verdure e poi alle 20 siamo nel mondo dei sogni.


5 novembre 2010

Da Ensenada de Los Muertos a Isla Cerralvo.
Sveglia alle 6, tiriamo su le vele e riprendiamo il viaggio verso nord. Il vento langue e fino alle 13 facciamo solo qualche miglio aiutati piu' che altro dalla corrente di marea. Nel pomeriggio arriva una gran sventilata da nord-ovest, ma ormai e' troppo tardi per cercare di raggiungere il canale che porta alla baia di La Paz e cosi' ci ancoriamo all'Isla Cerralvo di fronte ad una spiaggia deserta.



Oltretutto il girafiocco del gennaker si e' nuovamente rotto, forse per via del forte vento improvviso, comunque, e' una ragione in piu' per sostare qui stanotte e vedere se riusciamo a ripararlo.
Appena ancorati Francesco prepara il pane e io uno stufato di cavolo rosso. Per cena patate al forno, cavolo e filetto di manzo. Alle 19.30 siamo gia' a letto.


6 novembre 2010

Da Isla Cerralvo a Bahia Balandra. Sveglia alle 6 e pochissimo vento, come ogni mattina. Certo pero' oggi speriamo che arrivi un po' di brezza perche' per arrivare al prossimo papabile ancoraggio ci sono 30 m/n. Vediamo altre barche a vela che vanno a motore e ci salutano. Aspettiamo alla deriva per qualche ora, poi anche noi accendiamo il motore, ma solo per un'oretta perche' fortunatamente arriva un po' di vento da nord-ovest e dopo circa 6 ore riusciamo ad arrivare a vela a Baia Balandra, uno dei posti piu' suggestivi nei dintorni di La Paz.





Questo ancoraggio e' molto bello, ben protetto e famoso per la presenza della cosiddetta "roccia fungo", opera d'arte creata dall'erosione del mare (anche se pare che quella ad oggi presente nella baia sia una copia dell'originale, che si era rotta non si sa bene se per cause naturali o ad opera di qualche teppistello). Senza fretta prepariamo un buon sughino di pomodoro con capperi e olive per la cena e prima delle 20 siamo a letto.


7 novembre 2010

Baia Balandra. Giornata di pausa "tecnica" dedicata alla riparazione del girafiocco del gennaker. Di buon mattino bisogna issare Francesco sull'albero in modo che possa recuperare il pezzo di metallo che e' rimasto attaccato alla drizza lassu'.


Lavoriamo l'intera mattinata alla vela ed ora speriamo di non avere piu' problemi, visto che abbiamo sostituito l'intero meccanismo. Nel pomeriggio finiamo di pulire il fondo e ci rilassiamo in pozzetto. Barche a vela arrivano e se ne vanno in continuazione, che frenesia!
Per cena frittatone con spinaci, formaggio, patate e cipolle. Nella notte arriva un Coromuel molto forte (vento notturno da sud-ovest tipico di quest'area) e l'allarme dell'ancora suona in continuazione, cosi' ci dobbiamo alzare e riancorare piu' volte.


8 novembre 2010

Da Baia Balandra a La Paz.
Vento da sud-ovest sui 15 nodi. Siamo di bolina stretta, ma in fondo non ci importa visto che tra 8 m/n saremo arrivati nel porto di La Paz. Il vento poi cala gradualmente regalandoci una meravigliosa mattinata di navigazione.
Verso mezzogiorno entriamo nel canale di ingresso del porto ben segnalato dalle boe verdi e rosse. La baia di La Paz infatti e' un dedalo di secche e senza il canale che viene dragato, per molte imbarcazioni sarebbe difficile raggiungere la citta'. Tornare qui dopo 3 anni ci rende particolarmente felici, anche al pensiero della scorpacciata di arrachera che ci faremo stasera nel nostro ristorante preferito Rancho Viejo! La Paz e' sempre una cittadina deliziosa, dove non mi dispiacerebbe fermarmi un po' piu' a lungo del solito. Non mi ero ben resa conto in questi anni di quanto mi fosse mancato questo posto che riesce a farmi star bene con la sua luce e la sua energia. Sarebbe davvero magnifico potersi fermare qui a lungo.





novembre-dicembre 2010

La Paz. Visto che aspettiamo ospiti dall'Italia per la Navidad, abbiamo deciso di passare qualche mese qui a La Paz e vedere se la prospettiva di tornare semi-terrestri non ci sta troppo stretta. Dopo aver passato qualche settimana all'ancora nel porto, abbiamo trovato un posto barca nel marina piu' economico e piu' distante dal centro, ma poco importa visto che siamo riusciti a recuperare anche Lando, il nostro mitico Land Rover militare che nel 2007 avevamo lasciato da amici a Santa Rosalia, a circa 500 Km a nord di La Paz.


E cosi', muniti di automezzo, impariamo a conoscere la citta' e i suoi abitanti, abbiamo ritrovato amici europei e messicani che avevamo incontrato nei nostri vagabondaggi e ci dedichiamo alla buona cucina, aiutati anche dal clima non piu' torrido! Eh si', anche qui in Baja e' arrivato l'inverno e di notte la temperatura scende intorno ai 13-15 gradi, cosi' ci divertiamo a cucinare tutte quelle golose ricette invernali che ai tropici risultavano spesso proibitive! Per il mio compleanno Francesco mi regala una teglia di lasagne... buonissime! Adoro La Paz, fosse per me rimarrei qui per sempre!



Progetti futuri: sappiamo che staremo a La Paz fino alla meta' di gennaio. Con il 2011 arrivera' anche il momento di fare carena e qui in citta' ci sono un paio di strutture che potrebbero alare Damiana. Pensiamo quindi che una volta pittato il fondo potremmo essere pronti a risalire il Mare di Cortes e portarci in una zona meno rischiosa in vista della prossima stagione degli uragani, forse a Santa Rosalia o piu' a nord a San Felipe, vedremo. In attesa di aggiornarvi sui nostri spostamenti, vi abbraccio


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