Carissimi,
ce l'abbiamo fatta ad arrivare a Huatulco e ormai ci siamo lasciati alle spalle anche il Golfo di Tehuantepec, uno dei passaggi che piu' preoccupano i naviganti in quest'area. In effetti, non c'e' da stare tranquilli pensando che la media annuale dei venti in questo luogo e' ben superiore ai 20 nodi, ma il vero problema in realta' e' l'altezza delle onde e la rapidita' con cui si sviluppano. Vi posto un immagine di un modello metereologico per farvi capire quali sono le condizioni "normali" del posto:
I venti, chiamati anche Tehuantepeckers, sono originati da un'area di alta pressione presente sulle grandi pianure del Nord America e scendono a gran velocita' dal Golfo del Messico passando tra la cordigliera messicana. Insomma, e' come se si incanalassero in un imbuto e per questo motivo, una volta raggiunto il Pacifico acquistano nuova forza e intensita'. Spesso questi episodi possono durare anche per 5-7 giorni consecutivi e gli effetti delle raffiche violente si fanno sentire anche a 200 miglia di distanza dalla costa. Ci sono due "scuole" di barcaioli riguardo a come attraversare il golfo: c'e' chi suggerisce di stare almeno 300 m/n al largo e chi suggerisce di navigare con one foot on the beach, ossia non piu' di 2-3 m/n dalla costa.
Dopo questa breve introduzione, vi posto il diario di bordo di questa mini-traversata che si e' rivelata piu' lunga e impegnativa del previsto: ci abbiamo messo 6 giorni per percorrere 200 m/n... ed ecco come e' andata!

14 gennaio 2010
Partenza da Puerto Chiapas. Alle 6.30 siamo in piedi perche' aspettiamo l'ispezione della Marina Militare per le 7. Finalmente la Capitaneria ci ha dato il permesso di partire, le previsioni meteo sono buone, abbiamo ben 3 giorni di calma nel Golfo per raggiungere Huatulco. Alle 7.30, siccome ancora non si vede nessuno, chiamo con la radio per sollecitare l'ispecion de salida e alla fine siamo costretti ad aspettare fino alle 9 prima che un barcozzo carico di militari si avvicini. E' la prima volta che ci ispezionano la barca con i cani anti...?? droga? armi? boh? Il tutto si svolge in un clima rilassato e tranquillo con un simpatico ufficiale che prende appunti e il povero cagnuzzo che scivola sulla superficie liscia di Damiana. Cosi' alle 10 siamo pronti, salpiamo l'ancora e per le 10.30 siamo fuori dal porto, con le vele issate e zero vento.
Proviamo a percorrere qualche miglio a motore per vedere se piu' al largo c'e' un po' di brezza ed, in effetti, qualche nodo da ovest ci aiuta a tenere una bolina a 40 gradi, ma andiamo lenti davvero. Inoltre c'e' un'onda lunga piuttosto fastidiosa che mi fa venire subito un terribile mal di mare, cosi' riattivo il mio braccialetto ad impulsi che non usavo piu' da molti mesi ormai... eh beh, si sa che il mal di mare e' sempre in agguato! Il pomeriggio trascorre noiosamente cercando di aggiustare le vele al meglio per tenere la rotta, se va avanti cosi' non ce la faremo mai ad arrivare in due giorni! Per cena Francesco mi prepara una zuppetta calda che mi rimette a posto lo stomaco, mentre lui si mangia dei gamberetti al vapore e del chayote con la maionese. Nella notte i soliti turni (Fra dalle 18.00 a 00.00, io da 00.00 alle 06.00), pochissimo vento variabile e una miriade di pescherecci intorno a noi.
15 gennaio 2010
Navigazione verso Huatulco. Al mattino quando finisco il mio turno dietro di noi c'e' un nuvolone nero gigante da cui scende anche una minuscola tromba marina... meno male che almeno abbiamo un po' di brezza sui 6-7 nodi e riusciamo ad allontanarci. Continuiamo di bolina, allargando a poco a poco, sole a picco e decine di tartarughe a mollo intorno a noi.
Una addirittura ci segue per un po', tanto la nostra velocita' e' pressoche' nulla!
La prospettiva di arrivare in due giorni infatti sta lentamente sfumando: in 24 ore abbiamo percorso solo 52 m/n, se non si alza un po' di vento saremo in mezzo al golfo giusti giusti per beccarci una bella sventilata prevista per domenica 17, speriamo bene! Il caldo e' insopportabile, nel pomeriggio il vento cala ancora e continua a cambiare direzione facendoci diventare matti con la regolazione delle vele... un sacco di lavoro per nulla, visto che la velocita' non aumenta! Per cena tacos con cavolfiore e pesce dorado saltato in padella. Nella notte soliti turni e vento inesistente. Dopo la mezzanotte improvvisamente il vento gira di 180 gradi ed ora viene da nord est, finalemente ci muoviamo bene, con 12-15 nodi andiamo a 7-8 di velocita' e il gps ci da' una stima di arrivo positiva, e vai!
16 gennaio 2010
Navigazione verso Huatulco. Al mattino il venticello dal nord-est soffia ancora quasi piu' sostenuto che nella notte e questo ci preoccupa un poco, visto che potrebbe essere un Tehuantepecker in anticipo. Ascolto la net per le previsioni meteo e ci assicurano che tutto sara' tranquillo fino a domani. Le ultime parole famose: nemmeno due ore dopo siamo in mezzo ad una burrasca forte con vento oltre i 35 nodi e onde di 3-4 metri (Francesco sostiene piu' alte ancora, in effetti erano previste onde di 18 piedi, circa 5.5 metri). Diamo subito due mani di terzaroli e arrotoliamo parte del genoa, ma tenere la rotta con un mare cosi' diventa subito poco confortevole.

Io scendo sottocoperta ad infilare la cerata e tempo 5 minuti abbiamo spruzzi da ogni lato e il povero Fra e' fradicio da testa ai piedi. Che dire? Stiamo correndo a 10 nodi con una bolina larga a 55 gradi, ma dopo un'oretta la navigazione diventa davvero un po' troppo "umida". Il Capitano decide che non vale la pena di continuare e ci mettiamo alla cappa, tanto tra meno di 12 ore il vento dovrebbe teoricamente diminuire.
Quando siamo gia' alla cappa diamo una terza mano di terzaroli alla randa e pensiamo che quando arriveremo a La Paz, nel Mare di Cortez, ci faremo fare una quarta mano dal nostro velaio di fiducia. Mentre ce ne stiamo seduti in pozzetto storditi dal gran vento e dalle ondone che ci fanno andar su e giu', il generatore eolico impazzisce e comincia a fare un rumoraccio tremendo. Francesco scende nello sgabuzzino per spegnerlo dal controllo centrale, ma non funziona nulla! Con molta pazienza e una gran dose di fortuna riusciamo a bloccarlo senza lasciarci un braccio dentro, meno male va!
Ovviamente con un vento cosi' abbiamo uno scarroccio di 2 nodi che ci allontana dalla meta, ma speriamo di recuperare domani! Passiamo il resto della giornata sottocoperta, il mal di mare e' difficile da controllare, pure il Capitano dice che non riesce a leggere senza che gli venga la nausea! Beato lui, io non riesco nemmeno a stare sdraiata! Nella notte a poco a poco il vento diminuisce, ora restano solo le onde!
17 gennaio 2010
Navigazione verso Huatulco. Alle 6 del mattino il vento e' decisamente piu' benevolo (20-25 nodi), cosi' apriamo la trinchetta e con tre mani di terzaroli alla randa ci rimettiamo in rotta. La nostra velocita' e' buona, andiamo sui 5-6 e anche le onde stanno lentamente abbassandosi. Lo scarroccio ci ha portato al largo per 24 miglia rispetto alla rotta originale, cosi' dobbiamo recuperare. Una grossa motovedetta della Marina Militare Messicana ci incrocia e ci contatta per radio: chiedono i nostri dati, la nostra destinazione e il motivo per cui siamo tanto lontani dalla costa. Spieghiamo loro che il vento ci ha colto si sorpresa e abbiamo preferito aspettare alla cappa. Mi faccio dare anche l'ultimo aggiornamento del bollettino meteo e tutto sembra tranquillo per i prossimi giorni! Evviva! Nel pomeriggio il vento gradualmente diminuisce e noi gradualmente tiriamo su la randa e apriamo il genoa. Per l'ora di cena c'e' solo una leggera brezza a 5-6 nodi di bolina a 40 gradi e un' onda disordinata che fa lavorare un sacco il pilota automatico! Ci consoliamo con un bel piattone di gobi al ragu' bolognese. Nella notte soliti turni e una miriade di stelle cadenti.
18 gennaio 2010
Navigazione verso Huatulco. All'alba mancano 40 m/n alla nostra destinazione, se vien su un po' di vento per stasera potremmo essere ancorati in una delle molte baie della zona. Purtroppo, pur avendo le vele gonfie e l'elichetta della velocita' che segna 4 nodi, il gps e' di tutt'altra opinione: secondo lui siamo a velocita' zero, anzi stiamo addirittura tornando indietro. Ci deve essere una corrente pazzesca che non ci permette di avanzare, tanto che al tramonto siamo costretti ad accendere il motore per diverse ore. In tutta la giornata abbiamo percorso solo 7 m/n... questo posto e' l'incubo dei naviganti! Per cena ci facciamo dell'altra pasta al ragu'. Nella notte soliti turni e un po' di vento che ci permette di contrastare la corrente e muoverci a 2 nodi di velocita'. La costa ancora non si intuisce nella foschia.
19 gennaio 2010
Arrivo a Huatulco, Bahia Chahue'. Al mattino quando finisco il mio turno finalmente vediamo terra e mancano 10 m/n. Certo il vento non e' dalla nostra parte, cosi' passiamo la mattinata a fare dei bordi per raggiungere l'ancoraggio e verso le 13 buttiamo l'ancora nell'acqua limpida di Bahia Chahue', di fronte ad una spiaggia dove sorgono molti resorts turistici. Purtroppo ora abbiamo un altro problema: mentre cerchiamo di tirarla su, la deriva si incastra e passiamo il resto del pomeriggio cercando di tirarla fuori. Alla fine Fra si butta in acqua e la disincastra da sotto e io con una drizza la tiro su completamente, vedremo nei prossimi giorni come fare per ripararla definitivamente. Mettiamo il barchino in acqua e andiamo a vedere se alla marina qui di fianco hanno un posto per Damiana, in fondo e' da agosto che non andiamo in una vera marina e se i prezzi sono buoni, perche' no? Alla marina hanno una meravigliosa end-tie (ovvero una fine-molo) e pagando la rata mensile si risparmia piu' del 40%, cosi' decidiamo che domani ci trasferiremo. Torniamo alla barca e prima del tramonto ci godiamo una buona guacamole fresca con l'ultimo avocado. Per cena ci mangiamo una bistecca enorme con contorno di carote, patate e piselli. Siamo stanchi da morire, ma felici: finalmente ci siam tolti questo peso di Tehuantepec e da qui la navigazione verso nord non dovrebbe comportare particolari problemi.


Programmi futuri: visto che abbiamo preso una slip all marina, pensavamo di farci anche un girettino nell'interno, sembra infatti che lo Stato di Oaxaca sia uno dei piu' affascinanti di tutto il Messico. Certo poi abbiamo le solite riparazioni da fare, specie il generatore eolico... solo all'idea di smontarlo mi passa la voglia (ricordo bene la fatica di installarlo!!). Non sappiamo quanto tempo ci fermeremo qui, probabilmente 3 settimane, contiamo di riprendere la rotta verso nord alla meta' di febbraio. In attesa di raccontarvi del prossimo road-trip, vi abbraccio, a presto
ce l'abbiamo fatta ad arrivare a Huatulco e ormai ci siamo lasciati alle spalle anche il Golfo di Tehuantepec, uno dei passaggi che piu' preoccupano i naviganti in quest'area. In effetti, non c'e' da stare tranquilli pensando che la media annuale dei venti in questo luogo e' ben superiore ai 20 nodi, ma il vero problema in realta' e' l'altezza delle onde e la rapidita' con cui si sviluppano. Vi posto un immagine di un modello metereologico per farvi capire quali sono le condizioni "normali" del posto:
I venti, chiamati anche Tehuantepeckers, sono originati da un'area di alta pressione presente sulle grandi pianure del Nord America e scendono a gran velocita' dal Golfo del Messico passando tra la cordigliera messicana. Insomma, e' come se si incanalassero in un imbuto e per questo motivo, una volta raggiunto il Pacifico acquistano nuova forza e intensita'. Spesso questi episodi possono durare anche per 5-7 giorni consecutivi e gli effetti delle raffiche violente si fanno sentire anche a 200 miglia di distanza dalla costa. Ci sono due "scuole" di barcaioli riguardo a come attraversare il golfo: c'e' chi suggerisce di stare almeno 300 m/n al largo e chi suggerisce di navigare con one foot on the beach, ossia non piu' di 2-3 m/n dalla costa. Dopo questa breve introduzione, vi posto il diario di bordo di questa mini-traversata che si e' rivelata piu' lunga e impegnativa del previsto: ci abbiamo messo 6 giorni per percorrere 200 m/n... ed ecco come e' andata!

14 gennaio 2010
Partenza da Puerto Chiapas. Alle 6.30 siamo in piedi perche' aspettiamo l'ispezione della Marina Militare per le 7. Finalmente la Capitaneria ci ha dato il permesso di partire, le previsioni meteo sono buone, abbiamo ben 3 giorni di calma nel Golfo per raggiungere Huatulco. Alle 7.30, siccome ancora non si vede nessuno, chiamo con la radio per sollecitare l'ispecion de salida e alla fine siamo costretti ad aspettare fino alle 9 prima che un barcozzo carico di militari si avvicini. E' la prima volta che ci ispezionano la barca con i cani anti...?? droga? armi? boh? Il tutto si svolge in un clima rilassato e tranquillo con un simpatico ufficiale che prende appunti e il povero cagnuzzo che scivola sulla superficie liscia di Damiana. Cosi' alle 10 siamo pronti, salpiamo l'ancora e per le 10.30 siamo fuori dal porto, con le vele issate e zero vento.
Proviamo a percorrere qualche miglio a motore per vedere se piu' al largo c'e' un po' di brezza ed, in effetti, qualche nodo da ovest ci aiuta a tenere una bolina a 40 gradi, ma andiamo lenti davvero. Inoltre c'e' un'onda lunga piuttosto fastidiosa che mi fa venire subito un terribile mal di mare, cosi' riattivo il mio braccialetto ad impulsi che non usavo piu' da molti mesi ormai... eh beh, si sa che il mal di mare e' sempre in agguato! Il pomeriggio trascorre noiosamente cercando di aggiustare le vele al meglio per tenere la rotta, se va avanti cosi' non ce la faremo mai ad arrivare in due giorni! Per cena Francesco mi prepara una zuppetta calda che mi rimette a posto lo stomaco, mentre lui si mangia dei gamberetti al vapore e del chayote con la maionese. Nella notte i soliti turni (Fra dalle 18.00 a 00.00, io da 00.00 alle 06.00), pochissimo vento variabile e una miriade di pescherecci intorno a noi.
15 gennaio 2010
Navigazione verso Huatulco. Al mattino quando finisco il mio turno dietro di noi c'e' un nuvolone nero gigante da cui scende anche una minuscola tromba marina... meno male che almeno abbiamo un po' di brezza sui 6-7 nodi e riusciamo ad allontanarci. Continuiamo di bolina, allargando a poco a poco, sole a picco e decine di tartarughe a mollo intorno a noi.
Una addirittura ci segue per un po', tanto la nostra velocita' e' pressoche' nulla!
La prospettiva di arrivare in due giorni infatti sta lentamente sfumando: in 24 ore abbiamo percorso solo 52 m/n, se non si alza un po' di vento saremo in mezzo al golfo giusti giusti per beccarci una bella sventilata prevista per domenica 17, speriamo bene! Il caldo e' insopportabile, nel pomeriggio il vento cala ancora e continua a cambiare direzione facendoci diventare matti con la regolazione delle vele... un sacco di lavoro per nulla, visto che la velocita' non aumenta! Per cena tacos con cavolfiore e pesce dorado saltato in padella. Nella notte soliti turni e vento inesistente. Dopo la mezzanotte improvvisamente il vento gira di 180 gradi ed ora viene da nord est, finalemente ci muoviamo bene, con 12-15 nodi andiamo a 7-8 di velocita' e il gps ci da' una stima di arrivo positiva, e vai!
16 gennaio 2010
Navigazione verso Huatulco. Al mattino il venticello dal nord-est soffia ancora quasi piu' sostenuto che nella notte e questo ci preoccupa un poco, visto che potrebbe essere un Tehuantepecker in anticipo. Ascolto la net per le previsioni meteo e ci assicurano che tutto sara' tranquillo fino a domani. Le ultime parole famose: nemmeno due ore dopo siamo in mezzo ad una burrasca forte con vento oltre i 35 nodi e onde di 3-4 metri (Francesco sostiene piu' alte ancora, in effetti erano previste onde di 18 piedi, circa 5.5 metri). Diamo subito due mani di terzaroli e arrotoliamo parte del genoa, ma tenere la rotta con un mare cosi' diventa subito poco confortevole.

Io scendo sottocoperta ad infilare la cerata e tempo 5 minuti abbiamo spruzzi da ogni lato e il povero Fra e' fradicio da testa ai piedi. Che dire? Stiamo correndo a 10 nodi con una bolina larga a 55 gradi, ma dopo un'oretta la navigazione diventa davvero un po' troppo "umida". Il Capitano decide che non vale la pena di continuare e ci mettiamo alla cappa, tanto tra meno di 12 ore il vento dovrebbe teoricamente diminuire.
Quando siamo gia' alla cappa diamo una terza mano di terzaroli alla randa e pensiamo che quando arriveremo a La Paz, nel Mare di Cortez, ci faremo fare una quarta mano dal nostro velaio di fiducia. Mentre ce ne stiamo seduti in pozzetto storditi dal gran vento e dalle ondone che ci fanno andar su e giu', il generatore eolico impazzisce e comincia a fare un rumoraccio tremendo. Francesco scende nello sgabuzzino per spegnerlo dal controllo centrale, ma non funziona nulla! Con molta pazienza e una gran dose di fortuna riusciamo a bloccarlo senza lasciarci un braccio dentro, meno male va!
Ovviamente con un vento cosi' abbiamo uno scarroccio di 2 nodi che ci allontana dalla meta, ma speriamo di recuperare domani! Passiamo il resto della giornata sottocoperta, il mal di mare e' difficile da controllare, pure il Capitano dice che non riesce a leggere senza che gli venga la nausea! Beato lui, io non riesco nemmeno a stare sdraiata! Nella notte a poco a poco il vento diminuisce, ora restano solo le onde!
17 gennaio 2010
Navigazione verso Huatulco. Alle 6 del mattino il vento e' decisamente piu' benevolo (20-25 nodi), cosi' apriamo la trinchetta e con tre mani di terzaroli alla randa ci rimettiamo in rotta. La nostra velocita' e' buona, andiamo sui 5-6 e anche le onde stanno lentamente abbassandosi. Lo scarroccio ci ha portato al largo per 24 miglia rispetto alla rotta originale, cosi' dobbiamo recuperare. Una grossa motovedetta della Marina Militare Messicana ci incrocia e ci contatta per radio: chiedono i nostri dati, la nostra destinazione e il motivo per cui siamo tanto lontani dalla costa. Spieghiamo loro che il vento ci ha colto si sorpresa e abbiamo preferito aspettare alla cappa. Mi faccio dare anche l'ultimo aggiornamento del bollettino meteo e tutto sembra tranquillo per i prossimi giorni! Evviva! Nel pomeriggio il vento gradualmente diminuisce e noi gradualmente tiriamo su la randa e apriamo il genoa. Per l'ora di cena c'e' solo una leggera brezza a 5-6 nodi di bolina a 40 gradi e un' onda disordinata che fa lavorare un sacco il pilota automatico! Ci consoliamo con un bel piattone di gobi al ragu' bolognese. Nella notte soliti turni e una miriade di stelle cadenti.
18 gennaio 2010
Navigazione verso Huatulco. All'alba mancano 40 m/n alla nostra destinazione, se vien su un po' di vento per stasera potremmo essere ancorati in una delle molte baie della zona. Purtroppo, pur avendo le vele gonfie e l'elichetta della velocita' che segna 4 nodi, il gps e' di tutt'altra opinione: secondo lui siamo a velocita' zero, anzi stiamo addirittura tornando indietro. Ci deve essere una corrente pazzesca che non ci permette di avanzare, tanto che al tramonto siamo costretti ad accendere il motore per diverse ore. In tutta la giornata abbiamo percorso solo 7 m/n... questo posto e' l'incubo dei naviganti! Per cena ci facciamo dell'altra pasta al ragu'. Nella notte soliti turni e un po' di vento che ci permette di contrastare la corrente e muoverci a 2 nodi di velocita'. La costa ancora non si intuisce nella foschia.
19 gennaio 2010
Arrivo a Huatulco, Bahia Chahue'. Al mattino quando finisco il mio turno finalmente vediamo terra e mancano 10 m/n. Certo il vento non e' dalla nostra parte, cosi' passiamo la mattinata a fare dei bordi per raggiungere l'ancoraggio e verso le 13 buttiamo l'ancora nell'acqua limpida di Bahia Chahue', di fronte ad una spiaggia dove sorgono molti resorts turistici. Purtroppo ora abbiamo un altro problema: mentre cerchiamo di tirarla su, la deriva si incastra e passiamo il resto del pomeriggio cercando di tirarla fuori. Alla fine Fra si butta in acqua e la disincastra da sotto e io con una drizza la tiro su completamente, vedremo nei prossimi giorni come fare per ripararla definitivamente. Mettiamo il barchino in acqua e andiamo a vedere se alla marina qui di fianco hanno un posto per Damiana, in fondo e' da agosto che non andiamo in una vera marina e se i prezzi sono buoni, perche' no? Alla marina hanno una meravigliosa end-tie (ovvero una fine-molo) e pagando la rata mensile si risparmia piu' del 40%, cosi' decidiamo che domani ci trasferiremo. Torniamo alla barca e prima del tramonto ci godiamo una buona guacamole fresca con l'ultimo avocado. Per cena ci mangiamo una bistecca enorme con contorno di carote, patate e piselli. Siamo stanchi da morire, ma felici: finalmente ci siam tolti questo peso di Tehuantepec e da qui la navigazione verso nord non dovrebbe comportare particolari problemi.


Programmi futuri: visto che abbiamo preso una slip all marina, pensavamo di farci anche un girettino nell'interno, sembra infatti che lo Stato di Oaxaca sia uno dei piu' affascinanti di tutto il Messico. Certo poi abbiamo le solite riparazioni da fare, specie il generatore eolico... solo all'idea di smontarlo mi passa la voglia (ricordo bene la fatica di installarlo!!). Non sappiamo quanto tempo ci fermeremo qui, probabilmente 3 settimane, contiamo di riprendere la rotta verso nord alla meta' di febbraio. In attesa di raccontarvi del prossimo road-trip, vi abbraccio, a presto
6 commenti:
Ho scoperto il vostro blog per caso, mentre cercavo notizie su Bocas del Toro e l'isola Bastimento per un romanzo che sto scrivendo, e sono rimasta affascinata dalla vostra scelta di vita e dai racconti dei vostri diari.
Tornerò a trovarvi
Un saluto
Kate
Bravissimi, ma temo sia stata davvero dura la navigazione per raggiungere la meta !!!
Un grandissimo road-trip e che tutto vada per il meglio
Ciao Sara, ciao Francesco! come sempre i vostri diari sono appassionanti e ci portano un po' di calore, anche se non vi invidiamo affatto tutte le sventolate che avete preso!
Anche noi facciamo il pane a bordo, ci piacerebbe conoscere la vostra ricetta, la nostra prevede 24 ore di lievitazione per un impasto molto umido, quasi senza lavorazione, viene bene si, ma bisogna calcolare bene i tempi per non restare senza!
tanti baci e a presto!
buon vento!
Ciao Kate, grazie per i complimenti ed in bocca al lupo per il tuo romanzo. Tienici informati, siamo divoratori di libri....
Cari Filibustieri, noi mescoliamo 1/2 Kg di farina con 250-300 cc di acqua (o acqua + latte, o acqua + latte in polvere) ed aggiungiamo 2 cucchiai di lievito di birra disidratato. L'impasto acquoso e' per farlo in cassetta, quello denso per dargli forma e cuocerlo su piastra. Una volta coperto il contenitore con un panno unido, a seconda della temperatura ambiente (30-20 gradi nei tropici o regioni sub-tropicali)il tempo di lievitazione varia da 1 a 2 ore, fino al raddoppio del volume. Quindi viene aggiunto il sale (e l'olio d'oliva o burro se si e' usata solo acqua) e ri-impastato. Per risparmiare il carburante del forno non lo pre-riscaldiamo ed aggiungiamo una coppetta d'acqua per generare vapore. Mentre il forno raggiunge i 200-220 gradi avviene la seconda lievitazione e una volta a regime sono necessari 45-60 minuti per la cottura. Buon appetito!
Grazie mille ragazzi! la nostra ricetta è un po' più laboriosa, mi sa che la vostra è meglio, se non altro per l'uso del lievito disidratato, facile da conservare!
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