lunedì 10 agosto 2009

Cronaca dell'attraversamento del Canale di Panama


Carissimi,

siamo tornati in Pacifico finalmente!!

Come previsto giovedi scorso abbiamo iniziato il transito del Canale. A mezzogiorno puntuali sono arrivati i nostri linehandlers, quattro ragazzoni con in spalla le lunghe cime necessarie a mantenere la barca in sicurezza all'interno delle chiuse. Vedendoci un po' nervosi, ci hanno prontamente rassicurato, dicendoci che gli incidenti sono rari e che tutto sarebbe andato per il meglio. Cosi' alle 15 ci spostiamo all' áncoraggio municipale "flat" di fronte a Colon dove aspettiamo il pilota per le 16.30. Qui scopriamo che il nostro transito nelle prime tre chiuse (Gatun Locks) e´programmato per le ore 18 e che il nostro compagno di viaggio sara´ un grosso catamarano a motore che batte bandiera australiana. Dopotutto non e´andata male: visto che il catamarano pesa quattro volte Damiana e ha due motori potentissimi, a noi non restera´altro che legarci a lui e fargli fare tutto il lavoro.


Mentre ci avviciniamo ai Gatun Locks cercando di non restare troppo indietro rispetto al catamarano, il nostro pilota che si chiama Jorge ed e' portoghese, ci spiega come avverra´il transito, ci rassicura e da' istruzioni ai ragazzi. Arrivati di fronte all`entrata delle chiuse iniziamo la complicata operazione di avvicinamento delle due barche perche´possano essere legate insieme senza che gli scafi ne risentano.


I nostri ragazzi, che di esperienza ne hanno da vendere, passano le cime da una parte all' altra, spostano pneumatici e parabordi, cosi' in 5 minuti siamo pronti ed ora non rimane altro che aspettare il segnale del primo lock. Visto che il catamarano ha solo due linehandlers professionali (che senso ha voler risparmiare 200 dollari, quando hai una barca che ne vale qualche milione?? Mah!) decidiamo di "prestargli" due dei nostri, cosi' anche noi ci sentiamo piu' tranquilli e anche il pilota approva la mossa. Sembra che ci siano dei problemi di ritardo, cosi' ci facciamo trascinare dal catamarano nell'attesa e ci fanno posizionare dietro ad un grosso cargo che fara' il passaggio con noi.

Quando il nostro pilota riceve l'ok dal "controllo" del canale sono ormai le 19 passate ed e' gia' buio. Iniziamo cosi' il nostro transito con tutte le luci accese in un'atmosfera quasi da sogno.



Quando entriamo nella prima chiusa l'emozione e' forte, io sto per avere un attacco di claustrofobia peggio che sull'aeroplano, ma tutto sembra a posto, siamo ben centrati nella camera di cemento e soprattutto, tutti sembrano sapere esattamente cosa devono fare. Ottimo! Sentiamo la campanella che annuncia la chiusura delle porte e attendiamo pazienti.





E' impressionante con che velocita' l'acqua salga di 10 metri (in ogni chiusa) in pochi minuti. Quasi non ce ne accorgiamo e velocemente passiamo nella seconda camera. Abbiamo un po' di problemi nel mantenere le due barche diritte, cosi' Francesco da' dei colpetti di retromarcia con il nostro piccolo 20 cavalli, per stabilizzare la posizione seguendo le indicazioni del pilota. Nel giro di un'ora e mezza siamo fuori dalle chiuse e ci troviamo nel buio dei laghi Gatun illuminati solo dalle luci dei molti mercantili che attendono il loro turno per entrare nelle chiuse.
Il pilota decide di sciogliere la "zatterona" e ci indirizza verso una boa un paio di miglia piu' in la', fuori dalla rotta dei cargo. Passeremo qui la notte e domattina alle 6 arrivera' un nuovo pilota che ci portera' fino in Pacifico. I nostri ragazzi si danno da fare per ormeggiare Damiana e per far sbarcare il pilota, che viene prontamente recuperato da un barcozzo della ACP (Autoridad del Canal de Panama) con una manovra assurda. Ce l'avevano detto che questi della ACP guidano come i pazzi, pero' in effetti sembra che sappiano come fare!
Sono quasi le 21, siamo tutti stanchi e affamati, cosi' mentre Francesco sene sta in pozzetto con i ragazzi a bere una meritata birretta, io preparo un chilo di spaghetti che condiremo con un sugo di pesce saggiamente preparato il giorno prima! Tutti sembrano apprezzare la comida italiana e pur di restare a bordo di Damiana e far due chiacchiere in spagnolo, i ragazzi rifiutano la proprosta di poter passare la notte sul comodo e spazioso catamarano, che sta ormeggiato a dieci metri da noi. Malgrado la stanchezza ce ne stiamo in pozzetto fino quasi alle 23, sara' che per l'eccitazione non riusciamo a prendere sonno. Prepariamo le cabine per i ragazzi in caso di pioggia, ma scopriremo poi che preferiranno dormire all'aperto, in pozzetto e sulle reti. Il mattino dopo infatti, li trovo sparsi qui e la' per la barca quando porto loro il caffe', un panino con prosciutto e formaggio e una grossa fetta di torta di mele. Alle 6.20 arriva il nuovo pilota, che si chiama Lorence ed e' giovanissimo, avra' forse 25 anni e continua a scattare foto alla barca, felice di poter fare il transito con noi. Pazzesco eh? Ci sono un sacco di leggende e racconti dell'orrore riguardo ai piloti del canale, tipo che sono tutti scortesi e che vogliono in continuazione mangiare, bere e andare in bagno... si vede che a noi e´andata bene! Visto che Damiana non riesce a superare i 5-6 nodi di velocita' con il motore, Lorence ci fa fare un sacco di scorciatoie in mezzo ai laghi, perche' il nostro appuntamento con il catamarano al PedroMiguel Lock e' programmato per le 10. Non ce la faremo mai in tempo, cmq Lorence dice che non dovrebbero esserci problemi e che il catamarano ci aspettera'.



La giornata e' grigia purtroppo, infatti poco prima di raggiungere la chiusa prendiamo uno scroscio di pioggia terribile, con tuoni e fulmini e una quantita' d'acqua pazzesca. Tutto questo ovviamente quando e' ora di mangiare per i nostri marinai, cosi' sottocoperta siamo affollatissimi e umidicci. Alle 11 pero', contrariamente ad ogni previsione con solo un'ora di ritardo, arriviamo al lock e ci leghiamo al catamarano che ci aspettava paziente.


Ora nelle chiuse l'acqua scendera', anziche' salire come ieri, e sembra che questo processo sia molto piu' facile, senza turbolenze improvvise. Cosi' sara' infatti, in pochi minuti siamo a livello e le porte si aprono per farci raggiungere gli ultimi due locks chiamati Miraflores. Il catamarano ci precede e noi lo seguiamo con calma prima di affiancarci con un'altra manovra perfetta da parte di Francesco che si merita pure i complimenti del pilota!! Evviva il Capitano!



Ormai siamo quasi fuori, pochi minuti e saremo di nuovo in Pacifico... ancora non ci possiamo credere! Cosi' siamo euforici e tutti sembrano condividere questa sensazione, anche i nostri ragazzi che si mettono in posa da "fine transito". Da sinistra: Vladimir, Edwin, Eduardo ed Hector.

Tutto avviene cosi' velocemente che in un attimo siamo fuori dalle chiuse, nel bel mezzo del canale di fianco a Panama City. Le porte di Miraflores si chiudono dietro di noi e il transito e' finito, e' gia' finito e tutto e' andato cosi' liscio e tranquillo, che ancora mi domando perche' ci preoccupavamo tanto.


Ora abbiamo preso "in affitto" una boa per qualche giorno, visto che dobbiamo fare qualche giro e qualche spesa a Panama City, solite cose di manutenzione, tipo una nuova catena + cima per l'ancora e alcuni pezzi di ricambio per il motore. Tra qualche giorno andremo in Capitania a fare il nostro Zarpe internazionale, ma prima di spostarci a nord verso il Costa Rica, abbiamo deciso di trascorrere qualche settimana nelle isole panamensi di Taboga e Las Perlas, dicono che sono bellissime, cosi' non vogliamo perderle.

Grazie a tutti voi per il sostegno e per averci pensato tanto durante il transito, ci sentiamo alla prossima, un abbraccio

1 commento:

Filo ha detto...

Bellissimo, il canale di panama suscita sempre un gran fascino.

Buon viaggio!

Ciao
filo

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