mercoledì 26 dicembre 2007

Diario dicembre 2007: Santa Rosalia, San Carlos, La Paz, Mare di Cortes


6-7 dicembre 2007


Santa Rosalia - Baia Algodones, San Carlos, Stato di Sonora. Partiamo verso mezzogiorno dopo aver salutato tutti gli amici della marina e i barcaioli. Dopo due mesi li sentiamo un po' come se fossero diventati una sorta di famiglia allargata. E' incredibile come si possano stringere dei legami così intensi con persone che in fondo abbiamo appena conosciuto. Credo che la condivisione di questo tipo di esperienza in mare ci faccia sentire vicini senza nemmeno bisogno di spiegarne il perchè.
E così finalmente riprendiamo il mare che oggi ci sembra particolarmente splendente anche se siamo di bolina con un vento leggero a 10-15 nodi che però mantiene la nostra velocità intorno ai 4-5. Passiamo il pomeriggio in silenzio, ognuno assorto nei suoi pensieri osservando la costa che si allontana e Santa Rosalia che piano piano scompare. Per la notte Francesco fa il primo turno (20.00-02.00) e io il secondo (02.00-07.00). Nel frattempo il vento è girato, così siamo di lasco con il gennaker e andiamo anche a 7 nodi. Il cielo è una distesa di stelle (mica mi ricordavo che ce n'erano tante!) e la brezza leggera e costante non mi dà troppo da fare con le vele, così in sole 5 ore conto 22 stelle cadenti... un record! Alcune veramente emozionanti con una lunga scia bluastra al seguito. Al mattino con l'alba si intravede la costa dell'altro lato del mare di Cortez con le sue montagne mezzo nascoste dalla foschia. Siamo emozionati, anche se il vento sta diminuendo e di conseguenza la nostra velocità. In più ci sono delle onde disordinate e piuttosto alte per un vento così leggero, così siamo sballottati qui e là. Arrivati a 8 miglia da Baia Algodones, di fianco a San Carlos, il vento crolla e ci lascia alla deriva. Aspettiamo un'oretta cercando in continuazione di regolare le vele per cogliere anche il più leggero alito di vento, ma niente. Ci rassegnamo ad accendere il motore e così arriviamo all'ancoraggio giusto prima che il sole scompaia. Per cena abbiamo degli avanzi di pasta al tonno e di pasta e fagioli. Dall'altra parte della baia vediamo solo un'altra barca all'àncora... che meraviglia finalmente soli!





8 dicembre 2007

Baia Algodones - Marina Real (San Carlos). Ci svegliamo alle 6.30 e il cielo è completamente coperto. Anche nei giorni scorsi non era stato granchè soleggiato, così i pannelli solari hanno caricato pochino e siamo al 68% della nostra energia. Così chiamiamo via radio la Marina Real e, visto che hanno un posto per noi, decidiamo di andarci per ricaricare le batterie. Spostandoci verso l'ingresso della marina vediamo due tizi che si sbracciano per salutarci dalla barca all'àncora che avevamo notato ieri sera: che meraviglia! E' Windflower con Karyn e Gary, quella coppia di californiani che sta in giro da 16 anni! Che felicità! Li andiamo a salutare mettendoci d'accordo per un incontro nel pomeriggio e poi andiamo a sbrigare le partiche di ingresso alla marina. Ci assegnano una slip piuttosto stretta, ma Fra con una manovra complicata eseguita alla perfezione "parcheggia" senza problemi. Vado immediatamente ad informarmi sulle previsioni del tempo per i prossimi giorni e purtroppo ci sono cattive notizie: sarà coperto con temperature bassine per questa stagione (15°-18°). Così facciamo l'autostop per andare a San Carlos che dista più o meno 5 chilometri. Al nostro ritorno troviamo Karyn e Gary che ci aspettano alla nostra barca con un'ottima pita+hummus e una bottiglia di tequila reposada... buonissima! Trascorriamo insieme un paio d'ore raccontandoci tutto quello che ci è successo i questi mesi. Cena con avanzi di pasta e fagioli.


9 dicembre 2007

Marina Real (San Carlos). Cielo... nuvolosissimo! Vabbè, secondo le previsioni dovrebbe tornare il sole in un paio di giorni. Passo la mattinata facendo il bucato e poi ci mettiamo a cucinare visto che Karyn e Gary sono invitati a cena. Inoltre avere sempre una pentola sul fornello scalda l'ambiente che comincia ad essere freddino! Prepariamo una torta di mele, bieta stufata, pane al latte e un sughetto all'arrabbiata, ma quando è l'ora dell'appuntamento i nostri ospiti non si fanno vedere. Così li chiamiamo sul VHF e ci dicono che per colpa dell'onda là fuori hanno passato una nottataccia... poveri, vabbè sarà per domani sera, tanto la cena è già pronta!



10 dicembre 2007

Marina Real (San Carlos). Durante la notte piove a dirotto e al mattino ci sono dei nuvoloni neri che non ci fanno sperare in un miglioramento. In più troviamo tutto il pozzetto sporco di sugo all'arrabbiata: probabilmente un gabbiano è riuscito ad aprire la pentola che stava fuori e ora ci sono schizzi d'unto e pomodoro dappertutto... vabbè, peccato per il sugo, comunque il gabbiano se ne deve essere pentito visto che era piccantissimo! Karyn e Gary attraccano alla marina e ci prestano la loro auto per andare a fare provviste. Così andiamo a Guaymas, una città di circa 100 mila abitanti a circa 30 chilometri da qui. Piove a dirotto per tutto il pomeriggio. Per cena cambiamo menu, visto l'inconveniente del sugo: spaghetti alla carbonara, filetto di vitello con bieta, torta di mele, vino rosso e limocello.


11 dicembre 2007

Marina Real (San Carlos). Salutiamo Karyn e Gary che tornano in auto negli USA per Natale... è davvero triste vederli andare via. Mattinata in barca con il magone. Inoltre le previsoni del tempo non migliorano: sta arrivando un altro Northern, ovvero un'altra tempesta di vento da nord. Così paghiamo per un'altra notte, ma se domani il tempo sarà buono ce ne andremo, vogliamo davvero partire! Passo la giornata a riorganizzare le sentine e aggiornare l'inventario. Nel pomeriggio il vento non è ancora arrivato, che rabbia, se pensiamo che potevamo partire... Nel pomeriggio traduco parte del blog in inglese, mentre Fra aggiusta la luce della bussola che durante l'ultima notte in navigazione ha smesso di funzionare.

12 dicembre 2007

Marina Real (San Carlos). Ci sono 20-25 nodi di vento con punte oltre i 30. Non partiamo. Per oggi niente diario, sono troppo scazzata.


13 - 14 dicembre 2007

Marina Real (San Carlos) - Isla Carmen, ancoraggio Perico South. Partiamo intorno alle 13 aiutati da quattro omaccioni della marina per uscire dalla slip. Il vento sta tra 15-18 nodi, ma siamo di lasco così andiamo velocissimi con una media di 7 nodi anche se abbiamo il genoa e due mani di terzaroli alla randa. Man mano che scendiamo verso sud fa sempre più caldo anche se il vento non accenna a diminuire, anzi! Durante la notte ho un attacco di mal di mare, ma con il braccialetto elettronico e buona volontà lo tengo più o meno sotto controllo. Al mattino siamo in vista dell'isola Carmen e mentre facciamo dei bordi per raggiungere l'ancoraggio il vento aumenta improvvisamente: Fra dà una terza mano di terzaroli, ma non serve a molto. La nostra velocità impenna, ora andiamo anche a 10-12 nodi e non possiamo permettercelo per lunghi tratti visto che siamo sovraccarichi. Inoltre durante una strambata la randa si straccia in un altro punto... ma quante volte la dovrò ricucire ancora?? Finalmente arriviamo all'ancoraggio dove il vento sembra soffiare di meno, ma solo per via del montarozzo che ci sta di fronte. In realtà ci sono ancora 27-30 nodi. Siamo affamatissimi dopo queste ultime ore impegnative, così ci cuciniamo la classica aglio e olio con un peperoncino habanero piccantissimo! Nel pomeriggio crollo addormentata, mentre Fra prepara nuove rotte al computer. Quando mi sveglio preparo il "pappone" per pescare, ma non ci sono pesci, peccato avremmo mangiato volentieri un bel brodetto stasera. Fa piuttosto freddo e fuori il vento è sempre più forte tanto che anche in questa baia riparata si è alzata un po' di onda. Per cena abbiamo un grosso pezzo di filetto di vitello comprato a San Carlos con broccoli. Alle 20 siamo già a letto, mentre fuori c'è la bufera.



15 dicembre 2007

Isla Carmen, ancoraggio Perico South. Ci svegliamo alle 7. Abbiamo dormito un sacco, anche se più volte durante la notte, abbiamo dovuto controllare l'àncora. In realtà non abbiamo mai avuto problemi con l'àncora, nemmeno con venti peggiori di questo, però controllare non costa nulla. Ascoltiamo la NET e così ci dicono che il Northern continuerà fino a domani con punte oltre i 35 nodi previste per stanotte. Poco male, tanto siamo fermi. Passiamo la mattinata leggendo e sistemendo i pannelli solari seguando il movimento del sole. Il vento sta sui 32 nodi costante, così prepariamo l'ormeggio a Y (ossia leghiamo una cima a Y agli scafi laterali e al cavo d'àncora) e in questo modo la barca si muove meno e non oscilla più da un lato all'altro della baia. Peccato che ci sia troppo vento per scendere a terra e inoltre non possiamo nemmeno cucire il pezzetto di randa che si è rotto perchè se la srotoliamo si involerebbe immediatamente anche provando a trattenerla bene... Speriamo per domani. Passiamo il pomeriggio leggendo. (A questo proposito vi consiglio questo libro che mi è stato regalato da Gina di Balena: "Eat, Pray, Love" di Elizabeth Gilbert. Non so che titolo abbia in italiano, ma è stato sicuramente tradotto: è la storia di una ragazza americana che passa un anno tra Italia, India e Indonesia alla ricerca di un equilibrio tra piacere e meditazione per la sua vita. La prosa in inglese è piacevolissima, spero che con la traduzione non si perda, se vi va provate a leggerlo in lingua originale, merita davvero). Nel pomeriggio Fra cucina il pane, per cena avanzi di verdura varia.


16 dicembre 2007

Isla Carmen, ancoraggio Perico South. Sveglia alle 6.45, colazione e ascolto della NET. Il vento dovrebbe diminuire nel pomeriggio, così decidiamo di srotolare la randa e iniziare il piccolo rammendo. Fra si offre per cucire il rattoppo (un quadratino di 25 cm di lato), mentre io cerco in ogni modo di fissare la vela perchè non prenda vento, che comunque soffia ancora tra 18 e 24 nodi. Nel pomeriggio prepariamo una rotta di massima per La Paz con alcuni ancoraggi intermedi di emergenza se per caso dovessimo incappare in un altro Northern. Nel tardo pomeriggio finalmente il vento crolla del tutto, ora è calma piatta, pazzesco! Ceniamo al tramonto con quesadillas, insalata e un avanzo di broccoli.


17 dicembre 2007

Isla Carmen - Isla Monserrat, ancoraggio South-West Bight. Sveglia alle 6.20. Prepariamo tutto per la partenza e dopo aver ascoltato la NET io salpo l'àncora (per chi mi ha fatto domande al riguardo, la risposta è: sì, salpiamo l'àncora a mano!), tiro su la randa, apro il gennaker e finalmente mi siedo in pozzetto. Fra sta al timone. Purtroppo non c'è vento per niente. Però ci sono un sacco di delfini che ci vengono incontro e nuotano sotto la barca riemergendo da un lato e dall'altro! Dopo i delfini incontriamo tre cuccioli di foca che tenedosi abbracciati nuotano con noi e poi ci urlano. Noi urliamo loro indietro, così si spaventano e si immergono... che fessacchiotte! Passiamo l'intera giornata cercando di regolare le vele per prendere quei 2-3 nodi di vento... ma nel tardo pomeriggio siamo costretti ad accendere il motore per raggiungere un ancoraggio vicino. Non vogliamo fare la notte perchè questa zona è costellata di isole e rocce più o meno sommerse e navigare con il buio è rischioso... se si può ci si ferma. Nel tragitto peschiamo un grosso tonno, ma mentre Fra lo tira su il pescione si slama e ritorna in acqua... che delusione, già pregustavamo un sashimi per cena... Arriviamo all'Isla Monserrat 10 minuti prima che il sole sparisca dietro le montagne, giusto in tempo per cucinare una frittata con l'ultima luce.




18 - 19 dicembre 2007

Isla Monserrat - Isla San Francisco. Alle 6.20 siamo in piedi, facciamo colazione e ascoltiamo la NET. E' in arrivo un altro Northern, ma decidiamo di partire comunque, se no rischiamo di non arrivare per Natale a La Paz. Il cielo è nuvoloso e c'è poco vento (5-8 nodi) così siamo un po' apatici anche se delfini ci salutano. Durante il giorno facciamo solo poche miglia. La notte passa abbastanza tranquilla: io faccio il primo turno (21.00-01.00) e Fra il secondo (01.00-06.00) ed è la prima volta che non sveglio Francesco per "qualcosa che non va" e che invece lui sveglia me per cambiare le vele. Sto migliorando, la mia promozione è vicina, spero. Al mattino non c'è pressochè nemmeno un alito di vento, ma qualche ora più tardi siamo in un turbine da 25 nodi e andiamo veloci verso sud. Vediamo il nostro primo squalo! Nel pomeriggio, dopo una giornata faticosa con punte di 30 nodi, ci ancoriamo all'Isla San Francisco. Altre barche sono già qui al riparo. Siamo un po' stanchi, così cuciniamo una carbonara e poi andiamo a letto.




20 dicembre 2007

Isla San Francisco - La Paz. Sveglia alle 6.30, colazione e niente NET perchè non riceviamo bene il segnale. Peccato. Fuori soffia ancora molto, ma decidiamo di partire lo stesso. Diamo due mani di terzaroli alla randa e Fra si prende una botta alla testa con il boma... poverino. Partiamo con 25 nodi da nord-ovest al lasco, ma dopo poco il genoa si incasina e la sua scotta si stacca dal punto di scotta, così la vela è legata solo alla sartia e sbatte ovunque. Bisogna tirarla giù e in fretta. Fra va a prua a prenderla mentre io cerco di calarla lentamente, ma con questo vento non è facile. Stiamo andando piuttosto veloci (7 nodi) e solo con la randa... per il momento decidiamo di continuare così senza vela di prua fino a che la barca farà fatica a seguire il timone. Le onde iniziano a crescere e nel giro di poche ore alcune saranno alte 3-4 metri, ma per fortuna noi ci danziamo sopra e andiamo ancora più veloci in planata, tanto che in lontananza scorgiamo già la costa di La Paz. Nel pomeriggio il vento si placa un pochino così armiamo il fiocco, poi il vento cala ancora così andiamo con il gennaker e tiriamo su anche tutta la randa... che con questo ventaccio, indovinate un po'?, si è stracciata di nuovo in un altro punto! Ma quando finirà? Ormai potrei aprire una veleria! Comunque dopo un'oretta il vento cambia completamente direzione e ora viene da sud-est (14-20 nodi), così dobbiamo fare le ultime 20 miglia di bolina, non ci facciamo proprio mancare niente! Ecco un paio di foto da "dopo tempesta": Fra bello come il sole, io per niente convinta che sia già il momento di togliere i terzaroli alla randa...



Arriviamo a La Paz che è già buio ed entrare in porto è difficile e pericoloso: ci sono molte barche all'àncora senza luci e io non vedo nulla, per fortuna che Fra sembra avere gli infrarossi agli occhi! Attracchiamo al fuel-dock della marina aiutati da due inservienti, domani ci sposteremo al molo che ci hanno assegnato. Non ci sembra vero poter avere una doccia calda dopo tanta fatica. Per cena andiamo al nostro ristorante preferito "Rancho Viejo" e mangiamo una quantità di cibo considerevole! E che meraviglia poter stare di nuovo qui a La Paz per un po'!



21 dicembre 2007

La Paz. Giornata tranquilla. Sistemiamo la barca, mettiamo via le vele, facciamo la stima dei danni alla randa. Nel pomeriggio andiamo in centro e ci mescoliamo alla folla in cerca di regali. Per una volta ci compriamo qualcosa: io mi innamoro subito di un paio di sandali super fricchettoni fatti a mano che, vista la temperatura di questi giorni, non potrò indossare fino a che non saremo in Polinesia, e Fra si regala un buffo cagnuzzo di peluche che chiamiamo Bubi. Andiamo a prendere un aperitivo nel locale di alcuni nostri amici, il "Salsipuedes" e passiamo un paio d'ore a chiacchiere con loro. Durante la notte inizia un Northern veramente forte, con punte oltre i 35 nodi.


22-23-24 dicembre 2007

La Paz. Giornate ventose e con tante cose da fare. Esploriamo tutte le ferramenta della città in cerca di aggeggi per riparazioni o per futuri bisogni. Camminiamo un giorno intero per raggiungere un negozio di articoli di pesca solo per accorgerci che quello segnato sulla mappa non esiste. Mangiamo ottime pastarelle alla crema (che di solito invece qui in Messico sono sempre troppo dolci). Andiamo a far la spesa per il giorno di Natale e ritorniamo alla marina carichi di cibo e con un gran mal di schiena. Troviamo un ristorante dove cucinano il miglior pollo mai provato prima, non per niente il suo nome è "Superpollo". Prendiamo accordi con il velaio per comprare un po' di dacron (tela per vele): per risparmiare ce la ripariamo da noi la randa, anche perchè ormai ci siam fatti l'esperienza! Uno scarrafone spunta fuori da uno stipetto della barca: panico. Se ce n'è uno ce ne saranno altri, penso io. Non abbiamo mai avuto problemi con le cucarachas fino ad ora... comunque meglio preparare alcune trappole con l'acido borico, giusto per star sicuri ed evitare un'invasione, ci mancava solo questa! Il vento è sempre forte con raffiche tra 20 e 35 nodi; ogni tanto dà qualche ora di pausa e allora è veramente caldo, si potrebbe stare in spiaggia se fossimo amanti della tintarella. Per lo più però, ce ne andiamo in giro con maglione e berretto di lana, l'aria è gelida. Poco male, adoro questa città e la sua paciosa atmosfera!



25 dicembre 2007

La Paz. Feliz Navidad! Sveglia alle 7. Durante la notte penso che siano stati sparati centinaia di botti... i Messicani amano i fuochi d'artificio et similia, così abbaimo avuto un riposo scoppiettante fino alle 5 del mattino... non osiamo immaginare cosa faranno per l'ultimo dell'anno! Mentre facciamo colazione riceviamo la prima telefonata d'auguri: è mia madre con tutto il parentame. Passiamo la giornata a cucinare il cenone. Il menu prevede un antipasto con salsina al salmone, caviale e Chardonnay,


tagliatelle al ragù,


e polpettone con purè servito con dell'ottimo Merlot cileno.


Per dolce abbiamo una Meraner con la panna montata e un "cicchetto" di tequila reposada artigianale. Dopo aver mangiato tutta questa roba siamo talemente stanchi che alle 22 siamo già a letto... comunque è stata proprio una serata piacevole, a parte il vento che fuori soffia ancora senza tregua e ci son spifferi da ogni fessura.


Saremo a La Paz fino al 2 di gennaio, poi Mazatlan e Puerto Vallarta dove ci fermeremo per una quindicina di giorni visto che verrà a trovarci la mamma di Fra... Sarà dura lasciare questo posto che sento già mio, anche se è davvero poco il tempo che abbiamo passato qui. Sempre più spesso penso che sarebbe molto bello potersi fermare qui in Baja Sur per un po', magari non so, aprire un'attività e vivere a terra, scoprire nuovi mondi e modi di gestire la quotidianità, però per ora il viaggio continua, chissà che non si ritorni qui nel futuro... Nei prossimi giorni quello che faremo sarà riparare la randa e ultimare alcuni progetti di miglioramento ad alcune parti della barca, quindi riprenderò il diario quando saremo nuovamente in navigazione, mi sembra che sia più interessante che raccontarvi di cuciture e carpenterie. Se succede qualcosa di divertente aggiornerò di sicuro questo post, per il momento comunque è davvero tutto, a presto

domenica 9 dicembre 2007

San Carlos


Carissimi,

finalmente siamo riusciti a riprendere il mare! Siamo partiti due giorni fa da Santa Rosalia e ora ci troviamo a San Carlos, un piccolo paesello dall'altro lato del mare di Cortez nello stato di Sonora. La traversata (70 m/n) è andata piuttosto bene con venti leggeri (5-15 nodi) e costanti che non ci hanno dato troppo da fare con le vele: una volta tanto il turno di notte è stato piacevolmente rilassante senza problemi particolari e una miriade di stelle cadenti. Che meraviglia!

Abbiamo passato la prima notte all'àncora nella Baia Algodones di fronte alla spiaggia. Poco distante avevamo notato un'altra barca, ma mai avremmo immaginato che si trattava dei nostri amici di Windflower, quella coppia di californiani che sta in giro da 16 anni. Che felicità ritrovarli dopo tutti questi mesi!

Purtroppo il cielo nuvoloso non ci ha consentito di ricaricare a sufficienza le batterie con i pannelli solari, così ora ci troviamo in una marina (Marina Real) poco distante dal centro della città con l'unico scopo di stare il più possibile collegati all'elettricità! Ieri siamo stati a fare un giretto in paese, ma sinceramente non ci ha entusiasmato. Qui il 60% della popolazione è costituita da Americani, così si perde completamente lo spirito messicano del luogo, peccato. Comunque, se le previsioni per domani saranno buone, contiamo di salpare e passare qualche giorno in solitudine nelle calette qui vicino prima di riattraversare il mare e dirigerci a La Paz, con una sosta intermedia all'Isla Carmen.

Vi lascio con alcune foto di Bruno e Blanco a Santa Rosalia che mi sono state regalate da Casey, uno dei due ragazzini di 4 P.A.C.K., una famiglia di barcaioli con cui abbiamo trascorso piacevoli giornate nelle ultime settimane.

Un bacio grande a tutti









sabato 10 novembre 2007

Pitture rupestri in Baja California Sur

Era da tempo che volevamo andare a vedere le pitture rupestri della Sierra di San Francisco e così tre giorni fa ci siamo finalmente decisi e siamo partiti insieme a Gina e Randy (l'equipaggio di Balena) con il loro pick-up. La strada per raggiungere la Sierra si è rivelata molto più lunga e maladata del previsto, per fortuna il cielo velato di nuvole leggere ci ha risparmiato in parte la calura. Da Santa Rosalia abbiamo preso la Carretera Transpeninsular #1 in direzione nord fino al Km 118; da qui si prosegue su uno sterrato per altri 37 Km e quando dico "sterrato" intendo per davvero! Il paesaggio qui è magnifico: si inizia a salire di altopiano in altopiano, mentre il deserto cambia vegetazione man mano che si va avanti.

Dopo quasi tre ore di viaggio arriviamo alla prima cueva, ma troviamo il cancello chiuso, così proseguiamo fino ad un piccolo paesino dove speriamo di poter trovare qualcuno a cui chiedere il permesso di visitare i siti archeologici. Il paesino è in realtà un minuscolo villaggio, saranno si e no una decina di case e un rancho costruito da poco per i turisti. Ci indirizzano verso una casetta con il tetto di lamiera: qui troviamo un simpatico vecchino che ci fa compilare un registro con il nostro nome e poi ci assegna come guida un ragazzino piuttostro sveglio (chissà, forse suo nipote?). Così torniamo indietro insieme a Francisco Ramon, che avrà più o meno 14 anni e che sa tutto sulle pitture rupestri: ci dice che le più belle in realtà stanno in fondo al canion nella cueva EL CANION, ma che ci vogliono cinque ore di cammino per raggiungerle... peccato, dovremmo accontentarci di vedere solamente la cueva El RATON.

Questa, in effetti, è una delle zone del mondo dove si possono trovare alcuni tra i più numerosi esempi di dipinti rupestri, tanto che è stata dichiarata patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO nel 1993. Il primo a fornire una sorta di documentazione riguardo questi siti fu il missionario gesuita Francisco Javier Clavijero nel 1789; egli rimase fortemente colpito dalla bellezza dei dipinti e dalla loro straordinaria resistenza agli agenti atmosferici, che aveva loro permesso di essere ancora visibili dopo migliaia di anni. Poco però si conosce riguardo gli autori delle pitture: si tratta quasi sicuramente degli antenati del popolo Cochimi, una delle comunità che popolavano la Baja California prima dell'arrivo degli Spagnoli.


Nel 1895 il chimico francese Léon Diguet, impiegato presso la compagnia mineraria El Boleo di Santa Rosalia, pubblicò una descrizione dettagliata dei dipinti di otto grotte, ma solo nel 1966 l'archeologo Clement Meighan presentò uno studio approfondito di tutti i dipinti presenti nella regione. Durante gli anni '80 l'INAH (Instituto Nacional de Antropologia y Historia) si prese carico di catalogare le pitture, anche grazie all'appoggio del Getty Coservation Institute che compì studi dettagliati nella cueva de EL RATON rendendola fruibile al pubblico. Per quanto riguarda la datazione, secondo gli ultimi studi compiuti da un team di ricerca internazionale con sede in Nuova Zelanda, le pitture più antiche di questa zona potrebbero avere un'età compresa tra i 7000 e 7500 anni.

Le pitture constano di enormi figure antropomorfe e zoomorfe, che apparentemente possono sembrare confuse e in alcuni casi sovrapposte, ma in realtà rappresentano scene di caccia e momenti della vita quotidiana. Vi posto qualche foto dalla cueva EL RATON. Nell'immagine qui sotto si può vedere sulla destra un uomo con le braccia alzate e sotto di lui una figura scura di animale, che i locali chiamano el puma negro; di fianco sulla sinistra un cervo dipinto in rosso.

Francisco Ramon ci spiega che i colori utilizzati sono principalmente il rosso e il nero, rispettivamente ottenuti attraverso l'utilizzo di sangue animale ed estratti di alcuni vegetali e frutti presenti nella zona, che venivano a loro volta macerati utilizzando dei "pestelli" in pietra.


Le pitture sono collocate molto in alto sulla parete rocciosa, per questo si pensa che i loro autori utilizzassero fusti di palma per costruire delle impalcature sulle quali poi si arrampicavano per dipingere. La sensazione che si prova osservando questi dipinti è meravigliosa, è davvero incredibile come siano perfettamente conservati e come i colori siano ancora così brillanti.


Sarebbe davvero splendido poter restare qui e andare a visitare tutte le grotte passando una notte nel deserto, ma purtroppo non abbiamo l'attrezzatura necessaria, chissà magari ci torneremo con più calma. Francisco Ramon ci promette che la prossima volta ci porterà a vedere tutto quello che conosce qui nei dintorni e ci dice che nel fiume sul fondo del canion c'è una sorta di "piscina" naturale dove si può fare il bagno e pescare, fantastico! Inoltre, dovrebbe esistere un punto panoramico da cui è possibile vedere sia il Mare di Cortez che l'Oceano Pacifico allo stesso tempo... Speriamo davvero di poterci venire di nuovo!

Durante il viaggio di ritorno ci fermiamo per cenare a San Ignacio e così cogliamo l'occasione per visitare la missione che fu iniziata nel 1740 dal gesuita Fernando Consag e terminata nel 1786 dal monaco domenicano Crisostomo Gomez. L'altare ricoperto da una sottile placca dorata e dipinto a olio è davvero magnifico, però purtroppo quando entriamo nella chiesa è già troppo scuro per poter fare delle foto.


Arriviamo a Santa Rosalia verso le 20, ringraziamo Gina e Randy per la bella giornata passata insieme e ce ne andiamo dritti a letto, pensando ai magnifici paesaggi che abbiamo attraversato e a quanti ancora ci aspettano...

martedì 30 ottobre 2007

Santa Rosalia: aggiornamenti

Carissimi,

questa dovrebbe essere la nostra ultima settimana qui a Santa Rosalia, visto che ormai i preparativi sono quasi ultimati. Tra oggi e domani contiamo di finire la randa, poi ci resterà solo il vecchio genoa che non sappiamo ancora se vale la pena di riparare. Grazie alla gentilezza dello staff della Marina, possiamo lavorare al coperto in uno degli stabili ancora sfitti che dovrebbero prima o poi fornire un servizio di ristorazione e quant'altro ai barcaioli che passano da qui. E' una bella fortuna davvero! Vi posto una foto di Francesco al lavoro, mentre disegna i punti che poi io vado a cucire... povera randa! E' tutta una toppa ormai!



Ora il ventaccio dei giorni scorsi sembra essersi completamente calmato, ma i ragazzi della Marina ci dicono che in novembre si possono avere tempeste che durano anche 15 giorni consecutivi. E' proprio ora di andarsene a sud, anche se la temperatura è ancora piuttosto buona (siamo sui 25°-30°di giorno e 18°di notte). Un altro fenomeno frequente in questo periodo sono i banchi di nebbia, che arrivano improvvisi come nel film The Fog di Carpenter (che consigliamo ovviamente!): in un attimo il paesaggio scompare e ti ritrovi perso dentro una coltre umida dall'odore inconfondibile... a me fa sempre un'impressione pazzesca.


In ogni caso le nostre giornate procedono più o meno tranquillamente tra cose da fare e momenti di relax insieme ad altri barcaioli. Qualche sera fa abbiamo invitato a cena l'equipaggio di Balena, una coppia californiana molto affiatata che avevamo già conosciuto in giugno, ma con cui non avevamo avuto tempo di approfondire l'amicizia. La serata è trascorsa piacevolmente e, vista la nostra passione comune per il cinema, da qualche giorno abbiamo iniziato a scambiarci un tot di film in dvd. Insomma, tutto bene. Spero di scrivervi da San Carlos la prossima volta! A presto!


giovedì 11 ottobre 2007

...finalmente Santa Rosalia!

Ebbene sì, finalmente ce l'abbiamo fatta. Dopo 5000 Km dal Canada alla Baja California del Sur a bordo del nostro ormai mitologico Land Rover, siamo di nuovo qui a Santa Rosalia a bordo di "Captain Kaos", che abbiamo trovato in perfetta forma! Eravamo tanto preoccupati per l'uragano Henrietta che è passato qui vicino all'inizio di settembre, ma a quanto sembra, non ci sono stati danni rilevanti a nessuna struttura qui in paese. Meno male!

Il nostro programma prevede di salpare di nuovo tra qualche settimana, giusto il tempo di ricucire la randa e fare un po' di cambusa. Non abbiamo ancora discusso per bene la rotta, ma penso proprio che ci dirigeremo a sud navigando lungo la costa del Pacifico e passando da San Carlos, Topolobampo, Mazatlan, Puerto Vallarta e Acapulco. Una volta tanto vorremmo sfruttare i venti favorevoli da nord-ovest.



Per il momento è tutto,

a presto

Diario maggio 2007 : Mare di Cortes, Mexico

1 maggio 2007

Baia Balandra - Isla San Francisco. Al mattino il Coromuel soffia ancora forte (raffiche fino a 28 nodi), così decidiamo di aspettare qualche ora per vedere se diminuisce un po'.

Partiamo lo stesso verso le 9 tanto siamo al lasco e andiamo piuttosto veloci con una media di 6-8 nodi. Per tutto il giorno il vento rimane costante tanto che al tramonto siamo già di fronte all'Isla San Francisco. Vediamo dei piccoli delfini curiosi. Quando arriviamo all'ancoraggio troviamo già una decina di altre barche al riparo dal vento forte. C'è pure un trimarano come il nostro, solo il modello più grande (F 31): domani andremo a conoscere il suo equipaggio, io sono molto curiosa di scoprire quanto è più comoda la loro barca! Per cena risotto con il polpo.




2 maggio 2007

Isla San Francisco - San Evaristo. Sveglia alle 7. Scendiamo a terra per un'escursione lungo la cresta della montagna che protegge la baia. Bellissime scogliere a picco sul mare, con onde che frangono e una strana roccia di colore verde.

Tornati al barchino andiamo a far visita all'equipaggio dell'F-31 "Trikaya": si chiamano Flip (svedese) e Kendyll (americana) fino ad ora l'unica coppia giovane che abbiamo incontrato! Passiamo un'oretta in chiacchiere con la promessa di rivederci per una cena lungo la navigazione verso nord.
Partiamo in tarda mattinata con una piccola tappa all'isla Coyote, l'isola abitata più piccola del mare di Cortez: in pratica si tratta di uno scoglio con un villaggetto di pescatori abbarbicato tra le rocce e una piccola chiesa sul cucuzzolo.

Il vento che prima soffiava da sud ora viene da nord-ovest così siamo di nuovo di bolina, però vediamo due capodogli! Ci fermiamo a San Evaristo e scendiamo subito a terra per vedere le famose saline. Lungo la strada incontriamo una comunità di asinelli impauriti. Cena con patate arrosto cotte nello strutto (abbasso le diete!) e filetto di vitello.




3 maggio 2007

San Evaristo - Ensenada Timbabichi. Sveglia alle 6. Vogliamo fare un bel tratto oggi se il vanto sarà favorevole. Purtroppo restiamo pressochè fermi per quasi tutta la mattina con un caldo insopportabile e neanche filo d'aria. Nel pomeriggio sfiniti decidiamo di armare per la prima volta lo spinnaker e con questo vento impercettibile acquistiamo un po' di velocità. Francesco fa della ricotta con un mezzo litro di latte andato a male: il risultato è sorprendente, buonissima! Vediamo balene e mante salterine, il caldo continua a essere soffocante. Sotto coperta ci sono 42 gradi. Arriviamo all'ancoraggio Timbabichi verso le 19.30 giusto pochi minuti prima che tramonti il sole. Una panga ci si affianca e compriamo due aragoste per 70 pesos da un pescatore con gli occhiali di nome Manuel. Cena con patate arrosto e insalata di polipo.


4 maggio 2007

Ensenada Timbabichi - Agua Verde. Sveglia alle 7. Il cielo è nuvoloso, ma ci sono 8-10 nodi di vento, quindi partiamo subito. Appena usciti dalla baia incontriamo un enorme comunità di delfini intenti in una battuta di pesca: fanno un rumore incredibile e come vanno veloci! Molto più di noi! Nel frattempo il vento è calato così armiamo lo spinnaker al posto del gennaker. Mante salterine a non finire. Pranziamo con aragosta, avocado e piadine. Poco prima di arrivare in vista della baia Agua Verde il vento cambia di nuovo, così cambiamo il gennaker con il genoa e siamo di bolina. Vediamo una piccola balenottera che si lancia fuori dell'acqua con una spanciata fragorosa, splendida!


5 maggio 2007

Agua Verde - Puerto Escondido. Al mattino presto scendiamo a terra per visitare il minuscolo poblado: quattro case di terra, un campo da calcio, una scuola e moltissimi animali. Partiamo verso nord senza una meta precisa. Improvvisamente si alza un vento forte da nord (25-35 nodi), ma per fortuna avevamo visto delle creste d'onda all'orizzonte, così abbiamo terzarolato in tempo. Dopo 20 minuti di raffiche il vento sparisce e siamo nella bonaccia. Dopo un'oretta di nuovo vento da nord-ovest, meno forte, ma sempre sostenuto (15-25 nodi) che di bolina si sente tutto! Decidiamo di fermarci a Puerto Escondido che sembra appunto essere ben protetto: infatti ci sono già decine di barche qui, tanto che facciamo fatica a trovare un posto dove ancorarci. Cena con pasta al sugo di polipo, spezzatino con patate e piadina.


6 maggio 2007

Puerto Escondido - Isla Danzante, Honeymoon Cove. Appena svegli facciamo un giro all'interno della baia di Puerto Escondido e troviamo decine di barche anche qui. Le nostre batterie sono al minimo visto che negli ultimi giorni è stato nuvoloso per lo più, così dobbiamo usare il motore giusto per ricaricarci un po'. Ci fermiamo di fronte a Puerto Escondido, alla meravigliosa Isla Danzante. Facciamo un giretto a terra e speriamo che con questo sole le batterie si carichino in fretta. E' giornata di abluzioni: facciamo la doccia e il bucato. Per cena spezzatino e patate.





7 maggio 2007

Isla Danzante, Honeymoon Cove - Isla Carmen, baia Salinas. Sveglia alle 7. Colazione e pulizia generale della cucina. Poi partiamo per l'Isla Carmen con un po' di vento (5-10 nodi) da est. Giornata di navigazione tranquilla, sole e tante mante salterine. Francesco cercando di assicurare una vela a prua scivola in acqua facendomi pigliare un bello spavento: per fortuna non andiamo veloci, così lo recupero abbastanza in fretta passandogli luna cima e poi la scaletta. Arriviamo a Baia Salinas verso le 16 e scendiamo subito a terra per visitare il villaggio fantasma che fu abbandonato quando gli impianti per la lavorazione del sale smisero di essere in funzione. L'atmosfera è surreale: sembra di stare in uno di quei film ambientati in era post-moderna dopo una catastrofe atomica o quant'altro. Tutte le case sono ancora in piedi con i vetri rotti e le porte dei piani superiori murate. Entriamo nell'ex-ufficio della dirigenza dell'impianto e troviamo vecchi documenti nello schedario, gli ultimi risalgono al 1982, anno in cui il paesino venne abbandonato. Facendo una passeggiata nell'interno troviamo un enorme lago salato.

Il riverbero del sole sulle rive bianche di sale è talmente forte che sembra di stare su una pista da sci. Facciamo il bagno restando a galla, che strana sensazione. Tornati alla spiaggia raccogliamo un sacco di conchiglie. Cena con gli ultimi avanzi di spezzatino (finalmente, non ne potevamo più!) e frittata di zucchine.


8 maggio 2007

Isla Carmen, baia Salinas - Isla Carmen, Puerto La Lancha. Alle 8 ascoltiamo la solita NET e poi partiamo per fare il giro dell'isola. Non c'è molto vento, tanto che ci mettiamo più di due ore solo per uscire da baia Salinas. Alla nostra esca al traino rimane impigliato un piccolo pesce palla che per lo spavento si è tutto gonfiato, poverino.

Francesco lo libera stando attento a non pungersi con gli aculei. Nel pomeriggio si alza un lieve vento da nord-ovest (5-10 nodi), ma ormai è troppo tardi per raggiungere l'approdo a cui volevamo arrivare. Ci fermiamo così a Puerto La Lancha, ormeggio simmetrico rispetto a baia Salinas. Domani vorremmo raggiungere Loreto per far provviste, abbiamo finito frutta e verdura fresche. Cena con la frittata avanzata da ieri, pastina in brodo e tacos con zucchine piccanti.


9 maggio 2007

Isla Carmen, Puerto La Lancha - Loreto. Passiamo l'intera giornata cercando di aggiustare le vele per prendere meglio il poco vento. Mancano 20 Km a Loreto, ma proprio non riusciamo a muoverci. Così stremati dal caldo alle 16 accendiamo il motore per fare l'ultimo miglio. Ci ancoriamo di fronte alla spiaggia e andiamo subito a fare la spesa e a mangiare qualcosina. Tornando alla barca vediamo il trimarano "Trikaya" ancorato vicino al nostro: andiamo immediatamente a salutare Flip e Kendyll e beviamo una birretta insieme nel loro pozzetto.


10 maggio 2007

Loreto. Sveglia alle 6.30. Alle 7.30 siamo già a passeggio per Loreto. Sbrighiamo le faccende di rito: internet, banca, supermercato, acqua. Nel pomeriggio visitiamo il Museo della Missione e compriamo qualche bel souvenir. Ceniamo in un piccolo ristorante e poi torniamo alla barca.




11 maggio 2007

Loreto - Punta Mangle. Partiamo verso le otto. Passiamo l'intera giornata senza vento e con un caldo che non fa respirare. Sopravviviamo a secchiate d'acqua. Alle 17.30 siamo costretti ad accendere il motore per fare l'ultimo chilometro che manca per l'ancoraggio più vicino. Siamo cotti dal sole, nonostante io abbia aumentato la protezione da 40 a 60. Cena con tacos di chorizo (una sorta di salsiccia piccante) e zucchine, insalata con rapanelli e avocado. Il mare brilla di plancton questa notte ed è quasi impossibile distinguere la linea dell'orizzonte, così sembra un immensa distesa di stelle tra acqua e cielo.


12 maggio 2007

Punta Mangle - Baia San Sebastian (o Ensenada de Los Puercos). Partiamo alle 6.30 con una piacevole brezza mattutina che ci rinfresca un po' dopo il caldo della nottata. Puntiamo a nord con lo spinnaker ben gonfio. La nostra velocità è di 5 nodi. Passiamo il pomeriggio a cambiare le vele: prima il genoa (visto che siamo leggermente di bolina), poi gennaker e spi. Ci ancoriamo in una caletta piccola e carina con alcune ville private sulla spiaggia. Cena con pasta al sugo di chorizo e zucchine, uova alla coque e insalata.


13 maggio 2007

Baia San Sebastian (o Ensenada de Los Puercos) - Baia Conception, Santispac. Partiamo con un buon venticello anche se Francesco vuole andare più veloce così continuiamo a cambiare le vele, sembra di stare in regata! Nel pomeriggio per fortuna il vento si alza e con 18 nodi andiamo a 7 di velocità! Entriamo a baia Conception e passiamo il resto del pomeriggio a fare dei bordi per raggiungere l'ancoraggio. Alle 19 arriviamo a Santispac cotti dal sole, ma felici: è un posto splendido. Dopo poco vediamo arrivare l'F 31"Trikaya", così li invitiamo a cena per domani. Cena con insalata e guacamole. Fa ancora un caldo assurdo, alle 22.30 abbiamo ancora 29 gradi.


14 maggio 2007

Baia Conception, Santispac. Al mattino faccio una torta di mele prima che sia troppo caldo per usare la nostra fantastica pentola-forno. Ci perdiamo in faccende varie. Io pesco due piccoli "Gruper", li pulisco, li squamo e poi, come al solito, passiamo una buona mezz'ora a decidere come cucinarli per la cena di stasera. Scendiamo a terra: caldissimo. Ci hanno detto che poco distante da qui dovrebbero esserci delle terme, ma quando le troviamo... che delusione! Sono solamente delle pozze di acqua calda stagnante in mezzo alle mangrovie! Peccato.

Torniamo alla barca e decidiamo di pulirne il fondo che è nuovamente pieno d'alghe. Pessima idea: io vengo morsa al piede da un pesce gatto e anche Francesco ne incontra un branco sott'acqua; gli stessi che più tardi se la prenderanno con le sue mutande (immerse a sciacquarsi dalle alghe). Cena con Flip e Kendyll. Menu: linguine alla carbonara, bonito e gruper all'acqua pazza, cavolo alla birra, torta di mele, limoncello e latte di mandorle. Facciamo tardi in chiacchiere, andiamo a letto dopo mezzanotte, un record!


15 maggio 2007

Baia Conception, Santispac. Alle 7 siamo già in piedi. Prendiamo il battellino e andiamo ad esplorare le baie vicine. Su una spiaggia poco distante incontriamo un buffo cane pescatore che si butta in mare alla ricerca di pesci sguazzando felice! C'è anche un villaggio per kayakers in fase di smantellamento e dentro una delle strutture abbandonate troviamo un'intera biblioteca: passiamo la mattinata a spulciare tra i libri impolverati e torniamo alla barca con un discreto bottino di riviste per velisti e volumi new age. Che bello! Nel pomeriggio si alza vento forte da nord (25 nodi): l'àncora dei nostri amici non tiene molto bene e il loro trimarano si sta pericolosamente spostando indietro. Quando stiamo per andare a recuperarlo, li vediamo arrivare sul loro gommoncino: meno male! Cena con tacos di pollo al piccolo bar sulla spiaggia.


16 maggio 2007

Baia Conception, Santispac - Mulegè. Partiamo alle 7, ma nel canale della baia Conception non c'è vento. Alle 11 iniziamo a prendere velocità con 18 nodi da nord-ovest. In un'oretta siamo a Mulegé e ritroviamo nuovamente Flip e Kendyll che ci avevano superato poco prima. Ci ancoriamo nell'acqua bassa alla foce del fiume, che è possibile risalire solamente con il battellino. Il paesino è molto carino e c'è un sacco di verde, una sorta di oasi in mezzo al deserto. Questa sera saremo ospiti di "Trikaya" e Kendyll cucina dell'ottima bietola e del pollo, veramente molto gustosi. Facciamo tardi un'altra volta.




17 maggio 2007

Mulegé. Sveglia alle 9. Prendiamo il battellino per tornare in paese a far benzina, ma il motore urta un sasso e quindi dobbiamo tornare in barca a ripararlo. In meno di un'ora Francesco aggiusta il danno, così continuiamo i nostri giri. Per cena andiamo in un piccolo ristorantino sulla spiaggia dove beviamo la miglior pinacolada avuta fin'ora.


18 maggio 2007

Mulegè - Isla San Marcos, Los Arcos. Partiamo con calma verso le 9 con vento a 5-10 nodi da nord-ovest. Siamo di bolina, c'è una strana nebbiolina all'orizzonte e vediamo anche dei miraggi. Vorremmo arrivare fino a Santa Rosalia, ma nel pomeriggio il vento diminuisce e cos' ci fermiamo all'Isla San Marcos in una caletta deliziosa. Peschiamo pure un barracuda al traino, che gioia! Pesce fresco per cena.




19 maggio 2007

Isla San Marcos, Los Arcos - Santa Rosalia. Partiamo presto dopo aver esplorato con il dinghy le grotte di Los Arcos, però a 4 m/n da Santa Rosalia il vento crolla e ci lascia così a cuocerci sotto il sole. Aspettiamo un po', ma invano. Accendiamo il motore per entrare in porto e qui ritroviamo "Trikaya". Decidiamo insieme di passare qualche giorno alla nuova marina costruita con i fondi del governo messicano per sviluppare il turismo in questa zona. E' davvero bellissima: abbiamo le docce, internet, la lavanderia e c'è pure la piscina! Ceniamo sulla barca di Flip e Kendyll portando arrosto e patate.


20 maggio 2007

Santa Rosalia. Al mattino, prima che il caldo sia insopportabile, facciamo un giretto in paese esplorando i supermercati e i negozi di ferramenta. Nel pomeriggio Jim, un barcaiolo che sta vicino a noi, mi chiede una mano per organizzare uno spettacolo di marionette. Accetto volentieri e alle 18 mettiamo in scena per gli ospiti della marina lo spettacolo "The Roy Orbishark Show" sulla sua barca "Ann Marie". E' un successo! Passiamo la serata in barca guardando dei film noleggiati nella mattinata.


21 maggio 2007

Santa Rosalia. E' tempo di organizzare un pochino il nostro futuro: decidiamo di lasciare il trimarano qui durante l'estate, la marina ci sembra molto ben gestita e speriamo anche protetta in caso di uragano. Ormai manca una decina di giorni al nostro aereo per Los Angeles.

Sbrigate queste faccende, andiamo in centro a visitare il museo e poi aiutiamo Flip e Kendyll a preparare i bagagli: hanno deciso di tornare ad L.A. con l'autobus delle 19. Ci lasciano una valigia di cibo e tanta tristezza, la marina ora sembra vuota senza di loro. Domattina comunque partiremo anche noi verso nord, abbiamo ancora 10 giorni e vogliamo sfruttarli tutti!


22 - 23 maggio 2007

Partenza da Santa Rosalia - Cabo San Miguel. Partiamo verso mezzogiorno con vento favorevole da sud. Andiamo piuttosto veloci, con punte di 10 nodi. Decidiamo di continuare la navigazione anche di notte, così da poter raggiungere la baia de Los Angeles in mattinata. Un pesce volante salta su una delle reti, è bellissimo, ma lo ributtiamo in acqua. Nella notte accade un misterioso episodio: "qualcosa" ci frena e blocca in qualche modo il timone, pensiamo ad un calamaro gigante a pelo d'acqua, ma non vediamo nulla, nemmeno con la torcia. Chissà! Alle 5 del mattino, dopo una bonaccia estenuante, si alzano improvvisamente 30 nodi di vento da ovest. Riduciamo e terzaroliamo il più possibile e ci mettiamo alla cappa aspettando che la tempesta passi. Purtroppo la randa si straccia definitivamente e con un buco di un metro quadrato finisce anche il nostro viaggio. Dopo tre ore di bufera il vento crolla e noi siamo esausti e senza vela. Ci risposiamo qualche ora, poi Francesco monta il genoa al posto della randa come vela d'emergenza, mentre io armo il fiocco a prua. A malincuore iniziamo il nostro ritorno verso Santa Rosalia.

Da lontano sentiamo il rumore tipico delle balene e poco dopo una balena grigia enorme emerge proprio a 10 metri da noi. Bellissima. Com'è grande! E come siamo piccini noi al confronto! Sarà lunga almeno 12 metri! L'emozione è fortissima, la salutiamo mentre nuota con le sue amiche verso le isole che scorgiamo in lontananza. Alle 17 provati dalla nottata decidiamo di ancorarci a Cabo San Miguel. Riposiamo un po' e poi ceniamo con quesadillas, carote bollite e insalata.


24 maggio 2007

Cabo San Miguel - Punta Salinas. Sveglia alle 7. L'unica cosa positiva nel non avere più la randa è che al mattino non bisogna tirarla su! Il vento è pressochè nullo e poi con queste vele d'emergenza, non andiamo certo veloci. Nel tardo pomeriggio ci ancoriamo in una baia chiamata Salinas dopo aver visto una colonia di foche a pancia all'aria. Cena con frittata di cipolle e bacon e cavolo stufato.


25 - 26 maggio 2007

Punta Salinas - Santa Rosalia. Partiamo alle 8. Pochissimo vento. Stiamo tutto il giorno a sperare in un po' d'aria. Il vecchio genoa montato al posto della randa si rompe quando cerchiamo di cazzarlo meglio. Poco male: montiamo il fiocco al posto del genoa e la tormentina al posto del fiocco. Le vele certo non ci mancano! Arrivati di fronte al Cabo de le Tres Virgenes una corrente contraria ci costringe ad accendere il motore. La notte passa tranquilla con qualche nodo di vento e tantissime stelle. In tarda mattinata arriviamo a Santa Rosalia.


27 maggio 2007

Santa Rosalia. Sveglia alle 8. Giornata di preparativi generali: bisogna lavare le vele, piegarle e stivarle; rivedere l'inventario del cibo e decidere cosa può rimanere qui per i prossimi mesi e cosa possiamo regalare ai vicini; preparare i bagagli e riorganizzare le cabine. Conosciamo meglio un'altra coppia giovane che naviga a bordo di "Tupo" un 27 piedi molto carino: si chiamano Janet ed Erik. Passeremo insieme a loro i nostri ultimi giorni a Santa Rosalia.




martedì 9 ottobre 2007

Diario aprile 2007: Cabo Los Frailes, Mexico - La Paz, Baja California Sur, Mexico

1 aprile 2007

Partenza da Cabo Los Frailes diretti a nord. Partiamo presto, saranno più o meno le 7 quando tiriamo su la nostra povera randa piena di buchi. Per fortuna non c'è molto vento, quindi siamo tranquilli. Proviamo per la prima volta a pescare al traino con le esche artificiali e incredibilmente prendiamo un tonnetto di 4-5 Kg della specie bonito.

Francesco lo tira su senza troppo sforzo e dopo averlo adagiato su una delle reti lo slama con cura. Il povero tonnetto si agita e per "aiutarlo" a tranquillizzarsi definitivamente gli verso un po' di alcohol nelle branchie (Gary ci disse che lui usava abitualmente della vodka! Ma pensa te!). Dopo averlo pazientemente sfilettato ci facciamo subito un bel sashimi e teniamo tre grossi tranci per la cena. Decidiamo, se possibile, di raggiungere direttamente La Paz senza soste intermedie, però perdiamo il vento in continuazione, così la navigazione procede a rilento tra continui aggiustamenti delle vele. Cena con tranci di tonno in padella, insalata di pomodori e risotto al ragù.
Francesco fa il primo turno (19.00-00.00) e io il secondo (00.00-6.30). Notte di luna piena senza vento. Un'agonia. Al mattino non siamo arrivati nemmeno di fronte ad Ensenada De Los Muertos, un ancoraggio piuttosto popolare da queste parti. Insomma non siamo riusciti a fare nemmeno 50 m/n in 24 ore!


2 aprile 2007

Navigazione verso La Paz. La giornata si preannuncia buona. Ascoltiamo una NET di barcaioli (Amigo Net) per avere qualche informazione sul meteo e ci promettono un po' di vento per il pomeriggio. Passiamo la mattinata in faccende: è giorno di bucato e abluzioni! Al tramonto per la prima volta vediamo delle mante che saltano fuori dall'acqua a decine! Scopriremo poi che questo comportamento è dovuto alla presenza di un fastidioso parassita che le mante vogliono scacciare a spanciate! Meravigliose!

Una piccola balena ci segue per un po' e nuota con noi. Sembra volere compagnia. E' così bella! Francesco fa il primo turno (19.00-00.00) e io come al solito il secondo (00.00-6.30). Notte di luna, bonaccia completa. Foche e balene nuotano intorno alla barca e, per sbaglio, una balenottera distratta dà una codata allo scafo di destra. Che spavento! Francesco però non si sveglia nemmeno, mentre io in pozzetto spero che non succeda di nuovo. Le balene scompaiono ed arriva il vento: pochi nodi, tuttavia sufficienti a rimettere la barca in rotta verso La Paz.


3 aprile 2007

Arrivo a La Paz. Nel primo pomeriggio arriviamo a La Paz e visto che non riusciamo a contattare via radio la marina, decidiamo di stracene all'àncora di fronte alla spiaggia. Scendiamo a terra e per pochi quattrini ci concediamo una merenda-cena abbondantissima alla Palapa Adriana.


4 aprile 2007

La Paz. Di primo mattino ci trasferiamo alla Marina de La Paz e paghiamo una settimana. Speriamo che questo tempo sia sufficiente per le riparazioni. Qui c'è internet wireless compreso nel prezzo, così Francesco passa la mattinata al computer mentre io lavo la barca, le vele e i pannelli solari. Prendiamo accordi con il velaio.
Nel pomeriggio usciamo per fare la spesa e il caldo è ancora insopportabile, ci saranno almeno 37°.

Per cena andiamo all'asaderia Rancho Viejo (tipico ristorante che serve carne alla griglia) e con 20 dollari mangiamo una quantità di cibo e prendiamo tante birrette da non poterci credere! Si sta proprio bene qui! Sarebbe un sogno potersi fermare qui più a lungo...


5 aprile 2007

La Paz. Sveglia alle 7. Dobbiamo piegare tutte le vele perchè alle 9 viene il velaio a prenderci: purtroppo i danni sono più gravi del previsto. La randa è proprio messa male, ci suggeriscono addirittura di comprarne una nuova, mah. Vedremo.

Passiamo la maggior parte del tempo in barca, all'ombra per sopportare il caldo. Verso sera usciamo in cerca di regalucci per gli amici in Italia. Prendiamo un aperitivo in un lounge bar affacciato direttamente sul mare: scopro qui il mio nuovo amore per la pinacolada. In barca ci guardiamo un interessante documentario su Gesù storico alla tv messicana.


6 aprile 2007

La Paz. Caldissimo. Pranziamo con il velaio Ricardo che ci porta in un posticino dove si mangia del pesce ottimo. Ancora nessuna notizia positiva per le vele. Serata in barca.


7 aprile 2007

La Paz. Passiamo tutto il giorno all'ombra cercando in internet una vela nuova. Cena in barca con guacamole e un'enorme fiorentina. Con sorpresa troviamo "8 e mezzo" di Fellini alla tv messicana. Evviva!


8 aprile 2007

La Paz. Oggi è Pasqua. Decidiamo di festeggiare facendo per la prima volta colazione fuori con uova, salsicce e bacon. Poi telefonate di rito ai parenti tutti.
In mattinata Francesco aggiusta il tangone e io cucio una piccola bandiera italiana, che ci servira' come bandiera di cortesia messicana.



9 aprile 2007

La Paz. Di buon mattino portiamo il boma dal saldatore. Ci andiamo con un tassista anziano e loquace di nome Castro che conserva un gallone d'acqua dell'uragano del 1976! Pazzesco! Nel pomeriggio riusciamo finalmente ad andare al museo antropologico che si dimostra più interessante del previsto. Peccato però che la rivendita dei libri sia chiusa, ne avrei acquistati sicuramente una marea!


10 aprile 2007

La Paz. Il boma è riparato alla perfezione, ora aspettiamo solamente le vele.


11 aprile 2007

La Paz. Passiamo la mattinata in internet: dobbiamo decidere dove lasciare la barca per l'estate e come tornare a Los Angeles per prendere il nostro aereo. per l'Italia. Nel pomeriggio riorganizziamo la cabina di prua e aspettiamo inutilmente notizie dal velaio.

Grassetto
12 aprile 2007

La Paz. Finalmente le vele sono pronte e anche la randa dopotutto non è poi messa così male: passiamo la mattinata al laboratorio di Ricardo aiutandolo nelle ultime riparazioni, solo che quando riusciamo a tornare alla barca è ormai troppo tardi per fare la spesa, così decidiamo di fermarci ancora un giorno e partire definitivamente dopodomani.


13 aprile 2007

La Paz. Ultimi acquisti prima della partenza. Facciamo cambusa e riempiamo le nostre due tanichette di benzina. Anche se qui si sta davvero bene, non vediamo l'ora di ripartire. La Paz è una città incredibile, mi piacerebbe proprio poter pensare di ritornare qui e chissà magari vivere a terra per un po'.


14 aprile 2007

La Paz - Baia Balandra (o baia della roccia fungo). Vento da nord-ovest a 15 nodi, siamo di bolina stretta costeggiando. Al tramonto ci fermiamo a Baia Balandra rimandando a domani l'arrivo all'isola Espiritu Santo. Ceniamo con degli avanzi di broccoli e formaggio che ci procurano un gran mal di testa: così impariamo a non voler salvare a tutti i costi il cibo andato a male! Nella notte il vento cambia, ora viene da sud: si tratta del Coromuel, uno dei venti tipici della zona di La Paz che può soffiare ininterrottamente anche fino al mattino con punte di 25-30 nodi. Per fortuna l'ancoraggio è sicuro e non troppo esposto.


15 aprile 2007

Baia Balandra - Isla Espiritu Santo, Baia Gabriel Foyer. Ci svegliamo alle 8 e dopo qualche ora andiamo a fare un giretto a terra.

Scattiamo le foto di rito alla roccia fungo e poi salpiamo verso l'Isla Espiritu Santo con vento favorevole. Purtroppo di lì a poco scende giù una bonaccia assurda che ci lascia alla deriva a solo due ore di distanza dalla caletta dove volevamo andare. E' un caldo terribile, ci sdraiamo sconsolati all'ombra delle vele osservando le pangas e i motoscafi che sfrecciano veloci. Improvvisamente si alza un vento da est a 12-15 nodi che in 20 minuti ci porta a destinazione. Ci ancoriamo appena fuori dalla meravigliosa laguna. Provo a fare il primo bagno, ma il sole è già tramontato e l'acqua è decisamente freddina, peccato. Prepariamo la cena: gamberetti al vapore e insalata con tortillas. Che pace c'è qui. Proprio quello che stavamo cercando da tanto.
Passiamo invece una nottata allucinante! Poco dopo le 23 si alza di nuovo l'ormai famoso Coromuel e iniziamo ad essere sballottati qui e là. E fin qui tutto normale. Se non fosse che alle 2.30 ci accorgiamo di esserci ancorati in un punto dove l'acqua con la bassa marea arriva a malapena a 70 cm d'altezza e così il timone inizia a sbattere malamente contro il fondale. Dobbiamo tirarlo su e in fretta anche. Comunque quello che ci dà più problemi è il battellino che incautamente avevamo lasciato legato a poppa. Le onde ci frangono praticamente addosso mentre cerchiamo in un turbine di tirare a bordo il dinghy che ormai è pieno d'acqua e sta affondando. In un minuto perdiamo completamente tutto il suo contenuto: due salvagente, due remi, una spugna e una tanichetta da 4 litri di benzina (piena). Con un ultimo sforzo riusciamo ad assicurare il battellino allo scafo di destra, rientriamo sotto coperta stanchi e acciaccati. Il resto della notte trascorre lento sperando che la marea si alzi in fretta.


16 aprile 2007

Isla Espiritu Santo, Baia Gabriel Foyer - Baia San Gabriel. Al mattino decidiamo di ancorarci un po' più al largo, dove dovrebbero esserci almeno 3 metri d'acqua. Restauriamo il dinghy che con quelle ondate si è mezzo sfasciato, ha perso delle viti ed è ancora pieno d'acqua. Scendiamo poi a terra sperando di ritrovare gli oggetti persi durante la mareggiata notturna e incredibilmente troviamo tutto! In perfette condizioni per altro. Cogliamo l'occasione per esplorare anche l'interno dove c'è una splendida laguna con le mangrovie.

Nel primo pomeriggio ci spostiamo nella caletta successiva (è talmente vicina che ci andiamo a motore, non vale la pena di tirar su la randa per fare 1 Km). Il vento è forte e soffia da nord e in ogni modo questa volta vediamo di non ripetere l'errore della notte precedente: ci ancoriamo in 4 metri d'acqua, giusto per stare tranquilli. Cena con bietola e filetto di vitello. Alle 8 siamo già a letto, abbiamo bisogno di riposare.


17 aprile 2007

Isla Espiritu Santo, Baia San Gabriel - El Candelero. La notte passa tranquillamente, senza un filo di vento. Ci svegliamo alle 7 pronti a scendere a terra con l'alta marea, altrimenti sarebbe impossibile arrivare con il battellino fino a riva. Il vento ora è forte e da nord-ovest, sembra quasi un Northern, chissà. Decidiamo lo stesso di spostarci in un'altra caletta, anche se poi il mare gia' formato e i 25 nodi costanti ci fanno pensare che sia meglio ancorarsi poco distanti alla baia El Candelero.

Qui troviamo una barca a motore con bandiera tedesca e poco dopo arrivano anche degli americani in catamarano. Francesco cucina del pane e per via del gran caldo quasi ci va a fuoco la cucina ad alcohol... si deve essere surriscaldata! Io, presa dal panico vedendo quelle fiamme cosi' alte ci lancio un boccione d'acqua sopra i fornelli e per fortuna il fuoco si spegne subito... Quando il pane è pronto scendiamo a terra e facciamo una piccola escursione nell'interno seguendo il letto secco di un fiume. Torniamo alla barca per cenare con formaggio, filetto di vitello e zucchine. Il vento ancora non accenna a diminuire.


18 aprile 2007

Isla Espiritu Santo, El Candelero - Caleta Enmedia. Sveglia alle 8, cielo nuvoloso e calma piatta. Decidiamo di spostarci a motore alla prossima caletta distante 1.5 Km. Per la prima volta riesco finalmente (ad un mese dalla partenza) a tirare su l'àncora completamente da sola, senza aiuto da parte di Francesco. Dobbiamo festeggiare! Arriviamo alla Caleta Enmedia dopo una mezz'ora e qui troviamo già un'altra barca a vela. Passo la mattinata provando a pescare, mentre Francesco restaura le reti laterali.

Scendiamo a terra, troviamo alcuni coralli e facciamo snorkeling dal barchino: vediamo degli strani pesci da me ribattezzati "pesci sasso" appunto per la loro somiglianza con le pietre del fondale. Quando torniamo alla barca i nostri vicini ci vengono a salutare a bordo del loro Zodiac: si chiamano Karen e Roger, equipaggio del "Meridien" di Seattle. Scambiamo quattro chiacchiere e poi li invitiamo a cena. Continuo nei miei tentativi di pesca, ma purtroppo non riesco a prendere nulla e come se non bastasse, appena messa via la canna e gli ami, un branco di sardine salta fuori dall'acqua deridendomi. Mannaggia. Per cena prepariamo una carbonara che i nostri ospiti apprezzano con gioia.


19 aprile 2007

Isla Espiritu Santo, Caleta Enmedia - Isla Partida, Partida Cove. Alle 8 ci svegliamo con un gran ventaccio, quindi ascoltiamo la NET per le previsioni del tempo. Ci trasferiamo nella caletta successiva, che è in realtà il canale che separa l'Isla Espiritu Santo dall'Isla Partida.

Qui troviamo già una decina di altra barche a vela, è decisamente un luogo molto frequentato. Un pescatore ci si affianca con la sua panga e passiamo un'oretta a fare delle chiacchiere bevendo del caffè insieme. Poi prendiamo il battellino e andiamo ad esplorare i dintorni, vediamo una foca e una miriade di pellicani. Tornati alla barca Francesco prepara il pane, mentre io pulisco gli scafi dalle alghe. Tento nuovamente di pescare, ma qualcuno mi mangia non lo solo le esche, ma anche tutti gli ametti giapponesi: sono convinta che si tratti di uno di quegli strani pesci sasso, mah. Per pranzo abbiamo un ottimo melone e del prosciutto crudo comprato a La Paz. Nel pomeriggio si alza vento forte da est (18-27 nodi), così rimaniamo in barca intenti in faccende domestiche: Francesco prepara uno spezzatino con le patate, io studio spagnolo per qualche ora. Dopo cena ci guardiamo "The Bounty" in dvd, bellissimo come sempre.


20 aprile 2007

Isla Partida, Partida Cove - El Cardonal. Di buon mattino ci spostiamo alla baia El Cardonal e finalmente siamo soli, che spettacolo. Decidiamo di stare qui almeno un paio di giorni visto che è previsto vento forte da nord-ovest. Stabilizziamo la barca con un ormeggio a Y e montiamo anche il telone per ripararci dal sole che picchia davvero forte. Facendo il perimetro della baia con il barchino vediamo dei barracuda, così passiamo il pomeriggio cercando di catturarne uno.

Invece prendiamo un ottimo Panama Graysby con cui prepariamo il sugo per la pasta e anche un pesce sasso (nome vero: Puffer Bulleye) che visto da vicino è ancora più brutto con dei denti tanto grossi che non vogliono mollare l'amo quando cerchiamo di ributtarlo in acqua.


21 aprile 2007

Isla Partida, El Cardonal. La notte è trascorsa serena con poco vento. Al mattino solita brezza da est. Prendiamo il battellino e andiamo a terra per un'escursione che ci porta direttamente dall'altro lato dell'isola dove troviamo delle meravigliose scogliere a picco sul mare. Nel pomeriggio peschiamo un altro Panama Graysby che Francesco cucina all'acqua pazza.


22 aprile 2007

Isla Partida, El Cardonal. Purtroppo oggi il cielo è nuvoloso, però ne profittiamo subito per fare il pane, visto che non è troppo caldo. Nel pomeriggio arrivano altre barche e si ancorano poco distante da noi: ora siamo in sette, ma la baia è grande così non sembra molto affollata. Scendiamo a terra a raccogliere qualche conchiglia e vediamo la carcassa di un calamaro gigante mezzo smangiucchiato da pesci e gabbiani. Non pensavo fossero così grandi e a quanto sembra il mare di Cortez ne è pieno. Al nostro ritorno il pane è pronto: buonissimo, il migliore fin'ora.
Passo il resto della mattinata a spostare attrezzature per raggiungere la scorta d'acqua nella botola di prua: purtroppo con una barca piccina come la nostra, ogni volta che ti serve qualcosa sei costretto a spostare una montagna d'altre cose, ma quando si è all'àncora non è poi così difficile, basta avere tempo e pazienza e quelli di sicuro non ci mancano. Francesco decide che vuole a tutti i costi provare a catturare un barracuda. Torniamo fuori con il barchino, Francesco pesca, io remo, ma non ci sono pesci! Nemmeno i pellicani si tuffano, così, delusi, torniamo in barca dove ci aspettano pochi avanzi di spezzatino con patate e un bicchiere di vino rosso. Il vento è calato del tutto.




23 aprile 2007

Isla Partida, El Cardonal - Ensenada Grande. Dopo colazione ascoltiamo la NET per le previsioni del tempo e ci spostiamo alla prossima caletta. Qui ci sono già parecchie barche, ma insomma dove sono quei luoghi deserti che tanto speravamo di trovare? La giornata trascorre tranquilla tra faccende domestiche e letture varie. Nel pomeriggio si alza il solito fastidioso vento da nord-ovest.

Al tramonto studio un po' di musica con il mio piccolo ukulele, unico strumento musicale che la stazza di questa barca mi consente di avere a bordo. Per cena Clam Chowder in scatola e frittata con cipolle e zucchine. Mentre ci guardiamo "Amarcord" in dvd, Francesco viene massacrato dalle no-see-ums (delle specie di zazarette invisibili, credo che in italiano si chiamino pappataci) che gli procurano un'irritazione fastidiosa.


24 aprile 2007

Isla Partida, Ensenada Grande. Dopo colazione come al solito ascoltiamo la NET e ci sembra di riconoscere la voce di Karen di "Wind Flower", ma chissà. Le previsioni del tempo sono buone, vento 10-20 nodi, cielo sereno. Francesco prepara dell'altro pane, io studio spagnolo. Nel pomeriggio proviamo a pescare, ma nessun pesce abbocca. Decidiamo di partire domani per tornare a La Paz (dove abbiamo ordinato alcune attrezzature per posta che nel frattempo dovrebbero essere arrivate). Per cena risotto con curry e funghi.


25 aprile 2007

Isla Partida, Ensenada Grande - Baia Balandra. Partiamo di buon mattino dopo aver scambiato due parole con una coppia di San Francisco a bordo di "Charmer". C'è poco vento (5-7 nodi) , ma con calma iniziamo la discesa verso La Paz. Proviamo a pescare al traino, ma invano. Anzi, perdiamo anche la nostra esca preferita! Quando ci avviciniamo alla costa di La Paz tantissime mante inziano a saltare fuori dall'acqua come matte. Le riprendiamo con la telecamera, bellissime! Ci fermiamo per la notte a Baia Balandra, quella della roccia fungo. Cena con frittata e insalata di pomodori. Andiamo a letto prestissimo e alle 23 si alza il solito fastidioso Coromuel da sud.




26 aprile 2007

Baia Balandra - La Paz. Ci svegliamo alle 7 e il Coromuel ancora soffia forte con raffiche che arrivano anche a 30 nodi. Aspettiamo fino alle 9.30 sperando che soffi un pochino meno, ma nulla. Così partiamo lo stesso con due mani di terzaroli e il genoa che perde i pezzi in questa bolina non troppo stretta. Alle 12 il vento crolla completamente a sole 4 m/n da La Paz. Aspettiamo qualche ora, ma alla fine decidiamo di accendere il motore. Vediamo una piccola balena.

Arriviamo alla marina verso le 17, sentiamo il velaio per una riparazione veloce al fiocco e poi corriamo a Rancho Viejo per la cena! Soltanto dopo la doccia ci accorgiamo di esserci veramente cotti in questi giorni, il sole qui non perdona, nonostante la protezione 40! Alle 22 sto per crollare, quando arriva un sms dall'Italia: ieri è nato Davide! Il bimbo di Paola e Matteo! Che felicità! Andiamo a letto tutti contenti.


27 aprile 2007

La Paz. Al mattino andiamo a fare provviste, accompagnati dal nostro tassista Castro. Il caldo è insopportabile. Passiamo la giornata alla ricerca di regali per gli amici in Italia.


28 aprile 2007

La Paz. Domani partiremo verso nord, quindi oggi è giornata di preparativi vari. Per cena abbiamo ospiti Ricardo e la sua fidanzata Marcela. Cuciniamo una carbonara, scaloppine al limone, zucchine al timo, piadine e Meraner Torte con vino rosso, limoncello e latte di mandorle!


29 aprile 2007

La Paz. Purtroppo il fiocco non è ancora pronto, così dobbiamo rimandare la partenza a domani.


30 aprile 2007

La Paz - Baia Balandra. Partiamo in tarda mattinata con poco vento e di bolina per giunta. Riusciamo a fare solo poche miglia. Ci fermiamo nuovamente a Baia Balandra per la notte e alle 23 si alza il Coromuel come sempre.
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