Dal tardo dicembre a marzo ogni anno possiamo assistere alla migrazione delle balene, che scendono dai mari artici per venire ad accoppiarsi o a partorire nelle calde (si fa per dire) acque dell'Oceano Pacifico lungo le coste della Baja California.
Grazie ai Messicani che hanno proibito la caccia alle balene gia' dal 1946, la Baja e' diventata una sorta di paradiso naturale, dove i cetacei possono muoversi in serenita', senza correre piu' alcun pericolo. Dal 1970 poi, le tre baie dove le balene grigie amano "risiedere" per tre mesi all'anno, sono state dichiarate santuari protetti. Ed eccole le tre zone dove possiamo conoscerle da vicino: la Laguna Ojo de Liebre vicino Guerrero Negro, la laguna di San Ignacio e la grande Bahia Magdalena piu' a sud.

E cosi' quest'anno, aprofittando anche della presenza di ospiti italiani, abbiamo deciso di andare a conoscere meglio questi cetacei. Certo noi vivendo in barca di balene ne abbiamo viste molte volte, anche da vicino, ma l'esperienza di giocare con loro e poterle addirittura accarezzare ci sembrava entusiasmante e allora siamo partiti alla volta di Guerrero Negro dove nei tre mesi invernali l'attivita' ruota principalmente intorno alle balene appunto!
Che le balene amassero recarsi lungo la costa Pacifica della Baja era fatto ben noto gia' dal XIX secolo, ragion per cui nei tre mesi invernali i poveri cetacei venivano inseguiti e letteralmente massacrati dai balenieri. Da quando poi nel 1857 Charles M. Scammon scopri' il passaggio di entrata nella laguna Ojo de Liebre, la caccia si trasformo' in una penosa carneficina con decine e decine di balene uccise insieme ai loro cuccioli. Il grasso di balena veniva quindi fatto bollire e trasformato in olio che, caricato sulle navi, sarebbe stato trasportato in patria. E proprio una di quelle navi, carica per il peso dei barili, nel 1858 resto' insabbiata nel passaggio d'uscita della laguna e colo' a picco. Solo la poppa rimase fuori dall'acqua e si poteva leggerne il nome: "Black Warrior". Negli anni che seguirono qualcuno lo tradusse in spagnolo e da qui... Guerrero Negro..
Laguna Ojo de Liebre, Guerrero Negro
Guerrero Negro e' una piccola cittadina la cui vita ed economia si basa sulla produzione di sale (circa 20 mila tonnellate al giorno); lungo la strada principale pero' e' tutto un brulicare di alberghi e motel, uno dietro l'altro, ce ne saranno almeno una ventina, questo perche' durante la temporada de ballenas qui arrivano persone da tutto il mondo per assistere a questa esperienza unica.
Per vederle e' necessario rivolgersi ad una delle agenzie che organizzano i tour autorizzati, noi abbiamo scelto la Malarrimo, che per prima inizio' questo tipo di eco-turismo nel 1974, ma ce ne sono altre che offrono pressoche' lo stesso servizio. Il costo per persona e' di 650 pesos messicani (circa 40 euro) e comprende il trasporto verso la laguna, il giro in barca di circa 4 ore e un cestino per il pranzo (ci dicono che per i mesi di febbraio e marzo e' necessario prenotare con anticipo anche di mesi, sia per il tour che per l'hotel).
E cosi' alle 8 del mattino ci presentiamo all'appuntamento intabarrati per bene: il vento del Pacifico non perdona e il cielo eternamente coperto di Guerrero Negro ci fa sentire ancora piu' freddo. Mentre ci dirigiamo verso l'embarcadero notiamo decine di nidi di aquile pescatrici in cima ai pali della luce, dove gli abitanti del luogo si sono prodigati per costruire loro delle piattaforme, di modo che non restino fulminate provocando continui black out elettrici come accadeva nel passato!


Arrivati al porticciolo saliamo su Tonina, la lancia che ci portera' nel mezzo della Laguna Ojo de Liebre e l'esperto pangero parte a tutta velocita' cercando di non farci arrivare troppi spruzzi. Il mare e' grigio, color del piombo e in cielo i nuvoloni si susseguono senza sosta sospinti dal vento.

Ci fermiamo nel mezzo della laguna scrutando l'orizzonte per scorgere qualche sbuffo in lontananza. Il barcaiolo riprende la marcia e ci indica in quale direzione guardare. Io non riesco a vedere nulla, le onde confondono la visuale e la luce diffusa del cielo plumbeo rende tutto uguale e piatto. Quando all'improvviso eccole! Sono sotto di noi. Letteralmente SOTTO la piccola lancia da dove tutti ci sporgiamo per renderci conto di quello che sta succedendo. La balena ci sta sollevando con la schiena e poi dolcemente ci riappoggia tra le onde. Pazzesco!


Sono tre femmine, probabilmente gravide, che si divertono a venirci a salutare da vicino. Possiamo distintamente vederne le incrostazioni sul dorso e i piu' fortunati, tra cui Francesco, riescono persino a dar loro una "carezzina" sulla testa. Il nostro accompagnatore ci spiega che le balene grigie amano grattarsi la schiena sul fondo delle pangas perche' cercano di liberarsi dei parassiti, soprattutto denti di cane.


Sembra impossibile che un animale di tale massa corporea possa muoversi cosi' delicatamente. Ci assicurano infatti che nei 36 anni di attivita' eco-turistica mai una volta le balene abbiano provocato incidenti. Al tempo stesso ci raccontano di un pescatore che aveva ferito inavvertitamente un cetaceo con l'elica del fuoribordo; fu inseguito e la sua barca rovesciata dalla balena (che non attacco' il pescatore finito in acqua). Questo ci fa capire che le balene sono consce della loro potenza e sono gentili con noi quando noi siamo gentili con loro.


E che emozione poterle vedere cosi' da vicino e nel loro ambiente naturale. E poi le balene grigie (o Eschrichtius robustus) sono note proprio per questo loro carattere giocoso e amichevole; le altre specie non amano socializzare cosi' tanto e per lo piu' si mantengono a distanza.
Bahia Magdalena
Per quanto riguarda invece Bahia Magdalena, beh, non siamo stati altrettanto fortunati: "le balene quest'anno sono in ritardo" ci informa il nostro accompagnatore "pero' c'e' tanto da vedere nella baia". E cosi' da Puerto San Carlos ci imbarchiamo con Daniel che ci porta a zonzo per la bellissima Bahia Magdalena.

Anche qui nel passato i tre mesi invernali erano dedicati esclusivamente alla caccia dei cetacei e vicino a Punta Belcher sono ancora visibili i resti di una stazione di "processazione" del grasso di balena dove ci ancorammo nel 2007 con Captain Kaos per una sosta durante la navigazione verso Cabo.


Mentre raggiungiamo il centro della baia ci fermiamo a "scocciare" i leoni marini che "pigreggiano" ammassati su una boa!





Visitiamo poi il minuscolo paesino di Puerto Magdalena, ci vivranno si e no un centinaio di pescatori con le loro famiglie. La chiesa dipinta di fresco con il crocifisso mezzo storto costruito utilizzando tondini di ferro ci fa tenerezza, mentre passeggiamo sulla spiaggia deserta ingombra di reti, galleggianti e nasse di ogni tipo.



Da qui riprendiamo il mare e Daniel ci porta a visitare un esterito muy bonito (sorta di piccola laguna) che si trova nelle vicinanze. Ci addentriamo negli stretti canali costellati di mangrovie stando attenti a non disturbare i molti uccelli che vivono qui.




E per finire, ritornando verso Puerto San Carlos ci fermiamo per una passeggiata alle dune di sabbia, che si estendono per qualche centinaio di metri nell'interno. Dall'alto delle dune si gode di una vista a 360 gradi sulla baia, cosi' passiamo un po' di tempo esplorando queste formazioni sabbiose modellate dal vento.



E' un vero peccato che quest'anno le balene fossero in ritardo per Bahia Magdalena, ci hanno raccontato che qui, grazie alle acque profonde, i cetacei si divertono con evoluzioni spettacolari, facendo dei veri e propri salti fuori dall'acqua, cosa che invece non accade a Ojo de Liebre. Chissa' che prima o poi non ci capiti di venire qui nel periodo giusto per trascorrere ancora una volta una giornata insieme alle nostre amiche balene!
Grazie ai Messicani che hanno proibito la caccia alle balene gia' dal 1946, la Baja e' diventata una sorta di paradiso naturale, dove i cetacei possono muoversi in serenita', senza correre piu' alcun pericolo. Dal 1970 poi, le tre baie dove le balene grigie amano "risiedere" per tre mesi all'anno, sono state dichiarate santuari protetti. Ed eccole le tre zone dove possiamo conoscerle da vicino: la Laguna Ojo de Liebre vicino Guerrero Negro, la laguna di San Ignacio e la grande Bahia Magdalena piu' a sud.
E cosi' quest'anno, aprofittando anche della presenza di ospiti italiani, abbiamo deciso di andare a conoscere meglio questi cetacei. Certo noi vivendo in barca di balene ne abbiamo viste molte volte, anche da vicino, ma l'esperienza di giocare con loro e poterle addirittura accarezzare ci sembrava entusiasmante e allora siamo partiti alla volta di Guerrero Negro dove nei tre mesi invernali l'attivita' ruota principalmente intorno alle balene appunto!
Che le balene amassero recarsi lungo la costa Pacifica della Baja era fatto ben noto gia' dal XIX secolo, ragion per cui nei tre mesi invernali i poveri cetacei venivano inseguiti e letteralmente massacrati dai balenieri. Da quando poi nel 1857 Charles M. Scammon scopri' il passaggio di entrata nella laguna Ojo de Liebre, la caccia si trasformo' in una penosa carneficina con decine e decine di balene uccise insieme ai loro cuccioli. Il grasso di balena veniva quindi fatto bollire e trasformato in olio che, caricato sulle navi, sarebbe stato trasportato in patria. E proprio una di quelle navi, carica per il peso dei barili, nel 1858 resto' insabbiata nel passaggio d'uscita della laguna e colo' a picco. Solo la poppa rimase fuori dall'acqua e si poteva leggerne il nome: "Black Warrior". Negli anni che seguirono qualcuno lo tradusse in spagnolo e da qui... Guerrero Negro..
Laguna Ojo de Liebre, Guerrero Negro
Guerrero Negro e' una piccola cittadina la cui vita ed economia si basa sulla produzione di sale (circa 20 mila tonnellate al giorno); lungo la strada principale pero' e' tutto un brulicare di alberghi e motel, uno dietro l'altro, ce ne saranno almeno una ventina, questo perche' durante la temporada de ballenas qui arrivano persone da tutto il mondo per assistere a questa esperienza unica.
Per vederle e' necessario rivolgersi ad una delle agenzie che organizzano i tour autorizzati, noi abbiamo scelto la Malarrimo, che per prima inizio' questo tipo di eco-turismo nel 1974, ma ce ne sono altre che offrono pressoche' lo stesso servizio. Il costo per persona e' di 650 pesos messicani (circa 40 euro) e comprende il trasporto verso la laguna, il giro in barca di circa 4 ore e un cestino per il pranzo (ci dicono che per i mesi di febbraio e marzo e' necessario prenotare con anticipo anche di mesi, sia per il tour che per l'hotel).
E cosi' alle 8 del mattino ci presentiamo all'appuntamento intabarrati per bene: il vento del Pacifico non perdona e il cielo eternamente coperto di Guerrero Negro ci fa sentire ancora piu' freddo. Mentre ci dirigiamo verso l'embarcadero notiamo decine di nidi di aquile pescatrici in cima ai pali della luce, dove gli abitanti del luogo si sono prodigati per costruire loro delle piattaforme, di modo che non restino fulminate provocando continui black out elettrici come accadeva nel passato!


Arrivati al porticciolo saliamo su Tonina, la lancia che ci portera' nel mezzo della Laguna Ojo de Liebre e l'esperto pangero parte a tutta velocita' cercando di non farci arrivare troppi spruzzi. Il mare e' grigio, color del piombo e in cielo i nuvoloni si susseguono senza sosta sospinti dal vento.

Ci fermiamo nel mezzo della laguna scrutando l'orizzonte per scorgere qualche sbuffo in lontananza. Il barcaiolo riprende la marcia e ci indica in quale direzione guardare. Io non riesco a vedere nulla, le onde confondono la visuale e la luce diffusa del cielo plumbeo rende tutto uguale e piatto. Quando all'improvviso eccole! Sono sotto di noi. Letteralmente SOTTO la piccola lancia da dove tutti ci sporgiamo per renderci conto di quello che sta succedendo. La balena ci sta sollevando con la schiena e poi dolcemente ci riappoggia tra le onde. Pazzesco!


Sono tre femmine, probabilmente gravide, che si divertono a venirci a salutare da vicino. Possiamo distintamente vederne le incrostazioni sul dorso e i piu' fortunati, tra cui Francesco, riescono persino a dar loro una "carezzina" sulla testa. Il nostro accompagnatore ci spiega che le balene grigie amano grattarsi la schiena sul fondo delle pangas perche' cercano di liberarsi dei parassiti, soprattutto denti di cane.


Sembra impossibile che un animale di tale massa corporea possa muoversi cosi' delicatamente. Ci assicurano infatti che nei 36 anni di attivita' eco-turistica mai una volta le balene abbiano provocato incidenti. Al tempo stesso ci raccontano di un pescatore che aveva ferito inavvertitamente un cetaceo con l'elica del fuoribordo; fu inseguito e la sua barca rovesciata dalla balena (che non attacco' il pescatore finito in acqua). Questo ci fa capire che le balene sono consce della loro potenza e sono gentili con noi quando noi siamo gentili con loro.


E che emozione poterle vedere cosi' da vicino e nel loro ambiente naturale. E poi le balene grigie (o Eschrichtius robustus) sono note proprio per questo loro carattere giocoso e amichevole; le altre specie non amano socializzare cosi' tanto e per lo piu' si mantengono a distanza.
Bahia Magdalena
Per quanto riguarda invece Bahia Magdalena, beh, non siamo stati altrettanto fortunati: "le balene quest'anno sono in ritardo" ci informa il nostro accompagnatore "pero' c'e' tanto da vedere nella baia". E cosi' da Puerto San Carlos ci imbarchiamo con Daniel che ci porta a zonzo per la bellissima Bahia Magdalena.

Anche qui nel passato i tre mesi invernali erano dedicati esclusivamente alla caccia dei cetacei e vicino a Punta Belcher sono ancora visibili i resti di una stazione di "processazione" del grasso di balena dove ci ancorammo nel 2007 con Captain Kaos per una sosta durante la navigazione verso Cabo.


Mentre raggiungiamo il centro della baia ci fermiamo a "scocciare" i leoni marini che "pigreggiano" ammassati su una boa!





Visitiamo poi il minuscolo paesino di Puerto Magdalena, ci vivranno si e no un centinaio di pescatori con le loro famiglie. La chiesa dipinta di fresco con il crocifisso mezzo storto costruito utilizzando tondini di ferro ci fa tenerezza, mentre passeggiamo sulla spiaggia deserta ingombra di reti, galleggianti e nasse di ogni tipo.



Da qui riprendiamo il mare e Daniel ci porta a visitare un esterito muy bonito (sorta di piccola laguna) che si trova nelle vicinanze. Ci addentriamo negli stretti canali costellati di mangrovie stando attenti a non disturbare i molti uccelli che vivono qui.




E per finire, ritornando verso Puerto San Carlos ci fermiamo per una passeggiata alle dune di sabbia, che si estendono per qualche centinaio di metri nell'interno. Dall'alto delle dune si gode di una vista a 360 gradi sulla baia, cosi' passiamo un po' di tempo esplorando queste formazioni sabbiose modellate dal vento.



E' un vero peccato che quest'anno le balene fossero in ritardo per Bahia Magdalena, ci hanno raccontato che qui, grazie alle acque profonde, i cetacei si divertono con evoluzioni spettacolari, facendo dei veri e propri salti fuori dall'acqua, cosa che invece non accade a Ojo de Liebre. Chissa' che prima o poi non ci capiti di venire qui nel periodo giusto per trascorrere ancora una volta una giornata insieme alle nostre amiche balene!
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