venerdì 31 luglio 2009

Diario di bordo luglio 2009: Arcipelago de San Blas o Kuna Yala e navigazione verso Colon

30 giugno 2009

Isla El Porvenir. Ci svegliamo alle 6.30. Ieri sera un americano da una barca vicina ci ha avvisato che alle 6.45 dovrebbe arrivare il primo aereo della giornata sulla scassatissima pista di atterraggio dell’isola, cosi’ Francesco e’ tutto emozionato e lo aspetta in pozzetto come un ragazzino. Abbastanza puntuale verso le 7 arriva un piccolo bimotore che atterra senza problemi e riparte subito caricando nuovi passeggeri.


Dopo colazione mettiamo il barchino in acqua e andiamo in Capitaneria, pero’ purtroppo il Capitano non c’e’, cosi’ riusciamo solo a rinnovare il nostro visto alla Migration e a pagare la tassa di ancoraggio ai Kuna per la durata di un mese (20 dollari per la barca + 2 dollari a persona). Visto che abbiamo montato anche il fuoribordo, facciamo un breve giro di esplorazione intorno alle isole vicine: sono stipate di capanne e piccoli edifici in cemento, tanto che non rimane nemmeno un minuscolo spazio libero tra le case, ma addirittura ci sono dei moli che si estendono sull’acqua al termine dei quali si trovano i bagni di ogni abitazione.



Tornando alla barca passiamo vicino ad un barcone, o meglio, ad una vera e propria nave, ancorata poco distante e mentre ci giriamo intorno meravigliati dalla bellezza dell’oggetto, Ludwig (uno dell’equipaggio) ci invita a salire a bordo. Stahlratte e’ il nome di questa splendida imbarcazione di 30 metri con bandiera tedesca, ex peschereccio norvegese a vela del primo novecento ed ora utilizzata come nave da turismo: durante l’estate fanno base qui a El Porvenir e trasportano backpackers a Cartagena in Colombia ogni settimana. D’inverno invece si spostano a Cuba e Jamaica. Passiamo la mattinata a chiacchiere con Ludwig, un omaccione tedesco molto simpatico che da quando ha 14 anni vive in mare. Decidiamo di stare insieme per cena, ovviamente su Stahlratte dove la cucina e’ una vera cucina e c’e’ posto per stare tutti seduti comodamente. Che meraviglia! A volte solo il pensiero di poter avere un po' più di spazio, specie nelle condizioni climatiche attuali, mi rende felice!


Torniamo a Damiana e nonostante il caldo accendiamo il forno e prepariamo del pane e una crostata di pesche per stasera. Alle 6 siamo di nuovo a bordo di Stahlratte e c’e’ anche una famiglia di Kuna che Ludwig conosce da tempo: una coppia giovanissima (lei 16 e lui 21) con un neonato carino e silenzioso, davvero adorabili ed estremamente gentili. Per cena abbiamo linguine al sugo di tonno fresco stile italiano, yucca fritta e tonno fritto stile Kuna, una quiche con funghi e formaggio cucinata da Ludwig, vino bianco e crostata per dessert. Facciamo tardi in chiacchiere, poi su questa splendida nave si sta cosi’ bene, infatti sono quasi le 23 quando torniamo su Damiana che ci aspettava paziente con la sua fievole lucina d’ancora preventivamente accesa!


1 luglio 2009
Isla El Porvenir. Alle 5 mi sveglio per via dei tuoni che, sebbene lontani, fanno una strana vibrazione con lo scafo. Verso le 8 proviamo ad andare in Capitania, ma il capitano ancora non c’e’. “Magnana sin falta” (domani di sicuro) ci dicono, ma chissa’, a questo punto tutto e’ possibile.


Piove forte per gran parte della mattinata, meno male perche’ ci serviva l’acqua per fare il bucato. Nel pome disinfettiamo le taniche vuote dell’acqua con la clorina e le lasciamo in pozzetto ad asciugarsi. Decidiamo una rotta di massima per le prossime 3 settimane e facciamo una lista di pasti disponibili, cosi’ da essere sicuri di non sprecare nulla ed ottimizzare la cambusa. In ogni caso qui non ci sono negozi in cui comprare frutta e verdura, quindi ci dovremo arrangiare con quello che abbiamo. Per cena padellata di chayote, patate e carote e una grossa omelette ripiena di prosciutto, funghi e formaggio. Quando ormai e’ gia’ buio da qualche ora, vediamo in lontananza la lucina di una barca a vela in avvicinamento e cosi’ ne seguiamo con apprensione il percorso tra le barriere coralline fino a che non si ancora poco distante da noi.


2 luglio 2009
Da isla El Porvenir a Cayos Chichime. All’alba siamo in piedi, il cielo e’ ancora nuvoloso e minaccia pioggia. Alle 7 scendiamo a terra per vedere il Capitano e incontriamo Ludwig. Sbrighiamo le formalita’ burocratiche e poi andiamo a salutare Stahlratte che oggi parte per le isole Carti’ e poi per Coco Bandero. Noi invece andremo ai Cayos Chichime. Visto che distano solo 2 m/n decidiamo di andarci a motore, cosi’ da ricaricare le batterie, anche se durante il tragitto si scatena un temporale pazzesco, con fulmini e tuoni vicinissimi e zero visibilita’. La fortuna pero’ ci assiste, cosi’ quando siamo ormai a mezzo miglio dalle isole, lo scroscio di pioggia diminuisce lasciandoci intravedere le barriere coralline e facendoci imboccare lo stretto canale di entrata senza troppi problemi.


Ancoriamo in 9 metri davanti ad una barca spagnola registrata a Barcellona che si chiama Maria. Appena gettata l’ancora veniamo letteralmente assaliti dai Kuna che con le loro canoe (ulu) ci abbordano chiedendoci caramelle, biscotti, riviste di moda, ma soprattutto Coca Cola. Ovviamente noi non abbiamo nulla di tutto cio’, ma loro non sembrano crederci per davvero, cosi’ rimangono in attesa attaccati agli scafi laterali. Dopo un paio d’ore mi decido a comprare un piccolo delizioso mola per arredare un po’ Damiana e solo allora si dirigono verso la prossima imbarcazione ancorata poco piu’ in la’.


Effettivamente, la guida nautica diceva che i Kuna possono essere persistenti, ma non immaginavamo fino a questo punto. La pioggia ci da’ una tregua, cosi’ Francesco fa un lungo bagno nell’acqua a 33 gradi, mentre io raccolgo l’acqua rimasta nelle pieghe della randa e faccio il bucato. Passiamo il primo pomeriggio in faccende varie, pulendo la coperta e facendo un po’ di controlli al motore. Verso le 15 si alza un bel venticello che porta via un po’di nuvole, cosi’ smette definitivamente di piovere, anche se la maggior parte del cielo rimane coperta. L’ancoraggio e’ veramente gradevole tra due isolotti coperti di palme tra cui si intravedono le casette di canne dei Kuna.


Unica nota negativa l’affollamento: nella piccola baia ci sono altre 6 barche oltre a noi, per fortuna che la stagione estiva, ovvero la stagione delle piogge, doveva essere bassa stagione per il turismo nautico! Passiamo un po’ di tempo in pozzetto guardandoci intorno, mentre altri Kuna passano chiedendoci altre cose. Per porre fine alla questua regalo loro una cipolla e tre penne malandate. Per cena ci mangiamo un avanzo della verdura di ieri e gamberetti al vapore. Nella notte temporali con i soliti fulmini e tuoni spettacolari. Raccogliamo 40 litri d’acqua piovana, sembra proprio che domani potremo fare la doccia con l’acqua dolce!


3 luglio 2009

Cayos Chichime.
Sveglia alle 6.30. Non piove, ma la coltre di nuvole e’ cosi’ spessa che non si riesce nemmeno ad intravedere il sole. Raccogliamo l’acqua rimasta tra le pieghe della randa, svuotiamo il dinghy e mettiamo in ammollo le lenzuola. Ne approfittiamo per dare una bella lavata con il sapone agli scafi e al pozzetto. Mentre ce ne stiamo a pulire, arrivano due Kuna che ci chiedono se possiamo ricaricare i loro cellulari perche’ hanno la batteria scarica. Pazzesco! Sulle isole non c'e' elettricita’ quindi hanno bisogno che qualcuno li aiuti quando finisce la batteria; allora e’ vero che gran parte dei soldi che riescono a guadagnare vendendo le molas o il pesce, li usano per comprare i cellulari e le schede di ricarica! Francesco conia il termine “surrealismo tecnologico” per descrivere questa situazione e credo proprio che sia azzeccato. Ci mettiamo d’accordo con i Kuna perche’ tornino tra un paio d’ore quando i telefoni saranno carichi, ma pensa te! Il tempo non sta migliorando, ma visto che non piove decidiamo di fare almeno un giretto a piedi su una delle due isole. Vediamo anche il relitto di una nave incagliato nella barriera corallina.


I bimbi ci chiamano e altre donne provano a venderci altre molas. Incontriamo anche due buffi maialetti e Francesco si diverte a fare il "naufrago":


Purtroppo ricomincia a piovere , cosi’ torniamo su Damiana e io colgo l’occasione per fare una nuova saponata e lavare lo scafo che non eravamo poi riusciti a finire ieri. Francesco prepara il pane e quando smette di piovere stendiamo il bucato su due cime tese tra le sartie laterali: con il venticello fresco che si e’ alzato potrebbe anche asciugarsi prima di stasera. Francesco passa il resto del pomeriggio leggendo in pozzetto, io preparo una pentolona di ragu’. Nel frattempo arrivano altri ragazzini con la canoa e ci portano altri cellulari da ricaricare. Per cena ovviamente rigatoni al ragu’. Nella notte temporali e vento forte da est.


4 luglio 2009

Cayos Chichime. Pioggia torrenziale, raccogliamo altri 30 litri d’acqua per il serbatoio. Io c’ho l’emicrania cosi’ passo la mattinata a letto al buio, Francesco legge aspettando un miglioramento del tempo. Siamo pure costretti ad accendere il motore per un’ora perche’ le batterie sono un po’ giu’ e non c’e’ luce per nulla. Verso le 12 ci si affianca una grossa canoa: e’ Venancio, un mola master, che vorrebbe farci vedere le sue creazioni. Le sue molas sono stupende, con una cura dei dettagli e delle rifiniture che ci stupisce per la pazienza el’accuratezza del lavoro. Cosi’, dopo aver passato un paio d’ore a visionare tutte le sue molas e a contrattarne il prezzo, ne compriamo quattro bellissime.


Nel pomeriggio abbiamo un sacco di problemi con una forte corrente che non fa stare Damiana al vento e cosi’ rischiamo di andare a sbattere contro un grosso monoscafo colmo di surfisti che si e’ forse ancorato un po’ troppo vicino a noi. Verso il tramonto il cielo si apre un po’, ma altri temporali si intuiscono all’orizzonte. Per cena cavolo saltato in padella, riso basmati e fagioli refritos mexicani.


5 luglio 2009

Da Cayos Chichime a Cayos Holandeses Ovest.
Sveglia alle 5.30. Fuori sembra sereno o quasi, cosi’ alle 7 salpiamo l’ancora e usciamo a motore dallo stretto passaggio tra le barriere coralline. L’obiettivo e’ un gruppo di cayos a 6 m/n piu’ a est e con questo vento leggero di 5 nodi siamo di bolina a 30 gradi. In meno di tre ore siamo ancorati di fronte a queste isolette coperte di palme. C’e’ anche un’altra barca a vela e un gruppo di giovani campeggiatori sulla spiaggia.



Esce un po’ di sole cosi’ Francesco si butta in acqua e fa un po’ di snorkeling, mentre io do l’olio al teak visto che oggi non piovera’. Quando il Capitano torna dalla sua esplorazione si mette a leggere in pozzetto, io invece finisco le faccende quotidiane di pulizia e ordine sottocoperta. Nel primo pomeriggio arriva una bella canoa dipinta di verde e rosso con a bordo Prato, un altro mola master che ci chiede di comprare qualche mola. Purtroppo abbiamo speso gia’ quasi tutti i nostri soldi ieri comprando quelle da Venancio, cosi’ gli offriamo dell’acqua e lui in cambio ci da’ un cellulare da ricaricare! Gli diciamo che glielo porteremo al villaggio quando la batteria sara’ a posto e lui ci sorride felice. Cosi’ dopo qualche ora buttiamo il barchino in acqua e a remi raggiungiamo riva; camminiamo tra le palme per qualche minuto e vediamo spuntare i tetti delle capanne poco piu’ in la’.



Prato ci chiama da lontano e appena gli restituiamo il cellulare subito fa una lunghissima telefonata probabilmente a dei parenti su un’altra isola. Ci presenta pure la sua mamma che e’ l’unica nel villaggio a portare il costume tradizionale con la gonna blu a stampe verdi e il tipico fazzoletto rosso in testa.


Tornati alla spiaggia facciamo un lungo bagno nell’acqua trasparente e verso le 17 torniamo su Damiana. Per cena spaghetti con zenzero e acciughe.


6 luglio 2009
Dai Cayos Holandeses Ovest ai Cayos Holandeses Est. Sveglia alle 6. Francesco prova ad accendere il motore per farlo scaldare un po’, ma qualcosa non va: non abbiamo elettricita’. Cosi’ il Capitano scende nello “sgabuzzino dei cavi” dove ci sono tutti collegamenti elettrici e scopre che la vite del blocco di connessione del polo negativo si e’ allentata per via sia del caldo che delle vibrazioni. Una volta riavvitata abbiamo nuovamente elettricita’ e usciamo a motore dalle barriere coralline. Il cielo e’ in parte coperto, ma siamo ottimisti. Il vento e’ leggero (5-7 nodi) e siamo al traverso con il gennaker gonfio e la randa panciuta. Dopo nemmeno mezz’ora pero’ il vento gira, cosi’ ora siamo di bolina a 30 gradi con rischio continuo di virata non desiderata. Verso le 11 poi il vento crolla del tutto lasciandoci alla deriva a sole 2 m/n dalla nostra meta. Pazienza, accendiamo il motore ed imbocchiamo con cautela il passaggio tra le barriere coralline per raggiungere l’ancoraggio, chiamato “swimming pool” dai crocieristi. Il posto e’ meraviglioso, non ci stupiamo che ci siano almeno altre 15 barche gia’ alla fonda in questa grande baia poco profonda e dall’acqua trasparente.


Ci mettiamo su uno degli scafi ad osservare il fondale, ma non vediamo pesci, ne’ stelle marine, solo sabbia e qualche alga qui e la’. Montiamo il piccolo outboard sul barchino e scendiamo subito a terra su uno dei cayos, chiamato “Barbeque Island” dai barcaioli, vista l’abitudine di ritrovarsi qui e cucinare insieme sulla spiaggia.



Siamo storditi dalla bellezza del luogo e dalla luce accecante del sole, che nel frattempo ha sciolto tutta la foschia mattutina. Non possiamo resistere, cosi’ ci buttiamo in acqua e stiamo in ammollo durante le ore piu’ calde.



Quando torniamo alla barca e’ ancora caldissimo, ma abbiamo energia in eccesso grazie ai pannelli solari, cosi’ mentre Fra legge in pozzetto all’ombra, io posso usare un po’ il computer ed inziare a scrivere i testi del blog! Per cena pollo al curry, piselli saltati con le carote, riso basmati e un bicchiere di vino rosato. Stiamo in pozzetto ad osservare le stelle, ma verso le 8.30 crolliamo gia’ dal sonno.


7 luglio 2009

Cayos Holandeses Est.
Sveglia alle 8. Fuori nuvoloni neri, piove fino quasi alle 11 con temporali continui. Raccogliamo altri 40 litri d’acqua piovana per il serbatoio, per bere e per il bucato. Appena il cielo si apre un po’ facciamo un lungo giro con il barchino esplorando le isole vicine e poi ci dirigiamo verso la barriera corallina. Vediamo una grossa manta che cerca di mimetizzarsi sotto la sabbia.




Decidiamo di sgranchirci un po’ le gambe sull’isola di Banedup: come al solito spazzatura ovunque. Al primo posto come sempre bottigliette di plastica di ogni tipo, seguite da scarpe e sandali rigorosamente spaiati, in ultimo confezioni di polistirolo ed altri tipi di imballaggi.



Questa faccenda della spazzatura ci fa passare il buonumore, non ci era mai capitato in Messico sul Pacifico di trovare tanta plastica sulle spiagge. Certo sporadicamente qualche bottiglietta qui e la’, che prontamente raccoglievamo e portavamo con noi in barca per poi lasciarla in qualche grosso centro dove fosse possibile riciclarla, ma qui… come si fa?? La plastica e’ ovunque e ne arriva in continuazione dal mare. Alcune isole sono tenute pulite dai barcaioli, ma la soluzione e’ ovviamente raccogliere tutta la plastica e poi farne un bel falo’, soluzione che non riduce il problema, ma semmai ne crea altri con la dispersione dei fumi nell’aria. Insomma, la soluzione finale sarebbe quella di non usare proprio piu’ per niente la plastica, almeno che non vi siano delle strutture in grado di processarla, ma qui a Panama, cosi’ come in tutti i Paesi del Centro America, noi non abbiamo mai visto nessuna iniziativa di raccolta differenziata, se non raramente per l’alluminio. Terminato il giro dell’isola ci divertiamo con alcuni paguri prima di tornare in barca.



Nel pomeriggio faccio il bucato e poi ci mettiamo all’ombra in pozzetto a far due chiacchiere. Al tramonto arriva un cayuco con a bordo il capo delle isole che ci fa pagare 5 dollari per poterci ancorare qui. In realta’ ci dice, la tariffa giusta sarebbe 10 dollari, ma siccome siamo italiani, ci fa uno sconto. Gli regaliamo una scatola di Kinder per il suo bambino chiedendoci a cosa sia servito pagare la tassa di ancoraggio di 24 dollari al Congeso dei Kuna, se poi in ogni isola ci chiedono altri 5-10 dollari per poter stare li’, mah! Per cena rigatoni panna, prosciutto e funghi e qualche pistacchio nel dopocena in pozzetto.


8 luglio 2009
Cayos Holandeses Est.
Giornata di relax pescando e pulendo Damiana.


9 luglio 2009

Da Cayos Holandeses Est a Coco Bandero Ovest. Sveglia alle 6.30. Il tempo sembra abbastanza buono, cosi’ alle 7.30 salpo l’ancora e Francesco fa lo slalom tra le varie barche ancorate vicino. C’e’ poco vento, nemmeno 5 nodi, ma riusciamo a tenere una bolina sui 60 gradi e dopo un paio d’ore siamo di fianco alle isole di Coco Bandero. Quando stiamo approcciando urtiamo il fondale con la deriva, non ci eravamo accorti che la profondita’ era improvvisamente crollata a 2 metri. Tiriamo immediatamente su la deriva e cominciamo a tener d’occhio il profondimetro, che pero’ ora da’ 10 metri, mannaggia, era una secca! Il Capitano non si arrabbia e mi dice che puo’ succedere, che i banchi di sabbia si spostano, ma io mi sento molto in colpa, visto che la rotta l’ho fatta io e sulle mappe nautiche non sembravano esserci problemi. Dopo esserci ancorati in 11 metri, Francesco si butta in acqua e va a vedere se la deriva ha subito dei danni e sembra che si sia soltanto lievemente sbucciata la vernice antivegetativa, meno male!



Il cielo e’ coperto, ma i pannelli solari lavorano bene con la luce diffusa, cosi’ mettiamo in acqua il barchino e andiamo vicino a riva per provare a pescare delle piccole sardine con la rete. Purtroppo nonostante la nostra dedizione le sardine ci deridono e dopo qualche ora ributtiamo in mare le poche che abbiamo preso, tanto non sarebbero comunque sufficienti nemmeno per farci un sugo. Scendiamo a terra per far due passi; ci sono due Kuna che accatastano cocchi e poi li caricano sul loro cayuco. Sulla spiaggia solite montagne di spazzatura. Torniamo alla barca e arriva un altro cayuco con a bordo tre pescatori che ci offrono dei granchi giganti per pochi dollari: affare fatto, io adoro il granchio!!


Nel pomeriggio poi arriva un altro grosso cayuco carico di frutta, verdura, alcolici e quant’altro. Il venditore di chiama Apio (che in spagnolo significa sedano) e ci sembra affidabile, cosi’ compriamo un po’ di verdura e gli commissioniamo 4 chili di farina da portarci domani. Purtroppo la verdura che abbiamo comprato non e’ freschissima, cosi’ sono costretta a cucinarla tutta e subito, per poi congelarla se non vogliamo buttarla domani. Passo il resto del pomeriggi ai fornelli e Francesco legge all’ombra in pozzetto. Verso il tramonto cuciniamo l’enorme granchio che non sta nemmeno nella pentola e poi ce lo mangiamo in pozzetto usando le tenaglie per spaccare le chele: buonissimo! Nella notte vento forte da nord e temporali che stranamente vengono dal mare e non da terra, probabilmente ci deve essere una qualche depressione sui Caraibi.


10 luglio 2009

Da Coco Bandero Ovest a Coco Bandero Est. Sveglia alle 6.30. Il cielo e’ coperto. Cosi’ decidiamo di sfruttare l’ora di motore necessaria per ricaricare le batterie per spostarci nelle prossime isole distanti circa 3 m/n. Qui ci sono gia’ altre 6 barche e l’unico spazio rimasto e’ vicino ad uno degli isolotti in 11 metri.


Passiamo la mattinata a far manutenzione al salpa-ancore: ogni 6 mesi circa, bisogna smontarlo, lavarlo con acqua dolce e ingrassare i meccanismi se vogliamo che duri nel tempo. Oggi abbiamo un eccesso di energia con i pannelli solari, cosi’ posso preparare alcuni testi del blog al computer e anche tenere acceso un ventilatore per un’oretta. Nel pomeriggio riorganizziamo la dispensa e ci facciamo uno spuntino con una bella tazzona di noodles cinesi scaduti dalla notte dei tempi! Il cielo e’ sempre coperto e non vuole saperne di migliorare, anzi, tira una bella arietta (15-18 nodi) da nord e minaccia altra pioggia. Verso le 14 arriva Apio con il suo cayuco e ci dice che non e’ riuscito a trovare la farina, ma che se gli ordiniamo altre cose e gli diamo un po’ di dollari d’anticipo ci portera’ la merce per domani o dopodomani al massimo. Anche se un po’ diffidenti gli diamo 40 dollari e speriamo bene. Nel frattempo il vento aumenta ancora e piove anche un pochino, cosi’ passiamo il resto del pomeriggio a fare altri lavoretti di manutenzione e poi ci diamo alla lettura. Ceniamo presto verso le 16.30 con una frittata ripiena di fagiolini e prosciutto con contorno di cavolo e carote. Verso le 8 siamo gia’ a letto, nella notte temporali con vento piuttosto forte, a volte le raffiche erano oltre i 40 nodi. Altri barcaioli sono costretti a ri-ancorarsi con il buio, per fortuna la nostra Delta tiene, anche se spesso mi alzo per controllare che l’ancora sia al suo posto!


11 luglio 2009
Coco Badero Est. Sveglia alle 7. Il tempo non e’ buono, piove a dirotto con nuvoloni ovunque. Durante la notte abbiamo raccolto 20 litri di acqua ed ora non sappiamo pi’ dove metterla perche’ il serbatoio e’ pieno. La mattinata trascorre lenta assorti nella lettura. Poi mettiamo giu’ il barchino e andiamo in esplorazione della barriera corallina per vedere il relitto di una grande nave, ma ricomincia a piovere quasi subito, cosi’ torniamo in barca e siamo costretti ad accendere il motore per caricare la batteria.


Nel pomeriggio il tempo migliora un po’, cosi’ cogliamo l’occasione per fare una bella doccia con l’acqua dolce in coperta. Mentre ci stiamo asciugando al sole vediamo arrivare Aquileia, la barca italiana che avevamo visto chiusa all’Isla Linton: siamo emozionati, sarebbe la prima volta che incontriamo degli altri compatrioti giramondo. Purtroppo pero’ Aquileia dopo nemmeno un’ora salpa l’ancora e se ne va, proprio quando stavamo per prendere il barchino e andare a salutare il suo equipaggio, che peccato! Francesco prepara il pane, mentre io faccio il pieno di alcool al fornello. Verso le 16 arriva Apio che pero’ ci ha portato solo la meta’ delle cose che gli avevamo chiesto; ci mettiamo d’accordo per vederci domani in un altro ancoraggio. Passiamo il resto del pomeriggio ad aggiustare con la fibra di vetro e la resina epossidica una stecca del parasole che si e’ spezzata durante la notte per via del vento. Per cena ci facciamo una bella zuppetta clam chowder in scatola e una padellata di piselli con le patate e alle 8 siamo nel mondo dei sogni.


12 luglio 2009
Da Coco Bandero Est all’Isla Verde. Sveglia alle 5 per via di un temporalone con saette spettacolari. Alle 8 smette di piovere e decidiamo di spostarci nelle isole vicine distanti solo 2 m/n, cosi’ ci andiamo a motore, perche’ non vale la pena di far la fatica di tirar su le vele per 15-30 minuti di navigazione! Facciamo un po’ di fatica a distinguere le barriere coralline e il passaggio d’entrata, ma la guida nautica ci ha fornito dei punti gps che ci sono d’aiuto con questa luce abbagliante che non ci fa vedere dove siano esattamente le barriere, malgrado gli occhiali polarizzati. Ci sono altre 2 barche ancorate qui, ma proprio mentre arriviamo se ne vanno, cosi’ siamo soli finalmente!! Esce pure il sole, abbiamo energia in eccesso con i pannelli e il vento. Tutto e’ cosi’ tranquillo qui.



Buttiamo fuori tutta la roba che sta a prua (vele, cerate, maglioni, stivali…) e la stendiamo al sole perche’ e’ perennemente umida. Cosi’ colgo l’occasione per tirar fuori delle nuove provviste dal gavone di prua e per dare una pulita alle muffe che continuano a formarsi senza sosta. Svuotiamo anche il gavone di poppa e Francesco ci si infila dentro per vedere se e’ possibile scoprire qual e’ il problema della radio SSB: la scatola con i collegamenti dell’antenna sta qui sotto. Passiamo un paio d’ore a fare delle prove con la radio e dopo aver cambiato alcuni settaggi, ora sembra funzionare un pochino meglio, almeno sentiamo qualcosa. Per ora e’ gia’ un progresso! Nel pomeriggio passano due giovanissimi pescatori che hanno il cayuco colmo di aragoste, polipi, molluschi e c’e’ anche una grossa tartaruga. Compriamo un polipo per la cena e lo mettiamo in un secchio in attesa di cucinarlo.


Continuiamo con i lavori di manutenzione ad una serie di viti che perdono acqua sottocoperta: bisogna smontare i pezzi, pulirli e rimontarli con una tonnellata di silicone. Per cena quindi polipo, fagioli in insalata e patate bollite. Al tramonto si alza un bel venticello teso da nord-ovest. Dalle montagne invece arrivano nuvole cariche di pioggia. Nella notte il vento aumenta oltre i 20 nodi e il generatore eolico va che e’ una bellezza; l’ancora e’ settata bene e non ci spostiamo di un metro, anche grazie alla protezione delle due barriere coralline poco distanti.


13 luglio 2009

Isla Verde.
Alle 5.30 siamo in pozzetto a goderci l’alba con un bel vento sostenuto da nord-est.



La mattinata trascorre lenta tra manutenzioni varie. Nel pomeriggio visto che e’ uscito un po’ di sole usciamo in pozzetto e iniziamo ad occuparci dei due winch piu’ grandi: solita storia, vanno smontati, puliti, ingrassati e rimontati nuovamente. Francesco poi prepara il pane, mentre io finisco di fare il bucato e stendo i panni al sole. Arriva anche Apio che ci porta un gallone di benzina, ma non la verdura che gli avevamo chiesto perche’ la nave con i rifornimenti non e’ arrivata, dice. Cosi’ ci mettiamo d’accordo per vederci tra due giorni in un’altra isola. Mentre Francesco finisce di ingrassare i winch, io mi occupo di alcune faccende in cucina: travaso olio e acqua, smonto e pulisco saliera e pepiera, ungo i coltelli e le coppe di metallo dopo averle ben lavate e asciugate, per evitare che facciano troppa ruggine. Per cena abbiamo insalata di tonno, fagioli e cipolla e un’ottima ciabatta fatta in barca. Nella notte il vento continua forte da nord.


14 luglio 2009
Isla Verde. Sveglia alle 6, colazione e relax in pozzetto. Oggi e’ il nostro secondo anniversario di matrimonio, cosi’ ce la prendiamo con calma stamattina. Passiamo qualche ora facendo l’ammollo alle lenzuola e al coprimaterasso mentre il vento da nord inizia a diminuire un pochino. Poi mettiamo il barchino in acqua e facciamo a piedi il giro dell’isola: come al solito spazzatura ovunque, ma stavolta Francesco riesce a recuperare alcune cose utili, tipo un’esca di plastica, un grosso pezzo di gomma e un galleggiante.




Facciamo un lungo bagno nell’acqua limpida fino a che un nuvolone carico di pioggia ci fa correre in barca a chiudere i portelloni. Ovviamente quando si ha fretta il fuoribordo non ne vuol sapere di partire, cosi’ passiamo il resto della mattinata a filtrare la benzina che anche questa volta sembra contenere un pochino di acqua. Risolto il problema ripartiamo in direzione di una piccola isola affollata di palme e troviamo delle stelle marine e delle orchidee splendide.




Alle 2 torniamo in barca, ora fa veramente caldo, cosi’ Fra legge all’ombra in pozzetto, io sottocoperta. Per cena abbiamo in programma risotto con polpa di granchio, ma quando apriamo il pacco del riso arborio i chicchi sono tutti ricoperti da una patina scura tipo muffa. Prima di buttarlo voglio provare a lavarlo, cosi’ dopo diversi risciaqui il riso sembra di nuovo in forma e infatti poi il risultato sara’ ottimo. Abbiamo anche una bottiglia di Chardonney cileno per l’occasione! La notte passa tranquilla, senza vento ne’ temporali, forse la prima da quando siamo partiti da Bocas del Toro un mese fa.


15 luglio 2009

Da Isla Verde a Cambombia.
Quando ci svegliamo alle 6 si e’ alzato un bel vento da sud e sta per piovere. Aspettiamo qualche ora che il cielo si apra un po’ e poi partiamo diretti all’isola di Cambombia. La distanza e’ veramente irrisoria, cosi’ dopo un’oretta a motore siamo ancorati in 10 metri d’acqua con uno spicchio di sole che fa capolino dalle nuvole. Stendiamo il bucato ancora umido da ieri, mentre un grosso barcone a motore e un catamarano salpano l’ancora e ci lasciano soli.


Nel pomeriggio dovrebbe venire Apio per portarci le ultime cose, speriamo bene. Passiamo il resto della mattinata e parte del pomeriggio a pulire il fondo di Damiana: e’ un lavoro lungo e faticoso, ma in un’altra sessione dovremmo aver finito per bene (per ricominciare da capo tra tre settimane). Pulendo vicino alla scassa della deriva, Francesco scopre che abbiamo tre pescetti blu che probabilmente vivono li’, perche’ ogni volta che si butta in acqua sono sempre nello stesso posto…ci domandiamo: ma come fanno ogni volta che ci spostiamo?? Mah, li terremo d’occhio, anche perche’ ora devo aggiornare nuovamente la lista dei clandestini. Oltre ai due gechi imbarcati a Bocas, abbiamo un bacherozzo (una sorta di grosso vespone solitario) che vive in un anfratto della seconda crocetta ed ora tre pescetti blu nella scassa della deriva… iniziamo ad essere un po’ troppo affollati! Visto che Apio non arriva proviamo a chiamarlo con il satellitare e ci dice che verra’ domani, perche’ la nave con la verdura ancora non e’ arrivata, sara’ vero? Cominciamo a pensare che non rivedremo piu’ i 20 dollari che ci deve. Con il dinghy andiamo ad esplorare un po’ i dintorni, ma c’e’ molto vento, il cielo e’ veramente scuro e cosi’ torniamo quasi subito in barca. Per cena tagliatelle al ragu’. Verso le 18.30 quando fuori e’ gia’ buio arriva un cayuco con a bordo una coppia di Kuna; la signora mi dice che sono stanchi e affamati, cosi’ mi offro di cucinare loro qualcosa di caldo. Rifiutano dicendomi che preferirebbero una Pepsi-Cola… rimango senza parole mentre si allontanano pagaiando lentamente nella notte. Alle 8 siamo a letto, mentre fuori spiovicchia.


16 luglio 2009

Cambombia.
Francesco si sveglia all’alba ed esce a vedere le ultime stelle, cosi’ quando mi alzo alle 7.30 lo trovo in pozzetto intento nella lettura.


Il cielo e’ quasi sereno, c’e’ un po’ di sole e una bella arietta da nord, ma grazie alla protezione dell’isola non c’e’ onda per nulla. Visto che ancora non si vedono altre barche, ci godiamo l’ancoraggio e osserviamo i pescatori Kuna che pagaiano sui loro cayucos. Oggi non abbiamo problemi con l’energia: tra vento e sole carichiamo piu’ di 10 ampere all’ora e per stasera la batteria potrebbe essere anche completamente carica. Passiamo la mattinata in faccende, prima sostituiamo le scotte del gennaker con due piu’ leggere, poi diamo una bella pulita alla coperta e agli acciai e Francesco prepara il pane fresco. Verso le 12 ci viene una gran fame, cosi’ preparo uno spuntino: zuppa d’avena regalata da altri barcaioli che hanno lasciato la barca in rimessaggio a Bocas, dopotutto buona, anche se magari migliore in un clima un po’ piu’ fresco! Nel pomeriggio relax in pozzetto per il gran caldo, e’ pressoche’ impossibile stare sottocoperta anche perche’ abbiamo il forno acceso. Doccia con l’acqua dolce per me (unico lusso che ci concediamo una volta in settimana) e doccia con acqua salata per il Capitano. Chiamiamo Apio che trova nuove scuse e promette di raggiungerci domani, siamo piuttosto arrabbiati. Per cena padellata di cavolo e zucchine ripiene di riso in stile turco.


17 luglio 2009

Cambombia.
Cielo coperto e caldo da morire, c’e’ un’afa pazzesca. Passiamo la mattinata smontando delle viti che perdono acqua sottocoperta e rimontando i pezzi con silicone. Chiamiamo di nuovo Apio, facciamo inisieme di nuovo la lista della spesa e promette che verra’ nel pomeriggio. Io ormai non gli credo piu’. Prepariamo Damiana come se dovessimo spostarci, perche’ se davvero Apio arrivasse ci piacerebbe cambiare ormeggio. Tiriamo su il barchino e il fuoribordo, mettiamo a posto la coperta, controlliamo le sartie e le vele. Francesco legge in pozzetto, mentre io metto a posto la cuicina e la dispensa. Passiamo il pomeriggio ad aspettare Apio che non si fa vedere, siamo molto arrabbiati e anche un po’ delusi. Fa caldissimo, abbiamo quasi 35 gradi sottocoperta e anche in pozzetto si fa fatica a respirare. Pulizia delle muffe sulla tuga e piani di navigazione per i prossimi giorni e per passare il Canale di Panama. Per cena bucatini all’amatriciana (purtroppo con il bacon e non con il guanciale, ma il risultato e’ dignitoso). Nella notte vento forte da nord-est.


18 luglio 2009

Da Cambombia a Los Grullos.
Sveglia alle 6.30 e preparazione generale della barca. Il vento e’ ancora sostenuto (15-18) da nord-est. Verso le 8 siamo pronti a partire e arriva Apio che ci porta delle carote, un ananas ed una cassa di birra, si scusa, ma dalle nostre facce deve aver capito che ci eravamo scocciati. Usciamo dalle barriere coralline a motore, poi tiriam su le vele e diamo alla randa una mano di terzaroli, se no rischiamo di andare troppo veloci e di arrivare al prossimo ancoraggio in 10 minuti! Siamo di lasco a 120 gradi e dopo una ventina di minuti siamo di fronte alla nostra meta, purtroppo pero' ci accorgiamo che non c’e’ per niente protezione dal vento e dall’onda, cosi’ proseguiamo verso due piccole isolette distanti un altro miglio: los Grullos.


Qui non c’e’ onda grazie a ben due barriere coralline, pero’ facciamo una gran fatica a trovare un buon punto per l’ancoraggio perche’ il fondale e’ corallo con qualche buco di sabbia. Buttiamo l’ancora e Francesco va a vedere come si e’ settata: non va bene, bisogna rifare. Cosi’ la tiro su e la ributtiamo nella sabbia stavolta. Tutta questa operazione ci porta via piu’ di un’ora e i turisti ci guardano curiosi da una delle isole dove c’e’ un piccolo resort gestito dai Kuna.



Passiamo il resto della mattinata a far ordine nei gavoni del pozzetto e a mettere a posto cime e cimini. Nuovi tentativi di ascolto delle previsioni del tempo con la SSB, ma niente, non sentiamo nulla, cosi’ Francesco si mette a leggere in pozzetto ed io preparo alcuni testi del blog al computer visto che abbiamo energia in eccesso. Nel pomeriggio arriva una panga con una famiglia Kuna: tre bimbi, due ragazzine, due signore in abito tradizionale e un omino che si mette a far due chiacchiere con Francesco. Ci chiede se non abbiamo paura dei ladrones navigando di notte e questa cosa ci diverte molto, allora gli spieghiamo che di solito non stiamo vicino alla costa e che in mezzo al mare non ci sono problemi! Dopo aver salutato i Kuna, proviamo ad aggiustare con la fibra di vetro la stecca del parasole che si e' spezzata di nuovo. Durante il pomeriggio il vento ruota ed ora viene da nord. Al tramonto arrivano anche un catamarano francese che fa charter e un grosso barcozzo a motore registrato alle Isole Marshall. Per cena padellata di patate e carote con svizzere di manzo. Verso le 9 accendiamo la SSB e finalmente sentiamo bene: di notte la propagazione delle onde e' migliore. Ascoltiamo per una mezz'ora una trasmissione in una lingua che ci sembra russo. Fuori il vento soffia come un pazzo da nord-est.


19 luglio 2009

Los Grullos.
Sveglia alle 6.30, colazione e ancora vento forte da nord-est. Il cielo e' in parte coperto, ma forse tra qualche ora migliorera'. Accendiamo la SSB e finalmente riusciamo a sentire la net Panama Connection sugli 8107 kHz, cosi' abbiamo le previsioni del tempo per i prossimi giorni: il vento forte continuera' per via di una serie di depressioni nei Caraibi. Provo a fare il check-in nella net, ma quando trasmetto nessuno mi sente, che delusione... ora sappiamo che anche la trasmittente e' rotta! Mettiamo il barchino in acqua e andiamo a remi al piu' piccolo dei due "grulli". Francesco mi da' la prima lezione di snorkeling: ebbene si', dopo tre anni di vita marina finalmente mi sono decisa a vincere il mio senso di claustrofobia e voglio riuscire ad andare sott'acqua con la maschera. Facciamo una breve immersione vediamo molti pescetti vicino alla barriera corallina. Torniamo alla barca e passiamo il resto della mattinata in relax: Francesco legge in pozzetto, io suono la chitarra per un po' all'ombra del boma. Nel pomeriggio fa caldissimo, cosi' il Capitano fa una lunga nuotata attorno a tutte la barriere coralline. Per cena abbiamo un'ottima focaccia con pomodoro, simil-mozzarella e olive con un contorno di fagioli refritos piccanti. Nella notte il vento resta bello teso, ma l'ancora e' inchiodata nel fondo e non ci spostiamo di un metro.


20 luglio 2009

Da Los Grullos a Cayos Limones. Sveglia alle 6.30, cielo coperto e vento da est a 15-18 nodi. Salpo l'ancora con il verricello e con molta fatica perche' la catena si e' incastrata nei coralli e il ventaccio non da' tregua. Quando siamo liberi dalle barriere coralline tiriamo su la randa con due mani di terzaroli e apriamo la trinchetta: questa scelta di vele sarebbe in realta' per un vento ben piu' sostenuto di questo, ma siccome il prossimo ancoraggio e' molto vicino, vorremmo arrivarci con un po' di calma, cosi' cerchiamo di rallentare Damiana che vorrebbe sempre correre! Infatti andiamo quasi pianino (a 5 nodi!) di lasco e in 30 minuti siamo ai Cayos Limones, dove c'e' gia' un catamarano che se ne andra' poco dopo il nostro arrivo. Passiamo la mattinata a far manutanzione alla ralinga della randa, ai garrocci e alle stecche, lavoro faticoso e complicato anche perche' la randa pesa una tonnellata! Compriamo un piccolo mola da una signora Kuna con una montagna di monetine e tre scatolette di verdura. Nel pomeriggio Francesco legge in pozzetto, io sottocoperta, dopo aver disinfettato le taniche dell'acqua.




Al tramonto veniamo assaliti dalle no-see ums, ma per fortuna si alza un po' di vento, cosi' gli insetti se ne vanno. Per cena zuppa di noodles cinesi con cavolo capuccio e zenzero. Nella notte fulmini che illuminano a giorno.


21 luglio 2009

Dai Cayos Limones al Porvenir. Sveglia alle 6, le no-see ums sono ovunque e ci stanno massacrando cosi' ci sbrighiamo a far colazione partiamo subito. Non c'e' vento per nulla, allora andiamo a motore verso il Porvenir che dista solo 2 m/n. Ci ancoriamo di fronte alla spiaggia in 8 metri. Ci sono gia' molte barche qui, ma molte se ne andranno dopo aver fatto i documenti alla Capitania o alla Migration. Andiamo a remi fino al piccolo paesino nell'isola vicina e compriamo qualche cipolla e un cavolo nell'unico negozio. Quando torniamo alla barca ci vengono a trovare i ragazzi Kuna che avevamo conosciuto a cena su Stahlratte e ci dicono che Ludwig dovrebbe arrivare domani, cosi' decidiamo di aspettare per fare i documenti di uscita perche' vorremmo salutarlo.


Nel pomeriggio il vento aumenta ed ora viene da nord-ovest. Sfruttiamo la brezza per asciugare nuovamente tutta la roba che sta nella cabina di prua; non riusciamo a capire perche' qui e' tutto perennemente umido. Probabilmente il materasso si e' bagnato con l'acqua salata ed ora non riusciamo piu' a farlo seccare... dovremo cercare di alvarlo con acqua dolce prima o poi. Per cena cous cous con pesce, carote, pomodori e piselli. Notte tranquilla senza temporali e senza vento.


22 luglio 2009

El Porvenir.
Sveglia alle 7. Il cielo e' piuttosto coperto, ma si intravede il sole in lontananza. Alle 8.30 ascoltiamo le previsioni del tempo con la SSB e, a parte una Tropical Wave in arrivo per sabato, non ci saranno venti molto forti nei prossimi giorni. Partiremo domani diretti a Colon, anche se faremo qualche tappa intermedia sempre per il fatto che non vogliamo navigare di notte in questa zona. Verso le 9 mettiamo il barchino in acqua e andiamo in Capitania a fare lo ZARPE che qui costa 12 dollari anziche' 9, mah? Quando torniamo su Damiana arrivano dei Kuna che ci chiedono se possiamo fare loro una fotocopia, ma la nostra stampante ha finito l'inchiostro, cosi' li mandiamo da un grosso monoscafo svedese e vediamo che li fanno salire a bordo. Nel pomeriggio compriamo due strani pesci da un pescatore gentile e curioso che ci fa un sacco di domande mentre si riposa attaccato a Damiana. Per cena pane fatto in barca e arrosto di maiale con le patate. Ci perdiamo nei pensieri con questo splendido tramonto.




23 luglio 2009

Navigazione da El Porvenir verso Punta di Playa Chiquita. Sveglia alle 6. Arriva uno scroscio di pioggia pazzesco che in 10 minuti ci fa raccogliere piu' di 20 litri d'acqua. Partiamo alle 7.30 uscendo a motore dal canale tra le barriere coralline. Vorremmo arrivare per la notte a Punta Macolla distante circa 30 m/n, ma c'e' poco vento (5-6 nodi) e una corrente contraria, cosi' quasi non ci muoviamo anche se la bolina e' a 60 gradi, quasi al traverso. Vesro le 12 accendiamo un'oretta il motore, ma non miglioriamo la situazione. Cosi' iniziamo a cercare un ancoraggio altrenativo sulle mappe e optiamo per una piccola baia distante una quindicina di miglia e protetta dai venti da est che dovrebbero alzarsi nella notte. Verso le 15 si alza un bel venticello (8-10) che per fortuna ci fa acquistare un po' di velocita' e ci fa arrivare fino a Punta di Playa Chiquita proprio un attimo prima del tramonto.


La giornata di navigazione e' stata tranquilla (anche troppo) e queste ultime quattro ore di bolina ci hanno rinfrescato. L'ancoraggio qui a Chiquita e' tranquillo e ben protetto; molti pescatori passano salutandoci dalle pangas. Per cena avanzo dell'arrosto di maiale e frittata con formaggio e fagiolini.


24 luglio 2009

Navigazione da Punta di Playa Chiquita a Portobelo.
Sveglia alle 6, il tempo e' buono, abbiamo pure una bella brezzolina da sud. Partiamo alle 7 con 6-8 nodi di lasco a 120 gradi, velocita' 5-6 nodi. Andiamo proprio bene oggi e probabilmente ce la faremo ad arrivare fino a Portobelo. Verso le 14 il vento aumenta (15-18 nodi) e siamo al traverso cosi' andiamo veloci con punte anche di 9-10 nodi. Entriamo in volata nella baia di Portobelo verso le 16 e ci ancoriamo di fronte al paese. Dopo nemmeno una mezz'ora si scatena un temporale pazzesco con raffiche olte i 40 nodi. Il fondale fangoso non perdona e la nostra ancora si sgancia per ben tre volte... ci ri-ancoriamo sotto il diluvio e nuovamente scartiamo indietro. Dopo quasi un'ora finalmente troviamo un punto in cui il fondale sembra migliore, infatti l'ancora si pianta e non si spostera' piu'... ma che fatica pero'! Siamo stanchi e fradici, cosi' per cena ci facciamo della pastina in brodo e io vado a letto alle 7.30, mentre Francesco legge per qualche ora. Riusciamo pero' a catturare uno dei due gechi clandestini, lo mettiamo in una scatolina coperta da una garza e domani lo libereremo a terra!

Nei prossimi giorni abbiamo in programma di prendere l'autobus e andare a Colon per fare un po' di provviste prima di spostarci definitivamente la' per il passaggio del Canale. In attesa di altre novita', vi abbraccio, a presto

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...