28 febbraio 2009
1 marzo 2009
Al mattino ci accoglie uno scoscio di pioggia pazzesco. Lo vediamo arrivarci proprio da dietro: nuvole nere ci rincorrono, il vento inzia a soffiare piu' sostenuto mentre una valanga d'acqua scende giu' da tutte le parti. Francesco e' super felice: finalmente potra' avere un po' d'acqua piovana! Certo perche' Fra c'ha un po' questa passione per l'acqua piovana, la raccoglie ogni volta che puo'(non perche' abbiamo bisogno d'altra acqua, ma solo perche' e' pura e buona!). Cosi' dalla randa piovono delle cascate che vengono prontamente travasate in vari contenitori. Passiamo il resto della mattinata in pozzetto degustando acqua piovana e aspettando un po' di sole. Nel primo pomeriggio il vento inzia a farsi sostenuto (20-25), ma noi non lo sentiamo perche' siamo di super lasco a 130 gradi e corriamo veloci anche a 12-13 nodi. Verso sera pero' il vento continua ad aumentare, cosi' diamo la seconda mano di terzaroli e arrotoliamo ancora un po' il genoa. Non riusciamo nemmeno ad inziare i turni che siamo nel mezzo di una sventilata pazzesca. Per due-tre ore facciamo su e giu' dalle onde con 30-35 nodi. Improvvisamente poi un'onda piu' grossa delle altre ci prende proprio di lato e sottocoperta alcuni barattoli cadono facendo un gran rumore... si e' rotto il vasetto della Nutella, sob, che peccato... Quando superiamo i 40 nodi, anche se di lasco e tutti terzarolari, decidiamo che e' meglio aspettare che la tempesta passi e ci mettiamo alla cappa al vento solo con la randa, senza vela di prua. Saranno le 10 di sera quando Fra va a letto ed io decido mio malgrado di restare in pozzetto per la notte perche' le ondone sottocoperta mi fanno venire un po' di mal di mare e poi qualcuno deve pur controllare che non scarrocciamo troppo e che la barca stia tranquilla. Cosi' tra scrosci di pioggia, stelle cadenti e un vento pazzesco me ne sto sdraiata sulla comoda panca del pozzetto aspettando l'alba e una tregua per domattina.
2 marzo 2009
Al mattino il vento e' un po' diminuto, siamo nella norma dei soliti 25-28 che di lasco sono meravigliosi. Uscendo dalla cappa uno degli stopper delle scotte della trinchetta esplode letteralmente e la trinchetta stessa esce in parte dal suo binario. La riarrotiliamo subito e ci rimettiamo in rotta con un fazzoletto di genoa. Il vento soffia sempre sostenuto e noi andiamo veloci. Le onde ormai saranno alte sui 2 metri, 2 metri e mezzo e Damiana scivola via senza alcun problema. Stiamo per raggiungere la punta del Nicaragua.
Domani sara' una giornata impegnativa perche' queste acque sono piuttosto difficili per la navigazione: e' una zona di secche e banchi di corallo estesi con rocce affioranti piu' o meno riportate dalle mappe. Per cena ci facciamo dei toast con prosciutto e formaggio piu' la solita dose di aspirine per me: ormai tra il poco sonno e l'influenza sono in uno stato di stordimento permanente, ma prima o poi passera' anche questa! Nella notte soliti turni, nulla da segnalare.
3 marzo 2009
Vento al solito sui 25-30 sempre di lasco con onde sparse e disordinate, tutta colpa dei fondali bassi. Una miriade di pesci volanti si spaventano al nostro passaggio e saltano a frotte fuori dall'acqua. Intanto noi ci accorgiamo che la rotta che stiamo seguendo ci sta portando proprio nel mezzo di una secca piuttosto estesa, cosi' dobbiamo virare e passare 5-6 ore di bolina per fare il giro intorno al possibile "pericolo". Quando fa buio riprendiamo la rotta stabilita e siamo nuovamente di lasco a 130 gradi. Notte tranquilla con vento sostenuto e grosse stelle cadenti dalle code verdognole. All'alba incrociamo una nave cargo che dopo averci passato accende una grossa luce intermittente rossa. Non sappiamo cosa voglia dire, stava cercando di dirci qualcosa? Noi non proviamo a comunicare via radio e continuiamo per la nostra strada. Visto che il vento non accenna a calare e che abbiamo anche diverse perdite da un po' tutti gli oblo' e i portelloni, senza contare che un altro stopper si e' rotto (purtroppo tutti quelli di plastica sono destinati a vita breve, per questo noi li preferiamo di metallo), insomma, decidiamo che potremmo fare una sosta all'Isla Providencia, una piccola isola che sta di fronte alla punta del Nicaragua, ma che appartiene alla Colombia. Se tutto continua cosi' dovremmo arrivarci domani nel pomeriggio. Per cena frittata con le zucchine e soliti turni.
4 marzo 2009
Vento sempre costante da nord est a 25-30 nodi. Damiana corre senza problemi diretta all'Isla Providencia e noi ce ne stiamo seduti in pozzetto a controllare le vele e bagnarci con le ondate. Oggi e' nuvoloso cosi' l'immensa distesa blu e' diventata improvvisamente grigia e minacciosa, anche seil vento e' sempre quello di prima. Poco prima del tramonto avvistiamo l'isola in lontananza, facciamo un paio di strambate per prenderla dalla direzione giusta e in un paio d'ore dovremmo essere la'.
Infatti, per l'ora di cena siamo ancorati nella piccola baia della isla mentre il vento se possibile sta aumentando di nuovo. Altre barche sono gia' qui al riparo e tutti ci salutano sorridenti. Buttiamo l'ancora in 2 metri d'acqua e mettiamo un pochino d'ordine su Damiana. Mentre Fra ripone le mappe e da' una rassettata sottocoperta, io stendo tutte le cerate e i nostri vestiti umidi nell'ultimo barlume di sole, anche se spero che nella notte piova cosi' da lavarne via il sale senza sprecare l'acqua del serbatoio. Per cena mangiamo dei tacos con chayote (zucca messicana), carote e longaniza de Valladolid (una specie di salsiccia affumicata e piccante tipica della cucina yucateca). Ci beviamo una birretta in due e alle 8 siamo gia' a letto.
5 marzo 2009
Ci svegliamo alle 6 ancora un po' storditi, forse dalle troppe ore di sonno tutte insieme. Quando chiamo la Capitaneria per avere il permesso di scendere a terra verso le 9 il vento soffia ancora molto forte. Montiamo il dinghy e dopo una mezz'oretta siamo negli uffici dell'immigrazione colombiana con un giovane ufficiale della marina militare e il nostro agente marittimo locale. Le pratiche sono velocissime e in un quarto d'ora siamo gia' a passeggio per il minuscolo paesino.
Quest'isola in passato fu abitata da diverse comunita' di pirati, tra cui il piu' famoso pirata Morgan, mentre ora ci vivono circa 10000 persone sparse nei molti villaggetti costieri. Ispezioniamo alcuni dei piccoli empori della via principale e scopriamo divertiti che vendono la pasta Corticella prodotta a Bologna e lambrusco in quantita' industriali! Curiosiamo ancora un po' e poi decidiamo di tornare in barca per iniziare le consuete riparazioni. Appena arrivati da Damiana abbiamo una delle situazioni peggiori che possano capitarci: la cima d'ancora per la vecchiaia si spezza lasciando l'ancora sul fondo e noi alla deriva per la baia. Proviamo a gettare l'ancora di riserva ma, essendo un'ancora da roccia, non riesce a far presa su questo fondale di sabbia e alghe. Grazie al cielo pero' avevamo legato un piccolo galleggiante alla prima ancora, cosi' Fra si butta in acqua per recuperarla, mentre io mi faccio dei gran giri in tondo con Damiana. E' come se ti dicessero di fare dei giri in tondo con un tir nel parcheggio affollato di un supermercato, visto che Damiana e' piuttosto grande, lo spazio di mare intorno a noi poco, e le altre barche ancorate molto molto vicine. Insomma, alla fine ce la facciamo con non poca fatica e anche con un po' di preoccupazione. A meta' del pomeriggio siamo di nuovo ancorati, ma decidiamo di montare un'altra ancora di riserva, non si sa mai, meglio averne una pronta nel caso in cui ce ne fosse bisogno di nuovo. Questo super lavoro dell'ancoraggio oggi ci ha stancato piu' della traversata. Per cena strangozzi con sugo di pomodori, olive e capperi e per dessert uno scacchetto di cioccolata. Mettiamo l'allarme d'ancora sul gps e andiamo a letto sperando di non doverci pensare piu'.
Pensiamo di fermarci qui per un po'. L'isola e' splendida con la sua tranquillita' e i volti sorridenti dei rasta in motorino. Abbiamo fatto amicizia con alcuni locali e con alcuni barcaioli davvero singolari e le giornate passano serene tra riparazioni, giri in bicicletta e chiacchiere con gli abitanti dell'isola. Senza fretta ci prepariamo a riprendere il mare, vi abbraccio tutti, a presto
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