martedì 7 dicembre 2010

Diario di bordo ott-nov 2010: da La Cruz de Huanacaxtle a La Paz

Carissimi,

eccoci, siamo arrivati a La Paz da un mesetto ormai e la Baja California ci sembra ancora meglio di quando l'avevamo lasciata 3 anni or sono. Vi posto subito la mappetta delle 500 m/n percorse fino qui e il diario di bordo.



25 ottobre 2010

Partenza da La Cruz.
Partiamo con calma verso le 10.00 del mattino, aiutati a far manovra da alcuni lavoranti che con delle lunghe cime ci fanno ruotare ed uscire dai moli. Che bella sensazione essere fuori dal porto! C'e' poco vento, 4-5 nodi da S/E, tiriamo su le vele, ma teniamo il motore acceso per avere un po' di velocita' ed uscire da Bahia Banderas. Dopo poco il motore comincia a sussultare e si spegne, non c'e' verso di farlo ripartire. Francesco scende nella cabina di poppa per vedere di che si tratta ed io rimango a regolare le vele, visto che intanto e' arrivata una bella brezzolina (10-12 nodi) da nord-ovest. Il problema del motore sembra essere del carburante avariato dall'alcool usato per pulire il serbatoio, cosi' lo svuotiamo (per fortuna e' quasi vuoto) e rimpiazziamo il vecchio diesel con una tanica fresca. Tutta questa operazione ci porta via meta' della giornata, pero' almeno riusciamo a farlo ripartire! Peccato che adesso ci sia diesel dappertutto, in pozzetto si scivola che e' un piacere!


Nel frattempo il vento aumenta e per stabilizzare Damiana diamo una mano di terzaroli; andiamo 8-9 nodi di bolina a 35 gradi ed iniziamo a fare un bordo al largo, che pensiamo di tenere per tutta la notte. Il pomeriggio passa veloce e verso le 17 decidiamo di cenare con una bella porzione di tonno-fagioli-cipolla. In serata il vento aumenta ancora superando i 25 nodi, terzaroliamo ulteriormente, ma si e' formata un'onda fastidiosa che proprio non riusciamo ad evitare e Damiana beccheggia alzando spruzzi che arrivano fino in pozzetto. Optiamo per la cappa: qualche ora di sonno in attesa che si calmi un po' il vento. Anche se ormai siamo ben distanti dalla costa (circa 50 m/n) ogni 40 minuti a turno ci alziamo a controllare che tutto vada bene.


26 ottobre 2010

Navigazione verso nord.
Ci svegliamo alle 6 ben riposati e pronti a ripartire con vento piu' moderato sui 10-15 nodi sempre da nord-ovest, quindi sempre di bolina. L'onda nel frattempo si e' calmata e con il mare piatto andiamo che e' una bellezza con punte sui 10-12 nodi di velocita'. Cambiamo bordo un paio di volte per restare piu' in rotta possibile, anche se la meta e' ancora ben distante! Nel pomeriggio il vento aumenta sui 20-25 nodi, diamo una mano di terzaroli, pronti a calarne una seconda se l'onda dovesse aumentare.
Per cena Francesco prepara delle ottime svizzere di manzo con patate e carote al vapore. Nella notte poco vento e soliti turni, percorriamo solo 15 m/n in 12 ore.


27 ottobre 2010

Navigazione verso nord. Alle 6 quando finisco il mio turno il vento gira ed ora siamo di lasco, speriamo che duri almeno per qualche ora! Vediamo una miriade di tartarughe che dormono e prendono il sole. Oggi e' veramente caldo, si sta bene e la mattinata passa tranquilla tra le solite faccende e stando attenti al timone. I pannelli solari nuovi sono una meraviglia, dopo due giorni siamo ancora oltre l'80% di energia, non era mai successo prima! Il vento ci aiuta ed ora siamo quasi in rotta perfetta, anche se andiamo pochino, una media di 3 nodi orari. Al tramonto riceviamo due ospiti: il primo e' una sula che a tutti i costi prova ad appollaiarsi sulla cima dell'albero, preferendo poi la seconda crocetta:


Il secondo e' un minuscolo uccelletto stremato di fatica che si sistema su una delle reti al riparo dal vento e si addormenta con l'ala sopra la testina.


Per cena una bella carbonara. Nella notte soliti turni e poco vento, di questo passo ci metteremo un mese per arrivare a La Paz.


28 ottobre 2010

Navigazione verso nord. In mattinata vento tranquillo 10-12 da sud-est, andiamo bene e mancano solo 120 m/n al primo ancoraggio dove vorremmo fermarci... forse ci potremmo arrivare gia' domattina se il vento continuasse cosi'. Facciamo un giretto in coperta per controllare come sta il nostro piccolo ospite, ma ci aspetta una triste scoperta: il piccoletto e' morto, ci rimaniamo molto male, anche perche' fino a qualche ora fa lo sentivamo cinguettare ogni tanto. Passiamo il resto della giornata in silenzio assorti nei pensieri, 'sta cosa dell'uccelletto ci ha proprio sconvolto la giornata. Nel tardo pomeriggio iniziamo a leggere "Le balene lo sanno" di Pino Cacucci, dove racconta del suo ultimo viaggio in Baja California: io leggo ad alta voce all'ombra in pozzetto e Fra ascolta tenendo d'occhio il timone. Ci piace molto "leggerci" i libri, un po' perche' cosi' abbiamo modo di condividere subito opinioni e commenti, un po' perche' io lo trovo molto rilassante.


Per cena Francesco prepara una frittatona con fagiolini e formaggio. La prima meta' della notte passa tranquilla, poi si alza un ventaccio teso da nord-ovest sui 25-30 nodi. Damiana non ne vuole sapere di rallentare nemmeno con 3 mani di terzaroli alla randa e un fazzoletto di genoa. Cosi' verso l'1 del mattino ci mettiamo alla cappa per riposare un po'.


29 ottobre 2010

Navigazione verso nord. All'alba il vento scompare e ci ritroviamo alla deriva a 70 m/n dalla meta. Passiamo la mattinata leggendo e aspettando un po' di brezza. Nel pomeriggio il vento arriva e dopo poco siamo anche costretti a terzarolare e ridurre la vela di prua perche' e' gia' oltre i 25 nodi. Damiana va molto bene, l'unico problema e' che a questa velocita' arriveremo all'ancoraggio alle 2 del mattino...
Per cena un bel piatto di bavette con zenzero e acciughe.


Ci prepariamo ad affrontare un possibile approdo durante la notte, ma purtroppo o per fortuna, durante il mio turno il vento crolla quando mancano 25 m/n a destinazione.


30 ottobre 2010

Arrivo a Cabo Los Frailes.
All'alba ancora non riusciamo a distinguere la costa della Baja California, poi dopo qualche ora vediamo la cima di un monte spuntare tra la foschia. L'emozione di vedere terra e' sempre strana, un misto tra gioia e incredulita', sollievo e paura allo stesso tempo. Il vento comunque non ci aiuta e passiamo tutta la giornata cercando di raggiungere l'ancoraggio a vela, tanto che accendiamo pure il motore per un'oretta.


Il mare ha un colore blu intenso, ci sdraiamo su uno scafo laterale per ammirarlo e scopriamo che abbiamo un branco di pesci che ci segue. Sembrano sardine e si nascondono sotto di noi!
Verso le 16 arriva un po' di vento sui 10-15 nodi e in meno di due ore siamo ancorati a Los Frailes, ancoraggio al quale siamo parecchio affezionati, perche' nel 2007 con Captain Kaos qui trovammo rifugio da una forte tempesta di vento tipica del mare di Cortes e che i locali chiamano Norte.
Appena arrivati Francesco prepara delle verdure per la cena ed io mi faccio un bel bagno con l'acqua di mare e metto a posto il ponte.
Ci beviamo un drink in pozzetto per festeggiare il nostro ritorno in Baja osservando un'altra barca a vela che si ormeggia poco distante. Abbiamo percorso 370 m/n e La Paz ormai e' dietro l'angolo!
Per cena tacos di arrachera con verdure e frijoles refritos.


31 ottobre 2010

Cabo Los Frailes.
Ci svegliamo alle 8 e dopo colazione remiamo fino a terra per liberare un piccolo geco che abbiamo trovato a bordo. Facciamo una lunga passeggiata tra le dune di sabbia; il paesaggio e' desertico, ma ci sono parecchi arbusti verdi, in fondo la stagione umida e' appena terminata, anche se in Baja non piove quasi mai, a parte quando passano gli uragani.





Torniamo alla barca e ci dedichiamo a lavori di bordo vari. I pannelli solari insieme al generatore eolico fanno piu' di 1o A/h, siamo stracarichi di energia! Nel pomeriggio arriva una bella sventilata da nord-ovest, meno male che le dune e un grosso picco ci riparano, se domani soffia cosi' ci fermeremo qui un altro giorno. Purtroppo non siamo riusciti ad avere il bollettino meteo perche' alla radio non si sentiva nulla.
Francesco prepara il pane e poi ci riposiamo un po' in pozzetto: chissa' perche' siamo tanto stanchi, sara' il caldo? Per cena cavolo capuccio stufato con carote, polipo bollito e friggione (per chi non lo conoscesse si tratta di un tradizionale contorno emiliano romagnolo a base di cipolle e pomodoro).


1 novembre 2010

Cabo Los Frailes. Sveglia alle 7 e fuori soffia ancora ben oltre i 20 nodi. Decidiamo di fermarci un altro giorno qui. In mattinata ci dedichiamo a lavori di bordo vari e proviamo ad ascoltare le net per avere il bollettino meteo, ma la ricezione e' confusa. Nel pomeriggio Francesco approfitta dell'acqua limpidissima e ancora calda per essere autunno (28 gradi) e da' una bella ripulita al fondo di Damiana.
Ceniamo al tramonto con un piatto di pasta al pomodoro con capperi e olive. Alle 19.30 siamo gia' a letto.


2 novembre 2010

Da Los Frailes a Punta Arena. Anche oggi vento forte, ma ci siamo un po' scocciati di stare qui, quindi tiriamo su le vele e usciamo dalla baia al traverso ad una velocita' di 13 nodi. Forse abbiamo un po' esagerato con la velatura, cosi' mentre io do una mano di terzaroli, Francesco stringe un po' la rotta e riduce il genoa. La giornata e' splendida, ma ventosa, tipico del Mare di Cortes. Passiamo il Tropico del Cancro e pensiamo sia meglio fermarci in un ancoraggio vicino visto che l'onda e' gia' bella formata e la crociera non e' piu' molto piacevole, anche perche' non avendo fretta di arrivare a La Paz possiamo vedere quei luoghi che nel 2007 non avevamo avuto modo di conoscere.
A meta' pomeriggio ci ancoriamo dietro a Punta Arena, che proprio come dice il nome, e' una striscia di sabbia compatta che si protrae nel mare per diverse centinaia di metri.




Ci siamo solo noi, i pellicani e una flotta di pescherecci al riparo dal vento. Ci dedichiamo ad aggiustare varie cose tra cui il tavolo della cabina centrale. Il resto del pomeriggio lo passiamo in pozzetto leggendo. Per cena zuppa di spinaci (in scatola) e un'insalata di patate e chayote. Il vento sembra piu' calmo ora, speriamo bene per domani!


3 novembre 2010

Punta Arena a Ensenada de los Muertos. Partiamo presto verso le 6.30 perche' il prossimo ancoraggio dista 35 m/n e vorremmo essere sicuri di arrivare prima del buio. Non ci piace navigare di notte nel Mare di Cortes, troppe rocce solitarie anche lontane dalla costa e non sempre segnalate nelle mappe. Oggi giornata tranquilla, calma piatta, anzi, verso le 11 siamo nella bonaccia piu' totale. Poi all'improvviso si alza un bel venticello da nord-ovest, che presto ci costringera' a dare due mani di terzaroli, ma che ci fara' arrivare a Los Muertos in meno di quattro ore. Infatti alle 15 siamo gia' ancorati nella baia, ben protetti dalle dune di sabbia e da un montarozzo su cui delle ruspe stanno costruendo una strada. Appena arrivati ci mettiamo subito a cucinare del pollo e delle verdure per i tacos. I pescatori ci sfrecciano vicino con le loro pangas e ci salutano sorridendo.


4 novembre 2010

Ensenada de Los Muertos. Dovevamo essere proprio stanchi, abbiamo dormito 12 ore! Facciamo colazione con calma e poi prendiamo il barchino e scendiamo a terra.



Passiamo di fronte ad un grazioso ristorantino e chiacchierando con i camerieri scopriamo di avere la regolazione dell'orologio sbagliata: non sono le 9, ma le 7 del mattino! Ci sediamo ad un tavolo e gustiamo le specialita' della casa: huevos rancheros (uova al tegamino con salsa piccante) e enchiladas de pollo (sorta di involtini di tortillas ripieni di pollo e verdure).
Torniamo su Damiana e vediamo arrivare un'altra barca a vela. Nel pomeriggio si alza un bel vento da est che rinfresca la giornata. Francesco finisce di pulire il fondo della barca, io mi dedico agli inventari del cibo.
Per cena ci facciamo un bella zuppettina di verdure e poi alle 20 siamo nel mondo dei sogni.


5 novembre 2010

Da Ensenada de Los Muertos a Isla Cerralvo.
Sveglia alle 6, tiriamo su le vele e riprendiamo il viaggio verso nord. Il vento langue e fino alle 13 facciamo solo qualche miglio aiutati piu' che altro dalla corrente di marea. Nel pomeriggio arriva una gran sventilata da nord-ovest, ma ormai e' troppo tardi per cercare di raggiungere il canale che porta alla baia di La Paz e cosi' ci ancoriamo all'Isla Cerralvo di fronte ad una spiaggia deserta.



Oltretutto il girafiocco del gennaker si e' nuovamente rotto, forse per via del forte vento improvviso, comunque, e' una ragione in piu' per sostare qui stanotte e vedere se riusciamo a ripararlo.
Appena ancorati Francesco prepara il pane e io uno stufato di cavolo rosso. Per cena patate al forno, cavolo e filetto di manzo. Alle 19.30 siamo gia' a letto.


6 novembre 2010

Da Isla Cerralvo a Bahia Balandra. Sveglia alle 6 e pochissimo vento, come ogni mattina. Certo pero' oggi speriamo che arrivi un po' di brezza perche' per arrivare al prossimo papabile ancoraggio ci sono 30 m/n. Vediamo altre barche a vela che vanno a motore e ci salutano. Aspettiamo alla deriva per qualche ora, poi anche noi accendiamo il motore, ma solo per un'oretta perche' fortunatamente arriva un po' di vento da nord-ovest e dopo circa 6 ore riusciamo ad arrivare a vela a Baia Balandra, uno dei posti piu' suggestivi nei dintorni di La Paz.





Questo ancoraggio e' molto bello, ben protetto e famoso per la presenza della cosiddetta "roccia fungo", opera d'arte creata dall'erosione del mare (anche se pare che quella ad oggi presente nella baia sia una copia dell'originale, che si era rotta non si sa bene se per cause naturali o ad opera di qualche teppistello). Senza fretta prepariamo un buon sughino di pomodoro con capperi e olive per la cena e prima delle 20 siamo a letto.


7 novembre 2010

Baia Balandra. Giornata di pausa "tecnica" dedicata alla riparazione del girafiocco del gennaker. Di buon mattino bisogna issare Francesco sull'albero in modo che possa recuperare il pezzo di metallo che e' rimasto attaccato alla drizza lassu'.


Lavoriamo l'intera mattinata alla vela ed ora speriamo di non avere piu' problemi, visto che abbiamo sostituito l'intero meccanismo. Nel pomeriggio finiamo di pulire il fondo e ci rilassiamo in pozzetto. Barche a vela arrivano e se ne vanno in continuazione, che frenesia!
Per cena frittatone con spinaci, formaggio, patate e cipolle. Nella notte arriva un Coromuel molto forte (vento notturno da sud-ovest tipico di quest'area) e l'allarme dell'ancora suona in continuazione, cosi' ci dobbiamo alzare e riancorare piu' volte.


8 novembre 2010

Da Baia Balandra a La Paz.
Vento da sud-ovest sui 15 nodi. Siamo di bolina stretta, ma in fondo non ci importa visto che tra 8 m/n saremo arrivati nel porto di La Paz. Il vento poi cala gradualmente regalandoci una meravigliosa mattinata di navigazione.
Verso mezzogiorno entriamo nel canale di ingresso del porto ben segnalato dalle boe verdi e rosse. La baia di La Paz infatti e' un dedalo di secche e senza il canale che viene dragato, per molte imbarcazioni sarebbe difficile raggiungere la citta'. Tornare qui dopo 3 anni ci rende particolarmente felici, anche al pensiero della scorpacciata di arrachera che ci faremo stasera nel nostro ristorante preferito Rancho Viejo! La Paz e' sempre una cittadina deliziosa, dove non ci dispiacerebbe fermarci un po' piu' a lungo del solito.





novembre-dicembre 2010

La Paz. Visto che aspettiamo ospiti dall'Italia per la Navidad, abbiamo deciso di passare qualche mese qui a La Paz e vedere se la prospettiva di tornare semi-terrestri non ci sta troppo stretta. Dopo aver passato qualche settimana all'ancora nel porto, abbiamo trovato un posto barca nel marina piu' economico e piu' distante dal centro, ma poco importa visto che siamo riusciti a recuperare anche Lando, il nostro mitico Land Rover militare che nel 2007 avevamo lasciato da amici a Santa Rosalia, a circa 500 Km a nord di La Paz. Eccoci qui insieme lungo la costa dell'Oregon in una foto di qualche anno fa ormai:


E cosi', muniti di automezzo, impariamo a conoscere la citta' e i suoi abitanti, abbiamo ritrovato amici europei e messicani che avevamo incontrato nei nostri vagabondaggi e ci dedichiamo alla buona cucina, aiutati anche dal clima non piu' torrido! Eh si', anche qui in Baja e' arrivato l'inverno e di notte la temperatura scende intorno ai 13-15 gradi, cosi' ci divertiamo a cucinare tutte quelle golose ricette invernali che ai tropici risultavano spesso proibitive! Per il mio compleanno Francesco mi regala una teglia di lasagne... buonissime!



Progetti futuri: sappiamo che staremo a La Paz fino alla meta' di gennaio. Con il 2011 arrivera' anche il momento di fare carena e qui in citta' ci sono un paio di strutture che potrebbero alare Damiana. Pensiamo quindi che una volta pittato il fondo potremmo essere pronti a risalire il Mare di Cortes e portarci in una zona meno rischiosa in vista della prossima stagione degli uragani, forse a Santa Rosalia o piu' a nord a San Felipe, vedremo. In attesa di aggiornarvi sui nostri spostamenti, vi abbraccio


3 commenti:

the dreamer ha detto...

Semplicemente fantastico. Tutto sommato una bellissima navigazione.
Che carino ospitare un piccolo uccellino sulla barca e addormentarsi mentre si è in navigazione.

Luoghi meravigliosi, un pò vi invidio.
Buon vento.

Marco Nicolò ha detto...

Leggere questo diario di bordo è stato proprio un bel regalo di Natale!

Tra pochi minuti noi si va a sciare e pensarvi al sole, cullati dalle onde della Baia di California ci fa decisamente riflettere.

Spero abbiate passato un bel Natale!
Auguri per il 2011, perchè il vento possa soffiare benevolo, favorendo serene navigazioni!

Quando tornate nelle nostre terre, sarebbe bello avervi nostri ospiti!
A presto ed ancora auguri!

Marco, Laura e la piccola Giulia Vittoria

S. (trimaran Damiana) ha detto...

Marco! Laura! che piacere! Ricambiamo con gioia gli auguri per un fantastico 2011 e... accettiamo il vostro invito gia´da ora per quando saremo di nuovo in zona Trentino!
Un abbraccione grande a voi e a Giulia Vittori e a presto!

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