Mi sono accorta solo ora (dopo due mesi passati a Bocas) che ancora non vi ho detto nulla riguardo questo posto, distratta dalle mille riparazioni. Innanzitutto, vediamo un po' dove siamo:

Bocas Del Toro e' un arcipelago formato da decine di isole e isolotti ricoperti da rigogliosa vegetazione tropicale e, insieme all'adiacente Laguna de Chiriqui, offre una delle mete turistiche per ora piu' gettonate dello Stato di Panama.
Non e' chiaro da dove la zona abbia preso questo nome cosi' singolare. Nel 1502 Cristoforo Colombo arrivo' qui e sembra che alcune cascatelle d'acqua dell'isola Bastimento gli ricordassero la bocca di un toro. Un'altra versione della storia pero' sembrerebbe attribuire la derivazione del nome ad una roccia in forma di un toro sdraiato sempre all'isola Bastimento. Altre varianti farebbero derivare il nome dalle onde frangenti sulle rocce dell'isola, il cui suono somiglia al muggito di un toro oppure all'ultimo capo delle tribu' locali chiamato appunto "Boka Toro".
Il passaggio del nostro caro Cristoforo (o Cristobal Colon, come lo chiamano qui) fu uno degli eventi storici piu' importanti e molti sono i luoghi che portano ancora il segno del navigatore, se pensiamo al porto di Almirante, cosi' chiamato in onore dell'Ammiraglio Colombo o alla piccola Isla Carenero, dove si fermo' per carenare appunto le sue caravelle. Ecco come appare oggi l'Isla Carenero:
Nel XVIII secolo a turbare la tranquilla esistenza dell'arcipelago e delle popolazioni locali, arrivarono gli Inglesi che iniziarono il commercio di carapaci di tartarughe, tartarughe vive, cacao e legname che venivano trasportati via nave verso la vicina Jamaica e poi in Europa. E ' cosi' che nel 1826 nasce il vero e proprio insediamento di Bocas Del Toro sull'isla Colon grazie agli immigrati Jamaicani e ad altra forza lavoro proveniente dalle isole Providencia e Sant'Andres.
Verso il 1880 poi, l'intera regione venne dedicata alla coltivazione del banano con la creazione della Snyder Banana Co. di origine statunitense, che dopo aver cambiato diversi nomi nel corso degli anni, e' tutt'ora attiva e controlla la produzione delle banane per tutta l'area con il ben conosciuto marchio Chiquita. Sara' per questa "imposta vocazione" alla monocoltura che la varieta' dei vegetali e della frutta disponibile per la popolazione e' cosi' scarsa? E' una domanda che ci siamo posti piu' volte, visto che con questo tipo di clima sarebbe possibile coltivare ogni cosa.
Attualmente la risorsa economica piu' importante del luogo e' il turismo, cresciuto moltissimo negli ultimi anni e soprattutto il cosiddetto turismo "nautico". Marcel, un ragazzo tedesco arrivato qui con il suo catamarano 10 anni fa, ci ha raccontato che le barche ancorate erano solo due e ovviamente non esistevano i marina, ne' alcun altro servizio per i barcaioli o i turisti in generale. Poi improvvisamente il boom turistico e' esploso ed ora ci sono decine di nuovi progetti in costruzione, tra cui due nuovi marina con annesso resort e chissa' quant'altro tra appartamenti, condo e nuovi hotels. Un bel cambiamento se si pensa che dopo il devastante terremoto del 1991 la zona era stata in parte abbandonata. Felipon, un surfista locale, ci ha raccontato che moltissima gente negli anni '90 lascio' Bocas e i paesi vicini perche' tutto era stato distrutto e non c'erano prospettive per il futuro. Oggi invece Bocas vive esclusivamente grazie al turismo, favorita certo dalla costruzione dell'aeroporto che la collega giornalmente con Panama City e da la' poi con il resto del mondo.
Per quanto riguarda il turismo nautico nell'area si possono trovare centinaia di ancoraggi tra le mangrovie e l'acqua limpidissima delle lagune sui cui fondali si vedono stelle marine di tutti i colori. Inoltre, Panama e' fuori dal circuito degli uragani e questo la rende una delle mete preferite dai cruisers tra giugno e novembre (cosi' come Rio Dulce in Guatemala). Purtroppo pero' questa nuova ricchezza e soprattutto la presenza di molti espatriati statunitensi ed europei hanno fatto forse perdere d'autenticita' il luogo e spesso, ci dicono i locali, questo porta a fenomeni di micro criminalita'. Tanto per dirne una, questo e' l'unico porto in tre anni di navigazione, in cui ogni giorno mettiamo il lucchetto al motore fuoribordo del barchino e chiudiamo a chiave pure Damiana. Poi, nella nostra esperienza, Panama e' lo Stato piu' costoso per quanto riguarda le pratiche di entrata in porto e relativo soggiorno, costi che raddoppiano quasi se si ha la sfortuna di entrare nel Paese durante il weekend. Visti e permesso di navigazione possono essere rinnovati anche all'infinito, basta pagare! Ogni mese la spesa e' di circa 60 dollari per due persone e un'imbarcazione al di sopra dei 9 metri, senza contare le spese di entrata che nel nostro caso hanno raggiunto la mitologica cifra di 300 dollari, insomma, diciamo che il governo panamense ha trovato un bel sistema per spennare i visitatori!
Comunque Bocas e' dopotutto un posto tranquillo, dove la gente si e' adattata alle esigenze ambientali creando una sorta di comunita' acquatica. Alla domenica i bambini si tuffano dal molo dove attracca il traghetto e fanno a gara per farsi fotografare:
Capita ogni giorno poi di vedere bimbi con il loro cayuco (la canoa di qui) che se ne vanno a zonzo per la laguna, pescando o semplicemente per fare un giretto. Nella prossima foto il bimbo in cayuco viene seguito a nuoto dal suo cane (se non si vede ingranditela): non abbiamo capito perche' non il cane non fosse a bordo della canoa, pero' non ha mollato il suo padroncino fino a riva!
Ci aggiorniamo tra qualche settimana dalle San Blas o da Colon, un abbraccio.

