sabato 10 novembre 2007

Pitture rupestri in Baja California Sur

Era da tempo che volevamo andare a vedere le pitture rupestri della Sierra di San Francisco e così tre giorni fa ci siamo finalmente decisi e siamo partiti insieme a Gina e Randy (l'equipaggio di Balena) con il loro pick-up. La strada per raggiungere la Sierra si è rivelata molto più lunga e maladata del previsto, per fortuna il cielo velato di nuvole leggere ci ha risparmiato in parte la calura. Da Santa Rosalia abbiamo preso la Carretera Transpeninsular #1 in direzione nord fino al Km 118; da qui si prosegue su uno sterrato per altri 37 Km e quando dico "sterrato" intendo per davvero! Il paesaggio qui è magnifico: si inizia a salire di altopiano in altopiano, mentre il deserto cambia vegetazione man mano che si va avanti.

Dopo quasi tre ore di viaggio arriviamo alla prima cueva, ma troviamo il cancello chiuso, così proseguiamo fino ad un piccolo paesino dove speriamo di poter trovare qualcuno a cui chiedere il permesso di visitare i siti archeologici. Il paesino è in realtà un minuscolo villaggio, saranno si e no una decina di case e un rancho costruito da poco per i turisti. Ci indirizzano verso una casetta con il tetto di lamiera: qui troviamo un simpatico vecchino che ci fa compilare un registro con il nostro nome e poi ci assegna come guida un ragazzino piuttostro sveglio (chissà, forse suo nipote?). Così torniamo indietro insieme a Francisco Ramon, che avrà più o meno 14 anni e che sa tutto sulle pitture rupestri: ci dice che le più belle in realtà stanno in fondo al canion nella cueva EL CANION, ma che ci vogliono cinque ore di cammino per raggiungerle... peccato, dovremmo accontentarci di vedere solamente la cueva El RATON.

Questa, in effetti, è una delle zone del mondo dove si possono trovare alcuni tra i più numerosi esempi di dipinti rupestri, tanto che è stata dichiarata patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO nel 1993. Il primo a fornire una sorta di documentazione riguardo questi siti fu il missionario gesuita Francisco Javier Clavijero nel 1789; egli rimase fortemente colpito dalla bellezza dei dipinti e dalla loro straordinaria resistenza agli agenti atmosferici, che aveva loro permesso di essere ancora visibili dopo migliaia di anni. Poco però si conosce riguardo gli autori delle pitture: si tratta quasi sicuramente degli antenati del popolo Cochimi, una delle comunità che popolavano la Baja California prima dell'arrivo degli Spagnoli.


Nel 1895 il chimico francese Léon Diguet, impiegato presso la compagnia mineraria El Boleo di Santa Rosalia, pubblicò una descrizione dettagliata dei dipinti di otto grotte, ma solo nel 1966 l'archeologo Clement Meighan presentò uno studio approfondito di tutti i dipinti presenti nella regione. Durante gli anni '80 l'INAH (Instituto Nacional de Antropologia y Historia) si prese carico di catalogare le pitture, anche grazie all'appoggio del Getty Coservation Institute che compì studi dettagliati nella cueva de EL RATON rendendola fruibile al pubblico. Per quanto riguarda la datazione, secondo gli ultimi studi compiuti da un team di ricerca internazionale con sede in Nuova Zelanda, le pitture più antiche di questa zona potrebbero avere un'età compresa tra i 7000 e 7500 anni.

Le pitture constano di enormi figure antropomorfe e zoomorfe, che apparentemente possono sembrare confuse e in alcuni casi sovrapposte, ma in realtà rappresentano scene di caccia e momenti della vita quotidiana. Vi posto qualche foto dalla cueva EL RATON. Nell'immagine qui sotto si può vedere sulla destra un uomo con le braccia alzate e sotto di lui una figura scura di animale, che i locali chiamano el puma negro; di fianco sulla sinistra un cervo dipinto in rosso.

Francisco Ramon ci spiega che i colori utilizzati sono principalmente il rosso e il nero, rispettivamente ottenuti attraverso l'utilizzo di sangue animale ed estratti di alcuni vegetali e frutti presenti nella zona, che venivano a loro volta macerati utilizzando dei "pestelli" in pietra.


Le pitture sono collocate molto in alto sulla parete rocciosa, per questo si pensa che i loro autori utilizzassero fusti di palma per costruire delle impalcature sulle quali poi si arrampicavano per dipingere. La sensazione che si prova osservando questi dipinti è meravigliosa, è davvero incredibile come siano perfettamente conservati e come i colori siano ancora così brillanti.


Sarebbe davvero splendido poter restare qui e andare a visitare tutte le grotte passando una notte nel deserto, ma purtroppo non abbiamo l'attrezzatura necessaria, chissà magari ci torneremo con più calma. Francisco Ramon ci promette che la prossima volta ci porterà a vedere tutto quello che conosce qui nei dintorni e ci dice che nel fiume sul fondo del canion c'è una sorta di "piscina" naturale dove si può fare il bagno e pescare, fantastico! Inoltre, dovrebbe esistere un punto panoramico da cui è possibile vedere sia il Mare di Cortez che l'Oceano Pacifico allo stesso tempo... Speriamo davvero di poterci venire di nuovo!

Durante il viaggio di ritorno ci fermiamo per cenare a San Ignacio e così cogliamo l'occasione per visitare la missione che fu iniziata nel 1740 dal gesuita Fernando Consag e terminata nel 1786 dal monaco domenicano Crisostomo Gomez. L'altare ricoperto da una sottile placca dorata e dipinto a olio è davvero magnifico, però purtroppo quando entriamo nella chiesa è già troppo scuro per poter fare delle foto.


Arriviamo a Santa Rosalia verso le 20, ringraziamo Gina e Randy per la bella giornata passata insieme e ce ne andiamo dritti a letto, pensando ai magnifici paesaggi che abbiamo attraversato e a quanti ancora ci aspettano...

martedì 30 ottobre 2007

Santa Rosalia: aggiornamenti

Carissimi,

questa dovrebbe essere la nostra ultima settimana qui a Santa Rosalia, visto che ormai i preparativi sono quasi ultimati. Tra oggi e domani contiamo di finire la randa, poi ci resterà solo il vecchio genoa che non sappiamo ancora se vale la pena di riparare. Grazie alla gentilezza dello staff della Marina, possiamo lavorare al coperto in uno degli stabili ancora sfitti che dovrebbero prima o poi fornire un servizio di ristorazione e quant'altro ai barcaioli che passano da qui. E' una bella fortuna davvero! Vi posto una foto di Francesco al lavoro, mentre disegna i punti che poi io vado a cucire... povera randa! E' tutta una toppa ormai!



Ora il ventaccio dei giorni scorsi sembra essersi completamente calmato, ma i ragazzi della Marina ci dicono che in novembre si possono avere tempeste che durano anche 15 giorni consecutivi. E' proprio ora di andarsene a sud, anche se la temperatura è ancora piuttosto buona (siamo sui 25°-30°di giorno e 18°di notte). Un altro fenomeno frequente in questo periodo sono i banchi di nebbia, che arrivano improvvisi come nel film The Fog di Carpenter (che consigliamo ovviamente!): in un attimo il paesaggio scompare e ti ritrovi perso dentro una coltre umida dall'odore inconfondibile... a me fa sempre un'impressione pazzesca.


In ogni caso le nostre giornate procedono più o meno tranquillamente tra cose da fare e momenti di relax insieme ad altri barcaioli. Qualche sera fa abbiamo invitato a cena l'equipaggio di Balena, una coppia californiana molto affiatata che avevamo già conosciuto in giugno, ma con cui non avevamo avuto tempo di approfondire l'amicizia. La serata è trascorsa piacevolmente e, vista la nostra passione comune per il cinema, da qualche giorno abbiamo iniziato a scambiarci un tot di film in dvd. Insomma, tutto bene. Spero di scrivervi da San Carlos la prossima volta! A presto!


giovedì 11 ottobre 2007

...finalmente Santa Rosalia!

Ebbene sì, finalmente ce l'abbiamo fatta. Dopo 5000 Km dal Canada alla Baja California del Sur a bordo del nostro ormai mitologico Land Rover, siamo di nuovo qui a Santa Rosalia a bordo di "Captain Kaos", che abbiamo trovato in perfetta forma! Eravamo tanto preoccupati per l'uragano Henrietta che è passato qui vicino all'inizio di settembre, ma a quanto sembra, non ci sono stati danni rilevanti a nessuna struttura qui in paese. Meno male!

Il nostro programma prevede di salpare di nuovo tra qualche settimana, giusto il tempo di ricucire la randa e fare un po' di cambusa. Non abbiamo ancora discusso per bene la rotta, ma penso proprio che ci dirigeremo a sud navigando lungo la costa del Pacifico e passando da San Carlos, Topolobampo, Mazatlan, Puerto Vallarta e Acapulco. Una volta tanto vorremmo sfruttare i venti favorevoli da nord-ovest.



Per il momento è tutto,

a presto

Diario maggio 2007 : Mare di Cortes, Mexico

1 maggio 2007

Baia Balandra - Isla San Francisco. Al mattino il Coromuel soffia ancora forte (raffiche fino a 28 nodi), così decidiamo di aspettare qualche ora per vedere se diminuisce un po'.

Partiamo lo stesso verso le 9 tanto siamo al lasco e andiamo piuttosto veloci con una media di 6-8 nodi. Per tutto il giorno il vento rimane costante tanto che al tramonto siamo già di fronte all'Isla San Francisco. Vediamo dei piccoli delfini curiosi. Quando arriviamo all'ancoraggio troviamo già una decina di altre barche al riparo dal vento forte. C'è pure un trimarano come il nostro, solo il modello più grande (F 31): domani andremo a conoscere il suo equipaggio, io sono molto curiosa di scoprire quanto è più comoda la loro barca! Per cena risotto con il polpo.




2 maggio 2007

Isla San Francisco - San Evaristo. Sveglia alle 7. Scendiamo a terra per un'escursione lungo la cresta della montagna che protegge la baia. Bellissime scogliere a picco sul mare, con onde che frangono e una strana roccia di colore verde.

Tornati al barchino andiamo a far visita all'equipaggio dell'F-31 "Trikaya": si chiamano Flip (svedese) e Kendyll (americana) fino ad ora l'unica coppia giovane che abbiamo incontrato! Passiamo un'oretta in chiacchiere con la promessa di rivederci per una cena lungo la navigazione verso nord.
Partiamo in tarda mattinata con una piccola tappa all'isla Coyote, l'isola abitata più piccola del mare di Cortez: in pratica si tratta di uno scoglio con un villaggetto di pescatori abbarbicato tra le rocce e una piccola chiesa sul cucuzzolo.

Il vento che prima soffiava da sud ora viene da nord-ovest così siamo di nuovo di bolina, però vediamo due capodogli! Ci fermiamo a San Evaristo e scendiamo subito a terra per vedere le famose saline. Lungo la strada incontriamo una comunità di asinelli impauriti. Cena con patate arrosto cotte nello strutto (abbasso le diete!) e filetto di vitello.




3 maggio 2007

San Evaristo - Ensenada Timbabichi. Sveglia alle 6. Vogliamo fare un bel tratto oggi se il vanto sarà favorevole. Purtroppo restiamo pressochè fermi per quasi tutta la mattina con un caldo insopportabile e neanche filo d'aria. Nel pomeriggio sfiniti decidiamo di armare per la prima volta lo spinnaker e con questo vento impercettibile acquistiamo un po' di velocità. Francesco fa della ricotta con un mezzo litro di latte andato a male: il risultato è sorprendente, buonissima! Vediamo balene e mante salterine, il caldo continua a essere soffocante. Sotto coperta ci sono 42 gradi. Arriviamo all'ancoraggio Timbabichi verso le 19.30 giusto pochi minuti prima che tramonti il sole. Una panga ci si affianca e compriamo due aragoste per 70 pesos da un pescatore con gli occhiali di nome Manuel. Cena con patate arrosto e insalata di polipo.


4 maggio 2007

Ensenada Timbabichi - Agua Verde. Sveglia alle 7. Il cielo è nuvoloso, ma ci sono 8-10 nodi di vento, quindi partiamo subito. Appena usciti dalla baia incontriamo un enorme comunità di delfini intenti in una battuta di pesca: fanno un rumore incredibile e come vanno veloci! Molto più di noi! Nel frattempo il vento è calato così armiamo lo spinnaker al posto del gennaker. Mante salterine a non finire. Pranziamo con aragosta, avocado e piadine. Poco prima di arrivare in vista della baia Agua Verde il vento cambia di nuovo, così cambiamo il gennaker con il genoa e siamo di bolina. Vediamo una piccola balenottera che si lancia fuori dell'acqua con una spanciata fragorosa, splendida!


5 maggio 2007

Agua Verde - Puerto Escondido. Al mattino presto scendiamo a terra per visitare il minuscolo poblado: quattro case di terra, un campo da calcio, una scuola e moltissimi animali. Partiamo verso nord senza una meta precisa. Improvvisamente si alza un vento forte da nord (25-35 nodi), ma per fortuna avevamo visto delle creste d'onda all'orizzonte, così abbiamo terzarolato in tempo. Dopo 20 minuti di raffiche il vento sparisce e siamo nella bonaccia. Dopo un'oretta di nuovo vento da nord-ovest, meno forte, ma sempre sostenuto (15-25 nodi) che di bolina si sente tutto! Decidiamo di fermarci a Puerto Escondido che sembra appunto essere ben protetto: infatti ci sono già decine di barche qui, tanto che facciamo fatica a trovare un posto dove ancorarci. Cena con pasta al sugo di polipo, spezzatino con patate e piadina.


6 maggio 2007

Puerto Escondido - Isla Danzante, Honeymoon Cove. Appena svegli facciamo un giro all'interno della baia di Puerto Escondido e troviamo decine di barche anche qui. Le nostre batterie sono al minimo visto che negli ultimi giorni è stato nuvoloso per lo più, così dobbiamo usare il motore giusto per ricaricarci un po'. Ci fermiamo di fronte a Puerto Escondido, alla meravigliosa Isla Danzante. Facciamo un giretto a terra e speriamo che con questo sole le batterie si carichino in fretta. E' giornata di abluzioni: facciamo la doccia e il bucato. Per cena spezzatino e patate.





7 maggio 2007

Isla Danzante, Honeymoon Cove - Isla Carmen, baia Salinas. Sveglia alle 7. Colazione e pulizia generale della cucina. Poi partiamo per l'Isla Carmen con un po' di vento (5-10 nodi) da est. Giornata di navigazione tranquilla, sole e tante mante salterine. Francesco cercando di assicurare una vela a prua scivola in acqua facendomi pigliare un bello spavento: per fortuna non andiamo veloci, così lo recupero abbastanza in fretta passandogli luna cima e poi la scaletta. Arriviamo a Baia Salinas verso le 16 e scendiamo subito a terra per visitare il villaggio fantasma che fu abbandonato quando gli impianti per la lavorazione del sale smisero di essere in funzione. L'atmosfera è surreale: sembra di stare in uno di quei film ambientati in era post-moderna dopo una catastrofe atomica o quant'altro. Tutte le case sono ancora in piedi con i vetri rotti e le porte dei piani superiori murate. Entriamo nell'ex-ufficio della dirigenza dell'impianto e troviamo vecchi documenti nello schedario, gli ultimi risalgono al 1982, anno in cui il paesino venne abbandonato. Facendo una passeggiata nell'interno troviamo un enorme lago salato.

Il riverbero del sole sulle rive bianche di sale è talmente forte che sembra di stare su una pista da sci. Facciamo il bagno restando a galla, che strana sensazione. Tornati alla spiaggia raccogliamo un sacco di conchiglie. Cena con gli ultimi avanzi di spezzatino (finalmente, non ne potevamo più!) e frittata di zucchine.


8 maggio 2007

Isla Carmen, baia Salinas - Isla Carmen, Puerto La Lancha. Alle 8 ascoltiamo la solita NET e poi partiamo per fare il giro dell'isola. Non c'è molto vento, tanto che ci mettiamo più di due ore solo per uscire da baia Salinas. Alla nostra esca al traino rimane impigliato un piccolo pesce palla che per lo spavento si è tutto gonfiato, poverino.

Francesco lo libera stando attento a non pungersi con gli aculei. Nel pomeriggio si alza un lieve vento da nord-ovest (5-10 nodi), ma ormai è troppo tardi per raggiungere l'approdo a cui volevamo arrivare. Ci fermiamo così a Puerto La Lancha, ormeggio simmetrico rispetto a baia Salinas. Domani vorremmo raggiungere Loreto per far provviste, abbiamo finito frutta e verdura fresche. Cena con la frittata avanzata da ieri, pastina in brodo e tacos con zucchine piccanti.


9 maggio 2007

Isla Carmen, Puerto La Lancha - Loreto. Passiamo l'intera giornata cercando di aggiustare le vele per prendere meglio il poco vento. Mancano 20 Km a Loreto, ma proprio non riusciamo a muoverci. Così stremati dal caldo alle 16 accendiamo il motore per fare l'ultimo miglio. Ci ancoriamo di fronte alla spiaggia e andiamo subito a fare la spesa e a mangiare qualcosina. Tornando alla barca vediamo il trimarano "Trikaya" ancorato vicino al nostro: andiamo immediatamente a salutare Flip e Kendyll e beviamo una birretta insieme nel loro pozzetto.


10 maggio 2007

Loreto. Sveglia alle 6.30. Alle 7.30 siamo già a passeggio per Loreto. Sbrighiamo le faccende di rito: internet, banca, supermercato, acqua. Nel pomeriggio visitiamo il Museo della Missione e compriamo qualche bel souvenir. Ceniamo in un piccolo ristorante e poi torniamo alla barca.




11 maggio 2007

Loreto - Punta Mangle. Partiamo verso le otto. Passiamo l'intera giornata senza vento e con un caldo che non fa respirare. Sopravviviamo a secchiate d'acqua. Alle 17.30 siamo costretti ad accendere il motore per fare l'ultimo chilometro che manca per l'ancoraggio più vicino. Siamo cotti dal sole, nonostante io abbia aumentato la protezione da 40 a 60. Cena con tacos di chorizo (una sorta di salsiccia piccante) e zucchine, insalata con rapanelli e avocado. Il mare brilla di plancton questa notte ed è quasi impossibile distinguere la linea dell'orizzonte, così sembra un immensa distesa di stelle tra acqua e cielo.


12 maggio 2007

Punta Mangle - Baia San Sebastian (o Ensenada de Los Puercos). Partiamo alle 6.30 con una piacevole brezza mattutina che ci rinfresca un po' dopo il caldo della nottata. Puntiamo a nord con lo spinnaker ben gonfio. La nostra velocità è di 5 nodi. Passiamo il pomeriggio a cambiare le vele: prima il genoa (visto che siamo leggermente di bolina), poi gennaker e spi. Ci ancoriamo in una caletta piccola e carina con alcune ville private sulla spiaggia. Cena con pasta al sugo di chorizo e zucchine, uova alla coque e insalata.


13 maggio 2007

Baia San Sebastian (o Ensenada de Los Puercos) - Baia Conception, Santispac. Partiamo con un buon venticello anche se Francesco vuole andare più veloce così continuiamo a cambiare le vele, sembra di stare in regata! Nel pomeriggio per fortuna il vento si alza e con 18 nodi andiamo a 7 di velocità! Entriamo a baia Conception e passiamo il resto del pomeriggio a fare dei bordi per raggiungere l'ancoraggio. Alle 19 arriviamo a Santispac cotti dal sole, ma felici: è un posto splendido. Dopo poco vediamo arrivare l'F 31"Trikaya", così li invitiamo a cena per domani. Cena con insalata e guacamole. Fa ancora un caldo assurdo, alle 22.30 abbiamo ancora 29 gradi.


14 maggio 2007

Baia Conception, Santispac. Al mattino faccio una torta di mele prima che sia troppo caldo per usare la nostra fantastica pentola-forno. Ci perdiamo in faccende varie. Io pesco due piccoli "Gruper", li pulisco, li squamo e poi, come al solito, passiamo una buona mezz'ora a decidere come cucinarli per la cena di stasera. Scendiamo a terra: caldissimo. Ci hanno detto che poco distante da qui dovrebbero esserci delle terme, ma quando le troviamo... che delusione! Sono solamente delle pozze di acqua calda stagnante in mezzo alle mangrovie! Peccato.

Torniamo alla barca e decidiamo di pulirne il fondo che è nuovamente pieno d'alghe. Pessima idea: io vengo morsa al piede da un pesce gatto e anche Francesco ne incontra un branco sott'acqua; gli stessi che più tardi se la prenderanno con le sue mutande (immerse a sciacquarsi dalle alghe). Cena con Flip e Kendyll. Menu: linguine alla carbonara, bonito e gruper all'acqua pazza, cavolo alla birra, torta di mele, limoncello e latte di mandorle. Facciamo tardi in chiacchiere, andiamo a letto dopo mezzanotte, un record!


15 maggio 2007

Baia Conception, Santispac. Alle 7 siamo già in piedi. Prendiamo il battellino e andiamo ad esplorare le baie vicine. Su una spiaggia poco distante incontriamo un buffo cane pescatore che si butta in mare alla ricerca di pesci sguazzando felice! C'è anche un villaggio per kayakers in fase di smantellamento e dentro una delle strutture abbandonate troviamo un'intera biblioteca: passiamo la mattinata a spulciare tra i libri impolverati e torniamo alla barca con un discreto bottino di riviste per velisti e volumi new age. Che bello! Nel pomeriggio si alza vento forte da nord (25 nodi): l'àncora dei nostri amici non tiene molto bene e il loro trimarano si sta pericolosamente spostando indietro. Quando stiamo per andare a recuperarlo, li vediamo arrivare sul loro gommoncino: meno male! Cena con tacos di pollo al piccolo bar sulla spiaggia.


16 maggio 2007

Baia Conception, Santispac - Mulegè. Partiamo alle 7, ma nel canale della baia Conception non c'è vento. Alle 11 iniziamo a prendere velocità con 18 nodi da nord-ovest. In un'oretta siamo a Mulegé e ritroviamo nuovamente Flip e Kendyll che ci avevano superato poco prima. Ci ancoriamo nell'acqua bassa alla foce del fiume, che è possibile risalire solamente con il battellino. Il paesino è molto carino e c'è un sacco di verde, una sorta di oasi in mezzo al deserto. Questa sera saremo ospiti di "Trikaya" e Kendyll cucina dell'ottima bietola e del pollo, veramente molto gustosi. Facciamo tardi un'altra volta.




17 maggio 2007

Mulegé. Sveglia alle 9. Prendiamo il battellino per tornare in paese a far benzina, ma il motore urta un sasso e quindi dobbiamo tornare in barca a ripararlo. In meno di un'ora Francesco aggiusta il danno, così continuiamo i nostri giri. Per cena andiamo in un piccolo ristorantino sulla spiaggia dove beviamo la miglior pinacolada avuta fin'ora.


18 maggio 2007

Mulegè - Isla San Marcos, Los Arcos. Partiamo con calma verso le 9 con vento a 5-10 nodi da nord-ovest. Siamo di bolina, c'è una strana nebbiolina all'orizzonte e vediamo anche dei miraggi. Vorremmo arrivare fino a Santa Rosalia, ma nel pomeriggio il vento diminuisce e cos' ci fermiamo all'Isla San Marcos in una caletta deliziosa. Peschiamo pure un barracuda al traino, che gioia! Pesce fresco per cena.




19 maggio 2007

Isla San Marcos, Los Arcos - Santa Rosalia. Partiamo presto dopo aver esplorato con il dinghy le grotte di Los Arcos, però a 4 m/n da Santa Rosalia il vento crolla e ci lascia così a cuocerci sotto il sole. Aspettiamo un po', ma invano. Accendiamo il motore per entrare in porto e qui ritroviamo "Trikaya". Decidiamo insieme di passare qualche giorno alla nuova marina costruita con i fondi del governo messicano per sviluppare il turismo in questa zona. E' davvero bellissima: abbiamo le docce, internet, la lavanderia e c'è pure la piscina! Ceniamo sulla barca di Flip e Kendyll portando arrosto e patate.


20 maggio 2007

Santa Rosalia. Al mattino, prima che il caldo sia insopportabile, facciamo un giretto in paese esplorando i supermercati e i negozi di ferramenta. Nel pomeriggio Jim, un barcaiolo che sta vicino a noi, mi chiede una mano per organizzare uno spettacolo di marionette. Accetto volentieri e alle 18 mettiamo in scena per gli ospiti della marina lo spettacolo "The Roy Orbishark Show" sulla sua barca "Ann Marie". E' un successo! Passiamo la serata in barca guardando dei film noleggiati nella mattinata.


21 maggio 2007

Santa Rosalia. E' tempo di organizzare un pochino il nostro futuro: decidiamo di lasciare il trimarano qui durante l'estate, la marina ci sembra molto ben gestita e speriamo anche protetta in caso di uragano. Ormai manca una decina di giorni al nostro aereo per Los Angeles.

Sbrigate queste faccende, andiamo in centro a visitare il museo e poi aiutiamo Flip e Kendyll a preparare i bagagli: hanno deciso di tornare ad L.A. con l'autobus delle 19. Ci lasciano una valigia di cibo e tanta tristezza, la marina ora sembra vuota senza di loro. Domattina comunque partiremo anche noi verso nord, abbiamo ancora 10 giorni e vogliamo sfruttarli tutti!


22 - 23 maggio 2007

Partenza da Santa Rosalia - Cabo San Miguel. Partiamo verso mezzogiorno con vento favorevole da sud. Andiamo piuttosto veloci, con punte di 10 nodi. Decidiamo di continuare la navigazione anche di notte, così da poter raggiungere la baia de Los Angeles in mattinata. Un pesce volante salta su una delle reti, è bellissimo, ma lo ributtiamo in acqua. Nella notte accade un misterioso episodio: "qualcosa" ci frena e blocca in qualche modo il timone, pensiamo ad un calamaro gigante a pelo d'acqua, ma non vediamo nulla, nemmeno con la torcia. Chissà! Alle 5 del mattino, dopo una bonaccia estenuante, si alzano improvvisamente 30 nodi di vento da ovest. Riduciamo e terzaroliamo il più possibile e ci mettiamo alla cappa aspettando che la tempesta passi. Purtroppo la randa si straccia definitivamente e con un buco di un metro quadrato finisce anche il nostro viaggio. Dopo tre ore di bufera il vento crolla e noi siamo esausti e senza vela. Ci risposiamo qualche ora, poi Francesco monta il genoa al posto della randa come vela d'emergenza, mentre io armo il fiocco a prua. A malincuore iniziamo il nostro ritorno verso Santa Rosalia.

Da lontano sentiamo il rumore tipico delle balene e poco dopo una balena grigia enorme emerge proprio a 10 metri da noi. Bellissima. Com'è grande! E come siamo piccini noi al confronto! Sarà lunga almeno 12 metri! L'emozione è fortissima, la salutiamo mentre nuota con le sue amiche verso le isole che scorgiamo in lontananza. Alle 17 provati dalla nottata decidiamo di ancorarci a Cabo San Miguel. Riposiamo un po' e poi ceniamo con quesadillas, carote bollite e insalata.


24 maggio 2007

Cabo San Miguel - Punta Salinas. Sveglia alle 7. L'unica cosa positiva nel non avere più la randa è che al mattino non bisogna tirarla su! Il vento è pressochè nullo e poi con queste vele d'emergenza, non andiamo certo veloci. Nel tardo pomeriggio ci ancoriamo in una baia chiamata Salinas dopo aver visto una colonia di foche a pancia all'aria. Cena con frittata di cipolle e bacon e cavolo stufato.


25 - 26 maggio 2007

Punta Salinas - Santa Rosalia. Partiamo alle 8. Pochissimo vento. Stiamo tutto il giorno a sperare in un po' d'aria. Il vecchio genoa montato al posto della randa si rompe quando cerchiamo di cazzarlo meglio. Poco male: montiamo il fiocco al posto del genoa e la tormentina al posto del fiocco. Le vele certo non ci mancano! Arrivati di fronte al Cabo de le Tres Virgenes una corrente contraria ci costringe ad accendere il motore. La notte passa tranquilla con qualche nodo di vento e tantissime stelle. In tarda mattinata arriviamo a Santa Rosalia.


27 maggio 2007

Santa Rosalia. Sveglia alle 8. Giornata di preparativi generali: bisogna lavare le vele, piegarle e stivarle; rivedere l'inventario del cibo e decidere cosa può rimanere qui per i prossimi mesi e cosa possiamo regalare ai vicini; preparare i bagagli e riorganizzare le cabine. Conosciamo meglio un'altra coppia giovane che naviga a bordo di "Tupo" un 27 piedi molto carino: si chiamano Janet ed Erik. Passeremo insieme a loro i nostri ultimi giorni a Santa Rosalia.




martedì 9 ottobre 2007

Diario aprile 2007: Cabo Los Frailes, Mexico - La Paz, Baja California Sur, Mexico

1 aprile 2007

Partenza da Cabo Los Frailes diretti a nord. Partiamo presto, saranno più o meno le 7 quando tiriamo su la nostra povera randa piena di buchi. Per fortuna non c'è molto vento, quindi siamo tranquilli. Proviamo per la prima volta a pescare al traino con le esche artificiali e incredibilmente prendiamo un tonnetto di 4-5 Kg della specie bonito.

Francesco lo tira su senza troppo sforzo e dopo averlo adagiato su una delle reti lo slama con cura. Il povero tonnetto si agita e per "aiutarlo" a tranquillizzarsi definitivamente gli verso un po' di alcohol nelle branchie (Gary ci disse che lui usava abitualmente della vodka! Ma pensa te!). Dopo averlo pazientemente sfilettato ci facciamo subito un bel sashimi e teniamo tre grossi tranci per la cena. Decidiamo, se possibile, di raggiungere direttamente La Paz senza soste intermedie, però perdiamo il vento in continuazione, così la navigazione procede a rilento tra continui aggiustamenti delle vele. Cena con tranci di tonno in padella, insalata di pomodori e risotto al ragù.
Francesco fa il primo turno (19.00-00.00) e io il secondo (00.00-6.30). Notte di luna piena senza vento. Un'agonia. Al mattino non siamo arrivati nemmeno di fronte ad Ensenada De Los Muertos, un ancoraggio piuttosto popolare da queste parti. Insomma non siamo riusciti a fare nemmeno 50 m/n in 24 ore!


2 aprile 2007

Navigazione verso La Paz. La giornata si preannuncia buona. Ascoltiamo una NET di barcaioli (Amigo Net) per avere qualche informazione sul meteo e ci promettono un po' di vento per il pomeriggio. Passiamo la mattinata in faccende: è giorno di bucato e abluzioni! Al tramonto per la prima volta vediamo delle mante che saltano fuori dall'acqua a decine! Scopriremo poi che questo comportamento è dovuto alla presenza di un fastidioso parassita che le mante vogliono scacciare a spanciate! Meravigliose!

Una piccola balena ci segue per un po' e nuota con noi. Sembra volere compagnia. E' così bella! Francesco fa il primo turno (19.00-00.00) e io come al solito il secondo (00.00-6.30). Notte di luna, bonaccia completa. Foche e balene nuotano intorno alla barca e, per sbaglio, una balenottera distratta dà una codata allo scafo di destra. Che spavento! Francesco però non si sveglia nemmeno, mentre io in pozzetto spero che non succeda di nuovo. Le balene scompaiono ed arriva il vento: pochi nodi, tuttavia sufficienti a rimettere la barca in rotta verso La Paz.


3 aprile 2007

Arrivo a La Paz. Nel primo pomeriggio arriviamo a La Paz e visto che non riusciamo a contattare via radio la marina, decidiamo di stracene all'àncora di fronte alla spiaggia. Scendiamo a terra e per pochi quattrini ci concediamo una merenda-cena abbondantissima alla Palapa Adriana.


4 aprile 2007

La Paz. Di primo mattino ci trasferiamo alla Marina de La Paz e paghiamo una settimana. Speriamo che questo tempo sia sufficiente per le riparazioni. Qui c'è internet wireless compreso nel prezzo, così Francesco passa la mattinata al computer mentre io lavo la barca, le vele e i pannelli solari. Prendiamo accordi con il velaio.
Nel pomeriggio usciamo per fare la spesa e il caldo è ancora insopportabile, ci saranno almeno 37°.

Per cena andiamo all'asaderia Rancho Viejo (tipico ristorante che serve carne alla griglia) e con 20 dollari mangiamo una quantità di cibo e prendiamo tante birrette da non poterci credere! Si sta proprio bene qui! Sarebbe un sogno potersi fermare qui più a lungo...


5 aprile 2007

La Paz. Sveglia alle 7. Dobbiamo piegare tutte le vele perchè alle 9 viene il velaio a prenderci: purtroppo i danni sono più gravi del previsto. La randa è proprio messa male, ci suggeriscono addirittura di comprarne una nuova, mah. Vedremo.

Passiamo la maggior parte del tempo in barca, all'ombra per sopportare il caldo. Verso sera usciamo in cerca di regalucci per gli amici in Italia. Prendiamo un aperitivo in un lounge bar affacciato direttamente sul mare: scopro qui il mio nuovo amore per la pinacolada. In barca ci guardiamo un interessante documentario su Gesù storico alla tv messicana.


6 aprile 2007

La Paz. Caldissimo. Pranziamo con il velaio Ricardo che ci porta in un posticino dove si mangia del pesce ottimo. Ancora nessuna notizia positiva per le vele. Serata in barca.


7 aprile 2007

La Paz. Passiamo tutto il giorno all'ombra cercando in internet una vela nuova. Cena in barca con guacamole e un'enorme fiorentina. Con sorpresa troviamo "8 e mezzo" di Fellini alla tv messicana. Evviva!


8 aprile 2007

La Paz. Oggi è Pasqua. Decidiamo di festeggiare facendo per la prima volta colazione fuori con uova, salsicce e bacon. Poi telefonate di rito ai parenti tutti.
In mattinata Francesco aggiusta il tangone e io cucio una piccola bandiera italiana, che ci servira' come bandiera di cortesia messicana.



9 aprile 2007

La Paz. Di buon mattino portiamo il boma dal saldatore. Ci andiamo con un tassista anziano e loquace di nome Castro che conserva un gallone d'acqua dell'uragano del 1976! Pazzesco! Nel pomeriggio riusciamo finalmente ad andare al museo antropologico che si dimostra più interessante del previsto. Peccato però che la rivendita dei libri sia chiusa, ne avrei acquistati sicuramente una marea!


10 aprile 2007

La Paz. Il boma è riparato alla perfezione, ora aspettiamo solamente le vele.


11 aprile 2007

La Paz. Passiamo la mattinata in internet: dobbiamo decidere dove lasciare la barca per l'estate e come tornare a Los Angeles per prendere il nostro aereo. per l'Italia. Nel pomeriggio riorganizziamo la cabina di prua e aspettiamo inutilmente notizie dal velaio.

Grassetto
12 aprile 2007

La Paz. Finalmente le vele sono pronte e anche la randa dopotutto non è poi messa così male: passiamo la mattinata al laboratorio di Ricardo aiutandolo nelle ultime riparazioni, solo che quando riusciamo a tornare alla barca è ormai troppo tardi per fare la spesa, così decidiamo di fermarci ancora un giorno e partire definitivamente dopodomani.


13 aprile 2007

La Paz. Ultimi acquisti prima della partenza. Facciamo cambusa e riempiamo le nostre due tanichette di benzina. Anche se qui si sta davvero bene, non vediamo l'ora di ripartire. La Paz è una città incredibile, mi piacerebbe proprio poter pensare di ritornare qui e chissà magari vivere a terra per un po'.


14 aprile 2007

La Paz - Baia Balandra (o baia della roccia fungo). Vento da nord-ovest a 15 nodi, siamo di bolina stretta costeggiando. Al tramonto ci fermiamo a Baia Balandra rimandando a domani l'arrivo all'isola Espiritu Santo. Ceniamo con degli avanzi di broccoli e formaggio che ci procurano un gran mal di testa: così impariamo a non voler salvare a tutti i costi il cibo andato a male! Nella notte il vento cambia, ora viene da sud: si tratta del Coromuel, uno dei venti tipici della zona di La Paz che può soffiare ininterrottamente anche fino al mattino con punte di 25-30 nodi. Per fortuna l'ancoraggio è sicuro e non troppo esposto.


15 aprile 2007

Baia Balandra - Isla Espiritu Santo, Baia Gabriel Foyer. Ci svegliamo alle 8 e dopo qualche ora andiamo a fare un giretto a terra.

Scattiamo le foto di rito alla roccia fungo e poi salpiamo verso l'Isla Espiritu Santo con vento favorevole. Purtroppo di lì a poco scende giù una bonaccia assurda che ci lascia alla deriva a solo due ore di distanza dalla caletta dove volevamo andare. E' un caldo terribile, ci sdraiamo sconsolati all'ombra delle vele osservando le pangas e i motoscafi che sfrecciano veloci. Improvvisamente si alza un vento da est a 12-15 nodi che in 20 minuti ci porta a destinazione. Ci ancoriamo appena fuori dalla meravigliosa laguna. Provo a fare il primo bagno, ma il sole è già tramontato e l'acqua è decisamente freddina, peccato. Prepariamo la cena: gamberetti al vapore e insalata con tortillas. Che pace c'è qui. Proprio quello che stavamo cercando da tanto.
Passiamo invece una nottata allucinante! Poco dopo le 23 si alza di nuovo l'ormai famoso Coromuel e iniziamo ad essere sballottati qui e là. E fin qui tutto normale. Se non fosse che alle 2.30 ci accorgiamo di esserci ancorati in un punto dove l'acqua con la bassa marea arriva a malapena a 70 cm d'altezza e così il timone inizia a sbattere malamente contro il fondale. Dobbiamo tirarlo su e in fretta anche. Comunque quello che ci dà più problemi è il battellino che incautamente avevamo lasciato legato a poppa. Le onde ci frangono praticamente addosso mentre cerchiamo in un turbine di tirare a bordo il dinghy che ormai è pieno d'acqua e sta affondando. In un minuto perdiamo completamente tutto il suo contenuto: due salvagente, due remi, una spugna e una tanichetta da 4 litri di benzina (piena). Con un ultimo sforzo riusciamo ad assicurare il battellino allo scafo di destra, rientriamo sotto coperta stanchi e acciaccati. Il resto della notte trascorre lento sperando che la marea si alzi in fretta.


16 aprile 2007

Isla Espiritu Santo, Baia Gabriel Foyer - Baia San Gabriel. Al mattino decidiamo di ancorarci un po' più al largo, dove dovrebbero esserci almeno 3 metri d'acqua. Restauriamo il dinghy che con quelle ondate si è mezzo sfasciato, ha perso delle viti ed è ancora pieno d'acqua. Scendiamo poi a terra sperando di ritrovare gli oggetti persi durante la mareggiata notturna e incredibilmente troviamo tutto! In perfette condizioni per altro. Cogliamo l'occasione per esplorare anche l'interno dove c'è una splendida laguna con le mangrovie.

Nel primo pomeriggio ci spostiamo nella caletta successiva (è talmente vicina che ci andiamo a motore, non vale la pena di tirar su la randa per fare 1 Km). Il vento è forte e soffia da nord e in ogni modo questa volta vediamo di non ripetere l'errore della notte precedente: ci ancoriamo in 4 metri d'acqua, giusto per stare tranquilli. Cena con bietola e filetto di vitello. Alle 8 siamo già a letto, abbiamo bisogno di riposare.


17 aprile 2007

Isla Espiritu Santo, Baia San Gabriel - El Candelero. La notte passa tranquillamente, senza un filo di vento. Ci svegliamo alle 7 pronti a scendere a terra con l'alta marea, altrimenti sarebbe impossibile arrivare con il battellino fino a riva. Il vento ora è forte e da nord-ovest, sembra quasi un Northern, chissà. Decidiamo lo stesso di spostarci in un'altra caletta, anche se poi il mare gia' formato e i 25 nodi costanti ci fanno pensare che sia meglio ancorarsi poco distanti alla baia El Candelero.

Qui troviamo una barca a motore con bandiera tedesca e poco dopo arrivano anche degli americani in catamarano. Francesco cucina del pane e per via del gran caldo quasi ci va a fuoco la cucina ad alcohol... si deve essere surriscaldata! Io, presa dal panico vedendo quelle fiamme cosi' alte ci lancio un boccione d'acqua sopra i fornelli e per fortuna il fuoco si spegne subito... Quando il pane è pronto scendiamo a terra e facciamo una piccola escursione nell'interno seguendo il letto secco di un fiume. Torniamo alla barca per cenare con formaggio, filetto di vitello e zucchine. Il vento ancora non accenna a diminuire.


18 aprile 2007

Isla Espiritu Santo, El Candelero - Caleta Enmedia. Sveglia alle 8, cielo nuvoloso e calma piatta. Decidiamo di spostarci a motore alla prossima caletta distante 1.5 Km. Per la prima volta riesco finalmente (ad un mese dalla partenza) a tirare su l'àncora completamente da sola, senza aiuto da parte di Francesco. Dobbiamo festeggiare! Arriviamo alla Caleta Enmedia dopo una mezz'ora e qui troviamo già un'altra barca a vela. Passo la mattinata provando a pescare, mentre Francesco restaura le reti laterali.

Scendiamo a terra, troviamo alcuni coralli e facciamo snorkeling dal barchino: vediamo degli strani pesci da me ribattezzati "pesci sasso" appunto per la loro somiglianza con le pietre del fondale. Quando torniamo alla barca i nostri vicini ci vengono a salutare a bordo del loro Zodiac: si chiamano Karen e Roger, equipaggio del "Meridien" di Seattle. Scambiamo quattro chiacchiere e poi li invitiamo a cena. Continuo nei miei tentativi di pesca, ma purtroppo non riesco a prendere nulla e come se non bastasse, appena messa via la canna e gli ami, un branco di sardine salta fuori dall'acqua deridendomi. Mannaggia. Per cena prepariamo una carbonara che i nostri ospiti apprezzano con gioia.


19 aprile 2007

Isla Espiritu Santo, Caleta Enmedia - Isla Partida, Partida Cove. Alle 8 ci svegliamo con un gran ventaccio, quindi ascoltiamo la NET per le previsioni del tempo. Ci trasferiamo nella caletta successiva, che è in realtà il canale che separa l'Isla Espiritu Santo dall'Isla Partida.

Qui troviamo già una decina di altra barche a vela, è decisamente un luogo molto frequentato. Un pescatore ci si affianca con la sua panga e passiamo un'oretta a fare delle chiacchiere bevendo del caffè insieme. Poi prendiamo il battellino e andiamo ad esplorare i dintorni, vediamo una foca e una miriade di pellicani. Tornati alla barca Francesco prepara il pane, mentre io pulisco gli scafi dalle alghe. Tento nuovamente di pescare, ma qualcuno mi mangia non lo solo le esche, ma anche tutti gli ametti giapponesi: sono convinta che si tratti di uno di quegli strani pesci sasso, mah. Per pranzo abbiamo un ottimo melone e del prosciutto crudo comprato a La Paz. Nel pomeriggio si alza vento forte da est (18-27 nodi), così rimaniamo in barca intenti in faccende domestiche: Francesco prepara uno spezzatino con le patate, io studio spagnolo per qualche ora. Dopo cena ci guardiamo "The Bounty" in dvd, bellissimo come sempre.


20 aprile 2007

Isla Partida, Partida Cove - El Cardonal. Di buon mattino ci spostiamo alla baia El Cardonal e finalmente siamo soli, che spettacolo. Decidiamo di stare qui almeno un paio di giorni visto che è previsto vento forte da nord-ovest. Stabilizziamo la barca con un ormeggio a Y e montiamo anche il telone per ripararci dal sole che picchia davvero forte. Facendo il perimetro della baia con il barchino vediamo dei barracuda, così passiamo il pomeriggio cercando di catturarne uno.

Invece prendiamo un ottimo Panama Graysby con cui prepariamo il sugo per la pasta e anche un pesce sasso (nome vero: Puffer Bulleye) che visto da vicino è ancora più brutto con dei denti tanto grossi che non vogliono mollare l'amo quando cerchiamo di ributtarlo in acqua.


21 aprile 2007

Isla Partida, El Cardonal. La notte è trascorsa serena con poco vento. Al mattino solita brezza da est. Prendiamo il battellino e andiamo a terra per un'escursione che ci porta direttamente dall'altro lato dell'isola dove troviamo delle meravigliose scogliere a picco sul mare. Nel pomeriggio peschiamo un altro Panama Graysby che Francesco cucina all'acqua pazza.


22 aprile 2007

Isla Partida, El Cardonal. Purtroppo oggi il cielo è nuvoloso, però ne profittiamo subito per fare il pane, visto che non è troppo caldo. Nel pomeriggio arrivano altre barche e si ancorano poco distante da noi: ora siamo in sette, ma la baia è grande così non sembra molto affollata. Scendiamo a terra a raccogliere qualche conchiglia e vediamo la carcassa di un calamaro gigante mezzo smangiucchiato da pesci e gabbiani. Non pensavo fossero così grandi e a quanto sembra il mare di Cortez ne è pieno. Al nostro ritorno il pane è pronto: buonissimo, il migliore fin'ora.
Passo il resto della mattinata a spostare attrezzature per raggiungere la scorta d'acqua nella botola di prua: purtroppo con una barca piccina come la nostra, ogni volta che ti serve qualcosa sei costretto a spostare una montagna d'altre cose, ma quando si è all'àncora non è poi così difficile, basta avere tempo e pazienza e quelli di sicuro non ci mancano. Francesco decide che vuole a tutti i costi provare a catturare un barracuda. Torniamo fuori con il barchino, Francesco pesca, io remo, ma non ci sono pesci! Nemmeno i pellicani si tuffano, così, delusi, torniamo in barca dove ci aspettano pochi avanzi di spezzatino con patate e un bicchiere di vino rosso. Il vento è calato del tutto.




23 aprile 2007

Isla Partida, El Cardonal - Ensenada Grande. Dopo colazione ascoltiamo la NET per le previsioni del tempo e ci spostiamo alla prossima caletta. Qui ci sono già parecchie barche, ma insomma dove sono quei luoghi deserti che tanto speravamo di trovare? La giornata trascorre tranquilla tra faccende domestiche e letture varie. Nel pomeriggio si alza il solito fastidioso vento da nord-ovest.

Al tramonto studio un po' di musica con il mio piccolo ukulele, unico strumento musicale che la stazza di questa barca mi consente di avere a bordo. Per cena Clam Chowder in scatola e frittata con cipolle e zucchine. Mentre ci guardiamo "Amarcord" in dvd, Francesco viene massacrato dalle no-see-ums (delle specie di zazarette invisibili, credo che in italiano si chiamino pappataci) che gli procurano un'irritazione fastidiosa.


24 aprile 2007

Isla Partida, Ensenada Grande. Dopo colazione come al solito ascoltiamo la NET e ci sembra di riconoscere la voce di Karen di "Wind Flower", ma chissà. Le previsioni del tempo sono buone, vento 10-20 nodi, cielo sereno. Francesco prepara dell'altro pane, io studio spagnolo. Nel pomeriggio proviamo a pescare, ma nessun pesce abbocca. Decidiamo di partire domani per tornare a La Paz (dove abbiamo ordinato alcune attrezzature per posta che nel frattempo dovrebbero essere arrivate). Per cena risotto con curry e funghi.


25 aprile 2007

Isla Partida, Ensenada Grande - Baia Balandra. Partiamo di buon mattino dopo aver scambiato due parole con una coppia di San Francisco a bordo di "Charmer". C'è poco vento (5-7 nodi) , ma con calma iniziamo la discesa verso La Paz. Proviamo a pescare al traino, ma invano. Anzi, perdiamo anche la nostra esca preferita! Quando ci avviciniamo alla costa di La Paz tantissime mante inziano a saltare fuori dall'acqua come matte. Le riprendiamo con la telecamera, bellissime! Ci fermiamo per la notte a Baia Balandra, quella della roccia fungo. Cena con frittata e insalata di pomodori. Andiamo a letto prestissimo e alle 23 si alza il solito fastidioso Coromuel da sud.




26 aprile 2007

Baia Balandra - La Paz. Ci svegliamo alle 7 e il Coromuel ancora soffia forte con raffiche che arrivano anche a 30 nodi. Aspettiamo fino alle 9.30 sperando che soffi un pochino meno, ma nulla. Così partiamo lo stesso con due mani di terzaroli e il genoa che perde i pezzi in questa bolina non troppo stretta. Alle 12 il vento crolla completamente a sole 4 m/n da La Paz. Aspettiamo qualche ora, ma alla fine decidiamo di accendere il motore. Vediamo una piccola balena.

Arriviamo alla marina verso le 17, sentiamo il velaio per una riparazione veloce al fiocco e poi corriamo a Rancho Viejo per la cena! Soltanto dopo la doccia ci accorgiamo di esserci veramente cotti in questi giorni, il sole qui non perdona, nonostante la protezione 40! Alle 22 sto per crollare, quando arriva un sms dall'Italia: ieri è nato Davide! Il bimbo di Paola e Matteo! Che felicità! Andiamo a letto tutti contenti.


27 aprile 2007

La Paz. Al mattino andiamo a fare provviste, accompagnati dal nostro tassista Castro. Il caldo è insopportabile. Passiamo la giornata alla ricerca di regali per gli amici in Italia.


28 aprile 2007

La Paz. Domani partiremo verso nord, quindi oggi è giornata di preparativi vari. Per cena abbiamo ospiti Ricardo e la sua fidanzata Marcela. Cuciniamo una carbonara, scaloppine al limone, zucchine al timo, piadine e Meraner Torte con vino rosso, limoncello e latte di mandorle!


29 aprile 2007

La Paz. Purtroppo il fiocco non è ancora pronto, così dobbiamo rimandare la partenza a domani.


30 aprile 2007

La Paz - Baia Balandra. Partiamo in tarda mattinata con poco vento e di bolina per giunta. Riusciamo a fare solo poche miglia. Ci fermiamo nuovamente a Baia Balandra per la notte e alle 23 si alza il Coromuel come sempre.

lunedì 8 ottobre 2007

Diario marzo 2007: Los Angeles, California - Cabo Los Frailes, Mexico

8 marzo 2007

Marina Del Rey, California, USA. Sono ormai le 5 del pomeriggio quando finalmente ci ritroviamo pronti a salpare, dopo mesi di estenuanti preparativi. Usciamo dal porto al tramonto, le emozioni si confondono in questa giornata particolare che aspettavamo da tempo. Facciamo rotta per Ensenada, primo porto di entrata in Messico. Con la notte il vento cala, così ci ritroviamo con 5-7 nodi al lasco con il gennaker, velocità media intorno a 4-5 nodi, ma forse anche meno. Le luci della costa sbarluccicano in lontananza. Nonostante il mare sia tranquillo, il mal di mare non mi lascia tregua: trascorro il mio turno di guardia in pozzetto vomitando strani succhi amarognoli e giallastri. Ho dei braccialetti omeopatici che dovrebbero aiutarmi, però purtroppo uno si è rotto e così non funzionano piu'! Moltie navi cargo attraversano il tratto di mare che stiamo percorrendo, probabilmente vengono da San Pedro (il porto di Los Angeles). Alle 6 con il primo sole chiamo Francesco e me ne vado sotto coperta a riposare un po'.




9 marzo 2007

Navigazione verso Ensenada. Alle 10 Francesco mi sveglia con un caffé fumante, ma il mio stomaco non ne vuole proprio sapere. Il mare sembra olio in questo mattino grigio di nuvole e anche il vento stenta a farsi sentire, sempre i soliti 4-5 nodi al lasco. Riceviamo una visita imprevista: un buffo uccellino giallo e grasso si riposa per un po' sulla nostra barca, prima di riprendere il volo verso la costa... forse veniva dall'isola di Catalina, chissà? Procediamo lentamente verso sud, il mal di mare non migliora, così Francesco mi prende in giro e riderci su fa bene ad entrambi.


10 marzo 2007

Navigazione verso Ensenada (con non prevista sosta a San Diego). Saranno le 9 del mattino quando Francesco avvista in lontananza la sagoma di un "qualcosa" apparentemente alla deriva. Salto subito sotto coperta per procurami un binocolo, così possiamo vedere di che si tratta: pazzesco!

E'un relitto malandato ricoperto d’alghe e gabbiani! E che si fa in questi casi? Beh - mi dice Francesco, - si chiama la guardia costiera, no? Così telefoniamo alla Capitaneria di Porto di San Diego e dopo una mezz'ora vediamo arrivare un elicotterone della US Coast Guard. Wow! Che efficienza!
Purtroppo il mio mal di mare non ne vuol sapere di migliorare, così decidiamo di comune accordo di fermarci a San Diego per farmi riposare un po' e magari trovare una soluzione al problema. Cominciamo quindi ad avvicinarci alla costa e l'entrata del porto sembra già vicina, se non fosse per una foresta di kelp che rallenta la nostra corsa! Dopo 40 minuti riusciamo finalmente a liberarci e possiamo ammainare le vele ed accendere il piccolo fuoribordo, ma che fatica però! Attracchiamo al public dock di San Diego dove troviamo già una decina di altre barche a vela, tutti monoscafi. Un tizio un po' suonato ci accoglie con entusiasmo: vive nella barca a fianco alla nostra e ci attacca una pezza storica, per questo Francesco lo ribattezza subito "Rex Tomella". Siamo stanchi ed affamati, così dopo una breve passeggiata sul lungomare torniamo in barca, cuciniamo e poi subito a nanna!


11 marzo 2007

San Diego-Ensenada. Ci svegliamo all'alba con un rumoretto sospetto che proviene da fuori... che sarà mai? Ma chi se lo aspettava! Tre paperetti che zampettano allegramente in coperta cercando di bere l'acqua formatasi per via della condensa notturna sulle vele ripiegate a prua. Appena ci vedono timidamente tolgono il disturbo e ci aspettano sul molo. Che carini! Visto che dobbiamo sostituire una delle cime del carrello che si è rovinata al momento della partenza da Marina Del Rey, andiamo da West Marine (una sorta di megastore dei barcaioli) e qui troviamo anche un rimedio per il mio mal di mare: si tratta di un braccialetto elettronico che emette impulsi e che inibisce il senso di nausea. Non vedo l'ora di provarlo.
Nel primo pomeriggio salpiamo diretti alle Isole Coronados che stanno di fronte a San Diego, ma in realtà si trovano già in territorio messicano. Ci arriviamo al tramonto e ci concediamo un brindisi: siamo in Messico e il braccialetto funziona! Non ho più il mal di mare, posso andarmene su e giù per la barca senza problemi e soprattutto finalmente posso mangiare! In lontananza scorgiamo una nave della Marina Militare Messicana che pattuglia la zona.

Scende il buio e proprio di fronte alle Isole Coronados ci ritroviamo incagliati in gomene a protezione della barriera corallina (per altro non segnalate dalle carte nautiche). Due messicani a bordo di un motoscafone ci trainano fuori dal groviglio di funi e ci indirizzano a est. Poco dopo purtroppo ci accorgiamo di essere nuovamente bloccati da altre cime sottomarine, così non ci resta altro da fare che tirare su deriva e timone: in 40 minuti riprendiamo la navigazione verso Ensenada. La costa in lontananza inizia lentamente a scomparire dentro una fittissima coltre di nebbia che in breve raggiunge anche noi: la visibilità è ridotta (circa 300m), ma per fortuna il vento rimane costante e così manteniamo la nostra velocità di circa 6 nodi. Alle 3 del mattino iniziamo a sentire il rumore di un motore piuttosto grosso molto vicino a noi, così visto che la nebbia non ne vuole sapere di diradarsi, accendiamo il radar per evitare eventuali collisioni. Veniamo pedinati da questa nave fino alle 6 del mattino quando finalmente la nebbia scompare e con lei anche il misterioso rumore. Siamo tuttora convinti che fosse la nave della Marina Militare avvistata alle Coronados, ma chi può dirlo?


12 marzo 2007

Navigazione verso Ensenada. Poco vento (4-5 nodi) e tanti delfini messicani. Arriviamo al tramonto di fronte alla baia di Ensenada, ma decidiamo di non entrare in porto con il buio, così rimaniamo al largo mettendoci alla cappa. La scelta si rivela azzeccata, infatti dopo poco scende un nebbione pazzesco. Prima che il sole se ne vada vediamo balene che spruzzano dagli sfiatatoi a perdita d'occhio: vanno a sud nel Mare di Cortez, proprio come noi!





13 marzo 2007

Navigazione verso Ensenada. Alle 6 del mattino, quando ci svegliamo siamo dentro ad un fittissimo banco di nebbia. Siamo ormai a 3-4 ore di distanza dalla nostra meta. Verso le 12 ci si affianca una motovedetta della Marina Militare Messicana: due marines salgono a bordo per un'ispezione, mostriamo loro i documenti e nel giro di una mezz'ora riprendiamo la rotta. Alle 13.30 arriviamo ad Ensenada e ci fermiamo alla Marina Baja Naval. Iniziamo la trafila burocratica di entrata in Messico, ma visto che alcuni computers non funzionano, riusciamo ad ottenere solo il visto turistico e il permesso di pesca. Dovremo completare il resto domani. Facciamo due passi per la cittadina, così incontriamo un tizio un po' sballato, ma simpatico che dopo averci illuminato sui locali e le bellezze del luogo, ci vende un telefono cellulare per 7 dollari: ora abbiamo il nostro primo cellulare messicano!
Per cena ci concediamo un'aragosta e una buona margarita.




14 marzo 2007

Ensenada. Giornata tranquilla a terra in cui terminiamo le pratiche burocratiche e ispezioniamo i vari supermercati della zona. Facciamo una spesona in previsione dei prossimi giorni per mare.


15 marzo 2007

Partenza da Ensenada verso isola della Guadalupe. Giornata di navigazione tranquilla, vento costante a 8-10 nodi.


16 marzo 2007

Navigazione verso isola Guadalupe. Quando arriviamo a circa 20 miglia nautiche dall'isola ancora non siamo in grado di scorgerla per via di una leggera foschia. Decidiamo di rinunciare all'isola Guadalupe poichè si sta facendo buio e non ci sembra il caso di tentare un ancoraggio con la nebbia. Puntiamo a sud diretti a Cabo San Lucas.


17 marzo 2007

Navigazione verso sud, puntando a Cabo San Lucas. Giornata di navigazione tranquilla, vento costante a 8-10 nodi, cielo nuvoloso. Un albatro ci segue con discrezione.


18 marzo 2007

Navigazione verso sud, puntando a Cabo San Lucas. In mattinata il vento è rinforzato un po' (18-25 nodi) tanto che durante una strambata il nostro povero vecchio boma si spezza in due. Poco male, avvolgiamo la randa a mo' di boma e continuiamo la navigazione. Al boma rotto si aggiunge un altro problema: abbiamo le sentine allagate per via di una perdita. Pompiamo fuori acqua circa ogni 8 ore.


19 marzo 2007

Navigazione verso sud, puntando a Cabo San Lucas. Il vento è costante e la nostra velocità rimane intorno ai 6 nodi, nonostante la randa ridotta. La perdita invece sta peggiorando: ora dobbiamo pompare fuori l'acqua ogni 3-4 ore.
Cuciniamo tutto il pesce comprato ad Ensenada, se no rischiamo che vada a male. La nostra refrigerazione è ridotta per via del poco spazio e della produzione di energia. Purtroppo negli ultimi giorni il cielo è sempre stato coperto, così i pannelli solari hanno prodotto pochino: preferiamo utilizzare l'energia rimasta per gli strumenti di navigazione e sacrificare il frigo.


20 marzo 2007

Navigazione verso sud, sosta a Baia Magdalena. Le batterie scariche e le sentine allagate ci costringono ad una sosta non prevista a Baia Magdalena. Ci arriviamo in mattinata e per tutto il giorno stiamo a fare dei bordi per raggiungere la baietta in cui vogliamo ancorare, Punta Belcher.
Al tramonto riusciamo finalmente a gettare l'àncora e Francesco inizia immediatamente la riparazione della falla, mentre io mi do da fare pompando fuori l'acqua che ormai ci bagna i piedi.
Questo luogo è splendido: vediamo una miriade di delfini e foche e persino una tartaruga. Poco distante i resti di un vecchio impianto per la processazione del grasso di balena, ovviamente in disuso.

Sulla spiaggia le baracche dei pescatori che sfrecciano numerosi a bordo delle loro pangas e ci salutano felici.



21 marzo 2007

Baia Magdalena, Punta Belcher. Passiamo la mattinata ad asciugare le sentine e il loro contenuto. Il cielo è ancora coperto, così siamo sempre a corto di energia. Nel pomeriggio arriva un'altra barca e si àncora poco più in là. Mentre stiamo decidendo che mangiare per cena osserviamo i nostri nuovi vicini: un tizio in canoa rema verso di noi urlando: "Hey guys, are you vegeterian?". In breve ci raggiunge, ci regala un grosso pezzo di tonno e ci invita a cena. Che dire? Accettiamo con gioia e vista l'occasione mi metto subito ai fornelli per preparare un dolce.
Alle 18 siamo da su "Wind Flower" la loro splendida barca. Si chiamano Karen e Gary e vivono in mare da 16 anni. Hanno fatto il giro del mondo già una volta insieme ai loro tre figli, che ora però vivono a San Diego e ci raccontano le loro avventure per mare. Che emozione! Ceniamo con dei tranci di tonno cucinati nella salsa di soia bevendo Mescal. Una serata davvero piacevole.


22 marzo 2007

Baia Magdalena, Punta Belcher. Finalmente oggi c'è il sole, speriamo bene per le nostre batterie! Alle 6 ci si affianca una panga con due pescatori che in cambio di 12 litri di benzina ci regalano un secchio colmo di gamberi ancora vivi! Che bontà! Ci mettiamo subito a pulirne un po' e ci facciamo un sashimi con il tonno di Gary e i gamberi freschi.
Gary poi ci presta il suo piccolo gommone per scendere a terra (visto che non abbiamo ancora montato il nostro battellino Portabote) e noi prestiamo loro il nostro piccolo motore fuoribordo, così non dovremo faticare remando.

Sulla spiaggia raccolgo un sacco di piccole conchiglie colorate. Esploriamo i resti dell'impianto per la processazione del grasso di balena: l'atmosfera è piuttosto lugubre, chissà quanti cetacei sono stati uccisi proprio qui. Scattiamo qualche foto e poi torniamo alla barca.
Stasera ricambiamo l'invito dei nostri vicini e così prepariamo una cena luculliana a base di ceviche di gambero con lime, pasta al sugo di tonno fresco, pesce spada, focaccia al rosmarino appena sfornata e Meraner Torte. Il tutto annaffiato da ottimo Pinot Grigio italiano e limoncello fatto in casa a Bologna. Karen e Gary ci ringraziano tanto e ci salutiamo con la promessa di incontrarci di nuovo a sud.


23 marzo 2007

Baia Magdalena, Punta Belcher. Alle 5 del mattino vediamo Karen e Gary che issano le vele e partono con l'alba. Mentre io ancora dormo, Francesco compra un'aragosta per 3 euro da un pescatore di passaggio e me la fa trovare guizzante in un secchio pieno d'acqua. Poverina, le prometto un piano di fuga tra le proteste di Francesco. Mattinata in faccende: facciamo un po' di pulizie e poi ci mettiamo a cucinare del ragu' di carne e del sugo al pesce spada. Alle 10.30 pranziamo con un'ottima zuppa con fagioli, broccoli, patate e gamberetti.
Oggi fa caldo da morire, così passiamo il resto della giornata studiando spagnolo. Prima del tramonto Francesco mi insegna a pescare, ma nonostante i ripetuti tentativi non prendo nulla. Pazienza, sarà per la prossima volta.
Abbiamo deciso di partire domattina, ormai le batterie sono cariche e la falla è definitivamente riparata. Per cena gamberetti al vapore e insalata con avocado. Alle 8 siamo già a letto.


24 marzo 2007

Partenza per Cabo San Lucas. Vento costante a 15 nodi che ci spinge veloci verso sud. Il GPS calcola 30 ore alla meta. Per cena Francesco cucina l'aragosta da 3 euro che durante la notte è morta nel suo secchio aspettando invano che io la liberassi, mi sento molto in colpa, così per protesta non la mangio.
Raffiche a 25 nodi ci fanno dannare perchè il gennaker non si vuole più arrotolare sul suo girafiocco, così passiamo un'ora cercando di aggiustarlo. La notte trascorre tranquilla, Fra fa il primo turno (19.00-00.00) e io il secondo (00.00-06.00). Tante stelle cadenti.




25 marzo 2007

Navigazione verso Cabo San Lucas. Finito il mio turno vado a dormire un pochino e mi sveglio giusto in tempo per brindare con un Campari e succo d'arancia: passiamo il Tropico del Cancro! La mattinata trascorre uggiosa con vento leggero e sole, mi dedico allo studio della lingua spagnola. Per pranzo Francesco prepara un'ottima carbonara. Il vento costante ci fa riposare nel pomeriggio assolato, non dobbiamo nemmeno preoccuparci delle vele. Per cena frittata con bacon e zucchine.
Arriviamo a Cabo San Lucas quando ormai è già notte, saranno circa le 21. Ci ancoriamo di fronte alla spiaggia proprio di fianco ai nostri amici di Wind Flower.
Da Ensenada fino a qui abbiamo percorso 832 miglia nautiche (circa 1500 Km) in 7 giorni di navigazione con una media di 120 m/n al giorno (circa 200 Km).


26 marzo 2007

Cabo San Lucas. Oggi c'è un sole splendido, fa caldo davvero. Per prima cosa montiamo il battellino, così possiamo scendere a terra a fare un po' di spesa e vedere se riusciamo a trovare qualcuno che ci aggiusti il boma.
Pranziamo al "Pollo de Oro" un ristorante carino e a buon mercato dove ogni pietanza è ovviamente a base di pollo!

Passiamo la giornata a terra girando per Cabo. La città non ci piace per niente: troppa confusione, troppi turisti americani chiassosi, questo non è Messico, è una finzione per i gringos. Non vediamo l'ora di andarcene.Cena in barca con rigatoni al ragù bolognese.


27 marzo 2007

Cabo San Lucas. Di buon mattino andiamo ad esplorare le spiaggette di fronte a Cabo: splendidi roccioni, acqua cristallina e foche che dormono all'ombra. Bellissimo! Peccato che in poche ore questo splendido paesaggio si trasformi in un estenuante via vai di motoscafi che scaricano turisti ovunque. Abbiamo fatto bene ad andarci così presto!

Salutiamo Karen e Gary che partono verso sud, sono diretti a Mazatlan, chissà se prima o poi ci rincontreremo. Passiamo la giornata in faccende: andiamo a fare la lavanderia, a controllare la posta elettronica e a fare un po' di spesa. Nel tardo pomeriggio prendiamo un enorme margarita che ci stordisce non poco. Decidiamo di far riparare il boma a La Paz, non vogliamo stare a Cabo un minuto di più, domani si parte.


28 marzo 2007

Partenza da Cabo San Lucas. Ci svegliamo all'alba e io c'ho un'hangover di quelle da ricordare. Prometto a me stessa "Mai più margarita a stomaco vuoto". Nel primo pomeriggio partiamo diretti ad una caletta distante solo 6 m/n, ma sicuramente più tranquilla di Cabo. Passiamo 4 ore cercando di uscire dal golfo di Cabo, ma il vento cambia in continuazione senza contare il traffico di enormi navi da crociera, Kite surf, Banana Boat e quant'altro.
Alle 18 manca ancora un miglio per la Caletta Santa Maria, così a malincuore accendiamo il motore. Nel buio distinguiamo la baietta a fatica, ma con pazienza riusciamo ad entrarci e ancorare. Ci sono delle abitazioni sulla spiaggia, domani vedremo che aspetto hanno. Cena con tacos di pesce spada e insalata.


29-30 marzo 2007

Baia Santa Maria - Cabo Los Frailes. Sveglia all'alba. Decidiamo di costeggiare diretti a nord. L'obiettivo è Cabo Los Frailes, un ancoraggio che dista circa 46 m/n. E' una giornata caldissima, sole a picco e pochissimo vento; l'unico modo per sopportare la calura è prendersi a secchiate d'acqua.
Al tramonto il tempo inizia a cambiare. Le onde si stanno lentamente ingrossando, così decidiamo di fare un bordo al largo per evitarle e arrivare direttamente di fronte a Cabo Los Frailes da nord.
Alle 23 il vento aumenta improvvisamente da 10 a 27 nodi: siamo nel bel mezzo di un Northern, una delle tempeste di vento tipiche del Mare di Cortez. Immediatamente Francesco dà 3 mani di terzaroli alla randa, che però senza boma è sottoposta ad uno sforzo notevole. Armiamo il fiocco e andiamo avanti di bolina stretta, in un turbinio piuttosto fastidioso. Le onde con il passare del tempo aumentano di dimensione e spesso frangono proprio su di noi. Notte insonne e bagnaticcia.
Al mattino il vento non accenna a diminuire, ma per fortuna siamo ormai poco distanti dall'ancoraggio. Ci arriviamo verso mezzogiorno. Siamo molto stanchi per le fatiche notturne, ma prima di riposare un po' bisogna fare il conto dei danni: la randa si è stracciata in più punti, il fiocco ha uno strappo e il tangone si è rotto completamente.
Altre barche sono ancorate qui al riparo da questo ventaccio che ancora soffia fortissimo. E' la nostra prima tempesta durante questo viaggio, dopotutto pensavo sarebbe stato peggio, in fondo, a parte qualche vela da riparare e una stanchezza mai provata prima, siamo arrivati dove volevamo. Ci fermeremo qui qualche giorno, abbiamo bisogno di riposare un po'.


31 marzo 2007

Cabo Los Frailes. Ci svegliamo al solito alle 6. Di nuovo proviamo a fare una stima dei danni, ci vorranno parecchi soldi per riparare tutte le vele.
Con il ricevitore multibanda cerchiamo una delle NET di radioamatori che si scambiano informazioni sul meteo, ma nessuno trasmette, forse è troppo presto. Intanto fuori il vento non accenna a calare.
In tarda mattinata mettiamo il battellino in acqua e andiamo a fare un giretto nel deserto che scorgiamo dietro la spiaggia. Qui il vento non si fa sentire, infatti è un caldo soffocante. Incrociamo una comunità di mucche che sembrano impaurite dalla nostra presenza. Strani suoni ci fanno pensare alla vicinanza di serpenti a sonagli. Stremati dalla calura accettiamo un passaggio da tre ragazzotti in fuoristrada che ci riportano alla spiaggia.

Passo il pomeriggio tentando di pescare, come esca uso delle tortillas secche, che però non sembrano funzionare molto. Solo un piccolo pesce palla sembra interessato. Al tramonto decido di provare con esche al formaggio andato a male mischiato con il pane: i pesci abboccano, ma si portano via due ami e anche la lenza, insomma, come pescatrice sono proprio un disastro! Riproverò domani. Cena con pasta al ragù, frittata di pesce spada e zucchine. Il vento sembra finalmente essersi calmato.
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